#imieiprimipensieri - A volte ritornano



Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. 
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

(Josè Saramago)


Appunti a Margine è stato per anni il mio principale spazio espressivo. Mi sento profondamente grata a questa paginetta per avermi sostenuto quando, seduta in un ufficio grigio e con lo sguardo rivolto verso una città altrettanto priva di energia vitale, cercavo un modo per gridare al mondo la mia esistenza. Quindi non avrei mai voluto costringermi a questi mesi di pausa. Però erano necessari. Ci sono infatti momenti in cui la vita ti strappa a forza dai piaceri e ti mette davanti a un vomitevole e strisciante senso del dovere. E non serve a nulla frignare o pestare i piedi: se accetti la situazione, riesci anche a non farti male.

La mia non è stata una bella estate. Non compatitemi: può capitare. Sono un’amante del mare, ma ha piovuto praticamente per tutto luglio. Alla fine del mese, contemporaneamente all’arrivo di un caldo umido che toglieva il sonno e appiccicava i vestiti addosso, una finestra chiusa male mi è caduta sulla mano: cinque punti, e addio alle tanto amate nuotate. Che dire invece di agosto? Le mie ferie sono state fagocitate da una delle situazioni più stressanti nella quale un essere umano possa incappare durante la propria vita. Il trasloco. Se devo riassumere gli ultimi mesi, mi viene in mente solo una frase: “dopo ci penso”. Perché non riuscivo a concentrarmi su nient’altro. La mia creatività agonizzava, era schiacciata da questioni pratiche che richiamavano a gran voce la mia attenzione. Riuscite a immaginare quanti oggetti si accumulino in una casa, in sei anni di permanenza? Forse sì, forse no. In ogni caso, credetemi, è stato un incubo. Solo ora, che mi sono trasferita da quattro giorni, inizio finalmente a tirare il fiato. Anzi, posso affermare con certezza che da giovedì scorso è la prima volta che riesco a stare seduta per più di un’ora…

Comunque adesso non ho più scuse e devo smetterla di rimandare la mia vita a un indeterminato “dopo”. Devo prendere delle decisioni, o almeno permettere loro di giungere a me e di ispirarmi.

Non riesco a occuparmi di narrativa, se non come editor, da quasi sei mesi. Ho due prime stesure praticamente concluse, ma continuo a rimandare il momento della revisione. Forse ho paura del caos. O forse manca la scintilla interiore. Chissà. Più analizzo la situazione sul piano mentale, più sento che la verità mi sfugge. Il mio ribollio interiore smorza il potere delle parole e le fa schizzare fuori evanescenti, confuse. Più passano i giorni, più mi dico: “e se non fossi più capace?” A scrivere una storia. A gestire dei personaggi. A percepire quella vibrazione che fino a non molto tempo fa veicolava i significati con naturalezza, senza alcuna forzatura. Forse dovrei fare così: affidarmi all’ispirazione. Infatti tante volte ho provato il desiderio di accendere il computer, mettermi davanti a una pagina bianca e scrivere un incipit. Sì. Un incipit qualunque, senza scopo. Non importa se di un racconto o di un romanzo. Una sorta di #imieiprimipensieri in versione narrativa, da usare come strumento per sciogliere le idee e arrivare poi alla progettazione di una delle tante trame che mi ronzano in testa. però non ho mai fatto una cosa del genere. Sembra troppo anarchico anche per me. E del resto so che, per ricominciare a scrivere, devo prima lasciar andare tutta questa stanchezza.

Ebbene sì, sono stanca. Il mio problema è tutto lì.

Quindi sento di non poter fare promesse a nessuno: tornerò presto, scriverò un post su questo e un post su quell’altro, concluderò un romanzo fino alla fine dell’anno. No. Prima di tutto devo smetterla di disperdere energie e ritrovare la serenità. Poi, penserò a tutto il resto. Soprattutto, penserò al nuovo sito, del quale vi avevo parlato mesi fa e la cui pubblicazione è stata rimandata a causa della mia mancanza di tempo, di alcune problematiche tecniche e dei dubbi sul destino di Appunti a Margine.

All’inizio, infatti, avevo gridato a gran voce la mia volontà di tenere i siti separati. Poi, dopo plurime elucubrazioni mentali, ho cambiato idea: questo blog sarà presto integrato nel nuovo sito.  

Le motivazioni sono presto sintetizzate:

1) Una pagina strettamente commerciale non rispecchierebbe né il mio carattere né la mia concezione di scrittura. Chi fa il mio mestiere non può scrivere post pensati solo per la SEO o mettere in secondo piano la propria competenza in virtù dell’indicizzazione sui motori di ricerca. La narrativa non può né deve mai essere paraculo, perché si nutre di passione. Quando vedo un editor o uno scrittore che affrontano argomenti nazional-popolari per aumentare i click, cambio pagina immediatamente. Io ho sempre scritto di ciò che mi va. E, nonostante questo, sono riuscita a farmi apprezzare da un gran numero di persone. Qui su Appunti a Margine, intendo. E non vedo perché con il sito nuovo debba essere diverso.

2) Due blog separati creerebbero confusione ai lettori e sarebbero difficili da gestire in termini di tempo e impegno. Quest’anno ho avuto difficoltà con uno, figuriamoci con due.

3) Le tematiche sono affini: si parla di scrittura, di creatività e di tecnica narrativa. Il Jolly e #imieiprimipensieri (le due categorie che all’inizio mi sembravano più difficili da trasferire) possono trovare il loro spazio. Devo capire come, ma sono sicura che ci riuscirò senza intoppi.

4) Aver paura che esprimere la mia visione della vita e della scrittura possa penalizzarmi a livello professionale è assurdo. Io sono sempre la stessa persona, nel lavoro e nel quotidiano. Prima di essere un editor, un’aspirante scrittrice o una valutatrice di inediti, io sono un essere umano. E chi sceglierà di lavorare con me si relazionerà con l’essere umano. Questa è l’unica Chiara esistente, al di là di ogni etichetta. Non mi servono maschere o inganni, per lavorare bene. Perlomeno, non nel lavoro che ho scelto.

Per concludere
Tempistiche non ne so dare. Ci sono dei lavori su commissione ancora da smaltire. Però cercherò di trovare l’equilibrio tra la necessità di darmi una mossa e quella di non impazzire. Non posso permettermi di separarmi ancora da me stessa. Né, tantomeno, dalla scrittura.
Nel frattempo: cosa ne pensate della mia decisione e delle mie motivazioni?

Commenti

  1. Credo che tu stia facendo del tuo meglio. Vuoi fare di più? ;) Il fatto è che non è affatto facile capire cosa si vuole fare, tra paure e desideri e sensi del dovere. Bisognerebbe togliere peso a molte cose, non credi? A partire dall'eliminare lo spauracchio del "e se non fossi più capace?", che conosco bene (anzi, se ti va leggi il sogno raccontato nel mio ultimo post). Se devo dirti cosa ne penso, ecco: si vive anche senza scrivere, anche senza blog. Non ti sto consigliando di farlo, bada bene, ma è importante sentire (non solo sapere) che si è liberi, e non si deve temere niente.

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    1. Hai ragione, Grazia: non siamo obbligati a fare nulla. Eppure, dopo aver profuso tante energie verso uno scopo, l'idea di mollare ti fa sentire come se avessi buttato via degli anni. Ma questo timore è solo mentale. Quando una passione è sincera ritorna, a dispetto dei periodi di pausa che, nel corso del tempo, possono fermarci.

      Leggerò molto volentieri il tuo sogno. E sono anche curiosa di provare a interpretarlo. ;)

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  2. Il trasloco, secondo me, è la cosa peggiore che possa capitare, peggio anche dei matrimoni, ahah! Eh, hai avuto un'estate davvero movimentata (in male), però l'hai presa con filosofia, ti fa onore. Per il resto, anzitutto un in bocca al lupo non fa mai male, con l'auspicio che l'autunno parta al meglio.

    Veniamo alle novità. Dividere sito e blog, oppure unirli, è una scelta che solo a cose fatte potrai valutare. Diciamo che le due alternative hanno entrambe lati negativi e positivi. Nulla di grave, tra quelli negativi, secondo me. Banalmente ti dico: ciò che deciderai sarà comunque il meglio.

    Tuttavia - perdonami se occupo il tuo spazio - anche io ho novità. Tra pochi giorni farò calare il sipario sul mio bazar e mi occuperò di un altro bazar, il filo conduttore sarà il calcio, ma avrà forti tinte "pop". Lo scopo principale è quella di ritrovare la mia essenza. Infatti negli ultimi mesi ho perso, per i motivi di cui abbiamo parlato, un po' di smalto e soprattutto me stesso, per un'immagine di me stesso che doveva piacere al pubblico. Piu' una serie di altri fattori.

    Ho deciso di fare un passo indietro, perché il mio nuovo blog sarà scarsamente indicizzato e poco visitato; tuttavia il blog non è un mezzo di sostentamento, quindi devo ritrovare la mia essenza, il mio vero "io", sia a casa mia, ma anche nelle case degli altri, nei commenti.

    Forse sono stato criptico in qualche passaggio...comunque mi piaceva dirtelo perché era un discorso che avevamo iniziato...

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    1. Crepi il lupo, Riccardo! :)

      Cerco di prenderla con filosofia, sì. La vita, dopo tutto, non è mai lineare. Gli alti e bassi ci sono, così come impegni improrogabili, a volte snervanti. Però si cerca di andare avanti in qualche modo, accogliendo con gioia ogni cambiamento. Di esaurimento ne ho già avuto uno, e l'ottimismo è l'unico strumento per evitarne un altro.

      Mi fa molto piacere leggere che ti stai aprendo a una comunicazione più autentica. Questa necessità accomuna molti autori. La creatività non è, né mai deve essere, uno strumento per accaparrarsi il consenso, ma un mezzo espressivo.

      Dici che il blog non è un mezzo di sostentamento, ma questo poco importa. Il nuovo sito tecnicamente dovrebbe portare nuovi clienti alla mia attività di editing, ma ciò non mi impedisce di farlo a modo mio. Fortunatamente aver tenuto il vecchio lavoro mi consente di puntare sulla qualità dei contatti e delle opere da valutare, non sulla loro quantità. Il mio pensiero sulla vita può creare un filtro, me ne rendo conto, ma so anche che c'è chi lo apprezzerà. E sarà proprio questo rispetto reciproco a creare le basi per nuove, eventuali e proficue collaborazioni.

      Se vuoi, quel discorso, possiamo portarlo avanti. Io via e-mail sono sempre disponibile. :)

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  3. I traslochi sono tra le cose più stressanti e impegnative, spero che ora siate ben sistemati senza i tipici intoppi che spesso la faccenda porta con sé. E la mano, be' no, non ci voleva.
    Ti auguro di ripartire di slancio verso la tua stagione preferita.

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    1. Dopo l'estate che ho passato, aspetto l'autunno con ansia. :)

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  4. Spero sia conclusa questa fase che ti ha regalato fin troppo stress e arrivi quella successiva in grado di vederti in piena forma. Perché credo sia logorante dover posticipare accantonando ciò che in realtà si desidera. Forza tutta per la nuova stagione e tutti i progetti che hai in serbo.

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    1. Grazie Nadia, che la forza sia con me! :)

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  5. Ciao, Chiara.
    Credo anch'io che due blog sarebbero impossibili da gestire, così come concordo sul fatto che un sito trainante uno o più libri che intendi "pubblicizzare" può ben contenere anche appunti a margine, riflessioni, ecc. Rende l'autore più vicino a chi legge.

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    1. Grazie Luana. :)
      In realtà il nuovo sito non sarà solo per dar visibilità all'attività di scrittura, ma anche al mio lavoro di editor freelance, il che potrebbe far pensare alla necessità di darsi un "contegno" maggiore. Ma perché? Io, dopo tutto, sono questa persona qui. :)

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  6. Da quello che racconti, è stato un periodo molto stressante. Non stupisce quindi che tu abbia questi stati d'animo, di certo appena ti sarai assestata (soprattutto dal trasloco) penso ritroverai anche lo slancio. Trovo giusto comunque unire i due spazi, blog e sito professionale, perché di fatto sono comunque aspetti di te stessa. Io penso che oggi gli scrittori cerchino editor con cui potersi confrontare, figure umane, oltre che freddamente "professionali".

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    1. Sì, lo penso anch'io. Un sito strettamente professionale può servire con attività di altro genere, magari di natura più tecnica. Ma con la scrittura penso che la componente empatico/emotiva sia fondamentale. In generale, lo è per tutti i lavori che hanno che fare con la persona, con il corpo o con la mente. Un esempio banale: da quando il mio parrucchiere storico è andato in pensione ho faticato a trovare qualcuno davvero attento a valorizzarmi. I più anziani, avevano perso la creatività, e facevano cose standard. I giovani volevano dimostrare di essere creativi, e provavano cose assurde, poco adatte a me, oltre che troppo difficili per loro. Altri volevano solo vendermi un taglio un colore, e non mi trovavo bene. Negli ultimi 5 anni avrò cambiato almeno cinque o sei volte. Solo ora ho trovato un ragazzo in gamba, sui 45 anni, che ha esperienza e ama ciò che fa, che dialoga senza ipocrisia, scherza e ti fa passare delle ore piacevoli quando sei nei su studio. Ecco: con l'editor credo che funzioni nello stesso modo. ;)

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  7. Nel nuovo sito avrai di sicuro bisogno di un blog (con poche pagine di servizi oggi non vai da nessuna parte), quindi va bene integrare questo blog nel nuovo sito. Occhio però alla parte tecnica: se non fai i "redirect 301", perdi link e posizionamento ottenuti con gli articoli di Appunti a margine :)

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    1. Sì, sì, lo so. Un mio amico mi sta dando una mano (lui costruisce siti internet per lavoro, ma a me fa un favore) e si occuperà personalmente dei redirect e di tutte le altre questioni tecniche, per le quali io sono una super-capra.
      Hai ragione anche per quel che riguarda il blog. All'inizio infatti volevo tenere sul sito nuovo un blog più tecnico (com'era Appunti a margine all'inizio) e qui un blog più filosofico. Però non avrebbe avuto senso, per i motivi elencati sopra. :)

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  8. In scrittura, ma nella vita in generale, non ci sono risposte univoche. C'è il "funziona per me" e soprattutto il "mi aiuta a vivere serena", che è ancora più importante. Anch'io ho avuto un'estate complicata, con qualche problema di salute che mi sarei evitata e che mi ha portato alle vacanze sfinita. Ora si ricomincia e ho la sensazione di non essermi ricaricata a dovere. Non so che cosa farò della scrittura e del blog. Però so che mi aiutato a vivere serena, al di là dei riscontri esterni, e quindi, suppongo, scriverò.

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    1. Penso che la serenità sia il principale obiettivo che un essere umano debba porsi. Se c'è quella, tutto il resto passa in secondo piano. :)

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  9. Buondì, Chiara, sono tornata dall’ultima settimana di vacanze che ci siamo concessi, ma avevo letto il pezzo quando lo hai pubblicato, mi è solo stato difficile rispondere subito. Non dire a me cosa vuol dire “trasloco”! 😱😱 Io ho dovuto fare un tale sforzo emotivo (lasciamo stare quello fisico), quando ci siamo trasferiti a Roma, che ancora adesso curo qualche mancanza impossibile da colmare.
    Per me quella della riunione sito/blog è sempre parsa la soluzione migliore, non vedo il motivo di “separare” le due vesti di Chiara Solerio, quella personale e quella professionale e sai anche cosa penso dei tempi che dedichiamo alla nostra passione per la scrittura: niente ci fa fretta, fermiamoci quando accusiamo stanchezza, riprendiamo quando siamo sufficientemente motivate o ispirate; con calma, no stress, ricordi?

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    1. Io ho fatto tanti traslochi, ma questo è stato sicuramente il più oneroso. Nel corso degli anni si erano accumulate in casa molte più cose che nelle occasioni precedenti. È stato quindi piuttosto complicato. Ora però le cose sono più tranquille, per fortuna. Ti manderò presto un messaggio vocale. :)

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  10. Fai quel che puoi, non essere troppo dura con te stessa. Noi però aspettiamo di leggerti!

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  11. la notifica del tuo post era finita nello spam! ti ho letto in ritardo, aimè. Il trasloco è una fonte di stress altissima, quindi capisco benissimo la tua stanchezza (se aggiungiamo anche l'infortunio alla mano e tutto il resto); tenere un solo blog mi sembra una buona scelta e meno problemativa per te e per i tuoi lettori. Un abbraccio

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