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Visualizzazione dei post con l'etichetta tecniche di scrittura

Il valore di un dettaglio

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Bere una tazza di tè è qualcosa di molto profondo. (Katagiri Roshi) Il mio rapporto con lo studio è sempre stato particolare. Invece di assorbire nozioni passivamente, tendo a  reinventare e personalizzare ogni contenuto. Pertanto, quando ho sentito esprimere la convinzione che un romanzo non di genere “ debba” presentare una rarefazione delle ambientazioni e della trama, l’ho rigirata a lungo tra le mani per comprendere cosa farne. Sulle prime ho pensato di essere io a sbagliare; poi ho compreso che quanto sto facendo (con il cervello, non con la pancia) conta più di quanto mi dicono di fare. In letteratura non esistono regole inviolabili, quando si è consapevoli della propria direzione. Sebbene i manuali e gli articoli pubblicati sui blog siano stati e siano tutt’ora fondamentali per aprire la mente e migliorare le mie competenze, li ho sempre considerati semplici spunti di riflessione, da accettare o rifiutare a seconda delle mie esigenze narrative. Se ci limitassimo...

Guest post - Scrivere un romanzo esoterico.

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L’ospite di oggi non ha bisogno di grandi presentazioni perché voi, bazzicatori del web, la conoscete tutti: è Maria Teresa Steri, “proprietaria” del blog Anima di Carta , che ringrazio per aver accettato il mio invito. La scorsa estate ho fatto da beta-reader al romanzo “Bagliori nel buio”, pubblicato poche settimane fa.  Mentre ne discutevo via e-mail con l’autrice, è nata l’idea per questo post. Non si parla molto spesso di esoterismo sui lit-blog, ed è un peccato trattandosi di un argomento molto interessante. Due nozioncine di base possono essere utili anche a chi non è pratico di questo genere. Buona lettura!

L'arco temporale di una storia: quando passano gli anni.

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Il tempo è ciò che impedisce alle cose di accadere tutte in una volta. (John Archibald Wheeler) Come ho già accennato in alcuni dei miei precedenti post, il romanzo in stesura copre un arco di tempo di circa quindici anni. Le vicende sono ambientate infatti fra il 2000 e il 2015. Questa decisione è scaturita spontaneamente dalla struttura della storia e dall’arco di trasformazione pensato per il protagonista. Essendo un’esordiente assoluta all’inizio non mi rendevo conto dell’impatto che un’ambientazione avrebbe avuto sulla mia scrittura: è inevitabile infatti dover ricorrere a tecniche narrative diverse rispetto a quelle utilizzate quando la trama è circoscritta a un periodo di pochi giorni o pochi mesi. L’autore è costretto a prendere piccoli accorgimenti per rendere la narrazione fluida e la storia fruibile. E il rischio di scivolare nel bieco info-dump è sempre dietro l’angolo. Trame di questo genere sono piuttosto difficili da gestire, ma con il tempo l’adattam...

Scalare la vetta della prima stesura senza farsi troppo male.

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Non importa quanti obiettivi raggiungi. Quando sei uno scalatore, c'è sempre un'altra montagna. (Meredith Gray) Per l’aspirante scrittore, la prima stesura del primo romanzo non è una passeggiatina ma una scalata bastarda, scalzi sull’Everest. Ci illudiamo che i nostri personaggi siano gli unici a compiere il viaggio dell’eroe, ma anche noi dobbiamo sudare le proverbiali sette camicie per raggiungere il nostro obiettivo. Le prove che dobbiamo affrontare non sono semplici. Se non riusciamo a superarle, dobbiamo avere l’umiltà di metterci in discussione e cambiare strategia. Non abbiamo nemmeno un antagonista a cui dare la colpa dei nostri fallimenti, perché tutte le nostre difficoltà dipendono da un modo sbagliato di affrontare il problema. Siamo i principali responsabili dei nostri scivoloni, e  in un’epoca dominata dalla sindrome dello scaricabarile, prendere atto di questa sacrosanta verità è un atto di coraggio. Qualche settimana fa, in questo post...

Un anno di scrittura - la mia evoluzione.

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Il momento del cambiamento è l'unica poesia. (Adrienne Rich)   Il primo tentativo di scrittura, dopo cinque anni di silenzio, è stato fra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Si trattava di una storia scritta di getto, senza progettazione né studio, alla quale attribuisco l’unico merito di avermi sbloccato le corde vocali. Arrivata a pagina 50, già non mi piaceva più. Ho quindi tirato un profondo respiro e le ho detto addio. Ho portato con me un paio di personaggi interessanti e ho approfondito la loro conoscenza tramite schede più dettagliate. Poi, mi sono messa all’opera su una nuova trama, ho nutrito la mia idea e l’ho sviluppata in modo più preciso sebbene non fosse - come mi sono resa conto man mano che scrivevo - ancora definitiva. Questo esattamente un anno fa. Lo scorso inverno, siccome non ero soddisfatta della prima sezione, scaletta generale alla mano mi sono messa a saltare di palo in frasca occupandomi di scene e capitoli molto più avanti nell’economia d...

La costruzione della trama - il mio famigerato file Excel

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Quando la vita è quella che è, il romanzo ha diritto di essere quello che vuole. (Daniel Pennac) È passato esattamente un anno da quando ho pubblicato il post “ Gestione della trama: un compromesso fra pianificazione e creatività ”, nel quale evidenziavo la mia esigenza di armonizzare l’organizzazione del lavoro e le intuizioni improvvise che sono alla base delle mie scene migliori. Credo che questa necessità sia strettamente legata al mio carattere: anche nella vita quotidiana sono molto fantasiosa, ma ho bisogno di paletti che mi aiutino a tenere i piedi per terra, altrimenti rischio di perdere il controllo. Pianificare i miei impegni mi aiuta a non brancolare nel buio, ma gli schemi troppi rigidi mi stressano. Tengo molto alla mia libertà di azione, all’improvvisazione e alla creatività simbolica che dà senso e valore a ciò che altrimenti sarebbe solo becera routine. Ormai considero questo fragile equilibrio uno dei punti fermi del mio metodo di scrittura e non cred...

Le macchie e le paure dell' Antieroe.

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Vi esorto solo a non farvi governare dalla paura. (dal film "Il discorso del re") Questo post nasce dalla fusione di due diverse idee, sulle quali ho rimuginato a lungo negli ultimi mesi. La prima è quella abbozzata alla fine dell’articolo “ Le caratteristiche di un protagonista vincente ”, ovvero il proposito di analizzare – da un punto di vista psicologico - l’archetipo dell’antieroe. La seconda tira nuovamente in ballo quell’arzillo vecchietto di Zygmunt Bauman e i suoi studi sulla post-modernità: quali sono le paure tipiche nostra epoca e in quale modo possiamo piegare questi concetti ai nostri scopi narrativi, per creare personaggi verosimili e realistici? Entrambi questi spunti di riflessione presentano dei limiti. Sull’antieroe è già stato scritto di tutto e non voglio annoiare il lettore riprendendo concetti già presenti in rete. La sociologia, invece, è un argomento che può risultare ostico e fuori tema rispetto ai contenuti del blog, se si li...

Terza persona limitata con focalizzazione multipla - Quale personaggio è più adatto per filtrare la scena?

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Re ndete visibile quello che, senza di voi, non potrebbe mai essere visto. (Robert Bresson) È da un po’ che, su Appunti a Margine, non affronto tematiche tecniche. Ultimamente  ho preferito argomenti socio-psicologici e spirituali, perché mi consentono di esprimere il mio pensiero con maggiore libertà e di dare, agli articoli, un taglio personale, senza ripetere concetti già presenti su altri blog, con il rischio di annoiarvi a morte. Oggi, però, voglio portare avanti una riflessione su come sfruttare al meglio il punto divista in terza persona limitata con focalizzazione multipla che, come molti di voi già sanno, è quello da me adottato per il romanzo che sto scrivendo. Sono rimasta molto sorpresa, qualche mese fa, quando ho letto “Il confessore”, di Jo Nesbo, in particolare per la gestione originale dello sguardo. Il punto di vista è infatti affidato a un numero spropositato di personaggi, anche semplici comparse, ma MAI al protagonista. Una scelta narrativa di ...

Scrivere un romanzo - portare a termine la prima stesura

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Scrivo come se vi parlassi. (Marivaux) Dopo aver accarezzato l’argomento nell’ articolo La stesura del mio romanzo – Work in progress , ho deciso di approfondire il tema, aggiungendo nuovi consigli a quelli dati in precedenza. Questa volta mi focalizzerò su aspetti puramente tecnici e legati all’organizzazione del lavoro. Io stessa trarrò beneficio da ciò che scriverò, poiché ritengo di dover imparare ancora molto. Per un aspirante scrittore, la prima stesura è lo scoglio più grosso . Sapete che circa l’80% dei romanzi rimangono incompiuti? Dettaglio triste, vero? Io stessa ho riempito il cassetto di bozze mai portate a termine. Arrivata al tetto delle 50 pagine - che tra l’altro non sono poche - mi incagliavo come una barchetta fra gli scogli e poi andavo a fondo, miseramente. Anche con la storia di cui mi sto occupando attualmente ci sono stati dei tentennamenti. I primi mesi di lavoro sono stati caratterizzati da una lentezza esasperante, in parte perché molti dettagl...

Le caratteristiche di un protagonista vincente

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Ciò che la gente ama di più dell'eroe è vederlo cadere. (dal film Spider-man) Dopo l’inconveniente di lunedì scorso, eccomi di nuovo qui. Acciaccata, però ci sono. Non me la sento ancora di riscrivere il post sulle tre parole del 2015. La mia ispirazione è indisciplinata e segue le correnti d’aria. Oggi ho deciso di accantonare momentaneamente gli articoli dal taglio psicologico  per tornare a parlare di scrittura in senso stretto. In particolare, mi concentrerò sulla croce e la delizia di chiunque intraprenda un progetto narrativo: il protagonista della storia. Quando ho iniziato a progettare il romanzo a cui sto lavorando, l’idea era quella di creare un romanzo corale, con dieci personaggi sullo stesso livello. Impresa decisamente ardua, per una che non prendeva in mano la tastiera da cinque anni. Infatti poi mi sono ridimensionata. Innanzi tutto, non ho ancora l’esperienza necessaria per gestire così tanto materiale. In secondo luogo, la storia sarebbe st...

Le regole di scrittura come gli ingredienti di una torta

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Le regole sono ciò che gli artisti rompono. Ciò che è memorabile non è mai nato da una formula. (Bill Bernbach) In questo periodo, i colleghi blogger stanno tirando fuori dal cilindro degli articoli molto interessanti, che meritano di essere approfonditi in nome di una maggior consapevolezza delle proprie capacità scrittorie.  Oggi è il turno di Renato Mite e di Daniele Imperi che, con  Costruirsi le regole per scrivere  e  Le mie regole di scrittura creativa , hanno dato vita ad un "meme" che ho deciso di reinterpretare a modo mio.  Non proporrò, infatti, un elenco dei miei dogmi, ma porterò avanti una riflessione di carattere generale che muove i propri passi da una similitudine un po' malata che ho partorito qualche giorno fa.  Scrivere è come fare una torta,  ci avete mai pensato?

La scrittura imprigionata nella zona di comfort (2)

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Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.  (C.Pavese) Sono molto contenta nell’ appurare che il mio articolo “ La scrittura imprigionata nella zona di comfort (1) ” è stato apprezzato e lodato dai lettori. Per questo motivo, ho deciso di scrivere immediatamente la seconda parte, senza prestar fede al principio della rotazione di argomenti che tanto mi sta a cuore. Questa volta, non ho bisogno di alcuna introduzione: sapete già cos’è la zona di comfort e quale protezione ci offre. Chi avesse perso la prima puntata, può recuperare il pezzo al link di cui sopra. Tutti gli altri, possono continuare l’excursus dei comportamenti con i quali tendiamo a rinchiuderci dentro la zona di comfort. Riusciremo a cambiare ? Io ci provo. E voi ?

La scrittura imprigionata nella zona di comfort (1)

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Se la vostra mente non è aperta, tenete chiusa anche la bocca. (Sue Grafton) Quando, ormai mesi fa, ho scritto il post “ Le qualità psicologiche e spirituali delloscrittore ” 1° e 2° parte , ne ho trascurata una fondamentale. Forse l’avevo data per scontata: la considero una caratteristica talmente ovvia per uno scrittore che mi sembrava ridicolo menzionarla. In realtà, non è così. Se la psicologia tradizionale considera l’  apertura mentale come una generale assenza di pregiudizio, io voglio andare oltre a questa definizione e fornire un’interpretazione personale, la stessa che mi ha aiutato a comprendere meglio determinati meccanismi psicologici alla base della mia scrittura. L’obiettivo del post è renderci consapevoli di cosa avviene nella nostra testolina ogni volta che ci è richiesto di osare: la paura del cambiamento ci crocifigge ai vecchi schemi, rendendo i nostri testi statici ed ingessati. Eppure, se vogliamo partorire opere di qualità, dobbiamo essere in ...

La descrizione fisica dei personaggi

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Quando non hai niente da dire, non dire niente.  (Charles Colton) È opportuno descrivere l’aspetto fisico dei personaggi di un romanzo ? Questa è una delle questioni in cui mi capita di imbattermi più spesso quando gironzolo sui blog altrui. Al riguardo ci sono posizioni differenti che oscillano fra due estremi: c’è chi ritiene importante garantire al lettore un’immagine il più possibile precisa e chi invece preferire lasciare carta bianca alla sua immaginazione. Ovviamente ognuno opera la propria scelta coerentemente con i propri fini narrativi. Non esistono dogmi o regole inviolabili, quindi mi limiterò a raccontarvi ciò che sto facendo io. Sentitevi liberissimi di concordare o dissentire. Qualunque descrizione, che sia ambientale o fisica, porta molto spesso un rallentamento del flusso narrativo. Se non è gestita con sapienza, rischia di appesantire il racconto o di spezzarlo. Per questo motivo, occorre comprendere se il nostro inserimento è pertinente c...

Show don't tell: quando il romanzo sembra un film

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Rendete visibile quello che, senza di voi, forse non potrebbe mai essere visto. (Robert Bresson) Credo che negli ultimi dieci giorni sia nato un mostro. Dopo aver vissuto alcuni momenti di incertezza che mi hanno bloccata, ho deciso di approfondire determinate tematiche. Questo studio è stato il preludio alla stesura di alcune scene molto più mature delle precedenti. Sono ancora ben lontana dalla meta, ma soddisfatta di ciò che sto imparando durante il tragitto. Ciascuna tappa ha portato con sé degli insegnamenti importanti che concernono gli argomenti affrontati negli ultimi tre articoli. Sto infatti lavorando per: - Incrementare i meccanismi di identificazione tramite il punto di vista in terza persona limitata, il che rende necessario mantenere aggiornate le schede dei personaggi con le nuove idee maturate in sede di stesura. È sempre meglio tenere sotto controllo ogni possibile evoluzione. -Ridurre al minimo l’infodump per non essere costretta a revisioni e tagli...

Creatore, revisore e censore: tre anime in conflitto

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Ciò che il pubblico ti rimprovera, tu coltivalo: è il tuo io. (Jean Coucteau) Il rientro in ufficio dopo una settimana di influenza è stato tutt'altro che soft. La quantità di materiale accumulatosi sulla mia scrivania, anche in vista di una scadenza importante, farebbe rabbrividire il re degli stakanovisti.  S ono a dir poco stravolta.  Durante il weekend, però, ho avuto modo di lavorare un po' con i miei due nemici. Li ho messi in fila come soldatini, li ho guardati in faccia e, prendendo consapevolezza del loro aspetto mostruoso, ho cercato di limitarne il potere.  Credo che i risultati possano definirsi soddisfacenti. Mi sto allenando a prevenire l' infodump e cerco di eliminare quei piccoli blocchi che ogni tanto ancora mi legano le mani. La giornata di ieri è stata molto soddisfacente. Ho scritto alcune scene che mi hanno emozionata e divertita. Sono riuscite piuttosto bene, sono dinamiche ed intense. Dopo la demoralizzazione della scorsa settimana, ho ...

L'info-dump e le sue insidie.

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Il rimangiarmi le mie parole non mi ha mai dato l'indigestione. (W.Churchill) Sono al quarto giorno di influenza ed ormai mi rassegno a passare la settimana nel mio loculo. Al mio malessere fisico si aggiunge la partenza di mio marito, che dovrà trascorrere un po'di tempo a Milano per motivi di lavoro.  Oggi il mio umore è sotto le scarpe. Sono chiusa in un silenzio spettrale, al centro di un' esperienza che credevo di aver rimosso dalla mia vita: mi sento un po' sola e non mi capitava da anni. Sono sempre stata bene, in pace con me stessa. Forse, quando si è ammalati, si ritorna un po' bambini e le nostre antiche paure tornano a galla.  Bando ai miei sfoghi personali: ora è meglio entrare nel vivo del discorso letterario.  Speravo che questa clausura forzata potesse aiutarmi a portare avanti il romanzo. Purtroppo, fino a ieri  stavo troppo male per concentrarmi. Poi ho scritto qualcosina, ma la mia creatività ha incontrato un muro.  H...

Punto di vista - le caratteristiche della terza persona limitata

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Dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse.  E il mondo appare diverso.  (John Keating) Questo è il primo post esplicitamente "on demand" che mi trovo a scrivere, o almeno ci provo: ho trentotto di febbre e sono a letto con due cuscini dietro la schiena, il computer sulle ginocchia. Mi sto annoiando a morte, per questo motivo ho deciso di svegliarmi dal mio torpore e provare a buttar giù il mio articoletto. Incrocio le dita, nella speranza di non scaricare troppi refusi sulla pagina.  Qualche giorno fa, in un commento ad un post di Salvatore sul punto di vista, ho proclamato il mio amore per la  terza persona limitata . Lui mi ha chiesto di approfondire il discorso, quindi eccomi qui. Chi narra in terza persona limitata, adotta il punto di vista di uno o più personaggi, pertanto vincola la propria visuale a ciò che il soggetto sa, vede e conosce. Il narratore, quindi, non può esprimere il proprio pensiero né fare digressioni, ...

Imparare a scrivere con i lit-blog

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Imparare significa scoprire quello che già sai. (Richard Bach) Questo è un periodo frenetico. Bando agli eufemismi, diciamo che è incasinato da morire. Sto lavorando moltissimo e la sera, quando torno a casa, crollo sul divano come una pera cotta. Inoltre ieri, dopo le mie consuete otto ore, sono partita per il Piemonte e non ho potuto onorare il mio consueto aggiornamento, facendolo slittare di un giorno. Al mio rientro, sarà ancora peggio. Purtroppo credo che l’incostanza si impossesserà delle mie mani fino a metà novembre, a causa di una scadenza di lavoro che mi terrà molto impegnata. Cercherò di mantenere i due aggiornamenti settimanali, ma non sono in grado di garantire che essi avverranno sempre al lunedì e al giovedì. Portate pazienza: si tratta solo di quindici giorni. Ed io voglio vivere la scrittura con la massima serenità perché a stressarmi ci pensa già la mia routine quotidiana. Amo il mio blog e non voglio smettere di amarlo. E vi dirò di più: amo anche i bl...

Guest post (3). Le oscure trame dello scrittore.

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Questo è un periodo d'oro per i guest-post su "Appunti a Margine". Dopo Salvatore Anfuso , oggi è il turno di un'autrice alla quale mi sento (anche se ci conosciamo solo virtualmente) particolarmente legata: Grazia Gironella .  Forse non sapete che lo scorso inverno, dopo un rocambolesco tentativo di riprendere a scrivere dopo anni, ho ripassato le tecniche narrative stampando articoli dal suo blog e leggendo il suo manuale "Per scrivere bisogna sporcarsi le mani". Credo quindi che abbia avuto un ruolo importante nell'aiutarmi a togliere un po' di ruggine dalla mia tastiera.  Ammiro moltissimo la precisione e la chiarezza con cui spiega tattiche e strategie per scrivere al meglio, senza mai salire in cattedra ma mantenendo viva la sua umiltà e la sua grande disponibilità al dialogo.  Ne approfitto per comunicarvi che fino a metà novembre potrei non riuscire a rispettare alla lettera gli appuntamenti del lunedì e del giovedì, in quanto ho un...