Il feticismo dello scrittore - non posso rinunciare a...



La lontananza, che rimpicciolisce gli oggetti all'occhio, li ingrandisce al pensiero.
(A Schopenhauer)

Qualche giorno fa, Marina Guarneri ha pubblicato un post molto divertente, intitolato “Lo scrittore feticista”. Siccome ultimamente sono una gran cacciatrice di “meme”, ho deciso di doppiarlo.

Il sociologo Paul Willis, con il concetto di “creatività simbolica”, indica l’insieme delle pratiche messe a punto dall’individuo per dare senso e significato alle proprie routine. Anche il semplice gesto di appendere un quadro alla parete può essere considerato creativo: si tratta infatti di uno stratagemma fantasioso per colorare l’ambiente e personalizzare la quotidianità.

Pertanto, se di primo acchito l’attaccamento a oggetti materiali e a piccoli rituali scaramantici potrebbe apparire in conflitto con lo spirito libero dell’artista, il feticismo ci può aiutare a individualizzare la pratica della scrittura e a donare all’ispirazione una nuova concretezza. Gli orpelli apparentemente inutili possono diventare parte integrante del nostro metodo di lavoro, facendoci sentire più sicuri.

Nemmeno io mi sottraggo a questa mania: se non dispongo del materiale, dei cibi e dei cimeli che rassicurano la mia espressività, ho quasi l’impressione che la scrittura sia mutilata. È un po’ come quando ci si accorge di aver dimenticato il portafoglio o il cellulare subito dopo essere usciti di casa.

Come Marina, anche io pubblicherò qualche foto dei miei feticci: l’idea che ha avuto mi ha aiutato a familiarizzare un po’ con il suo mondo, a conoscerla meglio. E spero possa succedere lo stesso anche a voi.


Moleskine – Il file excel di cui parlavo giovedì scorso, è solo la bella copia di tutte le mie elucubrazioni: in fase creativa non posso fare a meno di scarabocchiare come un’indemoniata.

La mia Moleskine verde è sempre con me, raccoglie continuamente idee e pensieri, è il supporto principale del mio brainstorming ed è spesso consultato anche in fase di stesura, perché alcuni concetti sono troppo cervellotici per essere sintetizzati in un foglio elettronico. Inoltre, la uso anche per fare la scaletta dei post. 
Ciò nonostante, per tenere tutto sotto controllo (anche guardando con lungimiranza alla mega-revisione che mi toccherà) un documento un po’ più schematico come quello che vi ho mostrato è fondamentale: ciò che nasce dall’ispirazione a volte è incomprensibile anche per me; ci sono giorni in cui quasi non riesco a riconoscere la mia grafia.

Occhiali – teoricamente dovrebbero essere solo riposanti, ma li uso per tutte le attività che richiedono uno sforzo visivo: guida (solo di notte), televisione, lettura e computer. Sono astigmatica e ho difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti. Senza le lenti, il mio schermo assume la strana forma di un parallelepipedo un po’ sbilenco. Inoltre, ho uno strano tic nervoso: quando rifletto su cosa scrivere, li faccio dondolare su e giù con il dito indice. Se in quel momento sono senza, la mia mano li cerca alla cieca. 

Sigarette – Quando smetterò di fumare avrò una seria difficoltà a gestire i miei break: la sigaretta segna la transizione fra due diversi momenti della storia, mi aiuta a staccarmi dal lavoro appena concluso e a entrare mentalmente in una nuova pagina.  

Se la giornata è bella, gironzolo in giardino, altrimenti mi siedo nel “pensatoio” (il ripostiglio), chiudo gli occhi e visualizzo la scena che sto per scrivere.

Purtroppo, da quando vivo con il mio compagno, non posso più fumare in casa: è per questo che ho sostituito la dipendenza gestuale dalla sigaretta con il tic degli occhiali ballerini. Quando ero a Milano, fumavo anche mentre scrivevo… A volte ero così concentrata che accendevo una sigaretta senza accorgermi di averne già una nel posacenere, vicino al computer. Anche il mio idolo zen Nathalie Goldberg faceva così, e questo mi rincuora!

I-pod – Se il fumo è per le pause brevi, la musica accompagna quelle un po’ più lunghe: mi aiuta a rilassare la mente e a ripulirla dai neuroni paranoici che si attivano quando scrivo scene particolarmente difficili.

Quest’aggeggino rosa è con me da cinque anni e conta 1052 canzoni di diverso genere (Gigi D’Alessio escluso) che, per pigrizia, non ho mai spostato sullo smartphone. Mi affido sempre alle selezione causale dei brani anche se, per uno strano e inspiegabile gioco del destino, mi trovo spesso ad ascoltare pezzi pertinenti con l’atmosfera delle pagine di cui mi sto occupando.

Tuttavia, non riesco ad ascoltare musica mentre sto scrivendo perché mi distrae. I momenti della letteratura sono sempre separati da quelli rockeggianti, ma entrambi fondamentali nella mia vita.

Smartphone – Stavolta, niente immagine: per fotografare il mio cellulare dovrei scattarmi un selfie davanti allo specchio del bagno, ma non è il caso…

Ci sono momenti in cui vorrei dedicarmi al romanzo ma il mio stato psicofisico non me lo consente. Nei momenti di abbiocco, anche la documentazione scritta risulta troppo complicata per i miei neuroni, quindi mi svacco sul divano e faccio qualche ricerca fotografica. Un giorno vi racconterò dell’archivio immagini che ho sul computer: la maggior parte di esse sono figlie dei miei tempi morti! 

Libri – Ecco un pezzettino della mia libreria pre-kindle. Non fate caso alla crema abbronzante e al caos generale: lì finisce tutto ciò che non trova adeguata collocazione in casa.

Nel mio cuore ci sono tanti romanzi che mi hanno conquistata al punto da farmi mormorare quasi con rammarico “avrei voluto scriverlo io”. Altri li avrei cestinati dopo poche pagine, ma mi hanno fatto capire gli errori da evitare quando scrivo. Ci sono opere che hanno arricchito il mio bagaglio culturale e tecnico. Qualche saggio spirituale mi ha addirittura cambiato la vita.

La mia libreria – fisica ed elettronica – non sarà mai vuota: questa è l’unica certezza assoluta che ho nella vita. È grazie ai miei libri se scrivo. È grazie ai miei libri se sono ciò che sono.

La mia postazione – Anche se sono in grado di scrivere “in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi”, la mia location preferita – che vi mostro riciclando una vecchia foto, scattata un anno fa – è il tavolo del mio salotto. Mi siedo in un angoletto vicino alla porta-finestra: davanti a me c’è uno spazio piuttosto ampio e lo sguardo riesce a respirare bene. Ho l’impressione che, seduta lì, la mia mente scorra meglio, la fantasia ne tragga beneficio. Se ho la faccia rivolta verso il muro, invece, mi blocco: qualcuno sa perché?

Il reiki – Anche questo concetto è un po’ difficile da fotografare, dal momento che si tratta di una pratica spirituale. Tuttavia, come ho evidenziato anche nel post “27 caratteristiche della mia scrittura”, qualche minuto di auto-trattamento mi aiuta a trovare lo stato di relax necessario per riuscire a scrivere senza distrazioni e a trovare la giusta connessione con la mia anima creativa.

Il lancio della patata bollente.

Quali di questi feticci condividete con me? Oppure ne avete degli altri, tutti vostri?









Commenti

  1. Io davvero mi accontento di qualcosa da mangiare o da bere... XD

    Moz-

    RispondiElimina
  2. Grazie per avere preso spunto dal mio mondo di scrittrice feticista e per avere voluto familiarizzare con esso; anche i tuoi feticci non sono male: intanto tu hai aggiunto una nota sociologica che calza a pennello e poi, beh, ho un esercito di taccuini e quaderni che aspettano solo che io finisca quello che già porto sempre con me! Incredibile, abbiamo lo stesso paio di occhiali, solo che io li porto dall'età di nove anni (sono cecata, ma amo questo accessorio e lo esibisco con estrema naturalezza); sappi che mi fa simpatia il tuo compagno solo per il fatto che ti impedisce di fumare in casa ;)
    Ho ritagliato solo un pezzo della mia libreria, perché la foto per intero avrebbe rivelato lo stesso casino che mostri tu, se non peggio!
    (Tu la crema solare, io... la fettuccia di cotone con cui sto realizzando una borsa!) :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io diffido delle persone troppo ordinate perché secondo me hanno qualcosa da nascondere. Difendo il mio casino a testa alta! :)

      Elimina
  3. Nella tua libreria c'è Singer! Grande autore!
    Al massimo, se mi ricordo, mi faccio un tè, o un carcadè. Non ho bisogno di niente. Sono una persona sobria. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona parte della mia libreria per ragioni di spazio é ancora a casa di mia mamma. Qui ce ne sarà un decimo.. e ho davvero di tutto! :)

      Elimina
  4. L'unico mio feticcio legato alla scrittura è il caffè. Non riesco a iniziare a scrivere se prima non prendo un espresso, rigorosamente senza zucchero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il caffè! Me lo sono dimenticato! Anche io lo bevo sempre, prima di scrivere, eccetto la sera. E anche io rigorosamente amaro! :)

      Elimina
  5. Come ho già scritto nel post di Marina sono un po' carente in feticismi, cosa che ha portato alcuni membri del collettivo di scrittori che frequentavo un tempo a guardarmi con sospetto. Non sapevo neppure cosa fosse una Moleskine e quando l'ho rivelato loro mi hanno guardato come se si rendessero conto solo allora di avere al tavolo una pericolosa selvaggia mangia-intellettuali e non una loro pari!
    Se posso, però, quando scrivo ascolto musica, così mi isolo da altri eventuali rumori. Anche se la tengo come rumore di fondo, preferisco i cantautori italiani.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi sorprende: sei un ariete, uno dei segni più autonomi, che mostra minor attaccamento a oggetti e persone.
      Anche a me piacciono i cantautori italiani, così come il rock in tutte le sue derivazioni (grunge, metal, ecc...). Sono molto eclettica! :)

      Elimina
    2. Io alle persone mi affeziono! Anche se, in effetti, sono molto indipendente, non appartengo certo a quella schiera di donne che per andare in bagno ha bisogno del branco... Mi sa che sono proprio un'ariete fatta e finita.

      Elimina
    3. Ma infatti io parlavo di attaccamento, non di affezione... come dici tu, la dipendenza è una caratteristica che generalmente l'ariete non ha, pur essendo comunque un segno che - pur nell'ambito di un sano egocentrismo - sa dare molto agli altri. :)

      Elimina
  6. La postazione sicuramente. Lontano dalla mia stanzetta "creativa" diffiiclmente riesco a scrivere senza deconcentrarmi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bello, anche a me piacerebbe avere un "loculo" tutto mio. Sono affezionata alla mia postazione, ma la divido con mio marito, che siede all'altro capo del tavolo. :)

      Elimina
  7. Devo dire che non ne ho...
    La postazione che uso non mi piace, ma per ora non ne ho una migliore. Nella casa in campagna di famiglia ho però messo sulla mia scrivania una fila di libri, perché mi piace la loro vista. Questo potrebbe essere un feticcio. A casa ci sono invece sulla scrivania fogli di carta per appunti e una bic, ma sono strumenti, non li considero feticci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è l'attaccamento che noi mostriamo a trasformare uno strumento in un feticcio.
      Anche a me piace scrivere nella mia casa di campagna, ma purtroppo non riesco ad andarci spesso come vorrei ... :)

      Elimina
  8. Uhm... devo ammettere di non avere particolari attaccamenti. Forse ne ho sviluppato uno morboso per il lettore ebook, che in fase revisione si sta rivelando prezioso. E poi sono attaccata alla tastiera del mio pc, ma per motivi pratici: i tasti sono morbidi e si scrive in modo agile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho un pc portatile con tastiera incorporata, ma mi abituerò a una nuova tastiera quando lo cambierò! :)

      Elimina
  9. Bella la foto! Stai benissimo, finalmente ti si vede bene e a colori.
    I miei fetish li ho già detti nel mio post "Lo scrittore ossessivo-compulsivo", possiamo organizzarci con Marina, M. e gli altri che parteciperanno al meme per aprire un bel centro di recupero. Già ne parlavamo con Tenar per aiutare gli affetti da scrittura logorroica-infodumpesca... l'unione fa la forza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa foto è dell'anno scorso, ora ho i capelli un po' più corti. Se mi amicizzi su facebook, ce ne sono tantissime! :-)
      Un gruppo antilogorrea infodumpesca? Bene: quando cominciamo? Ne sono la regina assoluta. ;)

      Elimina
  10. Daiii! Ma che bella grafia!!!! Si capisce cosa scrivi e poi fa ordinato, fa elegante... fa persona organizzata non solo nel lavoro ma anche nei pensieri sparsi.
    Io non ci riuscirò mai..... nemmeno a smettere di fumare!
    Pure io costretta fuori estate e inverno ma... testarda sono! ahahahahhh

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E senza memoria... :)))
      Al pc scrivo al tavolo della sala.. Sempre seduta al solito posto, col cortile a sinistra, e sempre rigorosamente senza occhiali (da vicino con gli occhiali non ci vedo niente) e senza ciabatte... salvo poi cercarle quando devo alzarmi per fumare una sigaretta :))))
      Ah, ecco! Le mie agende piene di appunti e tre o quattro penne sul tavolo accanto a me per copiare annotazioni varie (che ho scritto magari dopo cena seduta sul divano, o in auto mentre aspetto la figlia)
      Ciao bella!

      Elimina
    2. Il fumo è una brutta bestiaccia, io non riesco a smettere!
      Anche io scrivo (e gironzolo per casa) spesso scalza. Mi dà una sensazione di libertà, mi piace sentire la terra sotto i piedi. :)

      Elimina
    3. Lo so, Chiara... ma tanto se manca la voglia di smettere....

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Letture che ispirano - La trilogia del male di Roberto Costantini

Freedom writers - il valore della scrittura di getto

Con le mani nei capelli - manuali e guest-post

La descrizione fisica dei personaggi

Scrivere un romanzo - portare a termine la prima stesura

I miei anni '90

La volontà di essere un Jolly

Lo scrittore da Mc Donald - snobismi letterari e dintorni

Scripta manent - Il viaggio invisibile delle parole

La voce del Jolly #1 - Davide Laura, dalla strada alla Scala