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Visualizzazione dei post con l'etichetta Festival di Sanremo

#imieiprimipensieri sul Festival di Sanremo 2018

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(Cos'è l'iniziativa #imieiprimipensieri? Se vuoi saperlo, leggi qui ) Dici che torneremo a guardare il cielo Alzeremo la testa dai cellulari Fino a che gli occhi riusciranno a guardare Vedere quanto una luna ti può bastare E dici che torneremo a parlare davvero Senza bisogno di una tastiera E passeggiare per ore per strada Fino a nascondersi nella sera. (Diodato & Roy Paci) C’è chi si fa la croce E chi prega sui tappeti Le chiese e le moschee l’Imàm e tutti i preti Ingressi separati della stessa casa Miliardi di persone che sperano in qualcosa. (Ermal Meta & Fabrizio Moro) L’immagine che ho scelto come copertina di questo post è l’unica che ho scattato venerdì sera al teatro Ariston, durante le esibizioni. Essendo la prima volta che sentivo Gianna Nannini cantare dal vivo, ho voluto immortalare il momento. Questo però mi ha fatto perdere circa un minuto del duetto con Claudio Baglioni. Poco male, potrebbe dire qualche detratto...

Conversando con Marina Guarneri - di musica e di scrittura

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Comunque vada panta rei, and singing in the rain. (Francesco Gabbani) Ricorda di disobbedire; ricorda che è vietato morire. (Ermal Meta) Io e la mia beta-reader, Marina Guarneri , ci conosciamo ormai da un paio d’anni. Anche se non ci siamo mai incontrate di persona, tra noi è nata una bella amicizia, che si concretizza ogni giorno in lunghissime conversazioni su Whatsapp. Recentemente abbiamo avuto un confronto sull’ultima edizione del Festival di Sanremo e sulle canzoni vincitrici. Da lì siamo passate a riflettere sul mondo dell’editoria e della discografia, nonché sulla nostra personale vocazione letteraria.  È scaturita una discussione molto interessante, proseguita oggi telefonicamente, che ci ha viste, su alcuni argomenti, stranamente in disaccordo.  Ho quindi deciso di ripercorrere punto per punto questo dialogo, e di condividere con voi le mie riflessioni. Scusatemi se salterò di palo in frasca: non è facile mettere insieme tutti i temi affront...

La voce del Jolly #1 - Davide Laura, dalla strada alla Scala

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Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime. (Victor Hugo) Da due anni, il musicista Davide Laura  allieta i pomeriggi dei sanremaschi con il proprio violino: non c’è nessuno, per le strade del centro, che non conosca e non apprezzi la sua musica. Perché, quindi, non consentirgli di rappresentare la città al Festival? Questa è stata l’idea degli amministratori del gruppo Facebook “Sei di Sanremo se…”, che una decina di giorni fa hanno creato l’hashtag #vogliamodavidelaurasulpalcodell’ariston. Diversi lettori hanno scritto a Carlo Conti per metterlo al corrente dell’iniziativa. In poche ore, un’idea nata quasi come un gioco è diventata virale. Davide, per diffondere la propria musica, non ha partecipato a un talent o venduto l’anima al demonio: ha semplicemente allestito una postazione in via Matteotti e si è messo a completa disposizione della gente. L’energia veicolata dalle sue note, poi, ha fatto il resto.   Se non ci credete, guardate...