A volte ritornano - Le tematiche ricorrenti della mia scrittura


Uno scrittore professionista è un dilettante che non ha mai smesso di scrivere.
(Richard Bach)

Questo post trae spunto dagli articoli “Lo scrittore ripete sempre lo stesso verso” di Cristina M. Cavaliere e “Poche idee ma fisse” di Tenar, nei quali le due autrici evidenziano gli elementi ricorrenti nelle storie da loro raccontate.
Anche io ho i miei tormentoni personali. Ci sono concetti che mi stanno molto a cuore e che periodicamente bussano alla mia porta. Non li vado a cercare: sono loro a chiamarmi. 
Alcune tematiche erano presenti in alcuni dei miei racconti passati e sono ritornate, seppur declinate in modo diverso, nel romanzo di cui mi sto occupando attualmente. Ho deciso di parlarne con voi per comprendere meglio non solo la mia scrittura ma anche me stessa.
Ritengo infatti che l’inconscio orienti molte delle nostre scelte narrative. Ciò che decidiamo di scrivere porta con sé le risposte ad antiche domande che abbiamo dimenticato nei reconditi dell’anima. Anche se sono coperte da un doppio strato di polvere, non ci hanno mai abbandonato. Soltanto spingendo la penna nelle loro viscere potremo vedere la verità. Dobbiamo quindi continuare a scavare, consapevoli che un dato argomento esaurirà la propria energia solo nel momento in cui l’avremo compreso fino in fondo. Allora potremo lasciare spazio a contenuti nuovi, ma non prima.

Attenzione al contesto socioculturale.
Fin dal primo anno di università, sociologia e psicologia mi hanno fatto brillare gli occhi. Oltre agli esami obbligatori (rispettivamente cinque e tre) anche quelli facoltativi hanno riguardato queste due discipline, così come le mie due tesi di Laurea.
Credo che non sarei in grado di scrivere un fantasy, soprattutto in questa fase della mia vita. C’è una pretesa di ve che mi si agita dentro. Anche se le mie storie sono frutto di fantasia, il mondo che descrivo è reale.
Mi piace raccontare la post-modernità. Mi piace passeggiare nei non-luoghi e mi piace fare in modo che ci sia interazione fra i personaggi ed il loro contesto.  Mi piace tirare in ballo l’attualità e parlare di ciò che esiste. Così facendo, mi sembra che l’intera struttura del romanzo diventi più solida.
Nel romanzo che sto scrivendo ci sono svariati personaggi appartenenti ai molteplici mondi che compongono la città di Milano. Mi piace farli incontrare ed interagire. Se fosse per me, sarebbero molti di più: ho deciso di “ucciderne” qualcuno perché la trama stava diventando molto complicata. Alcuni soggetti particolarmente interessanti, magari torneranno in una delle mie prossime storie.

Relazioni importanti che si basano su diversità apparentemente inconciliabili.
Il detto “chi si somiglia si piglia” non mi appartiene. Vade retro!
Come evidenziavo poche righe fa, mi piace buttare nel pentolone personaggi molto diversi e poi vedere cosa accade fra loro. Le amicizie e le relazioni d’amore non sono mai scontate, ma viziate da differenze sociali, psicologiche, caratteriali, culturali e chi più ne ha più ne metta. Gli ostacoli raramente nascono all’esterno: non ci sono genitori preoccupati o ex fidanzati gelosi che si oppongono. Ci sono però paure e paranoie. C’è la richiesta di lottare ed una profonda chiamata al cambiamento.  
Non avrebbe senso per me elaborare una trama in cui il protagonista sposa la compagna di banco delle elementari e vivono per sempre felici e contenti. Mi sembrerebbe di fare del buonismo gratuito. Io voglio che i personaggi fatichino per conquistare i loro affetti. Voglio che i loro sentimenti incontrino degli ostacoli e siano messi alla prova. Voglio che si guadagnino l’happy end, oppure che lo perdano per sempre.
L’interazione fa crescere. Ogni storia genera problematiche e insegna qualcosa di importante. Scontrandosi con ciò che è diverso, il protagonista può superare i propri limiti. Sfidando se stesso, può diventare migliore.
Per anni ha tenuto banco la figura dell’amico omosessuale. Anche in questo romanzo c’è, ma il “diverso” non è lui. Tutti e sette i personaggi più importanti sono diversi. E anche quelli secondari. Eppure, fra scontri e lacrime, riescono a cavarsela.

Personaggio con interessi spirituali/esoterici.
Come molti di voi già sanno, sono molto vicina alle filosofie orientali. Ho iniziato a studiarle sei anni fa in un momento di grossa difficoltà e cerco di applicare i loro insegnamenti nella mia vita quotidiana. Sono inoltre esperta di astrologia ed ho un diploma di primo livello reiki.
Ho provato a tenere questo interesse lontano dai miei racconti ma non ci sono riuscita. In ogni mia storia c’è un personaggio che interpreta questo modo di pensare. Una volta ho raccontato di uno psichiatra che guariva le persone facendo rivivere loro le vite passate  con la tecnica dell’ipnosi regressiva, molto utilizzata oltreoceano ma poco diffusa in Europa. Un’altra volta ho raccontato di una cartomante che si rifiutava di leggere il futuro ed utilizzava i tarocchi solo per dare consigli psicologici. E nel mio attuale romanzo c’è Stefania, un’insegnante di yoga buddhista e vegana che… mi fermo qui perché non voglio fare spoiler!
Questi personaggi sono, volenti o nolenti, i miei portavoce filosofici. Mi aiutano a veicolare le premesse iniziali. Si tratta solitamente di individui sopra le righe, che si muovono al di fuori dal senso comune. Per quel che riguarda il suo ruolo narrativo, può essere associato all’archetipo del mentore, poiché guidano l’eroe verso una nuova consapevolezza di sé.

Genitorialità conflittuale e/o figura paterna ambigua.
La gravidanza, nei miei scritti, si presenta piuttosto spesso e non sempre è voluta da entrambe le parti in causa. Anzi, a dire il vero quasi mai. Inoltre, il rapporto dei protagonisti con la famiglia d’origine è spesso conflittuale non a causa di problematiche generazionali ma per una mancanza vera e propria da parte di uno dei genitori. Può essere morto, assente oppure violento, può essere un imprenditore trafficone o un alcolizzato impenitente, ma difficilmente è sano.
Non mi piace raccontare di un litigio causato da un coprifuoco troppo spesso. Però mi preme evidenziare come i genitori condizionino l’equilibrio psicologico dei figli. Addirittura penso di aver calcato un po’ troppo la mano. Quando ho riletto le schede dei personaggi, sono rimasta allibita. Ho dovuto cambiare un po’di carte in tavola perché nessuno dei miei ragazzi aveva alle spalle una famiglia “normale”.
Voglio rappresentare una varietà sociale? Bene: esistono anche genitori che sanno amare i figli e li crescono in modo sano. I miei sono fra questi. Forse è opportuno tirarli in causa.

Talento artistico.
I miei protagonisti sono spesso taciturni ed ombrosi. Hanno difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, pertanto cercano alternative per mandare messaggi al mondo. Ecco allora che spuntano macchine fotografiche, strumenti musicali, scarpe da ballo, bombolette spry o affini. Nessuna macchine da scrivere: non voglio scrittori nel cast per evitare l’effetto Mary Sue.

Dipendenze.
Anche se il tema mi inquieta moltissimo, tante volte ho coinvolto personaggi in uno stato di sudditanza fisica o psicologica. Forse inconsciamente cerco di sublimare il fatto di non essere mai riuscita a smettere di fumare? Può darsi. Però mi piace descrivere il percorso verso l’autonomia e la piena consapevolezza di sé. Mi emoziona parlare di un tossicodipendente che si fa curare o di una donna che si ribella al compagno violento. Mi interessa raccontare la progressiva ricerca del proprio spazio di una persona che si sente incapace di camminare con le proprie gambe.

Perdersi e ritrovarsi.
Spesso ho narrato di allontanamenti improvvisi e ritorni repentini. Di gente che da un giorno all’altro decide di mollare tutto, compresi i propri affetti. Di ex che bussano alla porta e dicono “sono qui”. Dei folli tentativi di rintracciare individui scomparsi nel nulla.
Ogni volta che un personaggio si trova improvvisamente abbandonato soffre come un cane. Però soffre anche colui che scappa. Ma quando poi si ritrovano sono fuochi d’artificio, oppure botte da orbi, ma c’è sempre una sorta di chiarimento.
Quando questo avviene, anch’io tiro un profondo sospiro di sollievo. Forse ho bisogno di credere che ogni problema si possa risolvere, e che quando due persone sono legate a livello karmico non c’è separazione che tenga. Come diceva Richard Bach, nessun luogo è lontano.  

Perdono.
Ogni disagio emotivo dipende da una mancanza di perdono. Questa è una convinzione che nessuno riuscirà maia scardinare dalla mia mente. Può darsi che non riusciamo a dimenticare un errore da noi commesso in passato o un torto subito da altri. Oppure a bruciarci dentro è qualche situazione che non sarebbe mai dovuta capitare, non a noi e non in certe circostanze.
Per redimersi e ritrovare la libertà, è necessario lasciare andare tutto il passato. Questa è sempre una sfida molto difficile per i miei personaggi. A volte che la fanno, a volte no, ma sono chiamati a provarci.

Fratello e sorella.
Una delle bozze di romanzo che sono riuscita a portare più avanti rispetto alle altre raccontava di un ragazzo che partiva insieme alla sorella per scoprire cosa fosse successo al fratello maggiore, scomparso nel nulla da anni. Questo viaggio rappresentava una profonda occasione di crescita per entrambi.  
Mi è capitato da poco di rileggere quel testo. Anche se il mio atteggiamento era un po’ ingenuo, non faceva tanto schifo. Potrei rimetterci mano una volta terminato il mio polpettone, chi lo sa.
Anche nel mio attuale romanzo ci sono rapporti analoghi, sebbene questa tematica non sia al centro della storia. In particolare mi sto divertendo con il rocambolesco accostamento fra una stilista egocentrica ed un giornalista più rosso di Fausto Bertinotti. I loro confronti sono sempre molto accesi e per nulla fraterni.
Il mio master reiki dice che i rapporti fra fratelli sono spesso paritari, pertanto l’accostamento fra un personaggio maschile ed uno femminile mi aiuta a bilanciare le mie polarità. Chissà se è vero.

E voi avete delle tematiche ricorrenti? E vi ritrovate in qualcuna delle mie?


P.S. AVVISO AI LETTORI: dal momento che sia il giorno di Natale sia il primo di gennaio cadranno di giovedì, ho deciso che questa settimana e la prossima manterrò soltanto l’aggiornamento del lunedì. Ho pubblicato oggi e pubblicherò il 29 dicembre. Da lunedì 5 gennaio riprenderà la consuetudine dei due aggiornamenti settimanali. Ci ho riflettuto a lungo e, dal momento che non sono sicura di poter onorare il mio impegno, credo che questa sia la soluzione migliore. Pertanto… BUON NATALE A TUTTI! :) 

Commenti

  1. Buon Natale anche a te!

    Mi è piaciuta molto la tua lista.
    Sei molto ancorata alla realtà, mentre a me il qui ed ora sfugge sempre tra le dita. Chissà se i miei personaggi andrebbero d'accordo con i tuoi? Di certo i miei sono tutti spiccatamente indipendenti (infatti ho qualche problema con Holmes e la cocaina). Di solito hanno padri che quanto meno hanno provato a svolgere il loro ruolo, anche se spesso hanno personalità tali da schiacciare i figli. Da figlia unica, invece guardo con curiosità i fratelli. Gli unici che ho raccontato si non conosciuti ormai grandi, non saprei da dove cominciare nel raccontare un rapporto tra fratelli "ordinario".

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    1. Io sono inchiodata alla realtà con le virgolette. La mia scrittura è molto concreta, questo è vero. Ma credo nella trascendenza e le mie convinzioni spirituali permeano la mia scrittura, è impossibile riuscire a distaccarmi da esse. Sono bipolare anche in questo!

      Io ho solo una sorella "biologica", anche se chiamo fratelli i figli avuti dal mio patrigno e la sua prima moglie. Nonostante ciò, non so perché, nelle mie storie mi è sempre piaciuta l'accostata maschio e femmina. Forse ha ragione il mio master reiki.

      La cocaina ... ecco... questa è la dipendenza presente nel romanzo di cui mi sto occupando ora. Magari ci faremo una bella chiacchierata al riguardo. :)

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  2. Io spesso racconto storie di ragazzi ordinari, senza troppe implicazioni.
    Forse il perdersi-ritrovarsi è quello che potrebbe appartermi di più.

    Moz-

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    1. Anche raccontare di ragazzi ordinari può essere considerata una tua tematica ricorrente! :-D

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    2. Sì, infatti :)
      Dunque è questa la mia tematica ricorrente... in ogni tipo di scrittura pergiunta (racconti, romanzi, fumetti, sceneggiature per cortometraggi!)

      Moz-

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  3. Anche io sono molto legato la "qui e ora", e non riuscirei a scrivere di altro. Per il resto mi rendo conto che una tematica comune, anche per me, è il conflitto figli/genitori: però è un tema che è conseguenza della trama e non impostato volutamente. È anche uno di quei temi che mi mette anche in difficoltà perché, per fortuna, non ho esperienza diretta della cosa e mi imbarazza doverlo raccontare...

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    1. L'imbarazzo, come dicevamo nel post sulla zona comfort, è spesso nemico della buona scrittura. Anche io mi trovo quotidianamente a doverci combattere. Si tratta di un lavoro profondo su noi stessi che sicuramente ci farà crescere molto! :)

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  4. Innanzitutto grazie della citazione al mio post. Ho già preparato quello sui "temi trascurati ed evitati", che probabilmente pubblicherò sabato prossimo, come ora faccio di solito causa tempo tiranno. Comunque state all'occhio, ne leggerete delle belle, e magari potremo confrontarci anche su questo tema.

    A differenza tua, non sarei cioè all'altezza di scrivere una storia ambientata ai giorni nostri che a qualcuno possa piacere. Le mie storie devono avere sempre la patina del passato. Anche nel romanzo che sto rivedendo ora, "Gli Immortali", è vero che ci sono parti ambientate a New York nel 2004, ma calate profondamente in un contesto storico che parte da molto più lontano.

    Invece la spiritualità è un tema che sento molto affine, come quello delle vite passate del resto.

    Approfitto di questo spazio per ricambiare gli auguri di Buon Natale! Ci riaggiorniamo presto. :-)

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    1. Chi lo sa, magari il tuo post mi ispirerà e deciderò di scriverne una affine! :)
      Io spero che la mia storia piaccia... a me scriverla sta piacendo molto.
      E il futuro si vedrà. Sicuramente non mollerò!

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    2. Dopo Natale anch'io dedicherò un post ai temi trascurati (e forse anche a quelli evitati, vedremo). È bello confrontarci su argomenti comuni!

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    3. Vero! E tu mi hai anche dato un'idea malsana per un lavoro a quattro mani .... poi ti dirò; )

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  5. Non vedo l'ora di leggere il tuo libro, grazie di aver condiviso i tuoi "soliti sospetti" e tanti auguri di buone feste!

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    1. Grazie a te per l'affetto virtuale che mi fai sentire in ogni commento! Buone feste anche a te! :)

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  6. Qualcosa in comune ce l'abbiamo, per esempio i personaggi spirituali e le relazioni difficili tra persone incompatibili. Con la differenza che queste relazioni finiscono male nei miei libri. In compenso i malcapitati poi trovano sempre qualcuno più affine :)
    Tanti auguri di buon Natale. E scrivi tanto!

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    1. A me piace la tua scrittura proprio perché la ritengo al contempo simile e diversa rispetto alla mia. Le tematiche che affrontiamo sono affini ma declinate in modo diverso perché il paranormale non compare quasi mai ... ma di spiritualità ce n'é molta. Inoltre tu hai uno stile più lineare e classico mentre io mi pongo in modo diverso.
      Buone feste anche a te! In questi giorni risponderò anche alla tua email. E se dopo le feste avrai tempo ti potrò mandare qualcosa :)

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  7. Buon Natale anche a te. :)

    Anch'io ho delle tematiche ricorrenti. Riguardano soprattutto la violenza, il sesso, la follia, la pedofilia... la morte. Il male. Ti va ancora di leggermi? :P

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  8. le trovo tematiche molto natalizie, Salvatore o_O

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    1. La diversità è ricchezza, altrimenti col cavolo che mi mettevo con uno straniero.
      E io non mi faccio impressionare da niente! ;)
      Buon natale :)

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    2. Vedrai che racconto ti tiro fuori venerdì... :P

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    3. In questi giorni la mia presenza sui blog è un po' altalenante, ma recupererò tutti gli arretrati :)

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  9. Mi piace il tuo tormentone delle relazioni all'apparenza impossibili, in realtà molto stimolanti. Nel romanzo che sto scrivendo (o dovrei scrivere, piuttosto) al centro della vicenda c'è anche questo. Tanti auguri! :)

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    1. Mi emoziona molto raccontare questo genere di storie. Trovo infatti che i rapporti umani siano stimolanti da raccontare, perché ricchi e nello stesso tempo molto complessi! Auguri a te :)

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  10. Uhm... ci farò un post per bene, ma così rapidamente mi vengono in mente... la ricerca del proprio posto nel mondo, la musica, sentimenti inespressi e tensioni emotive che vengono nascoste anche a se stessi, relazioni di tipo omosessuale, rapporti conflittuali con i genitori, il desiderio di proteggere qualcuno, il rapporto con il divino e/o il soprannaturale, sensi di colpa/perdono...

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    1. I sentimenti inespressi sono una tematica ricorrente anche per me, sebbene mi sia scordata di menzionarla nell'elenco. I miei personaggi sono quasi tutti taciturni ed ombrosi all'ennesima potenza! :)

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    2. Uh tra l'altro mi sono ricordata che ne avevo già parlato http://aislinndreams.blogspot.it/2012/04/ossessioni-scrittorie-turn-page.html ma devo decisamente aggiornare il post, diverse cose sono cambiate o si sono evolute ^^

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    3. Magari fra qualche anno farò anche io un confronto... chissà cosa ne verrà fuori! :)

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