Lo scopo del blog


"Appunti a Margine" è un blog nato con il doppio scopo di raccontare la scrittura attraverso il punto di vista di chi la considera una missione esistenziale e di mettere in contatto persone che, nonostante le spinte omologanti della società, non vogliono  lasciarsi fagocitare dall'automatismo né rinunciare alla propria creatività. 

Noi artisti in generale, e noi scrittori in particolare, spesso viviamo in una sorta di universo parallelo. È difficile parlare dei nostri progetti a chi non condivide tale passione. Nel migliore dei casi, siamo sommersi da domande di una banalità sconcertante. Nel peggiore, ci considerano pazzi visionari. Se la solitudine è una maestra illuminante, quando è troppa rischia di alienarci. Facciamoci compagnia, dunque. E parliamo di quanto sia bello perdersi nei meandri delle nostre storie.  
 
Nel mio spazio virtuale condividerò con altri scrittori e con appassionati lettori tutto ciò che so della scrittura. Lungi da me far cadere consigli dall'alto con la freddezza impersonale che impera nei manuali. Non mi sento una maestra, ma un'allieva di me stessa. La mia competenza non è statica e consolidata, ma continua ad evolversi. Cresce quotidianamente, e con lei cresco anch'io. Ogni giorno, scopro qualcosa di nuovo, e sono disposta a regalarvelo. Condividerò la mia esperienza quotidiana, dunque. E parlerò soltanto di ciò che conosco veramente: la tunica da guru mi ingrassa. 

Non è mia intenzione sostituirmi alla vostra voce. Ogni autore è unico. Piuttosto, mi piacerebbe darvi una mano per far sì che essa risuoni sulle vostre pagine, intensa e riconoscibile. I miei post saranno come quelle note che ogni scrittore appone sul margine del foglio, quando si trova in fase di rilettura o di revisione: forse non risolvono i blocchi più resistenti ma suggeriscono una possibile strada: starà a voi, poi, decidere se seguirla. 
 
Usiamo questo spazio, dunque, per entrare in contatto con la nostra personale vocazione narrativa e renderci consapevoli del messaggio che vogliamo trasmettere con i nostri scritti; scambiare opinioni sulle più importanti tecniche narrative; riflettere insieme sul mondo dell'editoria e prendere coscienza del nostro ruolo sociale. E usiamolo anche per imparare a gestire l'energia che è alla base della creatività; per aprire la mente; uscire dalla zona comfort e rinunciare a ogni pregiudizio. Ma, soprattutto, usiamolo per comprendere che, sebbene il nostro naso porti ancora i segni delle porte contro cui ha sbattuto, se la scrittura risponde a una nostra esigenza emotiva non dobbiamo mai rinunciarvi.
È meraviglioso svegliarsi la mattina con una nuova idea da trasformare in un racconto. Osservare le persone ed ispirarsi tramite i loro gesti e le loro parole. Non riuscire a dormire dopo aver partorito una scena particolarmente intensa, perché l’adrenalina ancora ci scuote. Oppure, quella scena non siamo proprio riusciti a buttarla giù, e ci rigiriamo nel letto alla ricerca di un modo per venire fuori dall’inghippo.
 
Questa frenesia creativa ci riempie di entusiasmo, ma spesso passa in secondo piano, perché siamo troppo focalizzati sul risultato. Proprio in questi momenti di debacle, sorge la paura. Mentre una pila di fogli ci guarda, truce, dalla scrivania, ci auto convinciamo che è impossibile. Che riceveremo tanti no. Che il frutto delle nostre fatiche sarà abbandonato in un angolo da un editore con gli occhiali pieni di polvere, o utilizzato per pareggiare le gambe di un tavolino traballante.
 
Queste limitazioni – vere o presunte che siano – spesso ci fregano, facendoci dimenticare un aspetto  che racchiude in sé il significato principale della nostra arte: la scrittura non è una performance, ma una condizione esistenziale che ci inchioda la faccia alla pagina e pone in secondo piano tutto il resto. Se invece di concentrarci sul risultato finale, riuscissimo a rimanere focalizzati solo sul processo creativo, ci renderemmo conto che le reazioni degli altri non hanno alcuna importanza, non valgono niente rispetto alla nostra capacità di trasmettere energia con le parole. Tutto ciò che è richiesto a uno scrittore, in fondo, è di vivere sempre con l'anima sudata. E di non perdere la gioia

Benvenuti!

:)

C.S.

Commenti

  1. Ciao, Chiara. Blog inteteressante! Andro` a leggere qualche post. Auguri di buon anno! Lucia

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  2. Mi sento già a casa.
    Posso togliere le scarpe?
    Ho fatto la doccia stamattina.
    Ho pure portato due birre.
    Bello questo posto!

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    Risposte
    1. Certo, mettiti pure comodo!
      Tu casa es mi casa, e una buona birra è sempre gradita! :-D

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  3. Mi unisco volentieri al tuo blog perché la scrittura mi interessa tanto. Bello l'articolo sulle copertine (materia interessante e affascinante). Se ti va, vienimi a trovare
    Ciao ciao
    sinforosa

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  4. Benvenuta e grazie per esserti unita.
    Sarei passata sul tuo blog anche senza invito! :)
    A presto

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  5. Bella presentazione! Ho scoperto il tuo blog cercando considerazioni sulla scelta dei nomi per i personaggi. Mi piace quello che dici sulla scrittura! Condivido l'approccio, quindi ti seguirò! A presto

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    1. Mi fa piacere che il blog ti piaccia e che condividi il mio pensiero.
      A rileggerci, quindi, e benvenuta. :-)

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  6. concordo, tutto ciò che dobbiamo fare è scrivere!

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