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Scrittura e astrologia - i segni di fuoco

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Accendi un sogno e lascialo bruciare in te. (William Shakespeare) Dopo il successo dell’ introduzione e della puntata dedicata ai Segni d’Aria , torna la rubrica astrologica. Innanzi tutto voglio ringraziarvi per l’interesse dimostrato. Temevo che vi limitaste a leggere profilo del vostro segno per poi dileguarvi, ma ciò per fortuna non è accaduto. Inoltre, persino chi non conosce o non crede in questa disciplina ha mostrato curiosità. Ciò significa che molti di voi hanno trovato interessante la mia esposizione: con tali presupposti sono molto felice di proporre un nuovo appuntamento. Oggi ci occupiamo di: Ariete , Leone e Sagittario . Caratterizzati da un temperamento impulsivo e vivace, i segni di fuoco acquistano dal proprio elemento dominante un’energia vitale dirompente, ma la declinano in modo diverso a seconda dei loro pianeti governatori. Tradizionalmente si pensa all’Ariete come irruente e testardo, al Leone come un individuo che ama primeggiare e al Sagittari...

La volontà di essere un Jolly

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Se progetti deliberatamente di essere meno di ciò che sei capace di essere, allora ti avviso che sarai infelice per il resto della tua vita. (Abraham Maslow) Per il post di oggi ho deciso di chiedere aiuto a un vecchio amico. State tranquilli, non si tratta di un imbucato dell’ultimo minuto. Il post dedicato a lui è nella top-ten del blog da quasi due anni… " Un jolly è un giullare, un piccolo essere diverso da tutti gli altri. Non è di fiori né di quadri; non è di cuori né di picche. Non è né un otto né un nove, non è un re e neppure un fante. Fa parte del mazzo come tutte le altre carte, ma in realtà è un corpo estraneo .” Con queste parole, lo scrittore Jostein Gaarder presenta la figura chiave del romanzo “L’enigma del solitario”. Hans, un dodicenne in viaggio con il padre verso la Grecia, scopre che su un’isola dispersa in mezzo al Mar Mediterraneo vive una comunità formata da cinquantadue nani. Il loro microcosmo è in equilibrio perfetto, c...

Storia in sei parole a tema astrologico.

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Oggi ospito la rubrica “ Storia in sei parole ”, ideata da Michele Scarparo, della quale riporto la presentazione: Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla. Se il buon Michele, nelle nove puntate precedenti, ha proposto alcune parole intraducibili a cui ispirarsi, io ho deciso di dare un’impronta personale al gioco, andando a caccia di tematiche nuove, in grado di rappresentare meglio me e il mio blog. Fra tutte quelle che mi sono venute in mente, ho scelto questa:

Lo scrittore tra essere e divenire

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Il talento è la tassa per l'esercizio dell'arte. (Alessandro Morandotti) La settimana scorsa, Salvatore Anfuso ha pubblicato il post Come si diventa scrittori , lasciando trasparire, fra i vari argomenti affrontati, anche un quesito che da anni attanaglia la blogosfera: scrittori si nasce o si diventa? Credo che questa domanda non avrà mai una risposta oggettiva. Ogni volta che qualcuno dedica attenzione all’ argomento si creano due fronti contrapposti: c’è chi parla di dono divino e chi nega l’esistenza del talento, perché secondo lui solo la dura gavetta, la pubblicazione con una casa editrice tradizionale e il conseguente riconoscimento sociale ci consentono di distinguere chi è scrittore da chi non lo è. A me non sono mai piaciute le posizioni troppo nette. La mia mente è abituata a contemplare i diversi lati della medaglia. Trovo quindi difficile accettare la dicotomia fra “essere” e “divenire” perché non vedo alcuna contrapposizione: per ...

La galleria dei personaggi odiosi

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  è un viaggio per viandanti pazienti, un libro. (Alessandro Baricco) Qualche giorno fa, Tenar ha pubblicato un post dal titolo: “ Quei personaggi che prenderemmo a sberle ”, alla fine del quale ci ha domandato di menzionare le nostre antipatie letterarie. La mia lista era così lunga che non solo ho rinunciato a citare i suddetti individui nel commento, ma anche in vista di questo post ho dovuto operare un’emblematica selezione. Credo sia emerso un quadro piuttosto coerente con il mio modo di essere e il mio percorso letterario, ma andiamo con ordine. I CLASSICI Nonostante abbia rispolverato decine di titoli, fra i classici della letteratura ho trovato pochi personaggi odiosi. Sarà perché gentaglia come Dorian Grey, Zeno Cosini e il giovane Holden hanno accompagnato il mio passaggio dall’adolescenza all’età adulta, diventando dei punti fermi della mia vita come le maestre delle elementari? Può darsi. Di conseguenza, le mie antipatie sono piuttosto circoscritte...

Scrittura e astrologia - i segni d'aria

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Io prendo manciate di parole e le lancio in aria. Sembrano coriandoli, ma alla fine vanno a posto come le tessere di un mosaico. (Renato Rascel) Salvo indicazioni diverse del tema natale individuale, i segni d’aria sono accomunati dalla capacità di gestire bene i ragionamenti astratti. Le persone dei gemelli, della bilancia e dell’acquario tendenzialmente sono dotate di spiccata fantasia e grandi doti comunicative, sono empatiche e capaci di guardare oltre i pregiudizi. Dal momento che tali qualità le predispongono per le attività intellettuali e creative, non è un caso che io abbia trovato numerosi scrittori e poeti nati sotto un sole d’aria. Prima di analizzare nel dettaglio le caratteristiche di ciascun segno, ritengo necessaria una breve postilla, di cui mi ero scordata in sede di introduzione . Ogni segno zodiacale è governato da due o più pianeti, che esprimono diverse energie a seconda che si trovino in domicilio oppure in esaltazione . Nel primo caso, il pianeta...

Maschile o femminile: quale energia domina la tua scrittura?

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Quello che sto per scrivere farà inorridire gli omaccioni barbuti che stanno leggendo il post, quindi mettetevi seduti, cari signori: ogni individuo nasce con un identico potenziale di energia maschile e femminile. Non lo dico io, ma la fisica quantistica della creazione. «Femminile e Maschile sono due archetipi, due forme originarie che sussistono prima delle specie. Questi due archetipi hanno funzioni e simbologie diverse, ognuno ha delle sue prerogative, delle sue qualità e delle sue carenze, ma insieme si compensano e si completano formando un tutt’uno armonico che funziona a regola d’Arte, come nel Tao, dove lo Yin e lo Yang si abbracciano armoniosamente formando qualcosa che è più della somma delle parti».  – Andrea Zurlini In poche parole, il magnetico femminile e l’elettrico maschile si uniscono quando un pianeta sta nascendo e quando l’essere umano si sviluppa nel grembo materno. A ciascuno di questi due archetipi sono associate determinate cara...

Scrittura e astrologia - Introduzione

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L'astrologia, secondo me, è una grande signora, molto bella, e venuta così da lontano che non posso fare a meno di sottomettermi al suo fascino. (André Breton) L’idea di evidenziare analogie e differenze fra scrittori/blogger dello stesso segno zodiacale, è nata due settimane fa, con l’intento di pubblicare un unico post sul tema. Tuttavia, grazie ai lettori che mi hanno comunicato il proprio segno zodiacale sia su Facebook sia qui, a un ripassino sui dodici archetipi e alle mie ricerche, ho raccolto così tante informazioni che condensarle sarebbe un vero peccato. Ho quindi deciso di scrivere quattro articoli, ciascuno dei quali dedicato ai segni dominati dallo stesso elemento naturale. Per non far torti a nessuno, l’ordine che seguirò sarà legato alle dominanti del mio tema natale: - aria : gemelli, bilancia e acquario; - fuoco : ariete, leone e sagittario; - acqua : cancro, scorpione, pesci; - terra : toro, vergine, capricorno. Non...

L'aspirante scrittore e i consigli non richiesti

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Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio. Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio. (Fabrizio De Andrè) Un po’ di tempo fa, diedi da leggere a un amico alcune bozze del romanzo di cui avevo appena iniziato la stesura, e lui mi suggerì di cambiare protagonista. Era strutturato male? No. Si trattava di un cliché, di un Gary Stu? No. Per stessa ammissione del mio consigliere, il personaggio era perfetto sotto il profilo narrativo, semplicemente non incontrava la sua simpatia perché gli ricordava un tizio con cui aveva litigato. In quel momento un fantasmagorico “vaffa” iniziò a germogliare dentro di me, ma lo repressi fino a quando l’ormai ex amico non mi elencò le caratteristiche di un soggetto di propria invenzione che a detta sua sarei riuscita a maneggiare con facilità. Devo ammettere che aveva ragione: occuparmi del suo personaggio sarebbe stato semplice come bere un bicchier d’acqua, dal momen...

Scrittura e Mandala - la mia terza fase.

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Non ti chiedo di credere negli altri. Quello è solo il risultato di una mancanza di fiducia in se stessi. (Osho) Se penso alla strada che ho percorso da quando ho iniziato la stesura del mio romanzo, posso distinguere diverse fasi, corrispondenti ad altrettante tappe della mia crescita personale. Quando è nato Appunti a Margine, nel maggio 2014, nutrivo dentro di me un sincero entusiasmo. Dopo anni di silenzio, stavo riscoprendo le mie risorse creative. Avevo voglia di studiare e di inventare storie. Ogni volta che apprendevo una nuova regola o un nuovo concetto lo condividevo con voi. Scrivevo articoli approfonditi e completi (forse fin troppo lunghi) che, oltre ad essere apprezzati per i loro contenuti, trasmettevano energia, rallegravano il lettore. Non importa quanto fossi stanca per il mio lavoro: due volte a settimana tornavo a casa mi sedevo al computer. Se mi invitavano da qualche parte, a una cena o a un aperitivo, dicevo di no, ma questa routine non mi pesav...

Romanzi, copertine e trend editoriali.

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Come accennato prima di Natale, l’aggiornamento del lunedì è riservato ai guest-post e ai miei momenti di estro improvviso. Solo per l’articolo di Marina Guarneri, dato il contenuto strettamente legato a me, ho fatto un’eccezione; ora torniamo nella routine.    L’ospite di oggi lavora per un’importante casa editrice. Non ci siamo conosciute nella blogosfera, perché siamo amiche da diversi anni. L’idea per questo post è nata leggendo alcuni suoi status su Facebook, che mi hanno fatto sorridere per la scanzonata ironia con cui prendeva in giro le copertine standardizzate di alcuni romanzi, aspiranti best-seller. Spero che questa carrellata possa far sorridere e riflettere anche voi: siamo scrittori e dobbiamo sapere a cosa andiamo incontro!   L’autrice ha deciso di firmare l’articolo con il suo solo nome di battesimo, Alessandra. Non ci sono pertanto note biografiche, né link a pagine personali. Spero comunque che il brano sia di vostro gradimento.

Il romanzo in stesura visto dalla mia beta-reader.

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Già da molti mesi sto coltivando l’idea di raccontarvi della mia collaborazione con Marina Guarneri, attualmente unica beta-reader del mio romanzo in stesura. Non ho voluto aspettare di avere la storia conclusa e revisionata per chiedere un parere esterno: sono un’emergente insicura, quindi un confronto già sulle bozze mi aiuta a crescere e a imparare. Inoltre, l’aiuto e la forza che ricevo in dono sono una ricarica importante, quando mi si scaricano le pile. È come avere uno psichiatra gratis, che non mi imbottisce di farmaci ma di arte. Proprio quando stavo per accingermi a scrivere l’articolo, ho avuto un’idea: perché non delegare a lei il compito? Marina è l’unica persona che sa cosa sto combinando ed è in grado di raccontarlo in modo oggettivo. Quindi, oltre a dare ai follower e ai loro beta-reader qualche spunto per fare un buon lavoro di squadra, può anche soddisfare la curiosità dei parenti e degli amici che mi bombardano di domande, e quotidianamente si scontrano c...

Cos'è per me l'ispirazione.

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Riempi il foglio con i respiri del tuo cuore. (William Wordsworth)   Leggendo i commenti al post “ L’ispirazione è … ” di Marina Guarneri, ho notato che molti aspiranti scrittori legano l’energia creativa ad attività di carattere pratico: post-it sparsi ovunque, quaderni pieni di appunti, distrazioni in ufficio, utilizzo compulsivo dello smart-phone, ecc. La mia posizione al riguardo è un po’ diversa.   Per me l’ispirazione ha sempre rappresentato un impulso ad agire, non l’azione in sé, quindi le attività menzionate sopra sono solo la conseguenza di un messaggio che arriva da molto più lontano. Solo Cristina M. Cavaliere è riuscita a esprimere una visione in sintonia non solo con il mio pensiero, ma con quello che per gli antichi era il significato originario del termine. A ciò che ha scritto la nostra amica però arriverò fra poco, prima guardiamo la Treccani: Ispirazione - Intervento di uno spirito divino che, con azione soprannaturale, determina la volontà ...

Il mio stile di scrittura.

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  Lo stile nella scrittura deve venire senza sforzi, senza pensarci, quando ciò che si vuole dire è più forte della domanda: come dirlo? (Claude Roy) La settimana scorsa, sul blog www.lettorecreativo.it di Silvia Algerino, è stato pubblicato l’articolo “ Conosci il tuo stile ?” Subito mi si sono illuminati gli occhi: fissata come sono con l’auto-analisi, non potevo esimermi dal trasformarlo in un “meme”. Per me la consapevolezza è ciò che distingue un essere umano da un cyborg. A volte ci affidiamo agli automatismi perché il nostro organismo punta al risparmio energetico, ma i processi creativi non possono trasformarsi in un vuoto meccanismo di stimolo e risposta. Anzi, non devono. Mai! Se quando scriviamo ci lasciamo fagocitare da schemi di pensiero appresi passivamente, o permettiamo ai beta-reader di condizionarci come se avessero in mano le tavole della legge, i nostri testi somiglieranno a quelli di mille altre persone, parleranno della nostra arte solo a spraz...

Anacronismi e incongruenze in due romanzi quasi perfetti

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Dopo tutto cos'è una bugia? Solo la verità in maschera. (George Byron)   Durante il mese di gennaio, un po’ grazie alle ferie e un po’ per colpa dell’influenza, ho avuto la possibilità di leggere più del solito. Quattro romanzi, tutti piuttosto interessanti, sono già stati divorati. Fra questi, due thriller italiani: “Il ladro di ricordi” di Alessandra Pepino e “La moglie perfetta” di Roberto Costantini. Sebbene entrambe le opere mi siano piaciute molto per la trama accattivante, lo stile duro ma al contempo poetico e l’approfondimento psicologico del personaggi, il mio giudizio complessivo è stato compromesso dalla presenza di alcune incongruenze nel libro della Pepino e tre anacronismi palesi in quello di Costantini. Ammetto di essere un po’ fissata con la coerenza storica e narrativa. Marina , la mia unica beta-reader, può confermarlo: ho perso il conto delle volte in cui mi sono posta dubbi sulle mie scelte, per poi (giustamente) essere esortata a proseguire ne...