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Visualizzazione dei post corrispondenti alla ricerca il Jolly

La volontà di essere un Jolly

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Se progetti deliberatamente di essere meno di ciò che sei capace di essere, allora ti avviso che sarai infelice per il resto della tua vita. (Abraham Maslow) Per il post di oggi ho deciso di chiedere aiuto a un vecchio amico. State tranquilli, non si tratta di un imbucato dell’ultimo minuto. Il post dedicato a lui è nella top-ten del blog da quasi due anni… " Un jolly è un giullare, un piccolo essere diverso da tutti gli altri. Non è di fiori né di quadri; non è di cuori né di picche. Non è né un otto né un nove, non è un re e neppure un fante. Fa parte del mazzo come tutte le altre carte, ma in realtà è un corpo estraneo .” Con queste parole, lo scrittore Jostein Gaarder presenta la figura chiave del romanzo “L’enigma del solitario”. Hans, un dodicenne in viaggio con il padre verso la Grecia, scopre che su un’isola dispersa in mezzo al Mar Mediterraneo vive una comunità formata da cinquantadue nani. Il loro microcosmo è in equilibrio perfetto, c...

Le qualità del Jolly, che sia uno scrittore o no

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La libertà è la possibilità di dubitare,   la possibilità di sbagliare,  la possibilità di cercare, di sperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità,  letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica. (Ignazio Silone) ( Se non vi ricordate chi è il Jolly e qual è il suo intento, leggete   qui ) Tra i primi post che pubblicai subito dopo aver aperto il blog, c’era quello dedicato alle qualità psicologiche e spirituali dello scrittore , prima parte e seconda parte , con il quale analizzavo la forma mentis che era ed è tuttora alla base della mia attività di scrittura. Siccome con il tempo ho imparato a staccarmi da me stessa e da ciò che faccio, oggi desidero compiere un passo ulteriore. I Jolly sono gli unici individui in grado di fare la differenza in una società omologante e mediocre, ma non tutti si dedicano alla letteratura. C’è chi dipinge e chi compone musica. C’è chi lavora in ospedale e chi insegna nelle scuo...

Il Jolly e i Nani - chiarimenti

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La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere sé stessi. (Hermann Hesse) ( Qui trovate tutti gli altri articoli dedicati al Jolly) La serie di post dedicati al Jolly e ai Nani esiste ormai da un anno e mezzo, con un ottimo riscontro da parte vostra. Ultimamente, però, ho commesso qualche errore. In primis, ho dato per scontato che tutti i lettori avessero visto gli articoli scritti in passato, e riuscissero quindi a comprendere con facilità quelli più recenti. In secondo luogo, mi sono affidata troppo alle capacità intuitive altrui, senza rendermi conto che certi miei impliciti rischiavano di sfuggire alle menti più razionali. Infine, talvolta ho avuto difficoltà a contenere la mia emotività, travalicando il senso della metafora di Gaarder e rischiando di apparire un po’ arrogante. Ritengo quindi necessario compiere un passo indietro, fare un riepilogo e chiarire meglio alcuni concetti. Prendendo spunto dalle osservazioni e dalle domande che mi vengono ri...

Elogio al Jolly e al libero pensiero

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Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. (Eugenio Montale) Qui trovate tutti i post che parlano del Jolly. Poco fa, mentre cercavo una frase che mi consentisse di parlare del Festival dell’Editoria e delle Arti svoltosi lo scorso weekend a Belgioioso, mi sono venuti in mente questi versi di Eugenio Montale. O meglio: sono stati loro ad appoggiare le manine sul bordo del baratro dentro cui il mio inconscio li aveva cacciati. Ho dovuto cercarli su Google per ricordarmi chi fosse l’autore. Un mio conterraneo, tra l’altro. E, quando li ho riletti, mi sono resa conto che riassumono perfettamente l’intento e lo stato d’animo di chi desidera essere un libero pensatore. Un Jolly , quindi. Un essere umano che si propone di affermare la propria verità al di fuori dei canoni di un Sistema che vuole dettargli le regole. Domenica pomeriggio ho ass...

La voce del Jolly - Silvano e l'anestesia dell'anima

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  Questo post è già stato anticipato la scorsa settimana, quindi non voglio dilungarmi oltre a dirvi chi è il mio ospite: se avete perso la puntata precedente, eccola qui .  Non sempre ho fortuna, quando chiedo a qualche lettore di scrivere un guest-post, senza sapere se ne sia effettivamente in grado. Con Silvano, però, le mie capacità intuitive non hanno fallito. Mi è piaciuta, soprattutto, la sua riflessione sull'archetipo del Jolly e sul suo lato ombra , perché dimostra che i miei spunti sono stati personalizzati e reinterpretati.  L'obiettivo dei miei post sul Jolly, è proprio questo. Non ho mai voluto far cadere insegnamenti dall'alto,  ma proporvi contenuti, che potete accogliere o rifiutare, ma mai vanno assorbiti passivamente. Se così fosse, non sareste tanto diversi dai nani che critico, scatole vuote dentro cui il sistema può infilare qualunque contenuto. Ma io non sono il sistema. Sono una persona come voi, quindi fallibile. Una persona che rive...

19 aprile 2016 - 19 aprile 2017 - Cento di questi Jolly

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Tutto ciò che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile. (Philip Roth) ( Qui , tutti gli altri post dedicati al Jolly) Dopo aver abbozzato due articoli poco convincenti e aver inveito per il mio eccesso di autocritica, le memories di Facebook mi hanno segnalato una ricorrenza che non può passare inosservata: martedì 19 aprile 2016 pubblicai il post La volontà di essere un Jolly . Fu così che un cambiamento profondo, già attivo da tempo a livello inconscio, si concretizzò sul blog per poi espandersi a macchia d’olio in ogni settore della mia vita.

#imieiprimipensieri sulla disobbedienza del Jolly

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Credi in te stesso: gli unici ad apprezzare uno zerbino sono quelli con le scarpe sporche. (L.Buscaglia) Il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela. Quel giorno nacque una splendida virtù: la disobbedienza. (O.Fallaci) Libere considerazioni senza limite di tempo. 1 - Quando andavamo a scuola, alla maestra bastava una riga sulla lavagna per dividere i “buoni” dai cattivi”. In questa seconda categoria erano collocati i chiacchieroni e i disobbedienti, coloro che disegnavano scarabocchi ai margini del foglio e che facevano ridere i compagni con aneddoti curiosi. Fantasia e socievolezza erano le qualità principali dei Jolly, ma venivano punite. Per contro, chi era ordinario e conforme veniva considerato un bravo studente. E colui che prendeva il voto più alto riceveva un premio, anche se aveva imparato il libro a memoria senza capire un’acca.

Il Jolly e la gassosa purpurea - la disinformazione

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Ci sono due errori che si possono fare lungo la strada verso la verità: non andare fino in fondo e non partire. (Buddha) ( Se non vi ricordate chi è il Jolly e qual è il suo intento, leggete qui ) Per risvegliare i nani, facendo in modo che acquisiscano consapevolezza di sé e non permettano più al sistema socio-culturale di manipolare le loro menti, il Jolly deve scovare uno per uno tutti gli ingredienti presenti nella gassosa purpurea, la bevanda alienante che li plagia.  Tra questi c’è sicuramente una droga pericolosissima mascherata da sostanza benefica: la disinformazione . Quando i social sono diventati il baluardo della comunicazione di massa, nemmeno il Jolly si aspettava di essere sommerso da così tante notizie fuorvianti. Talvolta, soprattutto i primi tempi, è stato tradito dalla propria buona fede e le  ha condivise per errore. La cosa l’ha fatto sentire profondamente in imbarazzo. Per auto-tutelarsi, quindi, ha imparato a riconoscere gli ele...

Il Jolly e le parole socialmente scorrette #2

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Nulla al mondo è normale. Tutto ciò che esiste è un frammento del grande enigma. Anche tu lo sei: noi siamo l'enigma che nessuno risolve. (Jostein Gaarder) Qualche mese fa ho pubblicato “ Il jolly e le parole socialmente scorrette #1 ”, post inaugurale di una rubrica senza scadenza fissa, finalizzata a scovare i messaggi impliciti che si celano dietro le nostre abitudini verbali. A causa della pausa estiva e della mia ispirazione anarchica, però, la seconda puntata si è persa nel mondo delle intenzioni, e oggi l’amico cappelluto mi ha richiamato all’ordine con modi non proprio gentili:  “Che razza di portavoce sei? Scompari nel nulla proprio adesso che c’è bisogno di te? I nani , sui social, stanno dormendo, assorbono passivamente ogni concetto veicolato dai siti di disinformazione e poi lo rilanciano in rete, rendendolo virale. Ma le parole sono ingenue, nessuno si rende conto del loro potere. Solo chi rimpingua la gassosa purpurea sa che esse possono trasformare la...

Il Jolly e l'intellettuale borioso

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Questa non è cultura, è pedanteria, non è intelligenza ma intelletto,  e contro di essa ben a ragione si reagisce. La cultura è una cosa ben diversa.  (Antonio Gramsci) Il Jolly è seduto alla propria scrivania, meditabondo come sempre. Oggi sta riflettendo sull’etichetta di scrittore e su tutte le implicazioni sociali che essa porta con sé. Alcuni imbrattacarte tengono molto a questa definizione, sapete? Quando si trovano con altre persone, cercano sempre un pretesto per comunicare al mondo intero, con un sorriso finto-umile, che loro hanno pubblicato otto romanzi, tutti di elevatissimo valore letterario, mica roba da sfigati, capito? E se gli altri, entro cinque secondi, non pendono dalle loro labbra, ci rimangono malissimo. ( Vedi?! Quello non ha capito la mia arte, non si accorge di quanto sono figo, ‘gnurant!) La qualifica di scrittore campeggia a caratteri cubitali su tutti i loro profili social. Potessero, se la farebbero tatuare sul petto. Auto...

#imieiprimipensieri - Fuori come un Jolly

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Fare ciò che ami è libertà. Amare ciò che fai è felicità. (Anonimo) Per saperne di più sull'iniziativa #imieiprimipensieri, clicca qui . Scrivere di getto e senza revisione – 2° prova – Tempo previso: 20 minuti. Sono una persona difficilmente etichettabile. L’eterna outsider: un po’ per scelta, un po’ per obbligo. Da ragazzina non sopportavo l’idea di far parte dei un gruppi organizzati (politici, religiosi ecc.) per paura di dovermi conformare a norme, regole e modi di pensare che non mi appartenevano. Eppure non ero una ribelle nel senso letterale del termine. Non andavo a farmi le canne dietro Santa Tecla, o al Porto Vecchio. Non indossavo giacche con le borchie. Non avevo tatuaggi, né il piercing sulla lingua. Il dissenso si esprimeva in modo più sottile. La mia eterna espressione da Alice nel Paese delle Meraviglie diceva al mondo che io viaggiavo a un metro da terra e guardavo tutto con un sornione distacco. Senza giudizio, ma anche senza coinv...