Coming soon - i miei racconti sul blog.


Non sei fregato veramente finché hai una buona storia da raccontare.
(Alessandro Baricco)

Qualche giorno fa, fra i commenti al mio articolo sul punto di vista in terza persona limitata, ne è comparso uno molto interessante, scritto da Salvatore Anfuso. Ne riporto un breve estratto:

Non solo devi mandarmi qualcosa, dovresti anche postare qualche racconto nel tuo blog, almeno di tanto in tanto. Per far capire all'atto pratico ai tuoi lettori com'è la tua scrittura. Altrimenti tutti gli argomenti dei post rimangono parole vuote... Lo so che non ti piace scrivere racconti e, l’unico che hai postato, forse era davvero troppo breve per far capire appieno le tue potenzialità. Al riguardo ho commesso un errore io chiedendoti di scrivere un racconto troppo corto. Però dovresti provarci. :)

Purtroppo ho il brutto vizio di usare ogni osservazione come uno spunto per comprendere meglio me stessa e il mio modo di fare, quindi queste parole hanno suscitato, nei giorni a venire, diverse riflessioni, alle quali ho deciso di dedicare il post di oggi.

Per prima cosa, sono mio malgrado costretta a dare ragione a Salvatore: io non ho mai pubblicato racconti sul blog, per ragioni molteplici.

All’inizio, era soprattutto una questione di timidezza. Come molti di voi già sanno, per una serie di circostanze poco piacevoli, sono rimasta lontana dalla scrittura creativa per quasi sei anni. In quel periodo redigevo solo articoli di giornale e testi commerciali; ma la mia vocazione è narrativa quindi era inevitabile che prima o poi tornassi a rompere le scatole con le mie storielle.
Quando lo scorso anno ho deciso di riprendere in mano la tastiera, le mie competenze tecniche erano un po’ arrugginite. Riabituarsi alla luce del sole non è facile, per chi ha trascorso anni rinchiuso dentro una cella buia. E le corde vocali, se non adeguatamente allenate, rischiano di atrofizzarsi. In questa situazione, non si può fare altro che procedere a tentoni.
Ricordo quasi con tenerezza il primo periodo di “Appunti a Margine”. Rileggevo i miei pezzi diecimila volte per il timore di essere fraintesa o giudicata incapace. Ero ossessionata dalla paura di ricevere critiche, e questa fragilità si ripercuoteva sui miei scritti. Con tali presupposti, l’idea di pubblicare un racconto mi faceva sentire troppo esposta, messa a nudo. Non mi sentivo pronta per una vetrina del genere.
A pensarci bene è una paranoia ridicola, perché anche negli articoli che pubblico abitualmente parlo molto di me, forse addirittura di più rispetto a quanto potrei fare in una storia di fantasia. Che differenza c’è?
Potrei trovare mille scuse per giustificare questa scelta, ma so che il terrore da palcoscenico è un’invenzione del mio cervello. Non esiste una forma letteraria che possa rendermi più vulnerabile rispetto a un’altra perché io mi metto in gioco ogni giovedì e ogni lunedì nello stesso identico modo, a prescindere da ciò che scrivo.

In secondo luogo, Salvatore dice che non mi piace scrivere racconti. Questo è vero solo in parte, perché io amo tutto ciò che è scrittura, mi diverto anche a redigere le e-mail di lavoro. Però ammetto di avere  sempre preferito i romanzi alle opere brevi, sia da lettrice sia da scrittrice. 
I racconti sono un ottimo esercizio. Io in passato ne ho scritti moltissimi, che mi sono serviti da palestra ma, quando ho ripreso a scrivere, mi sono buttata direttamente sul progetto del romanzo. Nonostante gli anni di silenzio, mi sentivo pronta.  Siccome ho poco tempo a disposizione per la scrittura, ho deciso di occuparmi soltanto del mio libro e del blog, senza mettere troppa carne al fuoco.

I racconti presenti nel mio archivio storico sono tutti antecedenti al mio periodo di stop forzato, il più recente è del 2008. Pur essendo scritti bene, non rispecchiano più i miei valori e il mio modo di essere. Non riesco a immedesimarmi in uno sguardo che ritengo capriccioso, pessimista e un po’ infantile. Io adesso sono una persona diversa, il mio stile è cambiato moltissimo, quindi voglio offrire ai lettori qualcosa che mi rappresenti a 360 gradi.  Pertanto, il terzo motivo per cui non ho mai pubblicato racconti online è questo: al momento non ho materiale a disposizione nemmeno fra i miei vecchi scritti.

Perché vi dico queste cose? Non certo per giustificarmi, ma perché c’è un’espressione, nel commento da me citato, che mi sta pungolando ormai da giorni: se non pubblico racconti, tutti gli argomenti dei post rimangono parole vuote.
Ciò che somiglia vagamente a una critica, mi manda in crisi. Chissà cosa significa, mi sono chiesta. Forse che sto farneticando? Che gioco a far la splendida pur senza concludere niente?
 Siccome conosco Salvo, so che non intendeva niente del genere. Tuttavia, ci tengo a farvi sapere che onestà e sincerità sono alla base della mia scrittura e della gestione di questo blog. Ogni mia parola nasce dal cuore e cerco sempre di pubblicare, senza alcuna vanagloria, post qualitativamente elevati, che possano offrire risorse utili a voi lettori. Proprio perché in assoluta buona fede, non ho mai pensato che qualcuno avesse bisogno di “prove” del fatto che io sappia scrivere. 
 Capisco che, dopo tanti mesi di frequentazione virtuale, ci possa essere curiosità sulle mie opere, ma mi dispiacerebbe sapere che qualche follower mette in discussione la mia correttezza. Chi mi conosce sa quanta energia sto dedicando al mio romanzo e a questo blog, nonostante il lavoro e quel briciolo di vita privata a cui non voglio rinunciare. Sto facendo il possibile per portare avanti il mio sogno. Prima o poi mi attrezzerò per i miracoli, ma per ora mi accontento di questo.
In ogni caso, ciò che ci colpisce fa sempre appello a qualcosa che già si sta muovendo dentro di noi. Inconsciamente questo commento ha riesumato un vecchio intento ormai finito nel dimenticato. È da mesi che ribadisco la mia volontà di scrivere storie brevi da mettere online e spedire ai concorsi, ma mi mancava una spintarella esterna. La procrastinazione, purtroppo, è sempre stata un mio grosso limite.
Per uno strano gioco del destino, venerdì pomeriggio mi è venuta un’idea per un racconto e sabato l’ho scritto. Il tempo di revisionarlo e lo metterò online. Non sarà l’unico:  ho deciso che, a partire da maggio, mi impegnerò a pubblicare sul blog almeno un racconto al mese. Qui di seguito, le mie motivazioni.

Ho la necessità di tenermi impegnata su un numero più ampio di progetti – So che il mio romanzo non sarà pronto in tempi brevi. Nei primi mesi ho lavorato con grande lentezza perché dovevo trovare il mio metodo. Ho cambiato alcune caratteristiche della storia in corso d’opera e solo ora – portando avanti contemporaneamente la stesura e una nuova progettazione – sono riuscita ad accelerare il ritmo. Passerà ancora molto tempo prima di poterlo mettere a disposizione del pubblico e, se qualcosa dovesse andare storto, avrei perso un sacco di tempo. Inoltre non voglio entrare nella schiera di scrittori che invecchiano sulla loro prima opera al punto da esserne ossessionati più di quanto una sana creatività imponga.
Anche le storie d’amore più appassionanti e longeve rischiano di essere risucchiate dalla routine e, per quanto sia affezionata al mio protagonista, stiamo diventando come Sandra e Raimondo. Ho bisogno di conoscere personaggi nuovi e di dare concretezza a tutte le idee che mi rimbalzano in testa (l'immagine di apertura del post non è scelta a caso!).
Organizzando al meglio il mio tempo posso riuscire a gestire tutto. In fondo, se pubblico i miei racconti qui ho meno post da scrivere. E credo che questo cambio di rotta farà bene anche al romanzo che ho in cantiere, perché la mia fantasia e la mia tecnica troveranno nuovo vigore.

Vincere le mie insicurezze - In un vecchio post, scritto ormai molti mesi fa, dissi che se una persona vuole dimagrire deve ragionare da magra, ignorare lo scaffale della Nutella, comprare vestiti di una taglia più piccola. In questo modo, la mente inizia a muoversi autonomamente verso i propri obiettivi.
Allo stesso modo, chi vuole essere scrittore deve comportarsi come tale, come se fosse già un autore di best-seller, coltivare questa idea nel proprio cervello fino a renderla concreta e trasformarla in realtà. Chi rifiuta di condividere i propri scritti perché si vergogna, non andrà molto lontano. La scrittura richiede una certa dose di spavalderia e l’ insicurezza nuoce tanto quanto l’ansia da prestazione.

Confrontarmi con voi per migliorare sul piano tecnico – Si parla tanto dell’importanza di scrivere per se stessi, ma se vogliamo uscire dal guscio dobbiamo essere disposti allo scambio di opinioni e, nostro malgrado, saper accettare consigli e critiche. Senza questo presupposto, non si cresce, non si evolve. Proteggerci da eventuali stroncature, non farà altro che inchiodarci ad un’inutile passività.

Il lancio della patata bollente.
Io accolgo sempre con gioia tutti i cambiamenti che ritengo costruttivi perché so che potranno traghettarmi verso una scrittura più matura e seria. E voi cosa ne pensate dell’  osservazione che Salvatore mi ha rivolto e della decisione che ne è seguita? Avete scritto tanti racconti, oppure vi siete buttati subito nella stesura di un romanzo?

P.S. Voglio segnalare i blogger che hanno aderito al mio meme “L’alfabeto della scrittura”.
In ordine rigorosamente cronologico:

Se ci sono altri post affini in giro, che io non ho visto, non esitate a segnalarmeli! Grazie a tutti! Sono proprio contenta che questo articoletto sia piaciuto così tanto. :)

Commenti

  1. Io sarei curiosa di leggere qualcosa di tuo. Non perché tu mi debba provare qualcosa, ma perché i tuoi post mi piacciono e sarei curiosa di vedere come scrivi quando cambi genere e passi alla narrativa.

    P.S. Io avevo paurissima quando ho pubblicato i primi video. Per fortuna, nessuno mi ha tirato i pomodori, ma capisco la tua timidezza :)

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    1. Io mando spesso i miei scritti via e-mail agli amici virtuali, ma metterli qui non è la stessa cosa. Certo è che mi farà bene per sciogliermi un po', anche in vista dei miei progetti futuri. :)

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  2. C'è da dire che pubblicare qualcosa nel blog comporta un paio di problemi: per partecipare ad alcuni concorsi il testo non deve essere mai apparso in rete, il blog è coperto dal copyright certo, ma il rischio-scippo rimane. Dal canto mio sono partita dai racconti, ne ho pubblicati diverse in antologie a seguito concorsi sia a livello locale che nazionale, prima di buttarmi sul romanzo, ora alterno ma prediligo i romanzi. Per me non hai perso credibilità non pubblicandone, sarà che tutto sommato faccio ancora fatica a leggere narrativa sul pc per cui do poco peso a ciò che viene reso pubblico in termini di racconti, nei blog. Sandra

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    1. Ovviamente io distinguerei i racconti scritti per il blog da quelli scritti per i concorsi. In ogni caso, è vero che spesso la narrativa online ha un impatto ridotto, anche in parte per la sua resa grafica. Diciamo che non è a casa propria. Ciò nonostante, un testo scritto bene ha un valore intrinseco che prescinde dal modo in cui viene diffuso. :)

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  3. Quella parte del commento che citi ha una spiegazione molto più semplice e può essere letta in questo modo: a ogni ipotesi deve seguire una tesi. Nel senso che, per fare un esempio che non ti riguarda direttamente, se uno scrittore scrive un post su come gestire i dialoghi, poi deve anche dimostrare nei fatti che quei dialoghi li sa gestire come dice, altrimenti le sue restano parole vuote, cioè prive di fondamenta pratiche.

    Poi c'è anche sicuramente una legittima curiosità di vedere quella teoria di cui si riempiono i blog (tutti i blog) tramutata e organizzata in un racconto, per valutare non tanto le capacità dello scrittore, quanto piuttosto la loro resa all’atto pratico. Una curiosità, ripeto, legittima.

    Purtroppo, per una questione puramente logistica, nei blog c'è spazio solo per i racconti che, come dice Hell, è la forma narrativa più complessa da realizzare. Detto questo, sono molto curioso di leggerti. E, visto che ci siamo, ti do un unico consiglio: prenditi il tempo che ti serve. Può sembrare che vada contro corrente rispetto all'incitamento presente nel commento che citi, ma allo stesso tempo ritengo che la fretta nella scrittura sia sempre deleteria.

    Prendersi il tempo però, non significa attendere a scrivere, rimandare. Significa piuttosto: scrivere, ma darsi il tempo per sviluppare bene il racconto e anche per revisionarlo con cura. Il fatto che si posti su un blog, proprio perché è una vetrina, non deve farci pensare che si possano pubblicare racconti (come dice Hell) brutti. Bisogna invece dare il meglio di sé, anche se “il meglio” dovesse essere poco. Lo sai bene quanto tempo passa dall’idea alla realizzazione dei miei racconti: mesi.

    Infine, e comprendo di dilungarmi troppo, non bisogna aver timori, né timidezze. Io, ad esempio, delle critiche me ne sbatto. Bisogna tenere in gran conto i pareri dei lettori, ma senza farsi condizionare. :)

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    1. Quello che dici è assolutamente lecito, perché è normale che dopo aver letto un blog per mesi si desideri vedere quella persona cimentarsi su altro. Penso, ad esempio, che sarebbe interessante mostrare come metto in pratica i miei studi sulla post-modernità, proprio perché non si tratta di un argomento tecnico, quanto piuttosto di un modo con cui si gestiscono ambientazioni e atmosfere.

      Quello che tu chiami rimandare è in realtà qualcosa di diverso, perché io sono stata costretta dai miei ritmi quotidiani a stabilire un ordine di priorità. Purtroppo non ho la forza fisica di svegliarmi di notte come facevi tu. Ognuno ha i propri ritmi e le proprie esigenze, l'importante è muoversi con la consapevolezza di fare sempre del proprio meglio. E su questo punto posso dire di sentirmi in pace con la mia coscienza.

      Lo zen dà un gran valore anche ai racconti scritti di getto e revisionati una sola volta (il periodo di "raffreddamento" è a discrezione dell'autore) perché dotati di un'energia che altri testi non posseggono. Io sono d'accordo con questo principio solo in parte: occorre fare dei distinguo fra i racconti che possono essere proposti in una forma più semplice e quelli che richiedono un certo tipo di cura e di definizione. Quello che ho scritto sabato era molto semplice e piuttosto breve. Non sono ancora riuscita a revisionarlo, ma proprio per la sua struttura non penso che richieda mesi di gestazione. Il punto di vista è molto particolare, e a quello dovrò fare attenzione, però è un raccontino scritto quasi per gioco.

      C'è un'altra cosa che vorrei dirti, ma preferisco scriverti via e-mail! :)

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    2. Ho ricominciato a svegliarmi alle quattro del mattino (proprio oggi) e ho ricominciato a lavorare sul romanzo (cosa che non avevo più fatto). Certo, dipende dai racconti. Alcuni magari si possono scrivere come si fa con i post. Quello sulla "genesi" io l'avevo scritto proprio così; non l'ho neanche revisionato.

      Scrivimi quando vuoi.

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    3. Io in questo momento non riuscirei proprio a gestire ritmi del genere. Già così faccio una gran fatica. L'unico limite che pongo alla mia scrittura è la salute! :D

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    4. Io non sto male, per i ritmi. Forse... @.@

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  4. Io sono d'accordo sull'utilità del racconto come palestra, a maggior ragione se si parla del tuo blog, dove puoi ricevere commenti spassionati, ma non li vedo utili come esempio per i tuoi post soliti, semplicemente perché li vedo giù chiari così. Certo, l'esempio non lascerebbe scampo a dubbi :)

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    1. Che bel complimento! :)
      Sono felice che i miei post siano già chiari e comprensibili senza bisogno di ulteriori maneggi. Forse i racconti possono essere un di più, che nulla c'entra con i contenuti dei post...

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  5. Basterebbe che insieme alle tue riflessioni sulla scrittura postassi qualche passaggio dal tuo romanzo, forse non c'è bisogno che ti inventi un racconto, se non è qualcosa che ti attrae particolamente. Per esempio parli sempre di post moderno, un tema centrale nel tuo romanzo, i non luoghi, l'alienazione della città moderna. Però lo sto dicendo anch'io in questo commento. Una cosa è una dichiarazione, un'affermazione, un'altra è postare anche quattro o cinque righe che "mostrino" come tu affronti un argomento simile, che poi sarebbe la tua personale interpretazione di un tema diffuso. Sono d'accordo con Salvatore, che porta sempre esempi concreti alle sue riflessioni. Ma tu puoi fare meglio di lui, moolto meglio.

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    1. Quando ho risposto a Salvatore, parlando proprio della post-modernità, non avevo ancora letto il tuo post. La sintonia mentale, in questo caso, è stata perfetta.

      Però non credo che sia il caso di pubblicare qualche estratto del romanzo, al massimo brevi descrizioni a titolo di esempio. Il mio lavoro è ancora molto indietro, mi sto occupando della prima stesura e non vorrei che eventuali commenti interferissero con il mio processo creativo. Inoltre, so che tutto potrebbe cambiare finché non avrò completato la revisione.

      Comunque mai dire mai... ci rifletterò! :)

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    2. Ho come l'impressione che oggi il mio mastino letterario rimarrà senza pappa... Ci siamo intesi, caro Hell? XD

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    3. Hell è molto più simpatico di te, ora scriverò mail a lui, tiè ! :D

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  6. Le tue riflessioni sono sensate e giuste, però mi sento di dover ammettere che non sono d'accordo.
    Se non hai postato racconti e non hai sentito il bisogno di scriverne finora significa che la tua priorità è il romanzo, e già hai poco tempo per scriverlo, non vedo perché dovresti dedicare le tue energie a dimostrare qualsiasi cosa ai tuoi followers. Scrivere un racconto al mese significa forzare l'emisfero destro a un mestiere da emisfero sinistro, i racconti dovrebbero sgorgarti da dentro perché senti il richiamo della penna, non siamo più a scuola dove si era costretti a scrivere il tema entro lunedì.
    Detto questo, sarei ben contenta di leggere qualcosa di tuo e appena posso risponderò alla tua mail ;)

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    1. Mi interessa molto la tua distinzione fra emisfero desto ed emisfero sinistro. Immagino che tu ti riferisca alle due parti del cervello. Se non ricordo male, uno riguarda il lato pratico e l'altro quello creativo. Mi piacerebbe approfondire. :)

      Per il resto che dire? Tu hai assolutamente ragione. Il fatto è che io voglio scrivere racconti anche per esercitarmi e per spaziare un po' attraverso varie tematiche. Forse però sarebbe meglio farlo senza scadenze rigide, per lasciare maggior spazio alla creatività.

      P.S. Non preoccuparti per la mail, non c'è alcuna fretta! :)

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    2. Sono d'accordo con Lisa. Chi ti segue ti segue per quello che scrivi, non per quello che dovresti scrivere.
      Leggendo il tuo pos mi è venuta voglia di abbracciarti, non so perché.
      Comunque ti capisco. Anch'io non vedo l'ora di avere il mio libro fuori, nel mondo, prova inconfutabile che scrivo davvero.

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    3. Esatto... quello è il mio obiettivo primario al confronto del quale ogni altra scelta sembra quasi un surrogato.
      Ricambio virtualmente il tuo abbraccio. :)

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    4. Intendo proprio i due lati del cervello, quello destro è sede della creatività e dell'arte, quello sinistro è logico e razionale. I racconti brevi possono essere esercizi di tecnica e di stile, oppure sfoghi dell'anima. Indovina quali mi piacciono di più :)

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    5. Anche a me piacciono di più le storie dense di energia, che nascono dall'anima. Quando ero schiava della tecnica, ho impoverito molto i miei testi. Ora ho imparato a scrivere di getto e a revisionare solo in un secondo momento.

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  7. È una buona notizia ma come ha detto già qualcuno... Esiste il rischio di essere travolta dagli impegni. Un romanzo è una brutta bestia, scrivere racconti pure. Certo, sei vuoi fare questo significa che ci hai pensato su e hai il tempo necessario per impegnarti su un nuovo fronte, e allora: aspettiamo :)

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    1. Come ho scritto nel post, farò l'impossibile e imparerò ad attrezzarmi per i miracoli! :-D

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  8. Probabilmente non voleva farti una critica, voleva solo intendere che da una blogger che teorizza tanto a proposito di scrittura creativa ci si aspetta anche che prima o poi mostri degli esempi della sua creatività narrativa.
    Per te può essere un'ottima chance. Io ho seguito un percorso quasi inverso al tuo (ho creato il blog come vetrina per pubblicizzare i miei scritti, sia quelli gratuiti che quelli a pagamento; diciamo che è nato come accessorio ai miei ebook ;-) e posso dirti che superata la prima fase di legittimo timore poi può diventare davvero utile raccogliere opinioni di terze persone sui propri lavori (parenti e amici non sono la stessa cosa: o fraintendono o elogiano automaticamente).
    Non sono molto portato per i romanzi, ne ho scritti alcuni - comunque brevi - ma prediligo racconti e novelle: il formato breve / medio secondo me permette una gestione migliore del testo.

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    1. Sicuramente la gestione di un racconto è più semplice rispetto a quella di un romanzo, ma io fin da ragazzina mi sono sentita attratta da questa forma narrativa sia come lettrice sia come autrice.
      Il blog è nato come diario di bordo della mia rinascita scrittoria dopo tanti anni di silenzio. Mi ha fatto bene curarlo perché ho mantenuto la penna in esercizio e conosciuto persone che mi stanno aiutando moltissimo e mi offrono quotidiani spunti di riflessione e miglioramento. :)

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  9. Per come la vedo io, non sei tenuta a dimostrare niente. Se scrivere racconti è un modo per tenerti in allenamento, va bene, ma scrivere un intero romanzo non è già un allenamento? Per me l'unico motivo per pubblicare un racconto è quello che ti piace scriverli e condividerli. Resta però vero anche quello che ti ha detto Sandra: se poi vuoi pubblicarli, avrai delle difficoltà perché non sono più inediti.
    Penso che scrivere racconti solo per dimostrare come scrivi sia sbagliato, togli energie che potresti dedicare al romanzo. Scusa se sono stata così franca.

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    1. Non ti scusare! Sai che sei la mia guru, puoi dire tutto quello che vuoi! Effettivamente il rischio di togliere energie al romanzo va tenuto in considerazione e ci riflettero' su.

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  10. Concordo anch'io, dovresti provare, anche perché hai i riscontri più o meno disinteressati del pubblico, che non ti conosce personalmente e in genere è molto più sincero nel commentare rispetto magari a un parente o un amico. Poi son curioso :D

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    1. Gli altri scrittori rischiano di passare con grande facilità dal ruolo di critici a quello di criticoni! :-D

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  11. L'ispirazione non va condizionata da prove da offrire o assunti da dimostrare. Scrivi solo quando e se ti va, senza prendere impegni con i lettori, ma soprattutto con te stessa.
    In fondo, frequentare taluni blog significa provare ad essere partecipi del mondo appartenente al suo autore: la curiosità nasce da quello; se mi interessa ciò che scrivi e mi accorgo che hai delle belle doti di comunicabilità, non mi serve misurare la tua bravura attraverso un tuo racconto.
    Voglio semplicemente dire: scrivi solo se ti viene spontaneo, io già so che leggerò il tuo romanzo, quando sarà pronto!

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    1. Che bella cosa che hai detto, sei la prima persona che esprime con tanta sincerità la volontà di leggere il mio romanzo quindi sai cosa ti dico? Ti faccio una promessa: appena sarà pronto, che sia pubblicato in self o con l'editoria tradizionale, te lo regalerò! :-D

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    2. No, semmai, voglio essere la prima a comprarlo!! :)

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  12. La scrittura di un buon racconto (buono per l'autore, ovvio) richiede tempo, quindi io non riesco a pianificarne uno al mese. Scrivere un racconto mi richiede più tempo di un post, ovviamente. Fai comunque bene a pubblicarli, approvo tutti i tuoi motivi :)

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    1. Potrei pubblicarli con maggior flessibilità rispetto a quanto stabilito. Effettivamente porsi il limite di farlo almeno una volta al mese può creare limiti. Ci rifletto su, ed eventualmente nel piccolo post faccio una rettifica come conseguenza delle vostre riflessioni...

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  13. Io personalmente ho cominciato come prima cosa a scrivere racconti e anche a pubblicarli online: credo che quando ho lanciato il mio blog, nel 2009, i primissimi post erano praticamente tutti racconti, anche se col senno di poi erano storielle estremamente didascaliche e mal-scritte, tanto che quasi me ne vergogno. Nonostante questo, però, questo mi ha aiutato a crescere, sia in parte perché scrivendo si migliora, sia soprattutto perché condividendo i miei racconti da altre parti (sul mio blog era ed è tutt'ora abbastanza inutile, visto che la zona commenti è un deserto nucleare :D ) ho ricevuto pareri a volte anche molto duri,i quali sono però ancor più d'aiuto per crescere, a mio avviso, di quelli positivi. Penso (spero) di essere uno scrittore semi-decente proprio per questo, quindi secondo me la tua decisione non è male, anche visto che al contrario del mio il tuo blog è molto seguito, e quindi il riscontro nei commenti potrà aiutarti molto a crescere :) .

    Comunque sia, per quanto mi riguarda leggo molto volentieri racconti, quindi farò lo stesso coi tuoi e cercherò di essere gentile ma comunque severo all'occorrenza :) .

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    1. Grazie, accetterò volentieri i tuoi consigli. Ogni critica può essere costruttiva, se fatta con rispetto e con educazione. :)

      Dal canto mio, non so cosa suggerirti per avere più commenti sul blog, a parte scrivere sempre post di qualità e interagire con gli altri blogger della rete. Qui da me, praticamente, sono arrivati tutti da soli, senza spam o altri stratagemmi poco eleganti.

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    2. Io personalmente cerco di fare entrambi, cerco post semplici ma di qualità (anche se forse pecco spesso di banalità) e di interagire. Purtroppo credo che non sia questo il mio problema, la difficoltà vera che credo di avere è che bene o male a pelle sto antipatico un po' a tutti quelli con cui cerco di interagire. Ma questo è un altro discorso che nulla c'entra coi racconti, quindi scusami l'OT :) .

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    3. Credo che un buon blogger debba puntare a differenziarsi il più possibile da tutte le pagine simili. Anche quando gli argomenti si ripetono occorre la capacità di saperli raccontare in modo diverso. Senza fantasia che scrittori saremmo ? :)

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  14. Io ho smesso di fare post teorici. Non commento più le regole di questo o di quello perché, alla fine, mi sembra tutto fin troppo aleatorio. Scrivo solo racconti lunghi una pagina: non abbastanza lunghi per impegnare troppo né me che scrivo né chi legge. Io per primo sbuffo e tendo a non leggere quando vedo più di due pagine di "scroll".
    È una buona palestra e si possono fare molti esperimenti. Non è servito (non quanto speravo) a ricevere critiche per migliorare. Magari a te andrà meglio :)

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    1. Se non leggi articoli più lunghi di due pagine di scroll, almeno la metà dei miei sono segati via a priori! Mi sono detta più volte che dovrei essere più breve, ma proprio non riesco. I miei argomenti sono piuttosto complessi. :)

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    2. i blog che seguo (e questo è nel novero) li leggo integralmente salvo rare eccezioni. però i post lunghi a volte aspettano diversi giorni :)
      capisco anche che certi argomenti non possono essere sovra-semplificati per il gusto di "stare corti"; d'altra parte cose corpose richiedo un impegno e una concentrazione, per essere fruite, che non è sempre a portata di mano :)

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    3. Io cerco di alternare argomenti più soft ad altri più impegnati, ma non riesco a rinunciare completamente alle tematiche spirituali o sociali, perché rientrano nei miei interessi, appartengono alla mia scrittura e strutturano il mio stile. Inoltre, vengono molto apprezzate. Diciamo che i post lunghissimi sono anche un modo per testare la fedeltà dei lettori! :-D

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  15. Io ho svolto il percorso inverso, cioè ero partita dalla forma del romanzo (breve) per poi approdare di recente ai racconti. Il romanzo breve è "Una storia fiorentina" che ho offerto come pdf gratuito sul blog lo scorso mese, in quanto pubblicato molti anni fa. Gradatamente da questo romanzo breve sono poi arrivata ai romanzi più corposi, e poi ai racconti brevi o brevissimi. Per la mia sensibilità, trovo la forma del racconto molto difficile. Per qualcun altro può essere agevole partire dal racconto per espandersi nel romanzo, ma non per me. Il culmine della difficoltà è la poesia.

    Per quanto riguarda la pubblicazione sul blog, Sandra ti ha dato un ottimo consiglio. Alcuni concorsi non accettano racconti che siano stati già editi, anche sul web; quindi devi valutare bene.

    Per il resto io ti suggerisco di fare quello che ti fa più sentire a tuo agio, ma senza vincolarti a scadenze che ti toglierebbe il piacere e il gusto sia di scrivere che di pubblicare sul blog.

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    1. Sì, hai ragione. Ingabbiare la creatività non è mai un bene, specialmente per me, che sono abituata a lasciarla scorrere in modo piuttosto anarchico. Però il proposito c'è. Ora vediamo se riesco a mantenerlo. ;)

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  16. Chiara, ti conosco poco (o nulla) ma da quello che scrivi traspare una grandissima passione per la scrittura e per il raccontare quello che sei tu come scrittrice. Credo anch'io che non dovresti sentirti obbligata nel pubblicare brani di tuoi scritti o brevi racconti, perchè da quanto impegno impieghi nel blog è giusto che tu sia qui esattamente quello che ritieni di essere e faccia quel che ritieni di fare.
    Ammetto però che piacerebbe anche a me leggerti, nel qual caso ogni tuo articolo sullo stile conterrebbe esempi interessanti in cui metti in pratica quello che scrivi.
    Ti seguirò, come sai.

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    1. Grazie mille per la tua presenza e il tuo sostegno. Io non scriverò mai nulla che non sia animato da passione. :)
      Anche se dovessi decidere di non scrivere un racconto al mese come ipotizzato, prima o poi vi farò avere qualcosa di mio, non vi lascerò a bocca asciutta ...

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    2. Con i miei alunni, a scuola, insisto sul "come" piuttosto che sul "cosa" di una storia. Ecco, mi interessa conoscere il tuo "come". Il tuo stile. Attenderò fiduciosa. ;-)

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    3. In letteratura, diversamente che a scuola, il come e il cosa hanno lo stesso peso. :)

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  17. Pubblicare racconti sul blog ha dei pro e dei contro, come si diceva in altri commenti. Innanzi tutto quei racconti sono persi per la maggior parte degli utilizzi "tradizionali", in quando non più inediti. Inoltre se un blog ha un tono dialogico, come il tuo, il racconto diventa inevitabilmente un momento di pausa nello scambio di opinioni tra blogger.
    Dalla mia esperienza, i racconti che funzionano meglio sul blog sono i racconti brevi. Io, però, sono un'amante dei racconti medio lunghi e ne avrei parecchi che, per motivi diversi non penso di indirizzare all'editoria tradizionale. Adesso come adesso sono un po' indecisa. Venerdì volevo partire con un altro racconto lungo, uno a cui io tengo moltissimo. Ho paura, però, che sul blog possa non ottenere tutti i lettori potenziali. Stavo pensando di postarlo in contemporanea sia sul blog che su un sito apposito, EFP, anche se per postarlo lì devo creare il codice HTLM e io sono piuttosto imbranata e lenta...
    Insomma, possiamo girare la cosa come vogliamo, ma la decisione di pubblicare un racconto sul blog non è mai semplice come può sembrare.

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    1. Ciao Antonella :). Scarica NVU, anche se è vecchiotto. Su un foglio scrivi come su Word, sul foglio sottostante trovi il codice HTML già pronto, e devi solo copiarlo e incollarlo nella finestra di pubblicazione.

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    2. Grazie! In realtà anche con la finestra di scrittura di blogger puoi creare il codice HTML, ma ci vuole un minimo di pratica per controllare che tutto funzioni a dovere (e io, appunto, sono lenta...)

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    3. Se tu hai voglia di pubblicare sul blog un altro racconto a puntate sappi che lo leggerò molto volentieri. Ho apprezzato moltissimo il fantasy, sebbene mi manchino ancora le ultime due puntate, alle quali mi dedicherò appena possibile. Saltare la quarta per cause di forza maggiore mi ha fatto restare un po' indietro. ;)

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  18. Allora, per prima cosa preciso che non ho mai pensato che i tuoi post fossero privi di fondamento, sappilo. Anzi per me sono interessanti e utili, soprattutto perché molti parlano non solo del lato 'tecnico' della scrittura, ma anche di quello più 'spirituale', che interessa e può comprendere solo chi ama scrivere.
    Detto questo, sarei molto curiosa di leggere qualcosa di tuo. Penso, tuttavia, che non dovresti sforzarti di scrivere qualcosa per noi lettori (possiamo resistere ancora un po' xD). Sono convinta che le storie scritte per obbligo non siano belle come quelle scritte per entusiasmo, quindi penso che sarebbe meglio che tu attenda l'ispirazione per un racconto, oppure potresti scrivere una sorta di spin-off del tuo romanzo :D
    Spero di averti dato dei buoni consigli ^^

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    1. Uno spin-off... mmmhhhh... non ci avevo pensato!
      Potrebbe essere una buona idea anche se, come ho anticipato in altri commenti, non c'è ancora nulla di definitivo. Al momento è proprio un cantiere aperto. Ci rifletterò! :)

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  19. Quando io ho sperimentato la scrittura di racconti sul mio blog, ho capito dai commenti che il risultato era mediocre (probabilmente pessimo, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirmelo). è stato però un esercizio utile, sia per testarmi, sia per capire che la mia strada è un'altra.
    Io interpreto in questo modo il commento di Salvatore: dicci come si scrive e mostraci il risultato. è quella rappresentazione "pratica" della teoria della scrittura che aiuta i neofiti come me.

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    1. Ciao Stefano, benvenuto. Io credo che la scrittura sia in parte legata a una propensione naturale, in parte all'esercizio e allo studio. Mi sembra (anche se di te ho letto solo questo commento) che tu conosca la grammatica e scriva correttamente. La capacità di costruire buone storie nasce scrivendo, scrivendo, e poi ancora scrivendo. Da questa consapevolezza non si scappa.
      Magari seguendo il tuo suggerimento, potrei inserire esempi pratici nei post teorici... :)

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    2. Secondo me sarebbe un bel modo per spiegare concretamente ciò che stai proponendo a livello teorico. Magari per chi scrive da tempo le tue spiegazioni sono chiare, per chi come me ha provato a muovere i primi passi nel mondo della scrittura il tutto a volte appare nebuloso. E tuttavia mi piace leggere questi aspetti tecnici.
      Credo mi manchino proprio le basi: come si costruisce un racconto, come proporre la storia, come dipingere i tratti dei personaggi e protagonisti... insomma, lasciamo stare!

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    3. Io adatto il linguaggio e lo stile dei miei post alla "media" dei miei lettori. La maggior parte dei follower scrivono già da tempo, alcuni ben da più tempo di me. Quindi, se mi soffermassi sull'ABC della scrittura, rischierei di annoiarli. è anche per questo motivo che alcuni argomenti (ad esempio l'incipit o la scelta del titolo) non sono ancora stati affrontati: rischierei di ripetere ciò che c'è già scritto altrove, facendo perdere interesse. Preferisco soffermarmi su ciò che "solo io" posso dare loro, su argomenti più specifici.

      Cercherò comunque dove possibile di portare esempi pratici. In ogni caso, qualunque dubbio dovesse esserci sul contenuto dei miei post, chiedi pure e sarò molto contenta di chiarirlo. :)

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    4. Chiara, non vorrei essere frainteso: non è che critico i tuoi post, ci mancherebbe. Hai perfettamente ragione, chi ti legge già sa. Io non faccio testo. Il mio commento si collocava rispetto a ciò che Salvatore sosteneva. Tutto lì. Ciao!

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    5. Non ho mai preso il tuo commento come una critica. Ci tenevo solo a spiegare il perché della mia decisione. Ciao a te! :)

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  20. Che dire? Come ormai ben sai io sono un caso anomalo. Sto per mettere la parola fine a un romanzo la cui prima stesura mi ha richiesto quindici mesi e la successiva revisione più di tre anni, mentre dall'altro lato sto pubblicando, per pura sfida alle mie capacità, una lunga blog novel in gran parte improvvisata e quasi senza nessuna revisione. Devo confessarti che non mi sono mai posto il problema di piacere o meno, tuttavia la blog novel nel tempo ha costantemente aumentato il suo pubblico e questo può solo farmi piacere, poiché sarebbe potuto benissimo accadere il contrario, con la fuga dei pochi lettori iniziali.
    Quello che voglio dirti, in conclusione, è di concederti al tuo pubblico in totale relax anche in versione narrativa e se son rose fioriranno ;)

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  21. P.S. Grazie per il link sull'Alfabeto ;)

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    1. Grazie di cosa? Ci mancherebbe! Avete aderito al mio meme, era corretto darvi la giusta visibilità e ringraziarvi! :)

      Penso che la blog novel sia un ottimo strumento per fidelizzare i lettori al proprio blog, oltre che per esercitarsi e mantenere la penna attiva. Io e Maria Teresa vorremmo scriverne una quattro mani, prima o poi. Per il resto... attendo ancora di avere il tempo per recuperare le puntate precedenti. Ti ho conosciuto troppo tardi!

      Grazie del consiglio! :)

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  22. Ciao Chiara,
    partiamo dal tuo post.
    Non è stata una critica quella che hai ricevuto per mio conto. Una punzecchiatura. Probabilmente Salvo sa che sai scrivere e voleva spronarti. Comunque, se permetti, su una cosa gli do ragione. Cosa meglio di un buon esempio può rendere ancora più chiaro quello che hai scritto nei tuoi post?
    E non è una critica ma una costatazione sotto forma di domanda. :)))
    Io intanto aspetto i tuoi racconti e come dice sopra Ivano, concediti a noi in totale relax! :))

    Ecco qui il link che mi chiedevi <a href="http://hermioneat.blogspot.it/2015/04/lalfabeto-della-mia-scrittura.html=!>lalfabetodellamiascrittura>/a>

    Ciaoooo

    ps di libri ne ho due sul pc.... lasciamo perdere!!!! E' meglio che stiano lì!!!! Mi pare di cavarmela meglio coi racconti

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    1. Perchè nnon mi ricordo mai la formuletta magica??????
      QUI

      Evviva i quaderni di appunti!!!!!!!! :))))

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    2. Scusa, Patrizia, come si fa a postare un link cliccabile qui su un blog?

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    3. Magari più che inserire racconti "sperati" potrei fare in modo di integrare qualche scritto all'interno dei post. Ci penserò. Intanto grazie per il link! Appena possibile lo inserisco! :)

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. Luz se ti scrivo la formula mi rimanda al link.
      E' comunque quello che ho scritto nel primo commento.
      Solo che tra a href.... io avevo messo due spazi e ce ne voleva uno
      Poi dopo il link, dopo html ci vogliono ">

      Se non riesci contattami tramite il mio blog... magari sulla mail riesco a mandarti la formula precisa
      Ciao

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  23. Sono partita con un romanzo breve, seguito da altri due che ne erano la prosecuzione. Quando ho scoperto che, nonostante il parere entusiastico di un gruppo di lettura, gli editori facevano volentieri a meno di me, ho resettato il cervello e mi sono iscritta a un forum di appassionati di scrittura, dove tutti postavano i loro racconti e valutavano quelli altrui. Ne ho scritti parecchi, e intanto studiavo e scrivevo un altro romanzo. Poi mi è venuta voglia di partecipare a qualche concorso, e visto che avevo buoni risultati ho proseguito per un po'. Circa un anno e mezzo fa ho smesso di scrivere racconti per dedicarmi ai romanzi e al saggio. Pensavo di produrre di più, ma non è stato così. Ho scritto, ma non a quel ritmo assatanato che immaginavo. Certe volte sembra che più si fa, più si riesce a fare. C'è da pensarci... quindi ti direi: buona idea!

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  24. La scrittura secondo me ha delle fasi che l'autore non riesce a controllare come vorrebbe. A volte si ha voglia di scrivere una cosa e non si ha tempo. Oppure c'è il tempo, ma mancano le forze. La creatività segue percorsi particolari, e noi non possiamo far altro che inserirci nel flusso...

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  25. La scrittura secondo me ha delle fasi che l'autore non riesce a controllare come vorrebbe. A volte si ha voglia di scrivere una cosa e non si ha tempo. Oppure c'è il tempo, ma mancano le forze. La creatività segue percorsi particolari, e noi non possiamo far altro che inserirci nel flusso...

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  26. Ciao Chiara, purtroppo ho avuto molto da fare e mi è sfuggito questo bel post. Cerco di rimediare, se pur in ritardo :( A me è capitato questo: avevo un bel po' di materiale tra racconti e poesie, l'altra mia passione, e ho aperto un blog anche per pubblicarli. Spero sempre che dal confronto, riesca a mettere a punto una tecnica più efficace, e questo in vista dei miei romanzi. Io leggerei volentieri qualcosa di tuo e magari pubblicarlo pure. Se vuoi...

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    1. Non ti scusare per il "ritardo" (in realtà, non ci sono scadenze) perché ciascuno fa quello che può. :)
      Anche se non rispetterò in modo maniacale la scadenza di una volta al mese, qualcosa pubblicherò sicuramente :)

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  27. leggo con molto piacere ogni tuo post e sono sicura che mi piacerebbero anche i tuoi racconti!

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