L'info-dump e le sue insidie.


Il rimangiarmi le mie parole non mi ha mai dato l'indigestione.
(W.Churchill)

Sono al quarto giorno di influenza ed ormai mi rassegno a passare la settimana nel mio loculo. Al mio malessere fisico si aggiunge la partenza di mio marito, che dovrà trascorrere un po'di tempo a Milano per motivi di lavoro. Oggi il mio umore è sotto le scarpe. Sono chiusa in un silenzio spettrale, al centro di un' esperienza che credevo di aver rimosso dalla mia vita: mi sento un po' sola e non mi capitava da anni. Sono sempre stata bene, in pace con me stessa. Forse, quando si è ammalati, si ritorna un po' bambini e le nostre antiche paure tornano a galla. 

Bando ai miei sfoghi personali: ora è meglio entrare nel vivo del discorso letterario. Speravo che questa clausura forzata potesse aiutarmi a portare avanti il romanzo. Purtroppo, fino a ieri stavo troppo male per concentrarmi. Poi ho scritto qualcosina, ma la mia creatività ha incontrato un muro. Ho riletto il mio post  sui blocchi creativi, cercando di applicare i miei stessi suggerimenti. Sono riuscita a risolvere alcune scene, però ho ritenuto necessario riprendere in mano gli appunti e fare un punto della situazioni. Mi sono messa a sezionare i miei limiti, a comprendere dove ed in quale modo ci fossero dei buchi e delle incoerenze. Sono riuscita a trovare il bandolo della matassa, a comprendere che scrivendo mi ero scostata dai miei intenti iniziali, dalla mia scaletta e dalle schede dei personaggi. Questo non è di certo un male: significa che la creatività sta scivolando dalle mie mani con sostanziale libertà. E' così che dovrebbe essere. Ma occorreva tirare le fila e rimettere la storia sui giusti binari.

In parte penso di esserci riuscita. Sono sicura che da domani procederò con maggior sicurezza e con un metodo più definito. Ma la mia scrittura ha ancora due grossi nemici. Due antagonisti che intendo sconfiggere per raggiungere i miei obiettivi. Uno di essi, si chiama info-dump, letteralmente "informazioni spazzatura".

Premettiamo una cosa:  io non sono una professionista. Non ho mai pubblicato nulla. Sto facendo la mia gavetta con una certa pedanteria. Ad oggi, non so nemmeno se sia il caso di definirmi "scrittrice". Ma, a prescindere dalle etichette, voglio diventare brava. Quindi, ho deciso di ragionare su questa problematica. Magari, grazie al confronto con voi, troverò nuovi spunti ed un nuovo metodo di lavoro. 

Cos'è l'info-dump?

Fra le tante definizioni che ho trovato in rete, trovo molto pertinente quella reperita sul blog www.ryo.it, che non conoscevo: tecnica narrativa per fornire al lettore in modo mediocre nozioni superflue prive di attinenza con la scena in atto

Se devo essere sincera, la prima parte della definizione un po' mi spaventa: tecnica narrativa. Capito? Non si tratta di un errore, di una svista dovuta ad una cocente ignoranza, bensì di un qualcosa buttato sulla pagina con un certo metodo: nasce da una naturale tendenza dell'autore ad essere prolisso. In poche parole, ho l' info-dump nel DNA. Spero non sia una malattia grave. 
Maria Teresa, che apprezza il mio modo di scrivere, ha evidenziato più volte che arricchire la narrazione di dettagli è un gran pregio, ma a volte mi faccio prendere un po' la mano. Con il tempo, riuscirò a gestirla un po' meglio.
C'è la possibilità di tagliare in sede di rilettura e di editing ma io, che sono una maledetta pignola, vorrei riuscire a prevenire invece che curare. Intendo lavorare profondamente sulla mia tecnica, con lo scopo di accorgermi che sto facendo info-dump prima di arrivare alla revisione.Per fare ciò, occorre innanzi tutto comprendere quali sono le scene maggiormente a rischio. Dunque, in quali situazioni mi capita di fare info-dump?

- Scene progettate sommariamente. 
Premettendo che io non trovo molto utili le scalette troppo dettagliate perché mi bloccano e mi vincolano, credo sia importante mantenere il compromesso fra pianificazione e creatività di cui parlavo quiPrima di scrivere ogni scena, è opportuno chiarirne esplicitamente funzioni ed obiettivi. In questo modo, può diventare più facile gestire le informazioni. Lo so che mi piace scrivere di getto, ma non sempre serve. D'ora in poi, sarò costretta a legarmi le mani. 

- Presentazione di un personaggio. 
Sento spesso dire che l'info-dump entra in scena quando non si conosce approfonditamente i propri protagonisti. Diversamente, le informazioni scaturiscono con una certa naturalezza. Io penso che questo sia vero solo in parte: ho redatto le schede dei personaggi in modo molto preciso, forse anche troppo. Di conseguenza, tendo a voler dire tutto e subito. Posso chiamarlo entusiasmo? Eh già! Forse la causa principale è proprio questa. 
Inoltre, mentre scrivo continuano a venirmi in mente nuove idee. La personalità dei personaggi non è statica, ma diventa di volta in volta sempre più ricche. Da un lato è anche giusto: le schede offrono delle linee guida, ma non possono costituire una gabbia per la creatività. L'importante, tuttavia, è aggiornarle continuamente e verificare che l'insieme sia completo e coerente. Oggi ho dedicato il pomeriggio a mettere i puntini sulle i credo che d'ora in poi sarà più facile gestire l'insieme. Volere bene ai propri protagonisti è sacrosanto, ma non devono essere loro a condurre il gioco. 

- Timore del giudizio. 
Il fatto di far leggere la mia prima stesura ad alcune gentilissime "cavie", a volte mi porta a perdere un po' di naturalezza. Mi sono imposta non revisionare il testo per non rallentare troppo, ma ho sempre paura che i miei brani possano risultare poco chiari, soprattutto quando non sono spediti con lo stesso ordine che avranno nel romanzo. 
Siccome non intendo rinunciare all'aiuto preziosissimo dei miei lettori, forse sarebbe meglio tenere a bada le mie eccessive preoccupazioni che, oltre a creare info-dump, tolgono freschezza alla mia scrittura. 

La stesura del romanzo è ancora molto indietro e procede a rilento sia per la scarsità del tempo a mia disposizione, sia perché ho molto da imparare. Credo che d'ora in poi sarà necessario fissare un minimo di 500 parole al giorno. Ora che non c'è mio marito, avrò maggiori possibilità. Forse questo è l'unico aspetto positivo della faccenda. Probabilmente l'info-dump si attenuerà da sé, man mano che procederò. Quando c'è continuità, diventa più semplice. In questi mesi, ho cancellato ed interrotto molte volte. Sono tornata indietro e poi ho fatto salti in avanti. Non credo di aver lavorato in modo sempre corretto. Ma se cado mi rialzo e poi riprendo, sempre con determinazione ed una punta di testardaggine.

In ogni caso, come si riconosce l'info-dump

La risposta è più semplice di quanto non sembri: l'info-dump è strettamente connesso alla scorrevolezza del testo, è come il nocciolo di un'oliva finito per errore nello scarico del lavandino: crea un effetto tappo. La tensione si disperde. L'andamento della trama perde la sua naturalezza. L'idea che emerge è quella di una forzatura stilistica. Lo dice anche la definizione: le informazioni sono trasmesse al lettore in modo sostanzialmente mediocre. Questo emerge molto bene soprattutto in alcuni dialoghi.

Esempio: "Mario, marito mio, hai visto tua mamma oggi?
"Sì, certo, Laura. Sai, da quando si è rotta il femore ha difficoltà a muoversi. Per fortuna mia sorella Anna e suo figlio Luca le stanno molto vicino."

Se lo scopo è quello di far sapere al lettore che Mario e Laura sono sposati, che la suocera anziana ha bisogno di cure e che ci sono anche una sorella e un nipote, non c'è bisogno di architettare tanti arzigogoli linguistici. Possono esistere stratagemmi meno grossolani.  Nessuna coppia di coniugi comunica in questo modo. 

Il principio dello show don't tell, a volte, offre un importante supporto. Le informazioni si veicolano meglio, facendo agire i personaggi. Vengono fuori un po' per volta. Me ne sono accorta proprio oggi, quando ho eliminato una scena "info-dumpesca", sostituendola con un brano molto più dinamico. Devo ammettere che mi sono sentita molto libera e il risultato mi soddisfa. Ma la mia lotta è ancora all'inizio. Oggi ho letto tutto il leggibile sull'info-dump. Ora, è giunto il momento di metterlo in pratica, facendo ben attenzione ad evitare che i miei sforzi di evitare informazioni inutili risveglino il mio nemico numero due: il censore interno. Ma di lui parlerò in un altro post. 

Ora, vi invito a fare outing: vi è mai capitato di cedere alla comodità dell'info-dump? Avete qualche consiglio da darmi al riguardo?

Commenti

  1. Sai come lo chiamano il problema nell'episodio di Mario e Laura? "As you know, Bob...", appunto perché se Bob lo sa, non varrebbe la pena di ridirlo.
    L'info-dump è ingombrante e può inquinare, ma io non lo vedrei così terribile. Durante la revisione è più facile tagliare che aggiungere. E' importante diventare sensibili alla sua presenza, questo sì, ma il resto viene con il tempo e il lavoro.

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    1. Le tue parole mi rincuorano... il mio perfezionismo a volte sfiora livelli quasi maniacali. Ho delle pretese enormi fin dalla prima stesura.

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  2. Per chi scrive testi teatrali è ancora più facile cadere nell'infodump, perché in quel caso ci sono solo i dialoghi e non c'è un narratore che possa spiegare i fatti.
    Ad esempio, come far capire che due personaggi sono fratelli? Magari è meglio evitare di far dire loro: "fratellone" e "sorellina"... Piuttosto che sentir usare degli appellativi così poco realistici, preferisco continuare ad avere dubbi sul loro grado di parentela.

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    1. Credo che come nel caso della scrittura narrativa l'autore debba essere in grado di selezionare a priori le informazioni necessarie allo svolgimento della storia tralasciando quelle che invece non lo sono. Il tempo è l'esperienza possono aiutare molto :)

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  3. Innanzitutto ti auguro una pronta guarigione. Secondo, il tuo primo paragrafo è scritto molto bene, non sto scherzando: non separare la vita dal romanzo. Se scrivi il tuo romanzo come scrivi la tua vita non andrai mai fuori strada, ed eviterai questo infodump, o come cavolo si chiama. Poi sai troppe cose sulla scrittura, e non ti invidio. Una certa dose di ignoranza aiuta a correre veloci. Se incominci a pensare che lì c'è un incrocio pericoloso, là un agente di polizia pronto a multarti, in fondo alla strada un autovelox, l'attrito dell'aria e tutto il resto, togli il piede dall'acceleratore e finisce che ti fermi sul ciglio della strada. Invece vai fino alla fine, avrai tutto il tempo per ripensare tutto.
    Non ho consigli da darti su questo info-dump. Hai già detto tutto su come evitarlo e perché. Non bisogna cedere, in effetti. Cedere è morire, narrativamente parlando.
    Volevo anche ringraziarti per il tuo elenco dei blog che segui. Passo sempre da qui per spostarmi dall'uno all'altro, come da una centrale di smistamento. Grazie.

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    1. Grazie a te sia per l'augurio, sia per i complimenti, sia per la frequentazione assidua della mia paginetta :)
      Hai ragione quando dici che l'ignoranza aiuta: me ne sono resa conto leggendo alcuni scritti del 2006. Anche se la tecnica era immatura, la freschezza dello stile non conosceva censure. Il censore interno, del resto, è il nemico numero 2. Affrontero' l'argomento nel post di lunedì :)

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  4. Pensa che io invece amo la solitudine e vorrei essere solo per poter scrivere come vorrei. Ma lasciamo perdere.

    Per quanto riguarda "l'arricchire la narrazione di dettagli", be' dipende dallo stile dello scrittore e dai gusti del lettore. Come lettore amo una scrittura scorrevole e poco prolissa, come scrittore: pure! Detto questo, se leggi "il cardellino" di Donna Tartt - che ha vinto il pulizzer - scoprirai che l'autrice impiega 18 pagine per far dire al personaggio: questa notte ho sognato mia madre... Allora ti rendi conto che l'info dump diventa allo stato dell'arte in determinati romanzi.

    Gli info dump peggiori, secondo me, sono quelli chescaturiscono dalle paure del narratore. Paura di non essere capiti dal lettore. Ma il lettore non è uno stupido, in genere capisce anche più di quello che gli stai dicendo. Quindi meglio limitare le informazioni inutili. ;)

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    1. In uno degli articoli che ho letto in questi giorni veniva posta la domanda "perché Manzoni ed Eco non fanno infodump?" Insomma, la calata dei lanzichenecchi e la descrizione del portone non sono proprio pertinenti... il punto é che la storia scorre ugualmente e le informazioni non sono dispensate in modo mediocre :)
      Io non ho letto la Tartt ma forse potrebbe essere fatto un discorso analogo. Che ne pensi ? :)

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    2. Penso che alcuni scrittori sanno scrivere così bene che le informazioni introdotte nei loro romanzi vengono, quasi sempre, dosate a dovere; altri, invece, sono solo molto quotati e quindi al di fuori delle critiche "nonostante tutto". Non sta a me giudicare o indicare chi l'uno, chi l'altro. :P

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    3. Hai mai letto De Carlo? Lui scrive benissimo però quanto a infodump non si spreca.

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  5. Le prime cose che scrivevo erano infodump fatto libro, ed è normale che all'inizio si "sbrodoli" così tanto. Col tempo e la pratica si impara ad evitare questo tipo di problema a istinto. In generale, posso perdonare un po' di infodump nei brani narrativi, nelle descrizioni, ma nei dialoghi come quello da te citato... no, per favore no >_<

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    1. Ho volutamente estremizzato, improvvisando questo dialogo, per rendere l'idea. A scrivere si impara scrivendo. Io continuo.. e controllo :)

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  6. L'infodump è sempre in agguato, è parte del DNA di chi scrive, come dici tu. L'importante è esserne consapevoli e non aver paura di tagliare quando si revisione. Io poi di solito taglio troppo e finisco per dare per scontate troppe cose...
    Guarisci presto e non infodumpare troppo!
    Tenar (sotto copertura)

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    1. Anche a me è successo di tagliare troppo. Comunque credo che aspettando qualche settimana prima di rileggere il capitolo (quando se ne ha il tempo) sia più facile individuare l'infodump. Un passo indietro a volte è utilissimo. Inoltre se hai più pagine a disposizione diventa più facile "dosare" le informazioni. Questo problema è più sentito quando scrivo senza seguire l'ordine cronologico e quando redigo i primi capitoli relativi ad un determinato personaggio.

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  7. Credo proprio di fare anche io infodump ma non sapevo si chiamasse così! Un'altra cosa nuova scoperta grazie ai tuoi articoli. ^^
    Penso che a volte sia necessario, altre volte meno. Certo è che quando mi accorgo che sto diventando troppo prolissa, inserendo cose che magari non c'entrano propriamente con ciò che sto raccontando, cancello tutto all'istante. Anche perchè appesantire con elementi che possono essere tranquillamente evitati, è sbagliato. E' molto più bello un testo dinamico, scattante, che scivola e scorre veloce, senza inutili rallentamenti. :)

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    1. Anche io la penso così. Mi sto esercitando proprio a ripulire il mio stile.

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  8. Infodump? Passamene un po'... io ho il problema opposto! Sono troppo criptica e faccio dei salti spazio-temporali pazzeschi dando per scontato che il lettore sia nella mia testa e sappia cos'è successo tra un capitolo e l'altro. Potremmo scrivere un libro a quattro mani, avrebbe l'equilibrio perfetto tra info-dump e info-lack!

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    1. Sicuramente è meglio come fai tu. Il vero problema dell'infodump è che rallenta tantissimo e fa venir meno la suspance.

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