Gestire i contenuti di un blog - la mia opinione e il mio modus operandi


Non credere a nulla, neanche se l'ho detto io, 
a meno che non sia affine alla tua ragione e al tuo buon senso.
(Buddha)

È già da un po’ che vorrei scrivere questo post, sempre surclassato da altre idee, ma l’articolo “7 miti sulla creazione dei contenuti” di Daniele Imperi, oggi mi ha dato il giusto incentivo per passare dalle parole ai fatti.
Leggendo i vari blog, mi è capitato più volte di imbattermi in consigli di carattere pratico. Alcuni sono utili, altri meno. Ma due, in particolare, sono stati per me oggetto di riflessione:  
1 – I contenuti di un blog necessitano di una pianificazione accurata;
2- I post vanno scritti con largo anticipo rispetto alla pubblicazione.  
Io ho un’indole un po’ anarchica, quando si tratta di creatività. Tendo a cercare soluzioni adatte a me e al mio metodo di lavoro, senza appoggiarmi passivamente a princìpi di carattere generale. Gli articoli e i manuali possono essere un ottimo punto di partenza, ma le regole si limitano a indicare una delle possibili strade. Spetterà a noi, poi, trovare quella più adatta alle nostre esigenze di viaggio.
Ho notato però che alcuni blogger hanno difficoltà a comprendere un precetto così semplice. Si siedono sul trono e iniziano a pontificare, forse con l’intento sincero di essere utili ai lettori, o forse solo per mostrare la propria competenza.
Io ritengo quasi pericoloso ignorare brutalmente le specificità delle singole pagine, buttandole tutte insieme nel medesimo calderone. Ogni blog è diverso dagli altri, così come gli obiettivi e le aspirazioni che ne hanno sancito la nascita.
Secondo me, esiste un interrogativo di fondo a cui rispondere per gestire al meglio i propri contenuti: perché ho deciso di aprire un blog?

Per molte aziende, il blog è uno strumento di marketing potentissimo perché, grazie alla sua natura informale, crea nel cliente l’illusione di un dialogo diretto, face-to-face. La pagina è quindi gestita da professionisti della comunicazione e diventa una sorta di vetrina virtuale per i prodotti da vendere.
Ci sono poi i blog generalisti, di chi vuole svagarsi e raccontare di sé, come dimostrano le numerose pagine autobiografiche che si trovano nel web e che io, personalmente, non riesco a seguire con costanza, perché mi annoiano. Ho letto diecimila resoconti di gite a Venezia o di serate in discoteca, domandandomi se la gente sia convinta di avere una vita così interessante da meritare tanta visibilità.
Infine, ci siamo noi, che cerchiamo di unire l’utile al dilettevole. Il blog non ci dà da mangiare, ma è uno strumento che porta una certa visibilità ai nostri scritti, ci permette di essere conosciuti e di entrare in contatto con persone che condividono i nostri stessi interessi. Abbiamo scelto un tema portante e aggiorniamo con costanza. Ci divertiamo a farlo, senza guadagnare nulla.
Bene: con buona pace di chi, seduto in cattedra, cerca di sciorinare teorie onnicomprensive e norme involabili, io penso che la modalità di gestione di un blog cambi a seconda del suo obiettivo. Questa affermazione non dipende da letture o da studi sui manuali, ma dal puro e semplice ricorso al mio buon senso. So che il mio pensiero potrebbe risultare opinabile, ma non intendo rinunciare ad esporlo.
blog professionali non possono fare a meno di una pianificazione accurata dei contenuti. La loro gestione sposa il ricorso alle principali strategie di marketing, ha bisogno della SEO e di tutto ciò che può migliorare il posizionamento di un articolo sui motori di ricerca. I blog personali votati al cazzeggio possono fregarsene della progettazione. Anche quelli più seguiti, presentano una connessione con il quotidiano talmente forte che una pianificazione accurata non avrebbe senso. Il loro successo, è legato alla spontaneità nel raccontare ciò che avviene giorno per giorno.
Esiste poi la terra di mezzo in cui abitiamo noi scrittori. O meglio: in cui mi trovo io, con Appunti a Margine. Per molti “colleghi”, il blog è uno strumento professionale vero e proprio. Per me no, non ancora. Questa paginetta non è finalizzata a dare visibilità ai miei scritti, perché il romanzo è in fieri e i miei racconti sono vecchissimi, non mi rispecchiano più. Però non ha neanche una vocazione autobiografica. La sporadica decisione di parlare di me è sempre funzionale al tema portante, ovvero la scrittura. Ci sono contenuti solidi e definiti, non si parla di aria fritta.

Alla luce di tali considerazioni, come progetto i miei contenuti?
Credo che potrei far rabbrividire tutti i guru del web e i tecnici della SEO, perché io mi lascio chiamare dalle idee e le seguo a testa alta. Sono loro che scelgono me, non il contrario.
Come ho detto più volte, quando nasce un nuovo spunto, lo sintetizzo nel titolo di un post vuoto, che salvo nelle bozze. Al lunedì e al giovedì mattina, entro in zona Cesarini e mi domando “di cosa parlerò oggi?”. In realtà, spesso lo so già e non ci ragiono a lungo.  Fra le idee di cui ho preso nota, ce n’è sempre una che si impone sulle altre, che mi pungola, che genera associazioni tali da condurmi mentalmente, in un quarto d’ora risicato, dall’inizio alla fine del potenziale articolo.
Non scrivo la scaletta, ma le lascio prendere forma nella mia testa per tutta la mattinata. Inizio a fantasticare sul post, domandandomi quale immagine sceglierò, quale aforisma lo introdurrà, se potrà piacere ai miei lettori.
In poche parole, osservo compiaciuta il passaggio dal nulla alla forma. Plasmo la mia creta, senza troppe seghe mentali. Lascio che le parole escano di getto nella prima stesura e le rendo concrete in sede di rilettura. Finché non sono pronta per andare in stampa, non so  metterò la foto di un bambino, oppure scriverò una frase di Oscar Wilde. A volte, l’articolo condiviso su google+ ha un titolo diverso da quello che ho messo sul blog, perché sono così volubile da cambiare idea dopo la pubblicazione. Sono fatta così: mi piace lasciarmi guidare dall’estro creativo perché mi diverto tantissimo.

Perché agisco in questo modo?
Nell’ultimo periodo, ho letto tutti i consigli che ho trovato online. C’è chi suggerisce di preparare i post con largo anticipo e chi addirittura consiglia di scriverne uno al giorno, per non rischiare di saltare nemmeno un appuntamento con i lettori. Questi dettami sono sicuramente validi, ma io ritengo che ciascun blogger “non-professionista” debba sentirsi libero di gestire gli aggiornamenti sulla base della propria routine e delle proprie possibilità, per garantire la qualità dei pezzi e, al contempo, non diventare matto. Se preparassi sette post a settimana, dovrei dire addio al mio romanzo.
Io ho trovato il ritmo dei due aggiornamenti settimanali, che mi è congeniale. Senza scadenze fisse, rischierei di essere incostante. Tuttavia, con i ritmi serrati che ho, avrei difficoltà ad adeguarmi ai precetti di cui sopra. La mia settimana è già organizzata in modo piuttosto rigido. Per redigere i post in anticipo, dovrei lavorarci nel weekend. Ma il sabato e la domenica mi svago un po’, faccio attività fisica, trascorro il mio tempo con la famiglia e gli amici e, soprattutto, ho il romanzo da portare avanti. Sono gli unici due giorni della settimana in cui posso immergermi nella scrittura senza il condizionamento della stanchezza e di altre incombenze. Nei giorni feriali, riesco a dedicare solo un’ora al mio progetto e, solitamente, lavoro sulle vomit-draft partorite nel weekend. È una routine che negli ultimi mesi mi ha fatto avanzare parecchio, e non intendo rinunciarvi.
Inoltre, il mio lavoro è quanto di meno creativo possa esistere. Per otto ore, mi trovo a dover prestare attenzione ai dettagli, a pesare le virgole, a ragionare su quello che sto facendo con un controllo quasi maniacale (soprattutto subìto da altri). Nella cura del blog, invece, mi voglio divertire. Questo è il luogo in cui  concretizzo la mia seconda vita ed esprimo la mia vera natura. Non riuscirei a gestirlo arrovellandomi sui tecnicismi, perché rimarrei inchiodata a quella quotidianità da cui cerco di evadere. Quando mi siedo davanti a questo computer, l’eco della mia giornata si attenua, abbandono le mie zavorre e torno a sorridere.

Inoltre, l'assenza di una progettazione accurata è coerente con quanto scritto nella pagina Lo scopo del blog.  Appunti a Margine è nato per condividere con il lettore ciò che imparo durante la gestazione del mio primo romanzo. Un diario di bordo in differita non avrebbe lo stesso effetto. Voglio che i miei articoli siano freschi, vibranti, pieni di energia. E scrivere sulla scia del momento presente mi aiuta a mantenere questa carica.
So che a volte la stanchezza legata al fatto di scrivere dopo il lavoro mi fa scappare qualche refuso. Li becco sempre a posteriori, anche dopo settimane o mesi (avvertitemi, vi prego!). Ma pazienza, il gioco vale la candela. Anche se la forma non sempre è perfetta, il contenuto vi arriva e vi piace. Questo è sufficiente per rendermi felice.
Non sono in grado di anticipare l’effetto che un post avrà sui lettori. Mi sono sorpresa perché “Cose da non chiedere a un aspirante scrittore” in pochi giorni è balzato al secondo posto della top-ten e ha avuto quasi 80 commenti, mentre pezzi che hanno richiesto una grande documentazione e molte ore di lavoro sono passati in secondo piano. Ciò che è più interessante per me, non sempre lo è per il follower, ma mi piace la vostra imprevedibilità e ve la restituisco, facendo in modo che  l’effetto sorpresa sia dietro l’angolo. Non vi arrabbiate se la mattina dico che parlerò dei personaggi e la sera trovate un articolo dal taglio spirituale. Sono fatta così. Ho delle priorità, nella gestione del mio blog, e una pianificazione maniacale non rientra fra queste. Preferisco impegnarmi su altri fronti.
Per esempio:

-Fare in modo che il blog rispecchi il modo di essere, perché il mio modo di essere fluisce, volente o nolente, anche nel romanzo che sto scrivendo. Se (anzi: quando! Voglio essere ottimista) un giorno sarà finito, non voglio che proviate un senso di estraneità nei confronti delle mie parole. Nonostante il mio stile sia in continua evoluzione, voglio  creare continuità fra ciò che leggete adesso e ciò che leggerete in futuro.

-Dare un’impronta personale a tutti i post e fare in modo che siano diversi da ciò che c’è su pagine affini. È per questo motivo che ultimamente sto trascurando le tematiche tecniche, a vantaggio degli articoli socio-psicologici e di quelli sulle energie.  Sono concetti che mastico bene, coerenti con la mia formazione. E sono temi su cui (non lo dico per boria, sia chiaro) posso offrire qualcosa di più rispetto ad altri blogger. Ho in cantiere un articolo sull’incipit e uno sugli obiettivi dell’eroe, ma rimarranno nel congelatore finché non troverò uno stratagemma in grado di renderli originali, come ho fatto di recente parlando dell’antagonista.

-Creare un’affiatata community di lettori. Non me ne frega proprio niente di stare seduta in cattedra a farvi la lezioncina. Mi piace dialogare con voi. È ciò che rende il blog stimolante e divertente da gestire. Per far ciò, voglio relazionarmi in modo affabile e caldo, come se fossi al bar. Dopo tutto, io sono così anche nella vita reale, non solo nel virtuale. Perché diventare improvvisamente ingessata e fredda?

Il lancio della patata bollente.
Non so se questa modalità di gestione possa considerarsi strategica, ma in questo momento ho bisogno di procedere in questo modo. In futuro, chi lo sa.
Se qualcuno ha qualcosa in contrario, parli ora oppure taccia per sempre!

E voi, in quale modo progettate (o non progettate) i contenuti del vostro blog?

P.S. Seguite il consiglio riportato nell'aforisma di apertura e non sbaglierete!

Commenti

  1. Sono me stessa, è il mio secondo blog e chiunque mi abbia incontrata di persona, e ti parlo di oltre 40 blogger, mi ha detto: "sei come appari nel blog!" Mi basta anzi mi rende felice e orgogliosa del messaggio che porto avanti assieme ai miei argomenti: sii te stesso, ché di maschere ce ne sono già troppe. E' chiaro poi che magari si edulcora un po', si smussano gli angoli, manca la gestualità e pure la fisicità, per me l'unica regola che vale è aggiornare regolarmente, poi un'altra faccenda è chi ambisce a un guadagno. Certi sapientoni dal tono: "tu sì proprio tu che mi stai leggendo e pensi adesso faccio un po' di soldi col blog, tu non hai capito nulla." per me possono anche chiudere in questo momento. Sandra

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    1. Sono assolutamente d'accordo con quello che scrivi. Abbiamo lo stesso spirito. :)

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  2. Mi ritrovo molto in quello che scrivi. In generale cerco di mantenermi sui tre aggiornamenti alla settimana. Vediamo se riesco ad essere costante con i fine settimana dedicati ai racconti...
    Per il resto non voglio regole sul blog. Non è una professione, è uno sfogo e un luogo di confronto. Ci sono periodi in cui sono più propensa ai post tecnici. Per assurdo lo sono stata nel periodo PAS, perché la docente di didattica della letteratura era una veramente tosta che mi ha posto più di uno spunto. Adesso, invece, sento la necessità di lasciare vagare un po' la mente e quindi sono più propensa a post personali o sulla mia esperienza di scrittura.
    Come dici tu, un conto è un blog professionale o aziendale e un contro è uno come i nostri, che sono sì incentrati su un tema preciso, ma nascono da una genuina voglia di comunicare e di scambiarci informazioni. Io nella vita tendo a essere pianificatrice, ma non quando parlo con gli amici!

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    1. In questo periodo non ho molta voglia di scrivere post tecnici perché sento una forte esigenza di comunicare. Ho quasi un bisogno fisico di scrivere di getto, senza troppa applicazione mentale. Credo che sia una sorta di reazione al mio lavoro, ma si tratta di una fase e passerà, come tutto il resto. :)

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  3. A differenza di te, io invece tendo a lavorare molto sui miei contenuti: per esempio, le recensioni della mia webzine musicale necessitano di almeno quattro-cinque revisioni (se no non sono soddisfatto); sul mio blog personale sono invece meno puntiglioso, a meno che non si tratti di racconti, nel qual caso lo sono ancor di più!

    Comunque sia nonostante la cura che metto in ogni post, non sono ancora riuscire a "creare una community di lettori", ma questo non so se dipende dalla qualità dei contenuti (ma non lo vedo molto probabile, visto che qualche sparuto apprezzamento mi arriva), o più probabilmente dalla mia ormai cronica incapacità a creare relazioni anche solo di stima. Credo proprio che anche questo sia, ahimé, una prova del fatto che, come dici tu ed anche l'articolo di Penna Blu, qualità e cura non significano comunque necessariamente essere appetibili, e che ci vuole molto altro per riuscire ad avere un successo anche modesto.

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    1. Ciao! Credo che forse tu abbia frainteso. :)
      Io ho scritto che non progetto i contenuti, ovvero che non faccio scalette mesi prima, ma non certo che non li curo. Anche se li scrivo lo stesso giorno in cui pubblico, faccio sempre tre stesure, come per le scene del mio romanzo. Poi qualche refuso può scappare, ma i pezzi non sono certo trascurati o scritti male. Semplicemente non faccio la stratega e scrivo quello che mi va. :)

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    2. Aggiungo inoltre che post troppo tecnici non sono necessariamente migliori di altri, sono strutturati in modo da accalappiare lettori, ma senza cuore. Io tengo alla qualità più di qualunque cosa, ma la raggiungo a modo mio ... :)

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  4. Io ho 4 giorni di pubblicazione, mi faccio un calendario editoriale che cerco di rispettare, e poi cerco di far ruotare le varie rubriche. Per il resto, come viene :)

    Moz-

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    1. Con le rubriche, credo sia necessario avere un minimo di programmazione. Anche io in linea di massima cerco, per quanto mi è possibile, di alternare i post tecnici, a quelli psicologici e così via, ma non sempre riesco a tener fede ai miei propositi perché se ho un'idea tendo a incarognirmi su di lei :-D

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  5. Io mi riprometto sempre di mettermi avanti coi post ma non riesco, appena ho qualcosa di pronto devo pubblicarlo perché non resisto alla voglia di postarlo e sapere cosa ne pensano i miei followers :)

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    1. A me è capitato con i guest-post... dicevo "mandamelo entro tal giorno", poi mi arrivava in anticipo e lo pubblicavo il primo lunedì/giovedì disponibile, anche un po' (lo ammetto) per pigrizia! :)

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  6. Non avevo mai programmato nulla sino a qualche mese fa. Poi ho iniziato a farlo e continuo perché funziona. Non ho alcun assillo, posso ampliare certi post, modificarli (tanto saranno pubblicati tra qualche settimana). Mi piace, sono più tranquillo e le idee non mancano.
    Detto questo, come si sa, stabilita una regola, una qualunque, si troverà all'istante qualcuno che la infrange e con profitto! L'unica regola valida per tutti è: "Se funziona, allora è la regola giusta!".

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    1. Sono pienamente d'accordo! Io credo che un blogger non professionista debba adeguare il proprio metodo ai ritmi di lavoro, trovando una routine in grado di ottimizzare gli sforzi. Al momento, agire in questo modo è comodissimo per me. In futuro chissà... Con la creatività non c'è mai niente di prestabilito. :)

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  7. All'inizio pubblicavo almeno due post alla settimana, ora ho deciso di pubblicarne solo uno, di solito il sabato mattina. Però non è una regola ferrea, infatti questa settimana l'ho stravolta alla grande, perché ho pubblicato un paio di post non previsti: uno sui Boomstick Award da conferire (mi premeva farlo subito), e uno sul video della presentazione del romanzo alla Fonderia delle Arti (per gentilezza nei confronti del luogo che mi ha ospitato). Per me il sabato mattina è il momento più tranquillo in assoluto, e ne approfitto.

    Di solito cerco di portarmi avanti con 2-3 post, e ci lavoro parecchio, anche perché non sempre sono argomenti popolari. Li tratto come scriverei un articolo per una rivista, se me lo chiedessero. Ho aperto un blog per comunicare certe mie passioni, che sono sostanzialmente tre: scrittura, storia e arte, e capisco che non a tutti potrebbero interessare. Il più bel complimento che mi hanno fatto? Di essere "una voce fuori dal coro". Quindi: evviva la libertà!

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    1. Anche io sono sempre felicissima quando qualcuno mi definisce una voce fuori dal coro! Per me essere "strana" é un pregio, sebbene molti usino questo appellativo come un insulto.

      Il sabato ho spesso difficoltà a seguire gli aggiornamenti perché preferisco dedicarmi al romanzo. Quando pubblichi in settimana sono molto più pronta e reattiva. :)

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  8. Non progetto niente, non scrivo post in anticipo sulla pubblicazione e non faccio scalette. A volte sospetto di avere il blog più anarchico in assoluto del web (forse basta dare una scorsa all'archivio dei post pubblicati per rendersene conto) ma il mio pubblico mi supporta, o sopporta, anche così e questo mi fa molto piacere... oltre a sorprendermi un poco ;D

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    1. Io penso che il modo di gestire un blog possa dire molto sul carattere di una persona. Tu cosa ne pensi ? :)

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  9. Devo dire che neanch'io sono ossessionata da appuntamenti fissi e scadenze, perché la penso come te: il blog resta uno svago, dove il piacere non deve essere soppiantato dall'"ansia da prestazione". Adesso riesco a pubblicare due post a settimana, che per me è un traguardone vista la mia storia con il blog e sono soddisfatta perché ci riesco senza troppo stress. Le idee mi vengono durante la giornata, quando elaboro un contenuto possibile lo annoto subito per non dimenticarmene e sempre nel corso della giornata lo elaboro. Di solito arrivo al giorno della pubblicazione con l'articolo già pronto, lascio per ultimi titolo ed immagine. Cerco di conciliare la stesura del post con la lettura di quelli dei blog che seguo, perché alcuni sono interessanti e meritano attenzione. Difficile dedicarsi a tutto con lo stesso impegno, ma non impossibile!

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    1. Ma tu pubblichi sempre lo stesso giorno come me, oppure in momenti diversi ? Non ci ho mai fatto caso...

      Io sono un po' ritardataria nella lettura dei blog. Non sempre ho la possibilità di seguirli come vorrei. Ma se ci sono arretrati cerco di recuperarli. :)

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    2. I miei giorni sono il martedì e il giovedì, pubblico di solito a metà mattinata. Nel fine settimana solo occasionalmente quando le dita fibrillano sulla tastiera ;)

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    3. Inizialmente anch'io pubblicavo la domenica, e il mercoledì. Poi ho visto che nel weekend non ci sono molti lettori, quindi ho slittato di un giorno. Ora gli aggiornamenti sono al lunedì e al giovedì, sempre di sera. :)

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  10. I primi tempi in cui ho aperto il blog le idee venivano più facili, forse perché partivo da zero.
    Dopo cinque anni di blogging, onde evitare post-fotocopia (cosa che odio) ho ridotto di parecchio la frequenza dei post e cerco anche di diversificare: nel corso degli anni ho aggiunto post sulle arti figurative, traduzioni, curiosità letterarie, persino tavole a fumetti...
    Ecco, il vero problema è il tempo che passa: per non ripetersi bisogna variare, e diventa più difficile quando hai già sfruttato tanti temi e idee.
    Fatta questa premessa, posso dire che attendo l'ispirazione per scrivere un post ma poi lo gestisco con calma per dargli una forma che non sia troppo arrabattata, anche se non esagero mai con la lunghezza proprio per gestirli meglio (ma seguo la stessa strada anche per la narrativa: in genere prediligo racconti e novelle proprio perché la brevità permette un controllo più approfondito, cosa che diventa difficile con un romanzo-fiume).

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    1. Il timore di ripetermi ce l'ho anche io, sebbene questo blog sia online da soli undici mesi. Per fortuna anche gli stessi argomenti possono essere affrontati in modo diverso, completandoli con concetti nuovi. In questo modo il blogger e il lettore intraprendono un percorso insieme, ed è bellissimo :)

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  11. Io sono sempre stato incostante coi blog aperti - e infatti li ho chiusi tutti, alla fine - con Penna blu invece ho deciso di seguire delle regole e mi sono sempre trovato bene.
    La frase di Budda mi piace e la condiviso. Mi ricorda la frase "tutto quello che dico vale nel momento stesso in cui lo dico", ma non ricordo chi la disse, forse Totò.

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    1. Bella anche la frase di Totò, perché evidenzia quanto siano relativi e circoscritti certi concetti. Ognuno trova la strada più adatta a lui. Se non sbaglio anche tu hai operato diversi cambiamenti rispetto a quando sei partito.
      P.s. ne approfitto per ringraziarti per le condivisioni su twitter, che mi portano un discreto numero di visitatori. E scusami se non sempre riesco a fare altrettanto ma i social sono bloccati sui pc, e non sempre mi ricordo di farlo sallo smartphone... rimediero' presto :)

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    2. Sì, su Penna blu ci sono stati diversi cambiamenti.
      Nessun problema per le condivisioni :)

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  12. Anch'io penso che ognuno debba trovare un suo modo di fare blogging, che gli dia gusto e lo impegni in modo adeguato alle sue esigenze. Se poi il blog è carente, saranno i lettori a decretarlo. Io in pratica seguo solo due "regole": prendere nota degli argomenti che mi vengono in mente e scrivere il post uno o due giorni prima di farlo uscire (posso farlo, pubblicando solo una volta la settimana, perché la citazione non conta). Mi serve scriverlo prima per poterlo controllare e aggiustare in modo che mi soddisfi, cosa che richiede almeno una notte di decantazione. La mente fredda ha poteri incredibili. ;)
    (Ma dove li trovi tutti questi blogger che pontificano? Io in pratica non ne conosco uno che sia uno!)

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    1. Ah, molto bella la frase del Buddha.

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    2. Chissà se l'ha detta davvero lui, con tutti i passaggi di mano che ci sono stati nei secoli dei secoli, però mi piace molto. :)
      I blogger che pontificano ci sono, anche se non si tratta di pagine legate alla scrittura. Mi è capitato, anche aiutando Beppe a creare il proprio sito, di leggere qualcuna di quelle pagine che dovrebbero insegnare alle persone a gestire un blog. So che si rivolgono a persone il cui lavoro è scrivere per il web, ma trovo i loro consigli esagerati, o meglio non adatti a pagine come le nostre.
      Anche a me piacerebbe molto scrivere qualche giorno prima, ma al momento non riesco. O forse mi sono abituata così, mi trovo bene, quindi perché cambiare? I miei post potrebbero essere migliori, ma so che anche così non fanno tanto schifo... quindi per ora non cambio metodo. In futuro chissà...

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    3. Per me è diverso: se rileggo il post il giorno dopo, trovo sempre qualcosa che non mi piace. Per questo mi secca se non ho il tempo di lasciarlo decantare. Come dicevi tu, se uno si trova bene, perché cambiare?

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    4. Per me il problema è più che altro che pubblicando subito se ci sono dei refusi non li vedo. É piu' una questione di packaging che di contenuto o di forma

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  13. Ciao Chiara, insomma anch'io come te ho i due canonici post settimanali, nell'ultimo periodo ridotti a uno solo a causa del pc.
    Non sempre riesco a mantenere l'impegno preso, vuoi perche´ sono stanca o perche´ ho finito di lavorare tardi, ho sempre una scusa pronta... ma in genere cerco di pianificare o di scrivere in anticipo i post. In genere... e non sempre! Leggo tantissimo, ma molte volte quando trovo un buon imput o idea per qualche post, sono pigra e non la segno... cosiˋ quando arriva il momento di scrivere un post nuovo, mi agito come un coniglio impazzito! E piuˋ mi agito e peggio e`!
    Tazza di te´, passeggiata in corridoio, chiaccherata col moroso e via. Mente rilassata e post scritto.
    :)

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    1. L'agitazione non serve a niente. Anche io a volte vado in panico perché ho paura di non riuscire a terminare l'articolo in tempo, ma cerco di fare del mio meglio. Oggi sarà uno di quei rari giorni in cui inizio già a preparare il post di domani ... perché temo di non riuscire a causa dei troppi impegni. Ma, nelle giornate "normali", mi riduco abbastanza all'ultimo. :)

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  14. Credo che ognuno debba fare quello che gli restituisce le sensazioni, o i risultati, migliori per sé. Anch'io gestisco il mio blog "a modo mio", tuttavia delle regole me le do. Poche, certo, però ad esemplio pubblico 3 articoli a settimana da un anno e nonostante l'indole caotica e i vari cambiamenti di stile di vita (soprattutto ultimamente), il fatto di riuscirci mi riempie d'orgoglio. :)

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    1. Vale lo stesso anche per me, soprattutto quando mi dico "non riesco non riesco non riesco".. e poi pubblico lo stesso.
      Domani sera avrò una valigia da preparare e un po'di cose da fare quindi ho deciso di iniziare stasera a scrivere il post. Ma ad eccezione di questi casi particolari riesco sempre a organizzarmi. Penso di aver fatto un ottimo lavoro, coerente con le mie possibilita', e non mi posso lamentare. :)

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    2. P.s. mi sono tradita da sola con questo commento perché mi ero già scordata del pesce di aprile che ti ho mandato ... non sono capace a dare scherzi :D

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    3. Dove me l'hai mandato? O.O
      Non ho ricevuto nulla...

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    4. In mail... Ma siccome ero dal cell magari c'è stato qualche problema con il wi-fi, non so. comunque era bellissima. non te la anticipo perché te la voglio girare. :)

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    5. Confermo, non mi è arrivata... :(

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  15. Brava, qualcuno che dicesse che si può anche non pianificare serviva. Ci sono blog e blog. Quelli personali dovrebbero pianificare... a metà, lasciandosi liberi a seconda dell'umore. Personalmente pubblico senza nessuna pianificazione. Non vendo e non compro niente, forse è questo il motivo. Quello che mi capita ogni giorno, in un modo o nell'altro finisce sul blog. Senz'altra motivazione che non sia quella di parlare in quel giorno di quel determinato argomento, e poi passare a un altro il giorno dopo. Magari qualcosa che contraddica quello del giorno prima.

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    1. Io cerco di non contraddirmi è di essere coerente con quanto scrivo. Certo non è sempre facile tenere il ritmo ma faccio del mio meglio e penso che il mio, tutto sommato, si possa definire un buon blog. Più di così non posso fare. Se avessi tempo per aggiornare ogni giorno e pianificare meglio sarei felice, ma non posso pretendere da me stessa uno sforzo superiore alle mie possibilità , altrimenti questo passatempo smette di essere una gioia, e io non voglio che accada

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  16. ...alla cazzo Chiara, sempre e solo alla cazzo, e ne vado estremamente grata!
    oggi ero pronta a pubblicare un programmatissimo post col resoconto del mese finito, ed invece mi è capitata la vita, e l'ho impressa su tastiera, con un pazzesco slancio di spontaneità pazzesca!

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  17. Non ho ancora letto il post di cui parli, ma anche io credo molto nel metodo "ad minkiam" ;)

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  18. "Secondo me": due parole che dovrebbero essere scritte e dette molto più spesso :P

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    1. Io le dico anche troppo spesso: sono relativista all'ennesima potenza! :)

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