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Visualizzazione dei post da 2018

Le primavere di Praga - Riccardo Burgazzi

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La presente recensione è stata scritta circa tre mesi fa, con l'intento di pubblicarla sul nuovo blog, ormai in costruzione perenne. Poiché i tempi si stanno dilatando oltremisura, ho deciso di farla intanto comparire su Appunti a Margine per poi, appena possibile, trasferirla sul nuovo sito. I contrattempi, purtroppo, sono stati moltissimi, così come le ragioni del ritardo (che coinvolgono anche la mia salute). Pertanto, non voglio ufficializzare una data di pubblicazione. L'ultima volta che l' ho fatto, è successo di tutto: ora, taccio per scaramanzia! Ciò nonostante, ho deciso di non toccare l'introduzione, per ricordarmi l'intento iniziale di questa recensione, renderlo noto anche a voi, e recuperarlo non appena i tempi saranno più favorevoli. La mia strada, ormai è ben nota. Questi non sono stop, ma solo deviazioni.
Su questo sito ho deciso di recensire solo romanzi che si muovano al di fuori dal circuito produttivo delle major e che abbiano un valore artistico…

#imieiprimipensieri - Seguire l'amore

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Se vuoi saperne di più sull'iniziativa #imieiprimipensieri, leggi qui. Se invece non conosci o hai dimenticato la metafora del Jolly, qui. Inoltre, queste parole non rilette e non revisionate, mi hanno fatto venir voglia di rilanciare il post #imieiprimipensieri - Cercasi Jolly, mai d'attualità come in questo momento. Qualcuno l'ho trovato, ma la caccia continua. Intanto, buona lettura! :) 
Il perdono libera l'anima, rimuove la paura. è per questo che il perdono è un'arma potente. (Nelson Mandela)
Torno a scrivere dopo un lungo periodo di silenzio, sperando che gli aggiornamenti del blog ricomincino presto a essere una costante settimanale. Magari questo non avverrà subito, ma entro l’autunno vorrei chiarirmi le idee non solo sul destino di questa paginetta, ma anche sull’indirizzo da dare al sito nuovo (ancora bloccato) e alla mia attività professionale e scrittoria intesa in senso lato. Nell’ultimo anno, infatti, ho assunto su di me più impegni di quanti un essere um…

Cosa insegna la seconda stagione di Tredici

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NOTA: Ultimamente, voglio scrivere cose leggere. Ho quindi deciso di scrivere questa recensione di getto, forse con un approccio più emotivo che critico. Nel processo di stesura, ho sentito la necessità di segnalare alcuni passaggi, ma lo spoiler è segnalato, tranquilli! Mi rendo inoltre conto che molti potrebbero non aver visto la serie. Sintetizzo:nella prima stagione, la giovane Hannah Baker si suicida lasciando in eredità tredici audio-cassette, con le quali accusa altrettante persone di averla condotta a compiere questo gesto estremo. Nella seconda, ormai sganciata dal romanzo, i genitori fanno causa alla scuola per non aver fermato gli episodi di bullismo, e i vari personaggi vengono ascoltati come testimoni. Questo post, che è una novità anche per me, registra le mie opinioni solo sulla seconda stagione che, nonostante le perplessità iniziali, mi ha colpito molto più della prima. Buona lettura!

In questi quattro anni ho pubblicato pochissime recensioni, e mai relative a serie tv…

Obbligo di fermata - come mai sono sparita

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Niente può essere inutile a un poeta. (Samuel Johnson)
Eccomi qui. Non aggiorno il blog da più di un mese. Da quando l'ho aperto, ormai quattro anni, non ci sono mai state pause così lunghe. Il motivo è stato spiegato qualche giorno fa in un breve post su Facebook, ma ora voglio raccontarvi un po’ meglio ciò che è successo, nella speranza che il ponte creatosi tra me e voi non sia stato spazzato via da questo periodo di silenzio.
Tutto è iniziato il 25 aprile, quando ho pubblicato l’articolo sulla Resistenza del Jolly. Non potete immaginare quanto abbia faticato a mettere in fila quelle mille parole. Gli occhi pesavano e non riuscivano a rimanere focalizzati sullo schermo. La mente aveva gli ingranaggi arrugginiti, mi sembrava quasi di sentirli: giravano a fatica e, incastrandosi l’uno con l’altro, facevano un rumore infernale. E la mia schiena non riusciva a trovare una posizione che non le causasse dolore. Dovevo alzarmi continuamente, gironzolare per la stanza, addirittura fare st…

La resistenza del Jolly

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Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze  perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero  senza piegarsi ai condizionamenti. (Charlie Chaplin)
(Non sai chi è il Jolly? Leggi qui
Oggi è il 25 aprile. Si festeggia una ricorrenza storica importantissima per l’Italia. Ma il popolo dei social la banalizza. Come sempre. Si vedono foto di pugni alzati, falci e martelli, immagini del duce appeso per i piedi. E poi, si leggono aforismi. Scritti da chiunque. Anche da persone che con la Resistenza non c’entrano una benemerita perché sono nate secoli prima, o decenni dopo. In fondo in rete la lettura è sempre superficiale, nessuno si accorge della pochezza dilagante. E ai suddetti influencer importa ben poco del proprio messaggio: l’importante è mantenere il culo ben saldo nella vetrina dei social.
Io sono una mina vagante. Come sempre, me ne lavo le mani di frasi fatte e pensieri politically correct. Oggi non è un giorno come gli altri, …

La mia vita creativa

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Adoro gli esperimenti folli. Li faccio in continuazione. (Charles Darwin)
Lo so: sono sparita. Illustrarvi le ragioni di questa mia defezione (sempre che ci siano: più cerco spiegazioni, più mi sembra di affogare nel caos) sarebbe troppo lungo. Dico soltanto che esiste un limite oggettivo al numero di progetti e di propositi che una persona può portare sulle spalle. Quando si vuole strafare, i casi sono due: o si impazzisce, oppure si deve necessariamente sacrificare qualcosina per tutto il tempo che serve a ritrovare le forze. Per mesi mi sono appoggiata alla soluzione numero uno. Poi, ho capito che devo affrontare la vita con un po’ più di calma, smettere di giudicare me stessa e posare un mattone alla volta su quel cantiere aperto che, spero a breve, diventerà la residenza del mio futuro.
La panoramica sulla mia esistenza che in questa domenica grigia ho deciso di offrirvi non serve solo a condividere con voi le tappe del mio percorso, ma anche a fare chiarezza sulle mie priorità, a c…

La voce del Jolly - Silvano e l'anestesia dell'anima

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Questo post è già stato anticipato la scorsa settimana, quindi non voglio dilungarmi oltre a dirvi chi è il mio ospite: se avete perso la puntata precedente, eccola qui
Non sempre ho fortuna, quando chiedo a qualche lettore di scrivere un guest-post, senza sapere se ne sia effettivamente in grado. Con Silvano, però, le mie capacità intuitive non hanno fallito. Mi è piaciuta, soprattutto, la sua riflessione sull'archetipo del Jolly e sul suo lato ombra, perché dimostra che i miei spunti sono stati personalizzati e reinterpretati.  L'obiettivo dei miei post sul Jolly, è proprio questo. Non ho mai voluto far cadere insegnamenti dall'alto, ma proporvi contenuti, che potete accogliere o rifiutare, ma mai vanno assorbiti passivamente. Se così fosse, non sareste tanto diversi dai nani che critico, scatole vuote dentro cui il sistema può infilare qualunque contenuto. Ma io non sono il sistema. Sono una persona come voi, quindi fallibile. Una persona che riversa in ogni sua parola…