Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta aspiranti scrittori

#imieiprimipensieri - Compressione

Immagine
Quando un’alba o un tramonto non ci danno più emozioni, significa che l’anima è malata. (Roberto Gervaso) Per saperne di più sull'iniziativa #imieiprimipensieri, clicca  qui .  Scrittura libera – tempo previsto 20 minuti Questo è il secondo flusso di coscienza al quale mi abbandono nel giro di pochi giorni. Siccome io stessa ho difficoltà a comprendere la mia urgenza comunicativa, non pretendo che lo facciate voi. Solo una cosa vi chiedo: non guardatemi come se fossi il prodigio della libertà espressiva. I “ma come fai a scrivere di getto, senza aver paura dell’opinione altrui?” mi lusingano ma non sono veritieri, perché io un po’ di timore ce l’ho. Scrivere senza revisionare non è facile, quando vuoi essere professionale. E non lo è nemmeno mettersi a nudo davanti a persone che non ti conoscono, e che non sempre comprendono. Forse prima o poi smetterò, ma in questa fase della vita lo ritengo importante per ritrovare contatto con quella parte di me c...

Anatomia del blogger insicuro

Immagine
“Se solo avesse saputo…” (dal film "Vero come la finzione", Marc Forster, 2006) La frase di apertura del post, in una scena del film "Vero come la finzione", fa comprendere a un esperto di letteratura che l’autrice del romanzo da lui analizzato, al momento della stesura, ha ancora dei dubbi su come sviluppare la trama.  “Usa il congiuntivo passato perché nemmeno lei sa cosa accade!”, urla Dustin Hoffman, rivelando una verità di cui tutti gli amanti dei libri dovrebbero far tesoro: il mondo interiore di uno scrittore filtra attraverso il significato letterale delle parole e arriva a chiunque abbia la sensibilità per coglierlo.

Natale con Nathalie Goldberg - I primi pensieri dello scrittore

Immagine
Sono libera di scrivere le peggiori schifezze del mondo. (Natalie Goldberg) Sono pochi i libri in grado di trasformare radicalmente l’esistenza di una persona. Uno di questi è, per me, Scrivere Zen di Natalie Goldberg : non solo mi ha aiutato a prendere confidenza con la pagina bianca, ma ha anche avuto il grande merito di farmi conoscere le filosofie orientali. Dodici anni fa trasudavo inconsapevolezza; ora, grazie a questa sciura americana, ho trovato uno stile narrativo e di vita. Ricordo ancora il momento in cui, mentre cercavo un manuale che potesse aiutarmi con i miei esperimenti creativi, vidi questo volumetto nello scaffale della Feltrinelli, in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano.  Era come se mi chiamasse a sé con la propria energia. Non indugiai un solo istante ad acquistarlo. Lo lessi in pochi giorni. Feci tutti gli esercizi proposti. Da allora, le sue parole sono una sorta di monito, quando il mentale mi distacca troppo dall’essenza dei miei testi. E...

La presenza di date in un romanzo

Immagine
La scrittura per me è un tentativo disperato di preservare la memoria. I ricordi, nel tempo, strappano dentro di noi l'abito della nostra personalità,  e rischiamo di rimanere laceri, scoperti.  (Isabel Allende)  Qualche giorno fa ho concluso la lettura di “Non aspettare la notte”, quarto romanzo della scrittrice Valentina D’Urbano. Avendo molto apprezzato le sue opere precedenti, sono rimasta un po’ delusa. Forse un autore che sfonda le classifiche per tre volte di fila si illude di poter vivere di rendita, riducendo di il proprio sforzo mentale. Concentrarsi esclusivamente sulla trama però porta a trascurare quel lavoro di fino che determina la qualità di un prodotto letterario. Lo stile mi è parso poco raffinato, con una sovrabbondanza di espressioni abusate perdonabili a un esordiente, non a una scrittrice affermata. Inoltre, la scelta di datare le vicende risultava posticcia e non supportata da adeguate esigenze narrative. Quando ho recensito i...

Di cosa ha bisogno la nostra scrittura?

Immagine
L'abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose. (Michel de Montaigne) Spesso i blog dedicati alla scrittura creativa consigliano di esercitarsi ogni giorno per mantenere mano e cervello allenati. Suggeriscono di stabilire delle tempistiche precise per ogni sessione creativa e di rispettarle spaccando il minuto, o in alternativa di definire il numero minimo di parole da sfornare. In poche parole, chiedono di essere ligi alla propria tabella di marcia, timbrando il cartellino come in ufficio. Pur riconoscendo che la costanza sia fondamentale per qualunque attività, considero questa indicazione un’arma a doppio taglio: Il termine routine di scrittura mi sembra un vero e proprio ossimoro.

Il rapporto tra autore e personaggi - la sospensione del giudizio

Immagine
Più si giudica, meno si ama. (Nicolas de Chamfort) Oggi ho deciso di insegnarvi un trucchetto per tratteggiare in profondità gli eroi delle vostre storie. A seconda del carattere di ognuno, applicarlo potrebbe essere semplicissimo, oppure molto complicato. Non vi sto infatti suggerendo una regola narrativa finalizzata all’acquisizione di competenze tecniche, né consigliando libri da leggere o esercizi da svolgere: vi sto chiedendo invece di sviluppare una qualità caratteriale fondamentale per l’attività di scrittura, la capacità di rinunciare a ogni giudizio superficiale . Pensate di poterci riuscire? Secondo me, sì. Occorre però ricordare che la scrittura di un individuo rispecchia il suo carattere e il suo atteggiamento generale nei confronti della vita. Un eventuale cambiamento deve quindi partire dalla realtà quotidiana, con l’adozione di modalità relazionali sempre più orientate a una comprensione profonda delle altre persone. Non appena questo atteggiamento diventer...

Guest-post di Marco Lazzara - Il viaggio dello scrittore raccontato dagli Arcani Maggiori dei Tarocchi

Immagine
Ci sono autori che scrivono con luce, altri con sangue, con lava, con fuoco, con terra, con fango, con polvere di diamante ed infine quelli che scrivono con inchiostro. Sventurati, con inchiostro.  (Pierre Reverdy) Gli Arcani Maggiori dei Tarocchi rappresentano un percorso ciclico, che inizia e si conclude con la carta del Matto: il Matto dà il via e il Mago realizza, e da lì ha inizio un percorso che termina con il Mondo, la fine del progetto; a quel punto il Matto disfa tutto quanto e si riinizia daccapo. In maniera molto giocosa, vi propongo di seguire un percorso alternativo dei Tarocchi, in modo che ognuna delle carte simboleggi una delle varie fasi che accompagnano la produzione di un libro.

Guest post di Marco Lazzara - Arcani Tour #13 - La Giustizia.

Immagine
  Poiché nutro da anni interesse per le discipline esoteriche, non potevo esimermi dall’ospitare una tappa dell’ Arcani Tour , il viaggio di blog in blog, giunto oggi al tredicesimo appuntamento, che sta compiendo lo scrittore Marco Lazzara per far conoscere il proprio libro di racconti. L’iniziativa prevede che il padrone di casa scelga una carta dei Tarocchi, e l’autore scriva un post traendone ispirazione. Siccome la mia beta-reader Marina mi ha “rubato” l’ Imperatrice sotto il naso (scherzo, ovviamente!), ho optato per la carta della Giustizia, che secondo Jodorowsky rispecchia l’archetipo di cui il mio segno zodiacale incarna le energie: non è un caso che la signora sul trono abbia in mano una bilancina… Ora passo la parola a Marco: il post di oggi si intitola “ Il punto di vista - la persona ” e analizza tecnicamente le diverse persone grammaticali utilizzabili dal narratore. Leggete, mi raccomando, leggete!

Lo scrittore tra essere e divenire

Immagine
Il talento è la tassa per l'esercizio dell'arte. (Alessandro Morandotti) La settimana scorsa, Salvatore Anfuso ha pubblicato il post Come si diventa scrittori , lasciando trasparire, fra i vari argomenti affrontati, anche un quesito che da anni attanaglia la blogosfera: scrittori si nasce o si diventa? Credo che questa domanda non avrà mai una risposta oggettiva. Ogni volta che qualcuno dedica attenzione all’ argomento si creano due fronti contrapposti: c’è chi parla di dono divino e chi nega l’esistenza del talento, perché secondo lui solo la dura gavetta, la pubblicazione con una casa editrice tradizionale e il conseguente riconoscimento sociale ci consentono di distinguere chi è scrittore da chi non lo è. A me non sono mai piaciute le posizioni troppo nette. La mia mente è abituata a contemplare i diversi lati della medaglia. Trovo quindi difficile accettare la dicotomia fra “essere” e “divenire” perché non vedo alcuna contrapposizione: per ...

L'aspirante scrittore e i consigli non richiesti

Immagine
Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio. Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio. (Fabrizio De Andrè) Un po’ di tempo fa, diedi da leggere a un amico alcune bozze del romanzo di cui avevo appena iniziato la stesura, e lui mi suggerì di cambiare protagonista. Era strutturato male? No. Si trattava di un cliché, di un Gary Stu? No. Per stessa ammissione del mio consigliere, il personaggio era perfetto sotto il profilo narrativo, semplicemente non incontrava la sua simpatia perché gli ricordava un tizio con cui aveva litigato. In quel momento un fantasmagorico “vaffa” iniziò a germogliare dentro di me, ma lo repressi fino a quando l’ormai ex amico non mi elencò le caratteristiche di un soggetto di propria invenzione che a detta sua sarei riuscita a maneggiare con facilità. Devo ammettere che aveva ragione: occuparmi del suo personaggio sarebbe stato semplice come bere un bicchier d’acqua, dal momen...

Scrittura e Mandala - la mia terza fase.

Immagine
Non ti chiedo di credere negli altri. Quello è solo il risultato di una mancanza di fiducia in se stessi. (Osho) Se penso alla strada che ho percorso da quando ho iniziato la stesura del mio romanzo, posso distinguere diverse fasi, corrispondenti ad altrettante tappe della mia crescita personale. Quando è nato Appunti a Margine, nel maggio 2014, nutrivo dentro di me un sincero entusiasmo. Dopo anni di silenzio, stavo riscoprendo le mie risorse creative. Avevo voglia di studiare e di inventare storie. Ogni volta che apprendevo una nuova regola o un nuovo concetto lo condividevo con voi. Scrivevo articoli approfonditi e completi (forse fin troppo lunghi) che, oltre ad essere apprezzati per i loro contenuti, trasmettevano energia, rallegravano il lettore. Non importa quanto fossi stanca per il mio lavoro: due volte a settimana tornavo a casa mi sedevo al computer. Se mi invitavano da qualche parte, a una cena o a un aperitivo, dicevo di no, ma questa routine non mi pesav...

Il romanzo in stesura visto dalla mia beta-reader.

Immagine
Già da molti mesi sto coltivando l’idea di raccontarvi della mia collaborazione con Marina Guarneri, attualmente unica beta-reader del mio romanzo in stesura. Non ho voluto aspettare di avere la storia conclusa e revisionata per chiedere un parere esterno: sono un’emergente insicura, quindi un confronto già sulle bozze mi aiuta a crescere e a imparare. Inoltre, l’aiuto e la forza che ricevo in dono sono una ricarica importante, quando mi si scaricano le pile. È come avere uno psichiatra gratis, che non mi imbottisce di farmaci ma di arte. Proprio quando stavo per accingermi a scrivere l’articolo, ho avuto un’idea: perché non delegare a lei il compito? Marina è l’unica persona che sa cosa sto combinando ed è in grado di raccontarlo in modo oggettivo. Quindi, oltre a dare ai follower e ai loro beta-reader qualche spunto per fare un buon lavoro di squadra, può anche soddisfare la curiosità dei parenti e degli amici che mi bombardano di domande, e quotidianamente si scontrano c...

Cos'è per me l'ispirazione.

Immagine
Riempi il foglio con i respiri del tuo cuore. (William Wordsworth)   Leggendo i commenti al post “ L’ispirazione è … ” di Marina Guarneri, ho notato che molti aspiranti scrittori legano l’energia creativa ad attività di carattere pratico: post-it sparsi ovunque, quaderni pieni di appunti, distrazioni in ufficio, utilizzo compulsivo dello smart-phone, ecc. La mia posizione al riguardo è un po’ diversa.   Per me l’ispirazione ha sempre rappresentato un impulso ad agire, non l’azione in sé, quindi le attività menzionate sopra sono solo la conseguenza di un messaggio che arriva da molto più lontano. Solo Cristina M. Cavaliere è riuscita a esprimere una visione in sintonia non solo con il mio pensiero, ma con quello che per gli antichi era il significato originario del termine. A ciò che ha scritto la nostra amica però arriverò fra poco, prima guardiamo la Treccani: Ispirazione - Intervento di uno spirito divino che, con azione soprannaturale, determina la volontà ...

Il mio stile di scrittura.

Immagine
  Lo stile nella scrittura deve venire senza sforzi, senza pensarci, quando ciò che si vuole dire è più forte della domanda: come dirlo? (Claude Roy) La settimana scorsa, sul blog www.lettorecreativo.it di Silvia Algerino, è stato pubblicato l’articolo “ Conosci il tuo stile ?” Subito mi si sono illuminati gli occhi: fissata come sono con l’auto-analisi, non potevo esimermi dal trasformarlo in un “meme”. Per me la consapevolezza è ciò che distingue un essere umano da un cyborg. A volte ci affidiamo agli automatismi perché il nostro organismo punta al risparmio energetico, ma i processi creativi non possono trasformarsi in un vuoto meccanismo di stimolo e risposta. Anzi, non devono. Mai! Se quando scriviamo ci lasciamo fagocitare da schemi di pensiero appresi passivamente, o permettiamo ai beta-reader di condizionarci come se avessero in mano le tavole della legge, i nostri testi somiglieranno a quelli di mille altre persone, parleranno della nostra arte solo a spraz...

Scrittura e dintorni - le tre parole chiave del 2016

Immagine
Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (Seneca) Circa un anno fa, avevo scritto un post intitolato “Le tre parole chiave del 2015”, poi cancellato per errore e mai pubblicato. Nonostante il contrattempo, ricordo ancora perfettamente i termini scelti perché più volte, durante l’anno appena concluso, essi hanno attirato la mia attenzione. Per dodici mesi ho cercato di comprendere il loro significato e di integrarlo nel mio modo di essere. Ci sono riuscita? Purtroppo non del tutto.   L’unica attività nella quale ho mantenuto una costanza incrollabile è stata la lamentela. La libertà rappresenta tutt’ora per me una tematica rovente (c’è o non c’è, nella mia vita?), mentre l’ intuizione talvolta è ancora sottomessa alle paturnie del mentale: so che la mia coscienza conosce la verità, ma non la ascolto... Tuttavia, i semini sono stati piantati da tempo. Questi concetti hanno ormai radici solide. Continuando a innaffiare e m...

Gli aspetti della mia scrittura che voglio lasciare nel 2015

Immagine
Ascolta il tuo cuore: esso conosce tutte le cose. (Paulo Coelho) Per l’ultimo aggiornamento prima di Natale, avevo anticipato l’arrivo di un post dedicato all’evoluzione dei personaggi, in programma giovedì scorso e poi slittato a causa di esigenze contingenti. Tuttavia, il clima festoso mi ha reso pigra: non sono entusiasta all’idea di cimentarmi con argomenti impegnativi.  Proporrò quindi un pezzo più soft, ispirato all’articolo “ 7 cose che ho deciso di lasciar andare nel nuovo anno ”, pubblicato da Andrea Giuliodori sul blog Efficacemente. Mi sento piuttosto fiduciosa riguardo al 2016: dopo un 2014 terribile e un 2015 frignone, penso che finalmente potrò raccogliere i frutti dei molti sacrifici fatti. Sento che sarà un anno pieno di novità positive nella vita privata, nel lavoro e forse anche nella scrittura; o almeno me lo auguro. Per lasciare spazio al cambiamento, devo prima fare un po’ di pulizia. Già da tempo sto cercando di tagliare i rami secchi e di all...

Guest post - Essere scrittori o tentare di diventarlo (seconda parte)

Immagine
Oggi, dietro vostra stessa richiesta, pubblico la seconda parte del post più controverso dell’anno. Come anticipato, si parlerà di self-publishing. Credo non sia necessario dilungarsi troppo nelle presentazioni: abbiamo già avuto modo di fare la conoscenza dell’autore. E io mi sento oppressa da tutte le parole che mi sono trovata addosso. Del resto una persona scrive il suo commento, e poi si dedica ad altro. Ma quando gli interventi sono ottanta (mettendo insieme sia la prima parte dell’articolo, sia quello scritto da me che ne è seguito), e quasi tutti di attacchi personali, l’energia all’interno del blog cambia. Solo una persona, fra tutte quelle che hanno commentato, si è presa la briga di chiedermi scusa per la gogna mediatica in cui mi sono trovata coinvolta. Pazienza, è andata così. Giovedì (o forse mercoledì sera) pubblicherò un post più natalizio, per ripristinare la positività perduta. Intanto, vi lascio in compagnia di Gaspare. Fate i bravi, mi raccomando! Anch...

Guest-post e criteri di scelta - chi merita di essere pubblicato.

Immagine
Facile è essere buoni. Difficile è essere giusti. (Victor Hugo) Secondo il mio grossolano calendario editoriale, oggi avrei dovuto presentarvi un nuovo punto di vista sull’evoluzione psicologica del personaggi, da me maturato durante la stesura del romanzo. Mi incuriosiva il risultato dell’unione fra le tecniche narrative a noi note e la legge del karma, ma dovrò aspettare la vigilia di Natale, perché c’è una questione più spinosa da affrontare. Per lunedì è in programma la seconda parte del guest-post di Gaspare Burgio “Essere scrittori o cercare di diventarlo” . Alcuni lettori non l’hanno gradito, mi sento in dovere di spiegare le ragioni per cui ho deciso di pubblicarlo nonostante i toni aggressivi e l’atteggiamento (per sua stessa ammissione) un po’ borioso dell’autore. Non voglio giocarmi la fiducia ottenuta in questo anno e mezzo di blogging per un banale scivolone: prima di decidere come procedere, voglio confrontarmi con voi e con Gaspare.

Guest post - Essere scrittori o tentare di diventarlo (prima parte)

Immagine
Qualche giorno fa, ho ricevuto da Gaspare Burgio una riflessione sulla propria esperienza di scrittura e sulla decisione di auto-produrre le proprie opere. Ho divorato le sue 3300 parole in un batter d’occhio, facendo “sì” con la testa: inevitabile che abbia deciso di pubblicarle il suo articolo, seppur in due diversi appuntamenti per agevolarne la lettura. Nella metà che leggerete oggi, Gaspare pone un interrogativo interessante: a chi spetta stabilire la qualità di un’opera letteraria? A un editore, o all’autore stesso? Il fatto che qualcuno ci dica “bravi” legittima il nostro valore, o esso esiste a prescindere? “Arrivò poi il self-publishing”… Questa è la frase di raccordo che lunedì prossimo ci trasporterà nel fantastico mondo della produzione Indie. Non anticipo nulla, se non che alcuni dei miti più duri a morire saranno sfatati in pochi colpi sulla tastiera. Ringrazio quindi Gaspare Burgio, che ospito sempre volentieri. Per quanto non ami le espressioni offensive, h...

I "vorrei" della mia scrittura.

Immagine
La fatalità è la scusa delle anime senza volontà. (Romain Rolland) Qualche giorno fa, Tenar ha pubblicato l’articolo “ Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo ” e subito ho avuto l’idea di trasformarlo in un meme. Tuttavia, al momento di definire la scaletta del post, mi sono trovata in difficoltà: la lista dei miei “non” scavava nell’inconscio, risvegliava ansie e paure. “Se metto nero su bianco i miei timori, vado in paranoia”, mi sono detta. Visto che ultimamente la fiducia nelle mie capacità è un po’ vacillante, direi che non è il caso. In questo periodo sento la necessità di appoggiarmi a pensieri potenzianti, di focalizzarmi sugli obiettivi e non sui limiti. Quindi ho deciso di trasformare ogni punto dell’elenco nel suo polo positivo: ogni “non voglio” è diventato un “voglio” e, in seconda battuta, un meno pretenzioso “vorrei”. Mi piacerebbe che tali propositi non rimanessero astratti. Anche se li ho focalizzati soltanto adesso, intendo trasformarli in obiet...