Post

Le regole di scrittura come gli ingredienti di una torta

Immagine
Le regole sono ciò che gli artisti rompono. Ciò che è memorabile non è mai nato da una formula. (Bill Bernbach) In questo periodo, i colleghi blogger stanno tirando fuori dal cilindro degli articoli molto interessanti, che meritano di essere approfonditi in nome di una maggior consapevolezza delle proprie capacità scrittorie.  Oggi è il turno di Renato Mite e di Daniele Imperi che, con  Costruirsi le regole per scrivere  e  Le mie regole di scrittura creativa , hanno dato vita ad un "meme" che ho deciso di reinterpretare a modo mio.  Non proporrò, infatti, un elenco dei miei dogmi, ma porterò avanti una riflessione di carattere generale che muove i propri passi da una similitudine un po' malata che ho partorito qualche giorno fa.  Scrivere è come fare una torta,  ci avete mai pensato?

A volte ritornano - Le tematiche ricorrenti della mia scrittura

Immagine
Uno scrittore professionista è un dilettante che non ha mai smesso di scrivere. (Richard Bach) Questo post trae spunto dagli articoli “ Lo scrittore ripete sempre lo stesso verso ” di Cristina M. Cavaliere e “ Poche idee ma fisse ” di Tenar, nei quali le due autrici evidenziano gli elementi ricorrenti nelle storie da loro raccontate. Anche io ho i miei tormentoni personali. Ci sono concetti che mi stanno molto a cuore e che periodicamente bussano alla mia porta. Non li vado a cercare: sono loro a chiamarmi.  Alcune tematiche erano presenti in alcuni dei miei racconti passati e sono ritornate, seppur declinate in modo diverso, nel romanzo di cui mi sto occupando attualmente. Ho deciso di parlarne con voi per comprendere meglio non solo la mia scrittura ma anche me stessa. Ritengo infatti che l’inconscio orienti molte delle nostre scelte narrative. Ciò che decidiamo di scrivere porta con sé le risposte ad antiche domande che abbiamo dimenticato nei reconditi dell’an...

La scrittura imprigionata nella zona di comfort (2)

Immagine
Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.  (C.Pavese) Sono molto contenta nell’ appurare che il mio articolo “ La scrittura imprigionata nella zona di comfort (1) ” è stato apprezzato e lodato dai lettori. Per questo motivo, ho deciso di scrivere immediatamente la seconda parte, senza prestar fede al principio della rotazione di argomenti che tanto mi sta a cuore. Questa volta, non ho bisogno di alcuna introduzione: sapete già cos’è la zona di comfort e quale protezione ci offre. Chi avesse perso la prima puntata, può recuperare il pezzo al link di cui sopra. Tutti gli altri, possono continuare l’excursus dei comportamenti con i quali tendiamo a rinchiuderci dentro la zona di comfort. Riusciremo a cambiare ? Io ci provo. E voi ?

La scrittura imprigionata nella zona di comfort (1)

Immagine
Se la vostra mente non è aperta, tenete chiusa anche la bocca. (Sue Grafton) Quando, ormai mesi fa, ho scritto il post “ Le qualità psicologiche e spirituali delloscrittore ” 1° e 2° parte , ne ho trascurata una fondamentale. Forse l’avevo data per scontata: la considero una caratteristica talmente ovvia per uno scrittore che mi sembrava ridicolo menzionarla. In realtà, non è così. Se la psicologia tradizionale considera l’  apertura mentale come una generale assenza di pregiudizio, io voglio andare oltre a questa definizione e fornire un’interpretazione personale, la stessa che mi ha aiutato a comprendere meglio determinati meccanismi psicologici alla base della mia scrittura. L’obiettivo del post è renderci consapevoli di cosa avviene nella nostra testolina ogni volta che ci è richiesto di osare: la paura del cambiamento ci crocifigge ai vecchi schemi, rendendo i nostri testi statici ed ingessati. Eppure, se vogliamo partorire opere di qualità, dobbiamo essere in ...

Cento giorni di felicità: quando il viaggio dell'eroe conta più della meta

Immagine
Questa è la storia di come ho vissuto gli ultimi cento giorni sul pianeta terra in compagnia dell'amico Fritz. E di come, contro ogni previsione e ogni logica, siano stati i più felici della mia vita. (Cento Giorni di felicità - Fausto Brizzi) Recentemente, mi è capitato di leggere un romanzo molto piacevole che si intitola “ Cento giorni di felicità ”. L’autore, Fausto Brizzi, è un noto regista di commedie. “Ex” e “Maschi contro femmine” sono molto divertenti, ma non si distinguono certo per spessore e profondità. Proprio per questo motivo, all’inizio avevo qualche perplessità all’idea di acquistare il romanzo, in quanto inconsciamente lo associavo alla carriera cinematografica dell’autore. A convincermi sono state, come spesso accade, le recensioni contrastanti trovare in rete. Alcuni lettori ammiravano la delicatezza con cui veniva affrontato un argomento scomodo quale il lento deterioramento del corpo in seguito alla scoperta di un tumore, mentre altri ritenevano che ...

Funzionalità dell'ambientazione e criteri di valutazione - perché ho scelto Milano?

Immagine
La nostra meta non è mai un luogo, ma piuttosto un modo di vedere le cose.  (Henry Miller) Sfogliando la libreria virtuale di Amazon, ho riscontrato una tendenza quasi agghiacciante che accomuna molti autori esordienti editi in self-publishing, specialmente se molto giovani: una fissazione quasi maniacale per gli Stati Uniti d’America. Sia chiaro: nessuno vieta di ambientare il proprio romanzo a Los Angeles o a New York, purché ci sia una motivazione valida. Come tutti gli elementi narrativi, anche la location deve essere frutto di attente riflessioni da parte dell’autore. A mio avviso, prima di scegliere un’ambientazione, ogni scrittore dovrebbe chiedersi quale città o paese può valorizzare al meglio la mia storia ? Perché può svolgersi soltanto lì e non da qualche altra parte ?  Se le risposte portano oltreoceano ben vengano, purché le domande ci siano. A volte ho l’impressione che la scelta americana dipenda da un atteggiamento un po’ paraculo: gli USA sono ...

Lo scrittore bipolare e la sua ricerca dell'equilibrio

Immagine
L'illuminazione è nella via di mezzo. (Siddharta Gautama) L’aforisma che ho pubblicato in apertura del post è tratto dal film “Il piccolo Buddha” di Bernardo Bertolucci. Si presume che appartenga a Siddharta, per questo l’ho attribuito a lui. Mi interessava pubblicarlo in quanto espone in modo estremamente semplice un concetto di cui, in una società occidentale che tende all’eccesso, si è un po’ perso il significato. Secondo le filosofie orientali esistono due energie, contrapposte ma al contempo complementari, che permeano ogni creatura vivente ed originano tutte le polarità presenti nell’universo. Lo yin è il principio femminile, riflessivo, emotivo e notturno. Lo yang invece è il principio maschile, attivo, razionale e diurno. Il sole e la luna sono gli astri che simboleggiano questa dualità consentendoci il passaggio dal sonno alla veglia, dal raccoglimento all’azione. Solo un sano equilibrio fra le forze può garantire il benessere psicofisico dell’individuo ed il r...

Le quattro fasi del cambiamento applicate alla scrittura

Immagine
L'incertezza della conoscenza non è diversa dalla certezza dell'ignoranza. (Charles Bukowsky) Alcuni miei lettori-cavia si sorprendono di quanto io sia ben disposta nei confronti delle critiche. C’è chi considera questo mio atteggiamento un’autosvalutazione o un eccesso di umiltà, ma giuro che non è masochismo. Semplicemente voglio far tesoro dei consigli – quando espressi per aiutare e non per rompere le scatole – ed utilizzarli come strumento per migliorare la mia scrittura. In questa fase della mia “carriera” non mi interessa vendere milioni di copie o pubblicare con Mondadori. Se in futuro succederà, tanto di cappello. Al momento penso sia prematuro porsi obiettivi troppo alti. Le mie priorità sono due: acquisire la maturità tecnica di una professionista e scrivere un buon romanzo. Pertanto, trincerarmi dietro atteggiamenti arroganti e vanagloriosi sarebbe assolutamente inutile e non mi porterebbe da nessuna parte. Per non rallentare troppo la stesura, ho deci...

La storia della mia scrittura - imparare sbagliando

Immagine
Iniziare un nuovo cammino spaventa.  Ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto era pericoloso rimanere fermi.  (R.Benigni) Dopo aver letto i due articoli “ Gli errori della scrittura ” di Daniele Imperi e “ La mia esperienza con la scrittura ” di Lisa Agosti, ho deciso di accettare la sfida e raccontarvi le fasi principali del mio percorso letterario e gli insegnamenti che ciascuna di esse mi ha portato. Probabilmente sono ancora all’ inizio del mio viaggio. La strada che devo percorrere per arrivare a risultati concreti  è così lunga da apparire quasi infinita. Ma ci sono delle impronte alle mie spalle che, seppur appena abbozzate, meritano di essere guardate con rispetto e gratitudine. Dopo tutto, è merito di delle mie esperienze passate, comprese quelle fallimentari, se oggi sono riuscita ad impegnarmi in un progetto a lungo termine e a portarlo avanti con costanza e serietà.  Alle storie che ho raccontato in questi anni, devo moltissimo. ...

Letture che ispirano - La trilogia del male di Roberto Costantini

Immagine
Italia era lì, davanti a me. Mi voltava le spalle e guardava il mare, i suoi piedi a solo mezzo metro dall'orlo del precipizio. Quel mezzo metro spaccava in due la sua vita e la mia. Un passo indietro o in avanti avrebbe cambiato tutto.  (R. Costantini, incipit di "Il male non dimentica") Dovete sapere che, quando un'idea per un articolo fa capolino nella mia mente, creo un post in bozza con un titolo-promemoria basato su due o tre parole chiave.  Di volta in volta scelgo poi quale tema approfondire, a seconda dell'ispirazione e dell'umore del momento. Attualmente il mio archivio virtuale conta ben  nove  pagine bianche, destinate a rimanere incomplete almeno fino a lunedì. Ieri sera è infatti successa una cosa che ha mandato al diavolo tutti i miei propositi creativi:   ho terminato la lettura di " Il male non dimentica" , capitolo conclusivo della Trilogia del male di Roberto Costantini, un romanzo di cui ho atteso l'uscita per...

La descrizione fisica dei personaggi

Immagine
Quando non hai niente da dire, non dire niente.  (Charles Colton) È opportuno descrivere l’aspetto fisico dei personaggi di un romanzo ? Questa è una delle questioni in cui mi capita di imbattermi più spesso quando gironzolo sui blog altrui. Al riguardo ci sono posizioni differenti che oscillano fra due estremi: c’è chi ritiene importante garantire al lettore un’immagine il più possibile precisa e chi invece preferire lasciare carta bianca alla sua immaginazione. Ovviamente ognuno opera la propria scelta coerentemente con i propri fini narrativi. Non esistono dogmi o regole inviolabili, quindi mi limiterò a raccontarvi ciò che sto facendo io. Sentitevi liberissimi di concordare o dissentire. Qualunque descrizione, che sia ambientale o fisica, porta molto spesso un rallentamento del flusso narrativo. Se non è gestita con sapienza, rischia di appesantire il racconto o di spezzarlo. Per questo motivo, occorre comprendere se il nostro inserimento è pertinente c...

Sondaggio: quali articoli vi piacciono maggiormente?

Immagine
Ho deciso di fare una piccola indagine di "customer satisfaction" per i miei lettori, per capire quali sono gli argomenti maggiormente gettonati sul blog. Talvolta, infatti, mi sento domandare "perché non parli di...?" e mi rendo conto di quanto sia difficile accontentare tutti, soprattutto quando la tematica richiede una documentazione che non sempre ho il tempo di reperire. Le vostre risposte mi aiuteranno a pianificare meglio gli argomenti da affrontare nei prossimi mesi, nonostante la mia incapacità di accettare imposizioni e forzature. L'ispirazione gioca sempre un ruolo fondamentale, ma se posso accontentarvi perché no? Per rispondere, clickate una delle risposte che vedete in alto a destra.  Se avete voglia, potete motivare la vostra risposta nei commenti a questo mini-post, approfondirla e suggerirmi qualche tematica che vi piacerebbe veder affrontata. Non garantisco che avrò tempi brevi, ma cercherò di accontentare tutti. Dopo tutto, io scriv...

Show don't tell: quando il romanzo sembra un film

Immagine
Rendete visibile quello che, senza di voi, forse non potrebbe mai essere visto. (Robert Bresson) Credo che negli ultimi dieci giorni sia nato un mostro. Dopo aver vissuto alcuni momenti di incertezza che mi hanno bloccata, ho deciso di approfondire determinate tematiche. Questo studio è stato il preludio alla stesura di alcune scene molto più mature delle precedenti. Sono ancora ben lontana dalla meta, ma soddisfatta di ciò che sto imparando durante il tragitto. Ciascuna tappa ha portato con sé degli insegnamenti importanti che concernono gli argomenti affrontati negli ultimi tre articoli. Sto infatti lavorando per: - Incrementare i meccanismi di identificazione tramite il punto di vista in terza persona limitata, il che rende necessario mantenere aggiornate le schede dei personaggi con le nuove idee maturate in sede di stesura. È sempre meglio tenere sotto controllo ogni possibile evoluzione. -Ridurre al minimo l’infodump per non essere costretta a revisioni e tagli...

Creatore, revisore e censore: tre anime in conflitto

Immagine
Ciò che il pubblico ti rimprovera, tu coltivalo: è il tuo io. (Jean Coucteau) Il rientro in ufficio dopo una settimana di influenza è stato tutt'altro che soft. La quantità di materiale accumulatosi sulla mia scrivania, anche in vista di una scadenza importante, farebbe rabbrividire il re degli stakanovisti.  S ono a dir poco stravolta.  Durante il weekend, però, ho avuto modo di lavorare un po' con i miei due nemici. Li ho messi in fila come soldatini, li ho guardati in faccia e, prendendo consapevolezza del loro aspetto mostruoso, ho cercato di limitarne il potere.  Credo che i risultati possano definirsi soddisfacenti. Mi sto allenando a prevenire l' infodump e cerco di eliminare quei piccoli blocchi che ogni tanto ancora mi legano le mani. La giornata di ieri è stata molto soddisfacente. Ho scritto alcune scene che mi hanno emozionata e divertita. Sono riuscite piuttosto bene, sono dinamiche ed intense. Dopo la demoralizzazione della scorsa settimana, ho ...

L'info-dump e le sue insidie.

Immagine
Il rimangiarmi le mie parole non mi ha mai dato l'indigestione. (W.Churchill) Sono al quarto giorno di influenza ed ormai mi rassegno a passare la settimana nel mio loculo. Al mio malessere fisico si aggiunge la partenza di mio marito, che dovrà trascorrere un po'di tempo a Milano per motivi di lavoro.  Oggi il mio umore è sotto le scarpe. Sono chiusa in un silenzio spettrale, al centro di un' esperienza che credevo di aver rimosso dalla mia vita: mi sento un po' sola e non mi capitava da anni. Sono sempre stata bene, in pace con me stessa. Forse, quando si è ammalati, si ritorna un po' bambini e le nostre antiche paure tornano a galla.  Bando ai miei sfoghi personali: ora è meglio entrare nel vivo del discorso letterario.  Speravo che questa clausura forzata potesse aiutarmi a portare avanti il romanzo. Purtroppo, fino a ieri  stavo troppo male per concentrarmi. Poi ho scritto qualcosina, ma la mia creatività ha incontrato un muro.  H...