Cosa insegna la seconda stagione di Tredici



NOTA: Ultimamente, voglio scrivere cose leggere. Ho quindi deciso di scrivere questa recensione di getto, forse con un approccio più emotivo che critico. Nel processo di stesura, ho sentito la necessità di segnalare alcuni passaggi, ma lo spoiler è segnalato, tranquilli! Mi rendo inoltre conto che molti potrebbero non aver visto la serie. Sintetizzo: nella prima stagione, la giovane Hannah Baker si suicida lasciando in eredità tredici audio-cassette, con le quali accusa altrettante persone di averla condotta a compiere questo gesto estremo. Nella seconda, ormai sganciata dal romanzo, i genitori fanno causa alla scuola per non aver fermato gli episodi di bullismo, e i vari personaggi vengono ascoltati come testimoni. Questo post, che è una novità anche per me, registra le mie opinioni solo sulla seconda stagione che, nonostante le perplessità iniziali, mi ha colpito molto più della prima. Buona lettura!


In questi quattro anni ho pubblicato pochissime recensioni, e mai relative a serie tv. Tuttavia, durante la mia crisi creativa, ho avuto modo di seguire su Netflix la seconda stagione di “Tredici” (“Thirteen reasons why”).  Considerando i numerosi commenti che ho letto sia su Facebook sia su vari blog, ho sentito il desiderio di esprimere un’opinione al riguardo. Dopo tutto, esaurita la vicenda narrata nell’omonimo romanzo di Asher, molti critici e spettatori non ritenevano necessari i nuovi episodi. Io stessa avevo qualche perplessità. La vicenda di Hannah Baker aveva ormai trovato il suo tragico epilogo: che senso aveva parlarne ancora? Invece, con il senno di poi, mi sono ricreduta. Quando si affrontano temi delicati, nessuna parola, nessuna immagine è mai sprecata. E, considerando che la serie è affiancata da una campagna informativa contro il bullismo portata avanti dalla produzione e dagli attori, ben venga una nuova ondata di sensibilizzazione. Secondo me, fa bene sia ai ragazzi sia agli adulti. La serie del resto parla di adolescenti, ma non è per adolescenti. Affronta temi delicati e, ai minori, è suggerita la visione con un pubblico più maturo. Infatti, non conosco nessun ragazzino che l’abbia guardata, solo gente della mia età. Persone che hanno opinioni diverse. Alcune affini alle mie, altre più distanti.

Per esprimere un giudizio, voglio scindere la trama, i personaggi e i significati emotivi e morali della serie.

Sotto il profilo tecnico e narrativo, per quanto la trama sia accattivante e scorra con relativa facilità, ci sono delle pecche che, agli occhi di un’addetta ai lavori, risultano piuttosto evidenti. Gli autori hanno abusato del principio tale per cui un personaggio, se la motivazione dei suoi gesti è chiara al lettore/spettatore, può fare le peggio stronzate. Sebbene abbiano cercato di dare una spiegazione a tutti i punti che analizzerò qui sotto, secondo me non sono riusciti fino in fondo a rispettare il patto di credibilità. In particolare:

ATTENZIONE SPOILER!

1     Il fatto che Justin, nella prima serie culo e camicia con Bryce, non fosse al corrente dell’esistenza della club-house (una sorta di bunker dove gli atleti portavano le ragazze) sta poco in piedi. Gli stessi personaggi hanno ipotizzato che mentisse, ma non sono riusciti a sciogliere il dubbio.

2     Il mistero delle polaroid che Clay trova nell’armadietto e che hanno lo scopo di spingerlo a indagare su Bryce è tirato un po’ per i capelli, forse ideato per dare volume alla storia,  tant’è che viene risolto a quattro puntate dalla fine. Le motivazioni del comportamento di Zach, “la talpa”, sono altrettanto deboli. Lo dice anche Clay: “Non facevi prima a venire da me e raccontarmi tutto?”. Eh, infatti.

3   Alex, alla fine della prima serie si è sparato in testa. Quali conseguenza ha avuto il coma su di lui? Zoppica. È impotente. Ha perso la memoria (e guarda caso era un testimone chiave). Fine.

FINE DELLO SPOILER.

Ciascuno può dare a questi dettagli il peso che vuole. Io sono abituata a fare le pulci su qualunque cosa, quindi ho voluto menzionarli. Nonostante ciò, la serie merita. A piacermi è stata soprattutto la sua natura corale. Gli autori hanno infatti voluto approfondire lo sviluppo psicologico di personaggi che, negli episodi del 2017, erano stati buttati tutti arbitrariamente nel calderone dei cattivi. La loro riabilitazione, ha regalato al pubblico delle belle sorprese. Dopo tutto, le cassette di Hannah erano state registrate dopo un episodio per lei psicologicamente devastante. È logico pensare che il suo stato psico-fisico l’abbia portata a buttare nello stesso calderone tutto ciò che di negativo le fosse capitato nell’ultimo anno, senza fare distinzione tra la classifica dei culi, i bigliettini rubati (SPOILER: tra l’altro da un tizio che, come si vede nella seconda serie, aveva già abbondantemente perdonato), un omicidio colposo e due violenze sessuali, una vissuta da testimone, l’altra da vittima. Ma chi erano davvero i suoi aguzzini? In molti casi, ragazzi fragili come lei, persone per bene, piene di dubbi, ciascuna a modo proprio vittima della mentalità di un Sistema che porta a omologarsi al gruppo ed esclude chiunque voglia maturare una mentalità alternativa. Tale debolezza riguardava sì i ragazzi, ma anche gli adulti coinvolti nella storia, come il professor Porter, la cui testimonianza al processo è stata illuminante e commovente.

Il primo insegnamento di queste serie è quindi l’invito a guardare sempre oltre le apparenze, perché la realtà nasce dall’incrocio di diversi punti di vista, e basta un attimo affinché i presunti carnefici diventino vittime. Il secondo messaggio riguarda invece l’importanza della libertà di scelta, perché ciascun individuo reagisce al male subito sulla base del proprio carattere, delle proprie esperienze e del proprio vissuto, ma in qualunque momento della sua vita può innescare un cambiamento, scegliere il bene anziché il male e uscire dal branco.

ATTENZIONE SPOILER!

Secondo me il suicidio di Hannah viene contestualizzato solo nell’ultima puntata, quando Clay domanda a Jessica se abbia mai pensato di togliersi la vita. La risposta della ragazza è molto chiara: “no, mai”. Eppure ha vissuto la stessa esperienza della sua amica. Però, ama se stessa. E forse, nonostante ciò che le è capitato, crede ancora nella giustizia. Quindi la serie non è, come molti hanno pensato, un’esortazione al suicidio, bensì un invito a reagire. Infatti,  tutti i personaggi reagiscono. Reagisce Tony, che è in libertà vigilata perché non riesce a gestire la rabbia, e con le sue botte ha causato la perdita di un occhio a un tizio responsabile di avergli rivolto insulti omofobi. Reagisce Tyler, che dopo una violenta aggressione pianifica una strage nella scuola (e qui il parallelismo con le vicende della Columbine è palese). Reagisce Justin, che nonostante la sua vicenda raggiunga un happy end, ricade nel tunnel dell’eroina. Reagisce Zach, che oltre a spammare le già citate polaroid a un certo punto della storia si sgancia dagli amici del baseball e prende una posizione definita e definitiva. Reagisce Courtney, che durante il processo riesce a fare coming-out. E reagisce pure Montgomery, personaggio minore che emerge nelle ultime puntate e che molti già ipotizzano possa diventare il “cattivone” della terza serie, al posto di Bryce. Sì, Bryce. Forse l’unico personaggio della serie veramente negativo. Che invece non reagisce mai. Non si sforza di diventare migliore. Prende quello che vuole, e non paga mai i conti con la giustizia. Proprio come nel mondo reale…

FINE DELLO SPOILER.
E FINE ANCHE DELLA RECENSIONE.

Qualcuno di voi ha visto la serie? Cosa ne pensate?

Commenti

  1. Mi trovo d'accordo in tutto. Ci sono cose che non filano nella trama, personaggi un po' così, ma nel complesso la trovo molto buona soprattutto per tutti i messaggi che lancia.
    Sono stata molto colpita da due cose che non hai menzionato, però:

    SPOILER

    La prima è la seconda lista fatta da Hannah, 11 reasons why NOT, a cui secondo me andava dato più peso e che potrebbe essere al centro di una terza stagione. E' bello che alla fine del processo e quindi in un certo senso alla fine della storia di questa povera ragazza, si scopra che per lei non era comunque tutto negativo. Certo, non c'erano abbastanza cose positive, ma bisognerebbe sforzarsi sempre di trovare qualcosa di bello anche nelle situazioni peggiori, proprio come ha fatto lei.

    E poi c'è il ballo, quando parte la canzone di Hannah e tutti si stringono intorno a Clay nonostante disaccordi e antipatie. Nonostante nello stesso momento Tyler si stia preparando al massacro. Come a dire che lo spazio per un po' di amore, un'alternativa all'odio e alla paura, c'è sempre.

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    1. Ciao Gloria, grazie per il tuo commento, e scusami se rispondo in ritardo, ma dopo aver pubblicato il post sono stata qualche giorno via.

      Mi piacciono molto le tue osservazioni.

      Relativamente alla scena del ballo, anche a me è piaciuta moltissimo. Se ci hai fatto caso, non erano coinvolti tutti i personaggi, ma solo quelli (oltre ai protagonisti) che nella seconda stagione hanno avuto modo di riscattarsi, e di mostrare un nuovo lato di sé. Anche questo, secondo me, andrà a creare un nuovo punto di partenza per la terza stagione, con posizioni e ruoli molto meglio definiti.

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  2. Non ho visto la serie, anche perché non ho l'abbonamento a Netflit, però ho letto un articolo su una rivista su questa serie che mi ha illuminato. Mi è piaciuto molto anche il tuo post anche se non ho gli elementi per dire se sono d'accordo con te sulle critiche oppure no. Al di là di questo faccio una riflessione, sto leggendo un romanzo dove si parla, come episodio incidentale, anche di episodi di bullismo a scuola e violenze sessuali nei confronti di una ragazzina; poi questa serie tratta da un romanzo e, infine, le notizie di cronaca che sempre più spesso sentiamo su questi temi. Mi chiedo cosa sia diventato il nostro mondo, una specie di inferno sulla terra dove anche un ambiente, che dovrebbe essere circoscritto e in qualche modo protetto, come la scuola è diventato un luogo da incubo.

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    1. Quale romanzo stai leggendo? :)
      Mi interessa.

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    2. Il silenzio dell'onda di Gianrico Carofiglio. Molto bello, l'ho appena finito.

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  3. Non l'ho vista, anche se ne parlano un po' tutti. In questo periodo sono un po' persa nel mio mondo mentale, anche se dovrei dare un senso, prima o poi, all'obolo che pago mensilmente a Netflix

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    1. Con la fine dell'anno scolastico, vedrai che avrai tempo anche tu. :)

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