Yes, I blog - come gestisco Appunti a Margine


La vita o si vive o si scrive.
(Luigi Pirandello)

A me non piacciono molto i post sul blogging, non perché siano poco interessanti ma perché tendono a riprendere sempre le medesime tematiche impoverendo l'aspetto relazionale e creativo.
Tuttavia ho deciso di scriverne uno, dal taglio personale ed autobiografico, per rispondere ad alcune osservazioni e richieste ricevute via e-mail.
Quando ho aperto Appunti a Margine, nel maggio del 2014, avevo il terrore che non mi leggesse nessuno e che potesse rivelarsi una perdita di tempo. Invece, nel giro di pochi mesi ho “conquistato” un bel numero di lettori.  Le visualizzazioni seguono il ciclo degli aggiornamenti (picchi il martedì e il venerdì, calo nel weekend) ma stanno crescendo in modo costante. I commenti sono numerosi e, spesso, portano con sé delle lodi che mi mandano in brodo di giuggiole. E mi imbarazzano, perché io sono un'insicura. Non sono abituata ai successi facili. Per raggiungere i miei obiettivi, ho sempre sputato il sangue. Le mie mete sono state raggiunte con sofferenza e inciampando lungo la strada. È la prima volta che le cose vanno bene senza dover subire delusioni lungo il cammino e non posso fare a meno di gioirne.
Il quesito che mi sento rivolgere più di frequente è cosa fai per promuovere il tuo blog?
Chissà quante strategie. Chissà quanti maneggi con i tag e con i link. Chissà quanto spam e quanti inviti…
Bene: vi rivelerò il mio segreto.
Attenzione… Rullo di tamburi…
La risposta è…. 

NIENTE.
Io, per dare visibilità ad Appunti a Margine, non ho fatto né sto facendo assolutamente niente.
Ops, c’è qualcosa che non quadra. E la SEO dove la mettiamo? E il comment-marketing? E i tag, metatag, titoli d’impatto e così via?
Non me ne sono mai occupata, lo giuro. Non ho mai studiato determinati meccanismi. Al massimo, ho letto qualche articolo qua e là, quando i blog che seguo ne parlano. Applico certe tecniche intuitivamente, senza spremermi troppo le meningi. E, semplicemente, lascio che le cose accadano.
Dopo aver pubblicato un articolo, solitamente lo condivido su Facebook e Google +. Solo lo scorso autunno ho iniziato a pubblicarlo anche su Twitter. Ho scritto due Guest-Post per Anima di Carta e uno per Penna Blu per dire al web “ci sono anch’io”, ma poi mi sono fermata.

In poche parole… Cosa non faccio?

-Non mi curo della SEO, se non sommariamente: metto i tag seguendo il mio istinto e scrivo le descrizioni dei post allo stesso modo. A volte vado quasi a casaccio, perché sono reduce da stesure snervanti ed ho solo voglia di spegnere il computer.

-Non faccio comment-marketing perché è troppo squallido usare gli altri solo per ottenere un riscontro. Non sto vendendo niente. Sto semplicemente curando una pagina basata sulla relazione interpersonale.
Prima di inaugurare AaM, ero già lettrice e commentatrice assidua di diversi blog, quindi mi sono limitata a fare ciò che ho sempre fatto. Ci sono pagine che visito volentieri anche perché, con il tempo, si sono create delle belle amicizie virtuali. Ho conosciuto persone con cui mi trovo molto bene ed ho un bel dialogo. Questo mi stimola a scrivere qualcosina sotto i loro post, ma è una cosa che faccio spontaneamente.
Se mi capita di imbattermi in un sito nuovo, spesso mi limito a guardare, a meno che non abbia qualcosa di sensato da dire. Sono una gran logorroica e questo mi aiuta, ma tante volte scompaio senza lasciare traccia.

-Non ho una scaletta dei post per i prossimi sei mesi perché ho una creatività troppo anarchica per poter seguire una tabella di marcia rigorosa. La mia pianificazione comprende solo una serie di post (attualmente dodici) aperti in “bozza” con un titolo provvisorio che mi serve da promemoria. Quando arriva il momento di aggiornare, scelgo quello da cui mi senta maggiormente attratta, a meno che non venga folgorata da qualche idea improvvisa che mi si attacca al collo finché non me ne libero trasformandola in un post, come è successo la settimana scorsa per ben due volte.

-Non piloto i miei commenti per aumentare le visualizzazioni, perché mi piace relazionarmi con i lettori come se fossimo a bere una birra al bar. Mi piace scambiare opinioni in modo assolutamente libero e sincero. Non mi metto quindi a fare domande a caso, solo per avere qualche click in più. Se chiedo qualcosa ai miei lettori, è perché mi interessano le loro risposte.

-Non scrivo post con cui non mi sento in sintonia solo per fare audience: so che gli articoli stile “dieci modi per” sono facilmente agganciabili dai motori di ricerca, veloci da scrivere e semplici per i lettori, ma mi annoiano perché li considero troppo generici. Voglio proporvi contenuti personali ed originali, che mi rappresentino e con i quali possiate entrare in sintonia.
Recentemente mi è capitato di dedicare tre ore e mezza per redigere un singolo post (non vi dirò quale nemmeno sotto tortura)  ma non me ne sono pentita, perché quello era il tempo che ci voleva per darvi da leggere qualcosa di interessante. Solitamente sono un po’ più veloce, ma non mi è mai successo di impiegare meno di due ore. Che dire? È tempo ben speso. Preferisco bruciare una scadenza che rinunciare al mio stile.

-Non lascio link in giro invitando gli altri blogger a passarmi a trovare, a meno che l’articolo citato non sia di argomento affine a quello del post che sto commentando e di reale interesse per il “collega” e i suoi lettori. Se c’è una cosa che odio è elemosinare attenzione.

Io lo so: forse sbaglio. Le tecniche di cui sopra sono utilissime (tranne l’ultima) ma sono troppo pigra e non ho voglia di scervellarmi troppo. In questo momento penso soprattutto a divertirmi con spontaneità. Dopo tutto, non sto guadagnando con il mio blog. Non è il mio lavoro. Gli scleri me li tengo per guadagnarmi lo stipendio. Qui voglio semplicemente essere me stessa e lasciar libero sfogo alla mia creatività, senza alcun limite o condizionamento.
La verità, amici miei, è soltanto una: a me curare il blog piace tantissimo ed ho sempre avuto questo hobby. Ai tempi dell’università, curavo una paginetta su myspace che usavo per cazzeggiare e sfogarmi. Nel 2008, insieme ad alcuni amici, ho fatto nascere “Qui non è hollywood”, sito di attualità chiuso dopo un anno a causa di dissapori all’interno del gruppo. Quindi è una cosa che ho sempre fatto con gioia: non riuscirei mai a viverla come un dovere.

Di conseguenza:

-Scrivo ciò che mi va, come mi va e quando mi va. Dopo tutto, di limiti ne ho fin troppi nella vita reale. Almeno qui voglio sentirmi assolutamente libera.

-Voglio bene ai miei lettori. Dopo tutto, dietro lo schermo ci sono persone che condividono con me la passione per la scrittura: con il passare del tempo, è inevitabile affezionarsi. E parlare di ciò che ci fa bene. Mi piace chattare con Salvatore, scambiare e-mail con Maria Teresa, scherzare con Grazia, con Tenar e con tutti gli altri. Mi piace sentirmi parte di un gruppo che non soffoca le singole individualità ma continuamente alimenta lo scambio e il confronto.

-Rispondo ai commenti. Ritengo antipatico e irrispettoso non farlo. Dopo tutto, quella persona mi ha dedicato del tempo durante il quale avrebbe potuto fare mille altre cose. Non è giusto ignorarla.
Ancor di più mi danno fastidio coloro che rispondono solo a chi vogliono, selezionano i lettori meritevoli della loro attenzione. Dove siamo, in un club privè?
La cosa bella è che non mi sforzo mai. Raramente mi è capitato di pensare “ora cosa scrivo a questo qui?” perché da ogni singola parola può nascere uno spunto di riflessione.

-Presto molta attenzione alla qualità dei miei articoli. Sono pignola e perfezionista. Può capitare che certe sere sia particolarmente stanca e scriva peggio del solito, ma il blog è una vetrina ed io voglio farla risplendere come se fosse appena stata lucidata. Nonostante i refusi che ogni tanto mi sfuggono, voglio scrivere cose belle.   

-Collaboro con gli altri blogger, che considero quasi più “colleghi” dei miei colleghi veri. Ogni contatto, ogni link condiviso, ogni scambio di guest-post, è un’esperienza che arricchisce.

-Cerco di rispettare le scadenze dei due aggiornamenti settimanali non tanto per creare una routine di lettura con relativa fidelizzazione, ma perché mi agevola nel pianificare gli impegni settimanali. Tuttavia, questa è una linea-guida, non certo un diktat. E come sapete ho sgarrato più volte.

-Curo l’estetica e i piccoli dettagli. Nessuno mi impone di cercare un aforisma e un’immagine pertinenti il contenuto dell’articolo, ma se non lo faccio il post mi sembra nudo. A volte impegno un sacco di tempo, però non voglio venir meno al mio stile.  

-Cerco di non essere ripetitiva rispetto alle altre pagine e di rendere originali anche gli argomenti più comuni, come uno chef che arricchisce la carbonara con un ingrediente segreto.

Non so se e quanto queste caratteristiche abbiano aiutato “Appunti a Margine” ad avere un così ampio riscontro. Forse ho avuto semplicemente culo. Però il blog piace, anche se non sempre sono sicura di sapere perché… qualcuno me lo può dire, per favore? Nessuno può saperlo meglio di voi.
In ogni caso, anche se non so perché mi seguite, GRAZIE DI ESSERCI! :-)

Commenti

  1. Vuoi la verità? Ti seguo perché mi sei simpatica :)
    Ok dai, cerco di dare una spiegazione un po' più argomentata: il tuo blog mi piace perché si vede che lo curi con passione e perché si vede che dietro c'è una persona vera e sincera. Una persona con delle idee originali, tra l'altro, che di certo non guasta.

    Il tuo modo di gestire il blog assomiglia parecchio al mio. Anch'io sono perfezionista, dedico ore alla documentazione e scrivo solo di argomenti che al momento mi appassionano. Ogni mese traccio un programma di massima, ma poi lo stravolgo sempre perché mi vengono altre idee e credo che i post vengano meglio seguendo l'ispirazione, piuttosto che per dovere.
    Non sono in grado di pubblicizzarmi più di tanto, perché ho sempre paura di essere inopportuna e rompiscatole. Commento quando ho qualcosa di sensato da dire o per esprimere un apprezzamento per un post interessante (a me i commenti fanno piacere, quindi immagino facciano piacere anche agli altri blogger!).
    Riguardo a SEO e simili, sono ignorantissima. So che dovrei applicarmi di più, ma proprio non riesco a capire come funziona! So che c'entra qualcosa il fatto di ripetere la parola chiave nel corso del post, ma la mia poca sapienza si ferma qui. Niente, non sarò mai un'esperta di informatica... ma il blog va benino lo stesso, quindi amen :)

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    1. Ti ringrazio molto!
      Oltre a essere simpatica, però, spero di scrivere bene! :-D

      Io credo di sbagliare anche nel menzionare la parola chiave, perché odio le ripetizioni. Mi sembrerebbe di snaturare il mio stile di scrittura. Per questo alterno sinonimi: post e articolo, blog e pagina, and so on, con buona pace della SEO! :)

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    2. Ovvio che scrivi bene! Era sottointeso: i blog scritti male non li prendo nemmeno in considerazione :P

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  2. Mi tocca ripetere le parole della cara Elisa, ma che ci devo fare, sono d'accordo! Al di là del SEO, leggo molto spesso che se c'è un modo giusto di condurre il proprio blog è il tuo, ovvero mettendoci la passione per quel che fai e di cui scrivi, l'impegno nel dare al lettore il prodotto migliore da cui trarre una piacevole lettura e delle informazioni utili. Sei sincera e si sente, e non c'è programmazione o trucco che tenga, il lettore cerca questo.
    Insomma, ci siamo affezionati :D

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    1. Io sento molta freddezza in alcuni blogger. I loro post sono molto più impeccabili dei miei, ma sembrano senz'anima. Per me la scrittura è calore, anche quando si parla di argomenti tecnici. Riesco a viverla soltanto così! :)

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  3. Io lo trovo interessante perché si parla di argomenti attinenti ai miei interessi personali di scribacchino, che vengono sviscerati in modo non superficiale.
    Normalmente non sono il tipo che posta commenti "sempre e comunque", lo faccio solo se l'argomento mi interessa (e questo talvolta comporta che non posto quasi mai in certi blog pur essendo in buoni rapporti col blogger, però l'argomento trattato non mi coinvolge e quindi rischierei di scrivere banalità, cosa che odio e che penso infastidisca anche il blogger commentato).
    Ecco, nel mio caso direi che l'interesse nasca dalla convergenza per la medesima passione (scrivere) affrontata a 360° gradi.

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    1. Sai che è la stessa cosa che ho pensato del tuo blog?
      Anche se sei molto più sintetico di me nell'affrontare gli argomenti, li trovo sempre molto interessanti. Anche tu come me dai un taglio psicologico agli articoli, e questo mi piace molto.

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  4. Io ti conosco da oggi e questo è il terzo post del blog che leggo, però devo dire che già da questo poco ho tratto impressioni molto positive. Poi, a giudicare da questo post in particolare, abbiamo un identico modo di fare blogging.

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  5. P.S. Adoro tutto questo verde. Ottima scelta grafica :)

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    1. Ti ringrazio! Anche a me piace molto questo verde, anche se temevo potesse essere troppo acceso. E sono contenta anche che il blog ti piaccia. Avevo già letto i tuoi commenti in giro, quindi ti "conoscevo di vista"... nella vita reale si direbbe così! :D

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  6. Cara Chiara, come ho già avuto modo di dire con un'espressione usata in un altro commento su un altro blog: "Evviva la libertà"! Hai ragione, si hanno già tanti doveri, scadenze e impegni, perché accollarsene altri?

    Seguo il tuo blog perché offre angolazioni differenti sugli stessi temi, e perché percepisco l'impegno che profondi nello scrivere i tuoi post. Non sempre ho modo di leggere e commentare, ma mi piace seguirti quando posso.

    Anch'io considero il blog uno spazio libero, o meglio, come un giardino da coltivare. A volte non ho tempo per coltivare il mio, e spesso mi occupo di argomenti che magari sono meno "popolari" e molto orientati sulla Storia e sull'arte. Ma non mi interessa molto, a dirti la verità. L'importante è dare una bella zappata, bagnare i fiori e togliere le foglie secche.

    Per quanto riguarda le ore dedicate a un singolo post, ti capisco benissimo. Io impiego circa due ore per scrivere un singolo post, sia che si tratti della recensione di un libro oppure di tecniche di scrittura, o di mostre d'arte, o di luoghi particolari, anche perché curo molto l'iconografia e sono maniaca della forma. Anche questa è libertà.

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    1. Ciao Cristina, nemmeno io riesco a seguire il tuo blog con costanza, anche perché tu aggiorni al sabato, giorno in cui di solito mi dedico al romanzo. Spesso capita che gli articoli si perdano nel mucchio.
      Capita anche, a volte, di "selezionare" gli argomenti in base al proprio interesse. Ti rivelerò una cosa: a me non piace l'arte! O meglio: posso apprezzare uno o due quadri (sono rimasta folgorata dalla Guernica) ma le mostre alla lunga mi annoiano, perché non ho nessuna competenza in merito. Fra le forme espressive, preferisco di gran lunga la letteratura e la musica.
      Può capitare quindi che non commenti un certo genere di post, perché non ne sarei in grado... o che li legga più frettolosamente di altri.
      In fondo, la rete offre sempre una scelta. E prediligere un contenuto piuttosto che un altro all'interno del medesimo blog non toglie nulla alla stima nei confronti della persona o alla percezione che si ha relativamente alla qualità del suo lavoro.
      Un abbraccio

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  7. Direi che con questo post hai risposto bene alla domanda che tu stessa ti sei fatta! Il tuo è un blog molto "vivo" e rispecchia tutto l'amore che ci metti nel portarlo avanti, come si fa a non leggerlo? Ciao :)

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    1. Ti ringrazio. :)
      Il mio obiettivo è mantenere il medesimo atteggiamento nella stesura del romanzo, cosa che non sempre riesco a fare, perché a volte mi lascio bloccare dalla paura di non essere all'altezza.
      Se scrivessi il mio libro con lo stesso spirito con cui affronto il blog, potrei tirar fuori un mezzo capolavoro! (forse) :-D

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  8. Quando si fa qualcosa con passione, il riscontro c'è sempre. Questo, a maggior ragione, vale anche per la scrittura.

    Per rispondere alla tua domanda implicita (...): be', mi sembra ovvio, ti seguo perché mi segui...! O no? Non è così che si dice anche su twitter? ;)

    P.S. più o meno faccio anch'io le stesse cose che dici tu. Non ho voglia e non ne so comunque abbastanza per mettermi a giocare con i SEO (qualunque cosa essi siano) e alla fine l'unica cosa che mi piace veramente è scrivere e relazionarmi con chi mi legge! O leggere e relazionarmi con l'autore (come in questo caso). Il resto è solo una conseguenza. :)

    P.S.2 E poi trovo i tuoi articoli interessanti, logorroici come dici tu, ma interessanti e la tua scrittura genuina.

    P.S.3 scusa, non riesco a fare a meno di fare sempre qualche battuta ironica del cazzo... sono fatto così! ;)

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    1. Se mi segui perché ti seguo fatti editare i racconti da qualcun altro. E qui lo schermo ti impedisce di vedere il mio dito medio alzato! :-D

      P.S. Scherzo anche io: tu sei uno di quelli per cui la domanda non ha molto senso visto che ormai ti considero un amico. Virtuale, ma pur sempre amico!

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    2. Grazie! :D Anch'io naturalmente. Forse... :P ;)

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    3. Se continui così ti ci mando davvero ;)

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  9. Cazzarola, Chiara... mi era sfuggito questo tuo post!
    La vediamo UGUALE.
    Sia perché tutti i post sul blogging che ho scritto sono strettamente personali, sia perché (non) facciamo le stesse cose.
    Ho in programma, per febbraio, un nuovo post sul blogging molto ironico per quel che riguarda SEO e cagate varie.
    Tu fai bene come fai, fidati.
    E' il modo più giusto -almeno per me- di bloggare.

    Moz-

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    1. Io credo che il modo giusto dipenda dallo scopo che si ha. Se una persona "mangia" con il proprio blog è giusto che usi tutte le strategie del mondo. Noi possiamo permetterci di giocare e di essere autentici :)

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    2. Mangiare col proprio blog e poi non bloggare ma affidarsi unicamente a tecnicismi... è una cosa bruttissima.

      Moz-

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    3. Credo valga per la scrittura in generale. Sarebbe bello (e piacerebbe a tutti) trasformarla in un lavoro. Ma cosa resterebbe della nostra passione?

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    4. Semplicemente verremmo pagati per la nostra passione... non è una cosa bellissima? A me succede col lavoro che svolgo attualmente (sperando che duri)^^

      Moz-

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    5. A me è successo quando insegnavo. Ma per molti non è semplice tenere lo stress fuori dalla passione. :)

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  10. Anche da me quando pubblico ci sono più visite, ma è normale. Io ho un calo pauroso il sabato.
    Il comment marketing lo fai, però. E quello è un ottimo modo per avere visite e lettori. Commentare in altri blog è comment marketing, non vederlo come qualcosa di negativo. Lo fai in modo normale, naturale, come faccio anche io e come fanno gli altri.
    Io ho impiegato anche molto più di 3 ore e mezzo per scrivere un post, per esempio per quello di domani :D
    Non sbagli, però, ognuno apre un blog coi suoi obiettivi, quindi non è sbagliato in sé non curare la SEO e altri elementi necessari per la visibilità.

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    1. Sì, può darsi che tu dica la verità. Il fatto è che il mio scrivere commenti non fa parte di alcuna strategia. Lo facevo ben prima di aprire il blog. Per me è un modo per scambiare opinioni, non sto a pensare ai vantaggi che potrebbero arrivarmi in termine di visite. Tanto meno modifico il mio pensiero per accaparrarmi più visitatori possibili... a me piace relazionarmi e basta :)
      Ora che ci penso il guest-post sulla visualizzazione mi è costato ben 4 ore di lavoro. E alla fine non ero nemmeno tanto soddisfatta del risultato... però lo siete stati tu e i lettori. Quindi va bene :)

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  11. Perchè piaci? Perchè sei spontanea (oltre che professionale!) ;)

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  12. Sono d'accordo con gli altri, i loro commenti rispecchiano i miei pensieri.
    L'ingrediente principale del blog sei tu, Claire, il tuo carattere peculiare che lasci trasparire dai post. A voler essere proprio (troppo) sincera, i tuoi post sono molto lunghi e molto seri per i miei gusti, e il verde è molto verde :)
    Però non me ne perderei uno, perché sai speziare qualsiasi argomento con quel misto di professionalità, tenacia e insicurezza che trovo irresistibile.

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    1. Gli ultimi sono meno lunghi perché erano troppo anche per me. Cercherò di mantenermi più breve... ne guadagnero' in tempo da dedicare al romanzo. Tre pagine invece di quattro potrebbero andare. :)
      Per la serietà dipende: in generale cerco di variare i toni e di essere ironica anche quando parlo di argomenti tosti, ma seguo molto l'ispirazione del momento. Se vuoi spiegarmi meglio cosa intendi...
      Il verde mi piace tanto :)

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  13. Metti molta energia nel blog e tratti anche argomenti nuovi, perciò non c'è da meravigliarsi che i lettori apprezzino. Il comment marketing lo fai, in realtà, ma non lo pratichi come forzatura per ottenerne vantaggi. Mi sembra che questo sia un punto importante. Se commenti un blog qua e uno là a toccata e fuga, tanto per attirare gente, è un conto; se cerchi di fare conoscenze è un altro. Anch'io gironzolo parecchio, e spesso incontro persone e argomenti che apprezzo. Non ci trovo niente di bieco. Tenere un blog e non avere interesse per le persone sarebbe una cosa curiosa, no?

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    1. Assolutamente non c'è niente di male, altrimenti non sarei una delle commentatrici più assidue sulle vostre pagine. Il punto è che questa mia "attività", se così si può chiamare, nasce da un sincero interesse per gli argomenti e per il dialogo con il prossimo. Non mi è mai capitato di gironzolare sui blog altrui con il solo scopo di reperire visitatori. Eppure il "comment-marketing" è citato fra le strategie di potenziamento di un blog, ed io non l'ho mai percepito in questo modo.
      Secondo me ci sono anche blogger poco interessati alle persone o almeno questa è la percezione che ne ricavo circolando in rete. Alcuni hanno proprio l'atteggiamento da "star", della serie "io la so e te la spiego": solitamente sono gli stessi che non rispondono quasi mai ai commenti. :)

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  14. Io leggo (e ho letto) un po' di guide su SEO & co., ma alla fine la formula vincente è dimenticarsi tutto quello che eventualmente hai imparato, e scrivere di quello che ami. Con onestà, ma questo credo sia implicito.

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    1. Stessa cosa vale per i manuali di scrittura creativa :)

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  15. il SEO farà più vittime dell'HIV.

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  16. Ciao, secondo me in linea di massima fai bene così. :)

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  17. Il blog è una vetrina, ma se non c'è passione e lo si vive come obbligo, quella vetrina è resterà spenta.
    La passione è il tuo segreto e su una cosa concordo con te, in special modo: la regolarità.
    Lo sto vivendo con il mio... prima di natale avevo ingranato tantissimo, poi la disfatta... pazienza :) ;)
    Ti seguo perché mi piace cosa e come lo scrivi/dici, per il tuo tono gioioso e rispettoso.
    Insomma se non esistessi, bisognerebbe inventarti.

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    1. Ti ringrazio molto! :)
      Anche io credo molto nell'importanza della regolarità, eccetto nel caso in cui diventi uno stress eccessivo. Se sgarro cerco di non darci troppo peso e di rientrare in carreggiata appena possibile.

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  18. Di solito più che navigare nella blogosfera in cerca di articoli interessanti scrivo, ma ci sono volte in cui, buttando gli occhi su un determinato blog (magari scoperto per caso) mi soffermo su qualche articolo che cattura la mia attenzione...e allora vado a fondo, voglio saperne di più, vado a leggere chi è la/il padrona/e di casa, voglio scoprire cos'altro ha scritto. Se mi conquista come scrive e ciò che dice divento la più fedele e assidua frequentatrice di quel blog! Mi affeziono e, dopo essere stata una spettatrice esterna, attenta e costante, decido di presentarmi anch'io intervenendo quando mi sembra il caso di farlo.
    Se hai ben colto ciò che ho scritto, non ho bisogno di rispondere alla tua domanda! ;)


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    1. Sono molto felice per ciò che hai scritto e mi fa piacere che il blog ti piaccia :)

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  19. Io ho appena fondato il mio "Becoming Luz" esattamente seguendo il principio di scrivere quello che voglio quando voglio. Non so se mai avrò lettori, se raggiungerò il tuo successo (magari!), ovviamente lo spero, ma il senso del fondare un progetto di scrittura come un blog è probabilmente non piegarsi ad alcuna strategia e fare esattamente quello che la passione spinge a fare.

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    1. Tu scrivi e divertiti: tutto il resto verrà da sé, vedrai. :)

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