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Visualizzazione dei post con l'etichetta personaggi

Tutti i colori del cliché letterario e cinematografico

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Il pubblico di oggi è drogato di banalità. (Dario Fo) CLICHÈ ROSA Colpo di fulmine Lui è fermo al semaforo, lei attraversa sulle strisce e… voilà! This is love! Okay, ragazzi: per chi crede nelle filosofie orientali, esiste il riconoscimento karmico. Dubito però che le “Liale” di noialtri, quando scrivono, pensino alle energie dell’universo. Ti odio ma ti amo ma ti odio ma ti amo ma ti odio L’alternativa al colpo di fulmine è l’amore che nasce da una profonda antipatia: verso il collega arrivista che trascorre la pausa pranzo in palestra ed è sempre circondato da zoccole in tacco dodici, il tagliatore di teste mandato in azienda per fare pulizia etnica, l’avvocato dell’ex marito in una causa di divorzio, eccetera. Il triangolo, no! Ribadisco: no, no, no, no, e no! Non ho altro da aggiungere. Segreto atroce che viene fuori poco prima che il personaggio coinvolto dica la verità Lui (o lei, ma per comodità uso il maschile) custodisce una verità inc...

Cartoline dai miei personaggi

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L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso. (Anne Carson) Qualche giorno fa, Silvia Algerino ha pubblicato il post 5 Cartoline dai miei personaggi , una sorta di spin-off del suo romanzo. L’idea mi è piaciuta moltissimo, così ho subito pensato a come personalizzarla. Considerando che il mio romanzo è ancora in corso d’opera, collocare il messaggio di protagonisti e comprimari dopo la parola fine mi sembrerebbe precipitoso. Inoltre, non voglio fare spoiler. Perché, quindi, non supporre che i ragazzi mi abbiano scritto proprio mentre si trovavano nel pieno delle loro peripezie? Dopo tutto, la trama dura circa quindici anni (sedici, se come probabile inserirò un epilogo): è inevitabile che, in un lasso di tempo così ampio, ci siano numerosi spostamenti. Alcuni viaggi sono in parte raccontati o mostrati. Altri, entrano nella storia soltanto di straforo. Uno, addirittura, si svolge prima dell’inizio della storia e potrebbe diventare un preque...

Il valore di un dettaglio

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Bere una tazza di tè è qualcosa di molto profondo. (Katagiri Roshi) Il mio rapporto con lo studio è sempre stato particolare. Invece di assorbire nozioni passivamente, tendo a  reinventare e personalizzare ogni contenuto. Pertanto, quando ho sentito esprimere la convinzione che un romanzo non di genere “ debba” presentare una rarefazione delle ambientazioni e della trama, l’ho rigirata a lungo tra le mani per comprendere cosa farne. Sulle prime ho pensato di essere io a sbagliare; poi ho compreso che quanto sto facendo (con il cervello, non con la pancia) conta più di quanto mi dicono di fare. In letteratura non esistono regole inviolabili, quando si è consapevoli della propria direzione. Sebbene i manuali e gli articoli pubblicati sui blog siano stati e siano tutt’ora fondamentali per aprire la mente e migliorare le mie competenze, li ho sempre considerati semplici spunti di riflessione, da accettare o rifiutare a seconda delle mie esigenze narrative. Se ci limitassimo...

Il rapporto tra autore e personaggi - la sospensione del giudizio

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Più si giudica, meno si ama. (Nicolas de Chamfort) Oggi ho deciso di insegnarvi un trucchetto per tratteggiare in profondità gli eroi delle vostre storie. A seconda del carattere di ognuno, applicarlo potrebbe essere semplicissimo, oppure molto complicato. Non vi sto infatti suggerendo una regola narrativa finalizzata all’acquisizione di competenze tecniche, né consigliando libri da leggere o esercizi da svolgere: vi sto chiedendo invece di sviluppare una qualità caratteriale fondamentale per l’attività di scrittura, la capacità di rinunciare a ogni giudizio superficiale . Pensate di poterci riuscire? Secondo me, sì. Occorre però ricordare che la scrittura di un individuo rispecchia il suo carattere e il suo atteggiamento generale nei confronti della vita. Un eventuale cambiamento deve quindi partire dalla realtà quotidiana, con l’adozione di modalità relazionali sempre più orientate a una comprensione profonda delle altre persone. Non appena questo atteggiamento diventer...

La galleria dei personaggi odiosi

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  è un viaggio per viandanti pazienti, un libro. (Alessandro Baricco) Qualche giorno fa, Tenar ha pubblicato un post dal titolo: “ Quei personaggi che prenderemmo a sberle ”, alla fine del quale ci ha domandato di menzionare le nostre antipatie letterarie. La mia lista era così lunga che non solo ho rinunciato a citare i suddetti individui nel commento, ma anche in vista di questo post ho dovuto operare un’emblematica selezione. Credo sia emerso un quadro piuttosto coerente con il mio modo di essere e il mio percorso letterario, ma andiamo con ordine. I CLASSICI Nonostante abbia rispolverato decine di titoli, fra i classici della letteratura ho trovato pochi personaggi odiosi. Sarà perché gentaglia come Dorian Grey, Zeno Cosini e il giovane Holden hanno accompagnato il mio passaggio dall’adolescenza all’età adulta, diventando dei punti fermi della mia vita come le maestre delle elementari? Può darsi. Di conseguenza, le mie antipatie sono piuttosto circoscritte...

L'arco temporale di una storia: quando passano gli anni.

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Il tempo è ciò che impedisce alle cose di accadere tutte in una volta. (John Archibald Wheeler) Come ho già accennato in alcuni dei miei precedenti post, il romanzo in stesura copre un arco di tempo di circa quindici anni. Le vicende sono ambientate infatti fra il 2000 e il 2015. Questa decisione è scaturita spontaneamente dalla struttura della storia e dall’arco di trasformazione pensato per il protagonista. Essendo un’esordiente assoluta all’inizio non mi rendevo conto dell’impatto che un’ambientazione avrebbe avuto sulla mia scrittura: è inevitabile infatti dover ricorrere a tecniche narrative diverse rispetto a quelle utilizzate quando la trama è circoscritta a un periodo di pochi giorni o pochi mesi. L’autore è costretto a prendere piccoli accorgimenti per rendere la narrazione fluida e la storia fruibile. E il rischio di scivolare nel bieco info-dump è sempre dietro l’angolo. Trame di questo genere sono piuttosto difficili da gestire, ma con il tempo l’adattam...

I miei personaggi - somiglianze e insegnamenti.

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Il vero io è ciò che tu sei, non ciò che hanno fatto di te. (Paulo Coelho) Il romanzo che sto scrivendo è più popolato della Cina. Ovviamente tutti i personaggi hanno un ruolo preciso. Ho lavorato sulle loro caratteristiche affinché ogni dettaglio fosse coerente con il contesto e funzionale alla trama. Ho cercato di renderli accattivanti, pur nella consapevolezza che alcuni rappresentano la bassa manovalanza della storia, sono poco più che comparse.  Probabilmente non lasceranno il segno ma hanno un compito da svolgere, ragion per cui la loro presenza mi serve come l’aria. Per i quattro personaggi principali vale un principio diverso. Non li ho cercati per sciogliere determinati nodi narrativi ma sono loro che hanno trovato me, sono nati spontaneamente e si sono sbracciati per attirare la mia attenzione. Solo adesso che ho preso confidenza con il loro carattere e i loro obiettivi capisco perché: ciascuno di essi (pur nella diversità dei tratti psicologici e biografici)...

Il questionario di Proust: se fossi il personaggio di un romanzo?

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Si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione. (Platone) Ieri un conoscente mi ha posto una domanda interessante.   Se io fossi il personaggio di un romanzo, quale storia scriveresti per me ? Io gli ho dato una risposta diplomatica: “boh”. Poi, però, ci ho riflettuto. Secondo me un ragazzo inquadrato e un po’ bigotto come lui starebbe bene in situazioni che lo costringano a tirare fuori il carattere, a mettere in discussioni le proprie convenzioni più rigide e a dire quello che pensa senza nascondersi dietro lo schermo del politically correct . Potrebbe quindi decidere di trascorrere qualche giorno nella casa al mare e trovarla occupata da un gruppo di punkabbestia. Oppure rimanere chiuso in ascensore con uno che puzza come una capra: riuscirebbe a cavarsela senza offenderlo? Forse però sarebbe più adatto come aiutante che non come protagonista. In un giallo potrebbe essere il nerd che si infiltra nel pc di un sospetto p...

Obiettivi dei personaggi e conflitti: alcune riflessioni.

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Volere è poco: bisogna desiderare ardentemente per raggiungere lo scopo. (Ovidio) L ’estate sta diventando rovente come non capitava ormai da anni e io mi sento fagocitata da questa calura, incapace di gestire la mia stanchezza. Manca ancora un mese alle ferie: spero di non arrivarci strisciando come è successo l’anno scorso. Nel frattempo, coltivo il mio bisogno di leggerezza e la volontà muovermi al di fuori dalle routine abituali, comprese quelle piacevoli come il blog. Ebbene sì, lo ammetto: ho bisogno di una pausa! Sicuramente per buona parte del mese di agosto gli aggiornamenti saranno sospesi, ma sto valutando l’idea di staccare un po’ la spina anche a luglio, aggiornando solo al giovedì fino ai primi di settembre, oppure abolendo momentaneamente gli appuntamenti fissi o scrivendo post più brevi e frivoli.   Voi cosa ne pensate? Ci rifletterò e vi farò sapere qualcosa al riguardo, ma ora veniamo al dunque: ho deciso di condividere con voi alcune riflessi...

Un anno di scrittura - la mia evoluzione.

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Il momento del cambiamento è l'unica poesia. (Adrienne Rich)   Il primo tentativo di scrittura, dopo cinque anni di silenzio, è stato fra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Si trattava di una storia scritta di getto, senza progettazione né studio, alla quale attribuisco l’unico merito di avermi sbloccato le corde vocali. Arrivata a pagina 50, già non mi piaceva più. Ho quindi tirato un profondo respiro e le ho detto addio. Ho portato con me un paio di personaggi interessanti e ho approfondito la loro conoscenza tramite schede più dettagliate. Poi, mi sono messa all’opera su una nuova trama, ho nutrito la mia idea e l’ho sviluppata in modo più preciso sebbene non fosse - come mi sono resa conto man mano che scrivevo - ancora definitiva. Questo esattamente un anno fa. Lo scorso inverno, siccome non ero soddisfatta della prima sezione, scaletta generale alla mano mi sono messa a saltare di palo in frasca occupandomi di scene e capitoli molto più avanti nell’economia d...

Show don't tell - Gli elementi che compongono la scena.

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Abbiamo tutti una storia da raccontare, una pagina da scrivere, un libro da ultimare. (Giorgio De Luca) Oggi voglio fare outing: il file excel che utilizzo per tenere sotto controllo la storia ha, fra le sue funzioni, anche quella di ovviare a un mio limite oggettivo, forse legato all'inesperienza: a volte tendo a farmi prendere la mano dall'ispirazione e a uscire dai confini della storia. Prima di progettare la trama nel dettaglio, ho scritto diverse pagine che probabilmente saranno eliminate. Mi sono state utili per creare un contatto con i personaggi e per rafforzare il mio stile, ma se voglio arrivare alla fine della stesura senza le ossa rotte devo avere una traccia da seguire, pena un bagno di sangue in fase di revisione. Certamente la pianificazione non mi rende immune da tagli e cambiamenti, né blocca le intuizioni momentanee che ogni tanto mi fanno cambiare rotta, ma mi consente di incanalare meglio la narrazione, comprendere la funzionalità di ogni ...

Guest-post (7) - Test di personalità che possono aiutare a creare personaggi complessi

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Oggi è mio ospite Alessio Montagner, da me ribattezzato “l’intellettuale di Penna blu ” perché noto ai lettori abituali del blog di Daniele Imperi, con il nick-name di Live-Alive, per i suoi commenti complessi, ma intelligenti e sensati. Solitamente, quando concordo con i guest-blogger gli articoli da scrivere, prediligo che si occupino di argomenti su cui sono poco esperta, affinché Appunti a Margine possa spaziare attraverso molteplici tematiche. Tuttavia, quando ho ricevuto questo articolo ready to publish, con tanto di immagine introduttiva, ne sono rimasta conquistata: come sapete sono appassionata di psicologia e fissata con la creazione di personaggi completi, profondi, e coerenti pur nella loro incoerenza. Anche quando le nostre fissazioni battono su un ferro già rovente, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare! Personalmente non ho mai utilizzato i test psicologici per approfondire la personalità dei miei ragazzi, ma credo che proverò. Sono molto curiosa, e penso che...

Work in progress - una storia che mi somiglia.

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I libri ci conducono nelle loro anime e aprono di fronte a noi i nostri segreti. (William Hazlitt) In uno dei miei primi post, “ Una verità interiore che trascende l’autobiografia ” evidenziavo la tendenza di molti aspiranti scrittori a narrare storie che, anche quando non sono strettamente autobiografiche, mantengono una forte connessione con la propria esperienza personale. Non dobbiamo sorprenderci di questo: dopo tutto, l’arte scaturisce da una necessità di comunicare che appartiene alla natura stessa dell’uomo. Il primo riferimento, per ciascuno di noi, sono le esperienze personali, le emozioni, le paure. Raccontarle è un modo per comprenderle meglio, guardarle dall’esterno, condividerle con gli altri e liberarci del loro peso. Imprimendole sulla carta, le lasciamo libere di viaggiare per il mondo, ci sentiamo più leggeri, pronti a viverne di nuove.  Anche Natalie Goldberg, nel suo manuale Scrivere Zen, incentiva molto questo tipo di esercizio. Raccontarsi con one...

Le macchie e le paure dell' Antieroe.

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Vi esorto solo a non farvi governare dalla paura. (dal film "Il discorso del re") Questo post nasce dalla fusione di due diverse idee, sulle quali ho rimuginato a lungo negli ultimi mesi. La prima è quella abbozzata alla fine dell’articolo “ Le caratteristiche di un protagonista vincente ”, ovvero il proposito di analizzare – da un punto di vista psicologico - l’archetipo dell’antieroe. La seconda tira nuovamente in ballo quell’arzillo vecchietto di Zygmunt Bauman e i suoi studi sulla post-modernità: quali sono le paure tipiche nostra epoca e in quale modo possiamo piegare questi concetti ai nostri scopi narrativi, per creare personaggi verosimili e realistici? Entrambi questi spunti di riflessione presentano dei limiti. Sull’antieroe è già stato scritto di tutto e non voglio annoiare il lettore riprendendo concetti già presenti in rete. La sociologia, invece, è un argomento che può risultare ostico e fuori tema rispetto ai contenuti del blog, se si li...

Terza persona limitata con focalizzazione multipla - Quale personaggio è più adatto per filtrare la scena?

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Re ndete visibile quello che, senza di voi, non potrebbe mai essere visto. (Robert Bresson) È da un po’ che, su Appunti a Margine, non affronto tematiche tecniche. Ultimamente  ho preferito argomenti socio-psicologici e spirituali, perché mi consentono di esprimere il mio pensiero con maggiore libertà e di dare, agli articoli, un taglio personale, senza ripetere concetti già presenti su altri blog, con il rischio di annoiarvi a morte. Oggi, però, voglio portare avanti una riflessione su come sfruttare al meglio il punto divista in terza persona limitata con focalizzazione multipla che, come molti di voi già sanno, è quello da me adottato per il romanzo che sto scrivendo. Sono rimasta molto sorpresa, qualche mese fa, quando ho letto “Il confessore”, di Jo Nesbo, in particolare per la gestione originale dello sguardo. Il punto di vista è infatti affidato a un numero spropositato di personaggi, anche semplici comparse, ma MAI al protagonista. Una scelta narrativa di ...

Il rapporto fra personaggi e ambientazione - flaneur, vagabondo, turista e pellegrino

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Ordine vuol dire la cosa giusta al posto giusto e al momento giusto. Sono i confini a determinare quali sono le cose, i luoghi e i momenti giusti. (Zygmut Bauman) Dopo qualche settimana, oggi ritorna il connubio fra sociologia e letteratura. Come avvenuto già in precedenza, ho deciso di piegare la volontà dei teorici post-moderni ai miei scopi narrativi, evidenziando come le strutture del mondo in cui viviamo si ripercuotano, quasi di default, sulle nostre storie, o almeno su quelle ambientate nell’era contemporanea. Oggi si parlerà di archetipi. Non quelli di Voegler, ma quelli di Zygmut Bauman. Le città, al giorno d’oggi, rappresentano nuclei alienanti. I non-luoghi sono privi di identità, relazioni significative e storia. Difficile, dunque, per le persone, riuscire a radicarsi. Ci si sente allo sbando, privi di un’àncora con cui agganciare credenze e sogni. Il contesto sociale raramente offre garanzia e sicurezza: la roulette della società punta su logiche consumi...

L'eroe e il suo nemico - tre livelli di rivalità.

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Dal tuo vero avversario ti viene un coraggio illimitato. (Franz Kafka) Fra le grandi manovre che sto facendo in questo periodo per aggiustare un po’ il tiro del romanzo in corso d’opera, c’è anche il tentativo di ottimizzare il cast e rimpiazzare soggetti inutili con altri un po’ più stimolanti, sia a livello puramente empatico sia per quanto riguarda la loro funzionalità narrativa. In particolare, sto lavorando su due figure che, entrate nella storia in punta di piedi, hanno tutte le carte in regola per ambire al ruolo di antagonista . Mi servono come l’aria, perché senza un conflitto narrativo adeguato non si riesce a mandare avanti la storia. Il problema è che, quando la vicenda narrata vuole essere realista, non sempre ci si può basare su archetipi classici. Se i nostri protagonisti sono post-moderni, devono esserlo anche i loro nemici. L’eroe non deve combattere un duello, a mezzanotte dietro la chiesa. E la cattiveria del rivale non si contrappone alla bontà de...

Raccontare il tempo presente - la realtà dei "millennials".

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Maggiore tecnologia vuol dire maggiore facilità di comunicare.  Ma anche maggiore falsità e minor privacy.  (Joel Shumacher) Ritorna, dopo qualche settimana, un articolo dedicato alla post-modernità. Ho infatti deciso di parlare della mia generazione e di darvi qualche suggerimento per rappresentarla senza incappare in anacronismi e contraddizioni. Anche i protagonisti del romanzo che sto scrivendo sono millennials . Inizialmente, il mio intento era proprio quello di raccontare una storia corale e generazionale ma, mentre procedevo con la stesura la situazione è cambiata. Quasi involontariamente, mi sono ritrovata ad attribuire maggior attenzione ai singoli personaggi e ai loro conflitti. La trama ha acquisito maggior vigore, perdendo la patina leggermente didascalica che fino a quel momento l’aveva contraddistinta. Ora mi piace molto di più, perché è focalizzata sugli eventi e sulle emozioni. Ciò nonostante, ho bisogno di essere fedele al contesto per garantire...

Raccontare il tempo presente - Le insidie della post-modernità.

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Questa nostra epoca eccelle nello smantellare le strutture e nel liquefare i modelli.  (Z. Bauman) In questo periodo, oltre a procedere con la stesura del mio romanzo, ho ritenuto necessario rispolverare i miei testi di sociologia dell’università e trovare nuovi volumi da studiacchiare. Anche se ci sono concetti ormai integrati a livello inconscio, credo che un ripassino sia utile per fare in modo che i miei personaggi, oltre ad emergere per i loro tratti psicologici e caratteriali, possano rappresentare a grandi linee la mia generazione.  Il contesto sociale non prende mai il sopravvento sulla trama, ma i miei ragazzi sono figli del tempo post-moderno, hanno una struttura mentale in parte legata alla nostra storia, alla nostra cultura. Non posso far sì che la mia trama occupi un arco di quindici anni senza comprendere fino in fondo in che modo il mondo si sia evoluto. Voglio che le azioni dei personaggi siano coerenti con l’ambiente circostante, oppure in ape...