giovedì 22 dicembre 2016

Natale con Nathalie Goldberg - I primi pensieri dello scrittore


Sono libera di scrivere le peggiori schifezze del mondo.
(Natalie Goldberg)

Sono pochi i libri in grado di trasformare radicalmente l’esistenza di una persona. Uno di questi è, per me, Scrivere Zen di Natalie Goldberg: non solo mi ha aiutato a prendere confidenza con la pagina bianca, ma ha anche avuto il grande merito di farmi conoscere le filosofie orientali. Dodici anni fa trasudavo inconsapevolezza; ora, grazie a questa sciura americana, ho trovato uno stile narrativo e di vita.

Ricordo ancora il momento in cui, mentre cercavo un manuale che potesse aiutarmi con i miei esperimenti creativi, vidi questo volumetto nello scaffale della Feltrinelli, in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano.  Era come se mi chiamasse a sé con la propria energia. Non indugiai un solo istante ad acquistarlo. Lo lessi in pochi giorni. Feci tutti gli esercizi proposti. Da allora, le sue parole sono una sorta di monito, quando il mentale mi distacca troppo dall’essenza dei miei testi. E ogni volta che, durante una prima stesura, la paranoia mi porta a cancellare o rileggere, mi ricordo delle pagine pubblicate qui, le stesse che due anni e mezzo or sono avevano ispirato il post inaugurale di Appunti a Margine.  

giovedì 15 dicembre 2016

Lo scrittore tecnologico


Baratterei tutta la mia tecnologia con una serata con Socrate.
(Steve Jobs)

La scrittura è un’arte antica. Nel nostro immaginario storico ci sono penne d’oca e calamai, lumi di candela e caminetti scoppiettanti. Ma il mondo segue il grido del progresso, e noi dobbiamo stare al passo con i tempi: in un’epoca in cui tutti sanno leggere e scrivere, i nuovi analfabeti sono coloro che non posseggono una conoscenza di base dell’informatica. Casi più unici che rari, a dire il vero.

L’utilizzo del computer è al giorno d’oggi così scontato che ritengo superfluo menzionarlo nel mio articolo. Mi occuperò invece di altri strumenti tecnologici, software e luoghi virtuali, per comprendere come essi possano agevolare la nostra attività di scrittura. Il punto di partenza è la mia esperienza personale, ma chissà: magari questo confronto porterà a tutti nuovi spunti di riflessione.

giovedì 8 dicembre 2016

La favola del minestrone - retroscena


Il genio non è conformismo.
(Vladimir Nabokov)

Qualche giorno fa, sul blog Lettore Creativo è stato pubblicato una storiella scritta da me: La favola del minestrone. Spesso mi avete bonariamente rimproverato perché non pubblico mai racconti sul mio blog, dunque vi invito a leggerla. Spero che sia di vostro gradimento.  
Negli ultimi anni, a parte qualche sporadica eccezione, per esempio un brano di 20 cartelle editoriali che sto preparando in vista di un concorso, ho rinunciato ai testi brevi per concentrarmi esclusivamente sul mio romanzo. Siccome le poche righe che ho messo a disposizione dell’iniziativa di Silvia Algerino, rappresentano un caso più unico che raro, ho ritenuto che dedicare loro un post potesse essere un modo per farvi meglio comprendere la mia scrittura e le sue motivazioni.

giovedì 1 dicembre 2016

Le qualità del Jolly, che sia uno scrittore o no


La libertà è la possibilità di dubitare,  la possibilità di sbagliare, 
la possibilità di cercare, di sperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, 
letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica.
(Ignazio Silone)

(Se non vi ricordate chi è il Jolly e qual è il suo intento, leggete qui)

Tra i primi post che pubblicai subito dopo aver aperto il blog, c’era quello dedicato alle qualità psicologiche e spirituali dello scrittore, prima parte e seconda parte, con il quale analizzavo la forma mentis che era ed è tuttora alla base della mia attività di scrittura. Siccome con il tempo ho imparato a staccarmi da me stessa e da ciò che faccio, oggi desidero compiere un passo ulteriore.

I Jolly sono gli unici individui in grado di fare la differenza in una società omologante e mediocre, ma non tutti si dedicano alla letteratura. C’è chi dipinge e chi compone musica. C’è chi lavora in ospedale e chi insegna nelle scuole. Ciascuno, per risvegliare i nani, sceglie lo strumento che ritiene più idoneo, pur nella consapevolezza che il talento individuale non va utilizzato con scopi egoistici ma deve essere trasformato in una risorsa collettiva. Perché loro non si accontentano del plauso della folla o di un’entrata economica ingente. Non vogliono alimentare il sistema con l’ennesima meteora. Essi hanno a cuore il proprio messaggio e sanno trascendere l’ego, per mettersi nelle condizioni di donare incondizionatamente. Ci vuole un bel pelo sullo stomaco, per riuscire in questo. E, soprattutto, ci vuole una mentalità unica.