Guest-post - Lo scrittore del profondo

 
La nostra vita è un'opera magica,
che sfugge al riflesso della ragione e tanto più è ricca quanto più se ne allontana,
attuata per occulto e spesso contro l'ordine delle leggi apparenti.
Gabriele D’Annunzio
 
Sebbene le mie storie siano sempre molto realistiche (solo di recente è comparso qua e là qualche sprizzo di magia) mi interesso di esoterismo da circa un decennio, e accolgo sempre con piacere i guest-post che spiegano come affrontare questa tematica in un’opera narrativa. Circa un anno e mezzo fa, Maria Teresa Steri, nell’articolo “Scrivere un romanzo esoterico”, diede qualche consiglio tecnico per affrontare un genere letterario sì inconsueto, ma decisamente affascinante. Oggi, invece, Silvana Amadeo analizzerà l’argomento da una prospettiva più filosofica, parlandoci degli argomenti che le interessano di più e citando alcune opere meritevoli di attenzione.  Buona lettura!

Nuovi impulsi alla crescita personale si fanno strada. E fra coloro che ancora scelgono di prendere tra le mani un libro anziché un tablet, ci sono persone che cercano generi di lettura diversi da quelli evidenziati nella” top ten” delle librerie, da quelle trame che regalano dei momenti sensazionali. Son quelli che ricercano una lettura che li tiri fuori da una società fatta di benessere esteriore e malessere intimo.   Sono i diversi, un po’ bislacchi, che parlano sottovoce e cercano una risposta alla vita che li soddisfi intimamente, a differenza di quanto ci viene dettato dal vivere comune.
Di solito per parlare di ciò che va oltre questa vita o oltre le normali logiche di pensiero, che si fermano alla realtà fisica, si usa la saggistica. In un saggio hai la possibilità di spiegare passo per passo le tue credenze e il tuo mondo interiore. Il lettore viene guidato attraverso un cammino rivisitando indirettamente esperienze altrui o con esercizi guidati e consigli. Ma si può trattare l’esoterismo anche attraverso un romanzo, che a prima vista potrebbe sembrare un fantasy. Il suo scopo però non è impressionare il lettore coinvolgendolo in scene avvincenti: è invece veicolare un messaggio che possa essere utile per la propria vita, ovviamente senza che lo scrittore abbia la presunzione di atteggiarsi a maestro di chicchessia; ognuno sceglie e recepisce ciò che lo attrae in base al proprio livello di coscienza.
A me piace trattare l’esperienza di premorte in primis. Mi affascina pensare la vita nell’oltre. Sappiamo ormai tutto di tutti nell’era dei social e dei mass media, ci appresteremo a conquistare lo spazio, ma che cosa accade dopo l’uscita dal corpo fisico ci è dato solo di intuirlo. Le religioni hanno fatto, più o meno bene, più o meno male, il loro lavoro. Ci si può rivolgere ai channelers, coloro che riescono a contattare le altre dimensioni, ma quanti di loro sono affidabili? Oppure ci si può avventurare nella nebbia con l’intuizione ipotizzando un futuro possibile in altre forme in altri pianeti. Immaginare come possa essere il momento del trapasso a cui razionalmente si tende a non pensare. Se sarà doloroso e soprattutto se ci sarà il ricongiungimento con le persone a noi care in vita… Non possiamo avere certezze, su questo.
L’esoterismo nel senso letterale del termine (opposto a essoterismo) rappresenta una forma di conoscenza riservata a pochi. Ma non è poi così vero. Da un lato impera il materialismo e la cultura scientifica vissuta con la superiorità di chi non si fida di ciò che non può vedere e non è dimostrabile e pertanto si ritiene una persona positiva e rispettabile, pensa che questa sua mentalità sia un punto di forza non un limite; dall’altro si incunea un’apertura verso un pensiero più profondo che non sia solo una filosofia ma un’esperienza da vivere per poi farla propria. Lo scrittore esoterico o comunque di realtà metafisiche comunica in un modo o in un altro quelle tecniche di guarigione psicocorporee, quelle” coccole dell’anima”, che ha vissuto come esperienza e non ingurgitato come dottrina. Ed ecco che si può parlare di reincarnazione o di regressione alle vite precedenti.
C’è anche una bella letteratura in merito, per esempio da Weiss, che ricostruisce nelle sue sedute di ipnosi regressiva coi pazienti la loro vita nei secoli passati, scoprendo sorprendenti connessioni e le rende dei romanzi. Oppure Karma di Fausta Leoni, libro d’altri tempi. Nell’incipit, l’autrice parla di sé e del suo padrone di casa suicida, che si attacca come un guscio a predarle le energie vitali. Lei si farà aiutare da una medium per ripulire il suo campo energetico e scoprirà le proprie vite antecedenti svoltesi in altri tempi e in altri luoghi. Il Brasile che le è così familiare non è soltanto un dejà vu. Allo stesso modo, le persone a lei vicine, come il marito, hanno giocato ruoli ben precisi nelle vite passate. 
In altri casi, l’esperienza sovrannaturale può rendere più affascinante una storia d’amore. In “Se solo fosse vero” di Marc Levy, si racconta una relazione che trascende la corporeità e si sposta sul piano astrale. La donna è in coma: immobilizzata e impotente sul piano fisico ma con l’anima ancora libera di amare e di farsi vedere dal proprio uomo. Per chi crede che esista una realtà oltre l’apparenza, questi discorsi sono credibili. I soggetti più razionali e positivisti, invece, parlerebbero di proiezione del desiderio e cercherebbero un’interpretazione psicologica.
La scrittura esoterica apre nuove porte: ciò di cui si può parlare esula dalle storie circoscritte dei nostri ambienti o da fatti documentabili, può forse dare anche un brivido al lettore, ma soprattutto può portarlo in altre dimensioni in stati di coscienza diversi. Se lo scopo di un romanzo e soprattutto di un saggio non è solo dilettare o sorprendere, si può dire che lo scrittore “del profondo”, seppur condannato a non toccare il consenso del grande pubblico, può guidare il lettore alle scoperta di alcune nuove verità. Questo termine, tuttavia, non è da intendersi in senso assoluto: ogni domanda richiede di mettersi in ascolto e lascia emergere, come nella maieutica socratica, sempre nuovi elementi di cognizione, nuovi sentieri che magari verranno messi in discussione durante un percorso esistenziale che potremmo dire senza fine.
Il romanzo esoterico deve contenere un messaggio e scatenare più riflessioni che emozioni, trasmettere qualcosa di più duraturo rispetto a una scrittura che si propone dei fini, sia pur validi, di intrattenimento o diletto, attraverso il susseguirsi di colpi di scena. Novità ed episodi sensazionali possono anche abitare in uno scritto esoterico, non aspettiamoci però un ritmo sempre incalzante e veloce, ma piuttosto figure immagini simboli visioni e forse perle di saggezza.
E voi, avete mai scritto o letto delle opere a tema esoterico? Cosa vi hanno lasciato, queste letture? Vi siete sentiti arricchitiEsiste una tematica “misteriosa” che vi affascina più di altre?
La mia ospite
Silvana Amadeo è nata a Reggio Calabria il 12 - 07 - 1969 e vive a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Lavora come impiegata ma svolge anche attività di counselor olistico per passione. Ha praticato attività di volontariato; si interessa di yoga, esoterismo e filosofia buddista. Ha pubblicato: “Tra le disco e le pagode” (ed. Giovanelli 2016) romanzo di formazione intimistico con elementi di autobiografia e di esoterismo.
Pagina FB: Tra le disco e le pagode.
 
 

Commenti

  1. Ciao Chiara e Silvana. L'argomento p molto interessante ed io mi ritrovo nel taglio che da la tua ospite della letteratura esoterica. Ho letto molti libri horror e molti esoterici perché sono appassionata di ciò che è nascosto ai più, che è più o meno il significato di esoterico.
    I romanzi del mistero mi affascinano perché secondo me sono viaggi non fuori di noi, ma dentro noi stessi. Se è vero, come io penso, che non possiamo immaginare nulla che non abbiamo, consciamente o inconsciamente, sperimentato. Un caro saluto

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  2. Silvana Amadeo16 marzo 2017 17:13

    Il nascosto affascina: quello che ci è noto è visibile già di per sé e siamo noi a dovergli dare un fascino e una poesia attingendo alla parte più nascosta di noi.
    Interessante la seconda riflessione: tutto è già dentro di noi e di volta in volta si crea la circostanza perché quello che è in nuce si manifesti e si esprima.
    Ciao

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    1. Se clicki su "rispondi", i commenti rimangono più in ordine, così chi legge capisce subito che ti stai rivolgendo a Elena. :-)
      Scusami la pignoleria. :-D

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  3. Interessante argomento. A me piace molto leggere romanzi che lo trattino e anche saggi. Per evitare un lungo elenco di libri a riguardo cito solo Il rifugio di Paul Young o diversi libri sugli angeli di Paola Giovetti, o Brodo caldo per l'anima, insomma è di sicuro un terreno che mi vede con l'interesse alto.

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    1. Silvana Amadeo16 marzo 2017 19:54

      Ciao Nadia
      Mi fa piacere che ci sia gente interessata come te a quest'argomento che io seguo da anni attraverso lettura di saggi, di romanzi. Mi piace pensare anche agli angeli, che non dobbiamo per forza immaginare nella forma iconografica tradizionale, ma come creature incorporee che ci guidano o soltanto come energie che ci indirizzano. Mi piace immagazzinare tutte le frasi che possono servire per la mia vita. Spero sia così anche per te. un caro saluto

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    2. Assolutamente sì. In diversi momenti della mia vita ho trovato conforto in alcune storie e piacere in alcuni temi un tempo coperti dal mistero. Proprio leggendo e facendo tesoro di alcuni passi mi sono arricchita molto.

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  4. La maggior parte delle opere di ambrose bierce mi hanno condotto su sentieri occulti per lo.meno dallo spettro immaginifico della mente .. Andare oltre, cercare l'anomalia, la discrasia tra il segno e il significante, collocare la vita nel gerlo della paura di non capire: penso all'esoterismo come a una chiave che cerchiamo ostinatamente e facciamo di tutto per non trovare mai ..
    Hai ragione, il romanzo esoterico deve contenere un messaggio, deve portare il lettore verso le proprie convinzioni e confutarle o difenderle, altrimenti rischia di essere una noiosa ed evanescente illusione ..

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    1. Silvana Amadeo17 marzo 2017 17:26

      Ciao Chand
      Nell'esoterismo penso sia importante anche lasciarsi un po' andare e usare il mentale solo come filtro riguardo a ciò che è venuto a galla.
      Certo non dobbiamo affrontare questo mondo come creduloni, come gente che vive tra le nuvole e la fantasia, ma lasciare che il nuovo venga fuori e captarlo anche alla luce del ragionamento. Di un simbolo per esempio certo coglierò in maniera intuitiva la sua essenza e poi cercherò anche una spiegazione razionale.
      Se ho interpretato correttamente penso di essere più o meno d'accordo con te.
      Quanto all'autore che menzioni non ho letto nulla di lui quindi andrò a curiosare.

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  5. Riflessioni molto interessanti. Io sono stata sempre affascinata da questi argomenti, eppure devo ammettere che leggo molti più saggi esoterici che romanzi esoterici. Finora ho trovato pochissimi esempi di storie di narrativa che riuscissero a raccontare in modo piacevole e al tempo stesso a trasmettere un certo messaggio più profondo. Credo sia questa la vera sfida di un narratore dell'occulto. Mi ha colpito molto anche quello che hai detto a proposito dello scatenare riflessioni più che emozioni. Penso sia anche questo un obiettivo difficile da raggiungere, ma se si riesce nell'intento, è davvero un portare a un livello superiore le pagine. Complimenti per il post e grazie a Chiara per averlo pubblicato.

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    1. Silvana Amadeo17 marzo 2017 17:50

      Ciao Maria Teresa
      sarò ospite sul tuo blog tra un po' di mesi con "Tra le disco e le pagode"un romanzo che ho scritto io con qualche spunto esoterico in cui fondamentalmente volevo esprimere la non contraddizione tra la la vita mondana e la dimensione spirituale:sono solo passaggi successivi dell'individuo.
      Sono una frequentatrice della libreria esoterica della mia città Milano ed effettivamente i saggi abbondano e i romanzi sull'argomento sono pochi.
      Potrei citare Antonio Paje " E lei mi parlava delle foglie del sorriso dell'acqua e dell'eternità" che ti porta tramite episodi e incontri verso riflessioni profonde oppure un libro che adesso forse non è più in commercio come "Vagabonda dela dharma e dell'ignoto" autobiografia di Gemma Donati che abbandona la carriera di spia
      internazionale per dedicarsi in maniera sempre più totale alla meditazione.
      Passando attraverso un'esperienza in Birmania e la morte del compagno arriverà
      alla via del bodhisattva.
      L'emozione ti energizza ti rivitalizza, ma la via della riflessione è quella che ti fa crescere. Grazie a te per l'apprezzamento e a Chiara che mi ha ospitato.

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    2. Anch'io frequentavo la libreria esoterica quando vivevo a Milano, ed ero anche andata insieme a Timmy e family in uno dei viaggi che organizzavano ogni tanto, con corsi di vario tipo. Lo scorso weekend ci sono tornata dopo molto tempo. Ho comprato un libro e dei cristalli...

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    3. Silvana Amadeo17 marzo 2017 19:36

      Sì lì si trova sempre qualcosa di interessante. Ci sono anche tante conferenze e
      iniziative. Ho partecipato di recente al convegno Voci dai Mondi organizzato dal gruppo Anima ovviamente come tema interpretazioni sull'aldilà.

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  6. Da qualche anno le mie letture sono in gran parte esoteriche, non per una scelta precisa, ma perché il percorso iniziato con alcuni libri (cito "Dialoghi con l'angelo" a cura di Gitta Mallasz) si è rivelato molto più ricco e articolato di quanto potessi immaginare, tanto da cambiarmi la vita. In tempi non sospetti dicevo "la realtà è fantasy", e adesso so cosa intendevo! Quindi la vena esoterica è sempre stata presente nel mio scrivere, anche di genere non fantasy, semplicemente perché è il mio modo di percepire la realtà. Ho seguito le sedute di ipnosi regressiva di Weiss per un periodo, e anche lì si sono aperte nuove porte; ma potrei dire lo stesso dell'incontro con persone come Edgar Cayce, Caroline Myss, Paramahansa Yogananda, Sadhguru. Mi sono resa conto che la dimensione invisibile non è affatto astrusa come può sembrare ai più, ma chiara e abbondantemente documentata, se solo si è disposti a mettere in discussione il vecchio principio "credo solo a ciò che vedo", cui noi siamo stati educati, ma che non appartiene all'essere umano in generale. Chi ha domande e cerca risposte, non resterà deluso. Mi ha fatto molto piacere leggere questo articolo e incontrare una persona che segue questo percorso personale. Grazie a entrambe! :)

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    1. (A proposito: il link al sito di Silvana non funziona.)

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    2. Silvana Amadeo18 marzo 2017 11:55

      Ciao Grazia,
      anch'io son contenta di incontrare per la mia strada persone che amano ricercare qualcosa che vada oltre il "credo quel che vedo e quel tocco".
      Mi sembra molto riduttivo ciò. Spaziare tra le possibilità della mente del cuore dell'anima è invece molto più ampio e ci porta a diventare donne e uomini veri.
      C'è chi si appaga di filosofie spicciole o del solo mondo materiale, c'è chi invece a un certo punto, non si sa perchè, non si sa come, decide di guardare oltre: dentro se stesso e anche il mondo gli altri con nuove prospettive. E non è un caso.
      Buona continuazione quindi, grazie per il tuo intervento e a Chiara che mi ha ospitato.
      Quanto al sito controllerò, a dire il vero lo uso molto poco al momento, l'ho creato per un progetto collegato allo "scrivere di sè".
      E dovrò alimentarlo e svilupparlo.

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  7. L'argomento affascina di per sé. Io che sono affascinato di thriller l'elemento esoterico molto spesso non manca. C'è un autore italiano di thriller esoterici: si tratta di Martin Rua. In Italia, fra l'altro conosco una casa editrice dedita alla pubblicazione di libri esoterici, ma non so se posso fare il nome. Comunque, gran bel articolo! Complimenti ad entrambe.

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    1. Silvana Amadeo18 marzo 2017 18:14

      Ciao Marino,
      effettivamente se ci si pensa bene una connessione tra thriller ed esoterismo c'è.
      E' quella zona d'ombra che inevitabilmente abita nell'anima umana, è quel substrato di inquietudine e mistero, fascinoso e conturbante, che li accomuna.
      Grazie per i complimenti!

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  8. Grazie a Chiara per la sua indole eclettica. Mi piace leggere di argomenti diversi in uno spazio unico. Ho trovato anche molto interessante la maniera di parlare di Silvana, specialmente quando dice: "non ci possono essere certezze su questo".
    Questo per me è un argomento un pelino ostico, perché in passato ho avuto a che fare con molti "stregoni" tutto chiacchiere che poi a fatti si dimostravano meschini e peggiori dell'uomo comune.
    Oggi la possibilità della reincarnazione o di vite oltre la morte è divenuta a mio vedere quasi scontata. Ma come si fa ad avere una certezza simile quando riusciamo ad essere certi di ben poche cose anche nella vita concreta? La distanza che l'autrice ha preso in queste righe mi ha subito colpito, e in modo positivo.
    Vorrei fare una domanda, a Silvana, a Chiara, a tutti: secondo voi perché alcune persone cercano la vita oltre la vita? Perché vogliono investigare dove nessuno ancora è riuscito a confermare nulla?

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    1. Ciao Andrea, la tua domanda è interessante... Immagino che temiamo tutti di "finire" e l'idea che una parte di noi possa proseguire la sua vita , in un modo o nell'altro, ci consola. Molto difficile accettare l'idea che la nostra esistenza sia solo un piccolo segno delebile che resta vivo solo nei ricordi delle persone....

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    2. Ciao Andrea. Io parlo per esperienza personale. Sono sempre stata una persona curiosa, poco propensa ad accontentarsi di risposte facili. Ho iniziato a documentarmi sulla reincarnazione a vent'anni, e ormai ho credenze così consolidate al riguardo che, se parlo con uno che ne nega l'esistenza, è come se negasse l'esistenza dell'aria e del fuoco. Non è vero, inoltre, che non è stata confermata. C'è un'ampia letteratura al riguardo, ci sono studi concreti, è ormai quasi scienza, ma ancora molti si trincerano dietro antiche superstizioni.

      Per rispondere alla tua domanda, non ho mai cercato esplicitamente la vita oltre la vita, ma ho cercato di conoscere me stessa e le altre persone, di trovare le cause a certi miei modi di fare, nonché il mio scopo Karmico. E, per fare ciò, è stato necessario scivolare nell'invisibile.

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    3. Silvana Amadeo20 marzo 2017 16:43

      Benvenuta anche tu Elena
      in questa discussione che potrebbe durare veramente a lungo e senza forse approdare a una risposta definita.
      La parte finale della mia risposta ad Andrea si abbina al tuo quesito.
      Anzi più che una risposta è un invito alla riflessione e ogni contributo è benvenuto.
      Sopravvivere tramite le generazioni future, tramite l'arte: ogni cosa è destinata a finire. Occorre una prospettiva ancora più ampia.

      Elimina
  9. Silvana Amadeo20 marzo 2017 16:00

    Ciao Andrea
    Cercherò di commentare tutti i punti.
    Certo grazie a Chiara che non rimane confinata alla presentazione delle tecniche narrative, ma si apre a un mondo eterogeneo. D'altra parte con la scrittura puoi rappresentare il mondo intero :scegli tu il settore quando scrivi o leggi.
    Non ci possono essere certezze. Chi può atteggiarsi a supremo dispensatore della verità assoluta? Abbiamo avuto e abbiamo supporti filosofici, di varie religioni, di medium; ma è soprattutto dal sentire personale e dall'esperienza consapevole che si possono trarre le deduzioni ,se non proprio vere, almeno verosimili.
    Concordo con te che c'è anche una marea di gente che propone tecniche di benessere ed
    espone "ricette per la vita", come in tutti gli altri mestieri c'è chi lo fa con saggezza e coscienza; c'è chi lo fa per puro business.
    "Non credete ma sperimentate" lo diceva anche il Budda. Dall'altra parte ci sono state le religioni monoteistiche che hanno asserito di possedere la verità.
    Il concetto di reincarnazione sta risorgendo ai nostri tempi, ma è stato da sempre presente nell'induismo nel buddismo e ancora per gli orfici e pitagorici e si dice in maniera criptica anche in qualche passo evangelico.
    Mi verrebbe da pensare che se a scuola una sola verifica non basta per definire chi è lo studente; in un "esame" complesso come la vita come potrebbe bastare un solo esame? E ancora se il principio di causa ed effetto funziona nel mondo fisico, perché non dovrebbe essere parimenti nel mondo metafisico? Fin qui arrivo con la logica; il resto sono solo insights.
    Perché vogliamo investigare sull'oltre? Rispondo di pancia. Abbiamo paura della morte della nostra fine e cerchiamo di esorcizzarla in mille modi. Ma se in questo corpo transitorio abita un'anima immortale, si potrebbe anche dire che è la natura stessa di quest'anima che, dimenticata la conoscenza di un tempo, quasi smarrita ,ricerca il
    suo punto di origine, il senso del suo percorso, il suo arrivo.

    RispondiElimina
  10. Ringrazio Elena per la sua risposta che coincide con quella finale di Silvana.

    Chiara: le tue convinzioni derivano solo da letture o c'è qualcosa in più (sia chiaro che non intendo sminuire le letture, anzi). Mi piace la tua visione dell'andare oltre la vita per trovare il tuo scopo Karmico.

    Silvana: Mi ritrovo molto in quella frase del Budda. Volevo che fosse chiara una cosa, col mio intervento non ho negato le infinite possibilità dopo la vita, tra cui la reincarnazione. Semplicemente dico che non so cosa c'è dopo, o cosa c'era prima. Da alcuni anni ho cominciato una personale sperimentazione concreta e credo (quasi) solo in quella. So che può sembrare limitante, ma è ciò che reputo più attendibile, dato che il creato mi ha fornito questi strumenti per investigare la realtà (corpo, mente, spirito, 5 sensi ecc.).
    Per questo non credo e sperimento, il linguaggio è una forma simbolica che riduce la realtà per farci comprendere una sua minuscola parte e per poterla comunicare ad altri. Ma con questo non disdegno le documentazioni (in questo caso esoteriche). Infatti molte esperienze altrui tradotte in linguaggio mi hanno permesso di scorgere nuovi orizzonti esoterici, spirituali, non convenzionali...
    Come dici tu è vero che queste credenze sono normalissime in oriente, mi sono dimenticato di dire che mi riferivo al contesto occidentale :)

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    Risposte
    1. Silvana Amadeo20 marzo 2017 17:52

      Difatti, Andrea, noi indaghiamo in base ai nostri limiti spazio-temporali, in base alle circostanze, alle persone che incontriamo in modo reale o virtuale o tramite gli scritti e quindi facciamo di volta in volta esperienza.
      Un'esperienza unica per ciascuno di noi irrinunciabile. Ti auguro di continuare.

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    2. Ciao Andrea, le mie convinzioni derivano sì da dieci anni di studi, ma anche da esperienze personali di vario tipo. Se vuoi imparare l'informatica i libri danno un'infarinatura, ma devi accendere il pc, no? Lo stesso vale per la vita. Che va, appunto, vissuta.

      Ho frequentato corsi e sperimentato l'ipnosi regressiva. Ho viaggiato molto. Ho assaporato diverse discipline (astrologia, tarologia, reiki, channeling) arrivando con il tempo a costruire la mia visione delle cose, non sempre allineata con le credenze popolari. Per esempio, non credo nell'astrologia e nella cartomanzia predittiva. Per entrambe le discipline, seguo i principi della scuola psicologica-evolutiva. Tutto, in fondo, è energia. E noi ne muoviamo immense quantità, per creare la nostra esistenza. Dobbiamo solo imparare a farlo in modo consapevole. :)

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    3. Ecco, era quello che volevo sentire. Esperienze e non solo studio. Thank's.
      Nemmeno io credo nella predizione così come viene comunemente intesa. Capisco il tuo discorso e ciò che vuoi dire: tre delle quattro discipline che hai elencato le ho avute in casa fin da bambino, e la quarta si è aggiunta anni dopo :)

      Altri di questi di post :)

      Elimina
    4. Ecco. Quindi capisci bene come tutte queste discipline siano in un certo senso integrate. Domenica forse frequenterò un corso di "pendolino". :-D

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    5. Ma scriviamolo un post sul senso della vita e della morte, no????

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    6. è un post da #imieiprimipensieri...
      Ci rifletterò. :-)

      Elimina
    7. Silvana Amadeo22 marzo 2017 09:06

      Ciao Elena
      Bella idea un post sul senso della vita e della morte...
      Se dobbiamo parlare di quel che sentiamo noi buttiamoci sui #primipensieri.
      Se dobbiamo fare la comparazione delle varie correnti filosofiche, religioni o similari, abbiamo un bel po' da pensare...
      E quindi buon lavoro a tutti noi

      Elimina
    8. No, niente comparazioni filosofiche, non sono abbastanza "saggia" :D
      Piuttosto qualcosa di getto, vediamo. Ma se lo scrivo vi taggo di sicuro

      Elimina
  11. Silvana Amadeo21 marzo 2017 12:15

    Ciao Andrea
    Bentornato. Son contenta che ti sia piaciuto questo post e penso che navigando in questo blog ne troverai diversi interessanti e che ti fanno riflettere.
    Quanto alle previsioni per il futuro di sedicenti indovini, l'unica previsione possibile è la seguente: osservare il tipo di energie che ha al momento il soggetto e quindi valutare le possibilità di azione. Ma certo l'energia è movimento e quindi niente di statico e assolutamente prevedibile.

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    Risposte
    1. E già. E poi io non capisco chi vuole sapere il proprio futuro, io amo assaporare l'imprevedibilità, che è l'essenza della vita. Giocare ed evolvere, esperire in nuovi frangenti inaspettati... cosa c'è di meglio?
      Grazie e buona vita

      Elimina
    2. Esatto, Silvana. Tra l'altro negli ultimi anni le energie cambiano molto più velocemente che in passato, e questo rende vana qualunque previsioni. Cartomanzia e astrologia dovrebbero servire solo a comprendere quali siano le influenze, per dare dei consigli coerenti con gli obiettivi individuali. Fine.

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  12. Noto un po' di sufficienza nei confronti di chi ha una visione pragmatica delle cose. C'è un po' di pregiudizio nei nostri confronti, visto che vi ricambiamo con la stessa moneta. Ricordo però che il pensiero positivista ha la caratteristica di essere obiettivo. E che non tutti hanno una mentalità chiusa, e anche quando è aperta si può sempre scegliere in che cosa si vuole credere.

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    Risposte
    1. Non so se tu ti riferisca a me o all'autrice del post. Però, per quel che mi riguarda, nutro più sufficienza nei confronti di altre categorie. ;)

      Elimina
  13. No, all'autrice del post, per il pensiero che ha espresso nella parte centrale.

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  14. Silvana Amadeo22 marzo 2017 16:50

    ciao Marco,
    è molto importante spogliarsi dei giudizi e sostituirli con l'accettazione e mi spiace se ho trasmesso qualcosa di diverso.
    Il dialogo costruttivo può sempre partire dall'integrazione più che dall'opposizione.
    La mia idea era quindi quella di trasmettere un'ampiezza maggiore che vada oltre la realtà puramente sensibile e visibile. Poi si tratta sempre non di credere ma di sperimentare. Un saluto.

    RispondiElimina

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