giovedì 23 marzo 2017

Blogger a confronto - Lungaggini e blogosfera


Troppa lunghezza e troppa brevità rendono oscuro il discorso.
(Blaise Pascal)

La scorse settimana sono stata intervistata dal “socio” Miki Moz, per il suo blog: MozO’Clock.
Alla domanda sulle caratteristiche di Appunti a Margine, tra le altre cose ho risposto: 

“Sebbene non sia prolissa (non più, almeno) mi sento lontana dal principio della brevità dominante sul web, che uniforma i contenuti e lo stile. Inoltre, non credo che un autore, soprattutto, se ambisce a scrivere narrativa, debba adeguarsi alla "fretta" del lettore, perché rischierebbe di snaturarsi.”

Il padrone di casa non è risultato pienamente d’accordo con la mia affermazione e ha proposto di riprendere l’argomento in altra sede. Io non solo ho accettato il suo invito, ma ho cercato di comprendere in che modo potessi valorizzare al meglio tale confronto. All’inizio ho pensato che sarebbe stato divertente uno scambio di messaggi vocali su Whatsapp, in perfetto stile Maurizio Costanzo Show, ma la trascrizione avrebbe richiesto una quantità di tempo che attualmente non è a mia disposizione. Così, ho ipotizzato che fossimo entrambi al cospetto di un intervistatore immaginario, interessato a conoscere non solo la nostra opinione sulla lunghezza dei testi, ma anche i valori che orientano la nostra attività di blogger. Per non condizionarci a vicenda, abbiamo risposto separatamente e confrontato i testi solo in un secondo momento. Questo è quanto è emerso: forse non siamo poi così distanti come sembra!

giovedì 16 marzo 2017

Guest-post - Lo scrittore del profondo

 
La nostra vita è un'opera magica,
che sfugge al riflesso della ragione e tanto più è ricca quanto più se ne allontana,
attuata per occulto e spesso contro l'ordine delle leggi apparenti.
Gabriele D’Annunzio
 
Sebbene le mie storie siano sempre molto realistiche (solo di recente è comparso qua e là qualche sprizzo di magia) mi interesso di esoterismo da circa un decennio, e accolgo sempre con piacere i guest-post che spiegano come affrontare questa tematica in un’opera narrativa. Circa un anno e mezzo fa, Maria Teresa Steri, nell’articolo “Scrivere un romanzo esoterico”, diede qualche consiglio tecnico per affrontare un genere letterario sì inconsueto, ma decisamente affascinante. Oggi, invece, Silvana Amadeo analizzerà l’argomento da una prospettiva più filosofica, parlandoci degli argomenti che le interessano di più e citando alcune opere meritevoli di attenzione.  Buona lettura!

mercoledì 15 marzo 2017

Intervista sul blog di Miki Moz



Oggi sono stata intervistata dall'amico Miki Moz. Mi sono divertita, perché la nostra è stata una chiacchierata tra amici, allegra e informale, che probabilmente sarà seguita da un post a quattro mani. Questo, l'incipit:

Oggi le MozInterviste ci portano a parlare di scrittura, di letteratura, di... appunti.
Perché siamo dalle parti del blog Appunti a Margine, della grande Chiara Solerio.
Siete pronti a scoprire questo spazio anche molto filosofico?


Moz - a quale razza appartieni?
Chiara - la razza umana.

Moz - scegli un brano e spiega il perché della tua scelta.
Chiara - "tutto ciò che ho per difendermi è l'alfabeto. E' quanto mi hanno dato al post di un fucile." (Philip Roth).
  Continua a leggere...

giovedì 9 marzo 2017

Validi motivi per rubare testi altrui


O imitatori, gregge di schiavi!
(Omero)

Oggi voglio sdrammatizzare un episodio spiacevole con un riferimento alle mie credenze spirituali: il karma, che molti confondono erroneamente con il destino, altro non è che la trasposizione materiale della legge di causa ed effetto. Come scrive il blog Stato Quantico, ogni azione produce un effetto visibile, più immediato, e uno invisibile che si attiverà, schiudendosi come può fare un seme, solamente quando si presenteranno le condizioni favorevoli. 
Chi semina raccoglie, quindi.
Come ogni regola, però, anche questa ha le proprie eccezioni. Nella stanza dei bottoni dell’universo, a causa di qualche strano miscuglio energetico, può verificarsi l’imprevedibile: compiamo un’azione aspettandoci un determinato risultato ma attiriamo a noi circostanze che smentiscono totalmente i presupposti iniziali, come se qualcuno, lassù in cima, volesse punirci per il nostro eccessivo ottimismo, o per la nostra arroganza. Pena del contrappasso, la chiamava Dante. Quando situazioni del genere capitano a qualche individuo poco simpatico, sogghigniamo sotto i baffi. A volte, gufiamo bonariamente. Del razzista diciamo: “meriterebbe che sua figlia si fidanzi con uno di colore”. E del collega che si bulla per l’auto nuova: “immagini una bella riga che attraversa tutta la fiancata?”
Io non so chi me l'abbia iettata. E non me ne voglia la mia maestra di yoga: sono incazzata. Nera.

giovedì 2 marzo 2017

#imieiprimipensieri - Fuori come un Jolly





Fare ciò che ami è libertà.

Amare ciò che fai è felicità.

(Anonimo)

Per saperne di più sull'iniziativa #imieiprimipensieri, clicca qui.
Scrivere di getto e senza revisione – 2° prova – Tempo previso: 20 minuti.
Sono una persona difficilmente etichettabile. L’eterna outsider: un po’ per scelta, un po’ per obbligo. Da ragazzina non sopportavo l’idea di far parte dei un gruppi organizzati (politici, religiosi ecc.) per paura di dovermi conformare a norme, regole e modi di pensare che non mi appartenevano. Eppure non ero una ribelle nel senso letterale del termine. Non andavo a farmi le canne dietro Santa Tecla, o al Porto Vecchio. Non indossavo giacche con le borchie. Non avevo tatuaggi, né il piercing sulla lingua. Il dissenso si esprimeva in modo più sottile. La mia eterna espressione da Alice nel Paese delle Meraviglie diceva al mondo che io viaggiavo a un metro da terra e guardavo tutto con un sornione distacco. Senza giudizio, ma anche senza coinvolgimento. Non mi ritengo una snob. Ho sempre nutrito un amore viscerale nei confronti degli altri e ho un’indole socievole. Ma preferivo scegliermi le scarpe da sola. Ascoltare musica che mi piacesse veramente. Farmi i cazzi miei, senza dare fastidio a nessuno. Come in classe: i professori sapevano che durante le interrogazioni scrivevo sul diario ma, siccome stavo zitta, mi lasciavano fare. Non me ne fregava niente di lanciare cancellini e fumare di nascosto nel bagno. Non me ne fregava niente di bigiare la scuola, per poi sbandierarlo ai quattro venti la mattina dopo e ottenere il plauso dei compagni. La mia ribellione non era teatralizzata. Era un fuoco che mi vibrava dentro. Era il frutto di una rivendicazione intellettuale, della necessità di esprimere me stessa e i miei valori anche quando non allineati con il senso comune. Era la spinta spontanea a fare amicizia con le persone “strane”, con persone sole la cui sofferenza parlava molto più di una risata ipocrita, con persone che avevano il coraggio di essere se stesse senza filtri.

mercoledì 1 marzo 2017

Intervista sul blog di Marco Freccero

 
Così mi presenta il mio collega, amico e conterraneo Marco Freccero, che ringrazio per l'intervista, e per l'appellativo altisonante - e forse immeritato - che mi ha concesso: 

Terza e ultima intervista che ho realizzato a una scrittrice ligure: Chiara Solerio. Quando le ho proposto le domande, lei si è quasi tirata indietro: “Scrittrice io? Ma veramente… Sto lavorando a un romanzo, ma…”. E questo mi ha fatto capire che “scrittrice” era il termine giusto da usare nei suoi confronti. In un mondo dove tutti si definiscono tali, trovare qualcuno, anzi qualcuna, che ha una simile umiltà è cosa rara. Ma, si dirà: siamo alle prese con una falsa modestia. Errore. Perché basta navigare sul suo blog, Appunti a margine, per capire che lei prende sul serio la scrittura. Non è falsa modestia, semmai siamo alle prese con una persona che prende seriamente la parola. E potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di fare quattro chiacchiere con lei? No, infatti…
Adesso lascio la parola a Chiara.
 
Con la prima domanda, sfonda subito una porta aperta:
 
Chi o che cosa ti ha fatto venire voglia di scrivere?
È difficile rispondere a questa domanda perché non ricordo un momento preciso della mia vita associato al desiderio di raccontare storie. Se ripenso al mio passato, mi vengono in mente tante piccole tappe, che mi hanno portato a usare la scrittura come strumento privilegiato per esprimere me stessa. Un ruolo fondamentale, sicuramente, è stato ricoperto dalla mia nonna paterna, quando frequentavo le elementari...
 
Potete leggere il seguito di questa storia e l'intervista integrale cliccando qui.
Mi raccomando, passate a trovarci!

venerdì 24 febbraio 2017

Conversando con Marina Guarneri - di musica e di scrittura


Comunque vada panta rei, and singing in the rain.
(Francesco Gabbani)

Ricorda di disobbedire;
ricorda che è vietato morire.
(Ermal Meta)

Io e la mia beta-reader, Marina Guarneri, ci conosciamo ormai da un paio d’anni. Anche se non ci siamo mai incontrate di persona, tra noi è nata una bella amicizia, che si concretizza ogni giorno in lunghissime conversazioni su Whatsapp. Recentemente abbiamo avuto un confronto sull’ultima edizione del Festival di Sanremo e sulle canzoni vincitrici. Da lì siamo passate a riflettere sul mondo dell’editoria e della discografia, nonché sulla nostra personale vocazione letteraria. 
È scaturita una discussione molto interessante, proseguita oggi telefonicamente, che ci ha viste, su alcuni argomenti, stranamente in disaccordo.  Ho quindi deciso di ripercorrere punto per punto questo dialogo, e di condividere con voi le mie riflessioni. Scusatemi se salterò di palo in frasca: non è facile mettere insieme tutti i temi affrontati, perché siamo donne, e parliamo tanto; troppo.  

giovedì 16 febbraio 2017

Guest-post - L'empatia del blogger letterario


“A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”
(terzo principio della dinamica)

Oggi è mio ospite Mattia Loroni, alias Mattia L., che propone una riflessione sull’importanza dell’empatia che un blogger (specialmente se anche scrittore, e quindi abituato a immedesimarsi con i propri personaggi) deve nutrire nei confronti dei lettori. L’educazione e il rispetto sono fondamentali anche nel mondo virtuale, ma spesso molti si dimenticano che dall’altra parte dello schermo c’è una persona e non una sorta di ologramma, e si sentono in diritto di sfogare verbalmente tutte le proprie frustrazioni.
Vi siete mai imbattuti in personaggi del genere?
Raccontate le vostre esperienze. E ditemi: condividete il pensiero di Mattia?

giovedì 9 febbraio 2017

#imieiprimipensieri - sui vostri primi pensieri



La vera comprensione è quella che va al di là della ragione 
e che si fonda sull'istinto, sul cuore. 
Tiziano Terzani

L’iniziativa “I miei primi pensieri” ha ottenuto un successo di gran lunga maggiore rispetto al previsto: alcuni dei blogger che hanno partecipato al gioco non sono nemmeno miei lettori abituali. Ogni contributo è stato significativo perché strettamente personale, specialmente quando allineato alle esigenze espressive dello scrivente e non ai possibili preconcetti del lettore. Ciò nonostante, in questo panorama di forte unicità, ho riscontrato alcune tendenze comuni: oggi desidero analizzarle, seppur in modo sommario, per far sì che questo esercizio “a puntate” possa portare a ciascuno di noi un beneficio creativo tangibile.
Per coerenza con l’obiettivo dell’iniziativa e con l’hashtag che distingue i “primi pensieri” dai post più tradizionali (e revisionati), avrei voluto rispettare in toto le regole. In questa fase di analisi, ritengo però importante essere lucida ed esprimere le mie sensazioni nel modo più chiaro possibile. Quindi, pur imponendomi di non perdermi nel mio solito ciclo degli eterni aggiustamenti, mi concederò di rileggere il post per accertarmi che il discorso fili e per intervenire sulle parti troppo vischiose. E, soprattutto, mi prenderò tutto il tempo che mi serve. Non dimentichiamoci che questa iniziativa ci terrà compagnia per mesi: è importante comprendere appieno ciò che si sta facendo. Per gli sbrodolamenti verbali, ci sarà tempo in futuro.

giovedì 2 febbraio 2017

Cartoline dai miei personaggi


L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso.
(Anne Carson)

Qualche giorno fa, Silvia Algerino ha pubblicato il post 5 Cartoline dai miei personaggi, una sorta di spin-off del suo romanzo. L’idea mi è piaciuta moltissimo, così ho subito pensato a come personalizzarla.

Considerando che il mio romanzo è ancora in corso d’opera, collocare il messaggio di protagonisti e comprimari dopo la parola fine mi sembrerebbe precipitoso. Inoltre, non voglio fare spoiler. Perché, quindi, non supporre che i ragazzi mi abbiano scritto proprio mentre si trovavano nel pieno delle loro peripezie? Dopo tutto, la trama dura circa quindici anni (sedici, se come probabile inserirò un epilogo): è inevitabile che, in un lasso di tempo così ampio, ci siano numerosi spostamenti. Alcuni viaggi sono in parte raccontati o mostrati. Altri, entrano nella storia soltanto di straforo. Uno, addirittura, si svolge prima dell’inizio della storia e potrebbe diventare un prequel. L’ ho citato qui, insieme ad altri che ritengo significativi. Ve li propongo in ordine cronologico, senza rispettare le naturali gerarchie dei personaggi. E, siccome nessuno di voi sa nulla dei viaggiatori (a parte Marina), ve li presenterò in sole tre parole, non legate alla cartolina, ma alla loro personalità.