Scrittura e Mandala - la mia terza fase.


Non ti chiedo di credere negli altri.
Quello è solo il risultato di una mancanza di fiducia in se stessi.
(Osho)

Se penso alla strada che ho percorso da quando ho iniziato la stesura del mio romanzo, posso distinguere diverse fasi, corrispondenti ad altrettante tappe della mia crescita personale.
Quando è nato Appunti a Margine, nel maggio 2014, nutrivo dentro di me un sincero entusiasmo. Dopo anni di silenzio, stavo riscoprendo le mie risorse creative. Avevo voglia di studiare e di inventare storie. Ogni volta che apprendevo una nuova regola o un nuovo concetto lo condividevo con voi. Scrivevo articoli approfonditi e completi (forse fin troppo lunghi) che, oltre ad essere apprezzati per i loro contenuti, trasmettevano energia, rallegravano il lettore. Non importa quanto fossi stanca per il mio lavoro: due volte a settimana tornavo a casa mi sedevo al computer. Se mi invitavano da qualche parte, a una cena o a un aperitivo, dicevo di no, ma questa routine non mi pesava: “è come se praticassi uno sport”, dicevo, “ci si deve allenare con costanza”. Spesso la pubblicazione avveniva dopo le 22:00; andavo a dormire distrutta ma contenta. Appena mi svegliavo accendevo lo smartphone per vedere se ci fossero dei commenti. Durante il weekend, almeno un giorno intero da dedicare al romanzo era d’obbligo. Se non ci riuscivo perché  mancava l’ispirazione, mi demoralizzavo. Avevo l’impressione di sprecare del tempo prezioso.
La scorsa estate ho vissuto alcuni momenti di sconforto e di stanchezza. Non mi sentivo più affine ai ritmi che mi ero imposta, ma invece di mollare la presa li ho intensificati. Il fatto di non avere abbastanza tempo mi faceva impazzire, quindi mi davo delle regole, confinavo la scrittura in orari prestabiliti. Inoltre, l’applicazione pedissequa di tecniche apprese sui blog e sui manuali aveva fagocitato la mia creatività, ero sempre lì a domandarmi “andrà bene così?” il mio super-io è piuttosto rognoso, credetemi; mi ha imprigionato in una sorta di limbo, con la sola compagnia dei miei interrogativi e delle loro incerte risposte.
Aggiornamenti fissi o no, sul blog? Mah, vedremo, chissà.
Completo la prima stesura o elaboro un’altra scaletta? Oddio, voglio morire!
Vale la pena di aggiusta subito i primi dieci capitoli? Sì, così faccio un po’ d’ordine.
Ecco: quest’ultima decisione mi ha scavato la fossa: tanto tempo perso, e di nuovo sconforto.
Di conseguenza: continuo con il romanzo che ho iniziato a scrivere, oppure lo accantono e riparto da zero?
Ora immaginate Aldo, di Aldo Giovanni e Giacomo: aiuuuuuuuuuuto!
Ecco com’ero ridotta un paio di mesi fa. Poi, con il Natale, è iniziata la terza fase.

Due cose sono successe:
1-Mia sorella mi ha regalato un album di Mandala da colorare;
2-Ho beccato una febbre da cavallo che mi ha inchiodato al letto.
Della febbre e del suo valore catartico ho già parlato qui.
Il Mandala, invece, è stato una bellissima scoperta.
Dovete sapere una cosa: io ho sempre disegnato/colorato malissimo. Come ho scritto oggi sul blog di Marina, impugno la penna in modo non corretto, almeno a detta delle suore da cui ho frequentato le elementari, seconde per cattiveria solo ai nazisti. Ho mandato la foto a lei ed Andrea Cabassi che erano curiosi, quindi la faccio vedere anche a voi.
Capito che roba? Siccome usavo i pennarelli, tenendo la mano appoggiata al foglio, macchiavo tantissimo. Inoltre per me i bordi non esistevano, li ignoravo proprio. Ero anarchica già allora, se dovevo disegnare una pera facevo una mela e poi prendevo 4: anche in disegno esiste il “fuori tema”.
Quando sotto l’albero ho trovato quel librone e una scatola di pastelli, ho pensato: “non ho più sei anni”; ho ringraziato mia sorella con un sorriso poco convinto e ho portato il malloppo a casa, rassegnata a farlo ammuffire nella libreria.  Poi un giorno pioveva. Mi annoiavo. Non avevo voglia di scrivere e ho colorato questo alberello. Mi spiace solo che in fotografia non renda bene, soprattutto perché ho dovuto rimpicciolire l'immagine.
Da quel giorno, quando ne ho la possibilità, dedico un po’ di tempo ai mandala. Anche se non sembra, sono piuttosto impegnativi. Mi tengono concentrata e mi aiutano a zittire il mentale, portando un grande beneficio alla mia scrittura. Mi basta colorare mezz’ora e poi scrivo come un’indemoniata per tutto il pomeriggio.  È come se il colore sbloccasse qualcosa dentro di me, quell’energia creativa che la fedeltà alla tecnica e l’ansia da prestazione troppo spesso imprigionano.
Sapete perché mi piacciono i mandala?
1 - La forma si definisce senza bisogno di controllarla.
Quando io inizio un mandala non so come sarà. Ho in mente l’effetto generale del disegno, ma non i dettagli. Ho solo una vaga idea dei colori che userò e mi concedo il lusso di cambiare idea all’ultimo momento. Mentre riempio un pezzettino, penso al colore che avrà quello successivo; mi lascio trasportare dall’estro creativo in una sorta di effetto domino.
2 - Infrangere le regole fa bene.
All’inizio prestavo molta attenzione ai principi appresi quando andavo a scuola: blu e nero insieme sono out, rosso e rosa innervosiscono, arancione e rosso peggio che andar di notte...
Poi pian piano ho imparato a lasciarmi andare. Questi disegnini non devono essere esposti al Louvre, quindi  chissenefrega del loro effetto ottico, io voglio far parlare i colori che ho dentro. Uno dei due fenicotteri mescola arancione, rosa e rosso, ma mi piace. Chi ha detto che sta male? Suor Daniela o Picasso? Ipotizziamo pure che sia stato Picasso: la bellezza è sempre soggettiva.
3 - I miei mandala non sono perfetti, ma hanno energia.
La complessità del disegno mi fa ballare gli occhi, quindi a volte mi capita di colorare nel posto sbagliato e non poter tornare indietro, perché cancellare con la gomma sarebbe deleterio. Chi vede il risultato apprezza il suo effetto complessivo, non nota mai il dettaglio fuori posto. Per esempio, nella figura della donna c’è qualche imprecisione e nel disegno patchwork un errore poi rimediato: riuscite a capire dove?

Applicando tali concetti alla scrittura ho capito che:
1-Una progettazione troppo meticolosa non fa per me.
Dopo aver scritto una scaletta generale della storia, otto mesi fa avevo elaborato un file excel piuttosto complesso per prendere nota delle scene da scrivere. Per un po’ aveva funzionato, poi mi ero trovata in difficoltà. È solo questione di carattere: io ottengo risultati migliori se seguo l’istinto.
Non sto demonizzando la pianificazione, sia chiaro, però ammetto di essermi fatta condizionare da alcuni  manuali e dai consigli letti sui blog, in particolare quelli di una persona che ha un approccio più intellettuale del mio. Fidarmi più degli altri che di me stessa mi ha fatto molto male. Se scrivessi un giallo, avrei bisogno di progettare con molta cura, ma con il romanzo di cui mi sto occupando non ho bisogno di sapere tutto in anticipo. La mia scaletta con gli snodi fondamentali della trama è al momento più che sufficiente. Forse non lo era quando non conoscevo bene il messaggio della storia e il suo assetto generale; adesso sì.  
Dopo aver terminato la prima stesura procederò alla riscrittura. A quel punto, il file excel, con l’elenco di tutti i capitoli e di tutte le scene, mi tornerà utile.
Ho l’abitudine di visualizzare ogni scena prima di scriverla, quindi conosco già il suo contenuto di base, proprio come con il disegno dei fenicotteri sapevo che per l’acqua avrei usato più l’azzurro di altri colori, e per le piume più il rosa.  Lascio però ai personaggi la libertà di portare un po’ di arancione, di sorprendermi con le loro parole o con un’azione improvvisa; all’ambientazione il potere di spiazzarmi.
Mi piace lasciarmi trasporta dalle parole proprio come faccio con i colori. Vedere la pagina che prende forma pian piano sotto le mie mani mi fa sentire viva.  Da quando ho preso questa decisione sto scrivendo molto più in fretta e (Marina, conferma!) anche meglio: si vede che la mia scrittura è più rilassata e che ho ricominciato a divertirmi.
2- Voglio concedermi il lusso di sperimentare.
I capitoli che ho scritto negli ultimi mesi sono meno omogenei rispetto agli altri perché seguo l’estro del momento anziché incanalarmi in schemi definiti. Quando revisionerò sceglierò le soluzioni che mi piacciono di più, ma ora voglio fare delle prove. Sono un’emergente: come faccio a trovare il mio stile, il mio metodo e le mie regole se non accetto di sbagliare?
Applicare pedissequamente concetti appresi altrove è stata in passato una profonda limitazione. Anche Buddha diceva: “non credere a nulla, nemmeno se l’ho detto io, che vada contro al tuo buonsenso”. Nessuno meglio del singolo può trovare da solo la strada più congeniale alle sue esigenze.
3 – L’energia della storia è fondamentale.
Rispetto al mandala, un testo scritto offre la possibilità di infinite revisioni; non devo però abusarne, per lo meno non prima di aver fatto un passo indietro e maturato il giusto distacco critico. Maneggiare troppo una pagina “a caldo” rischia di impoverirla, di spazzare via l’impulso creativo che le ha dato origine. Io ho il terrore dell’aridità, preferisco un testo meno perfetto sul piano formale, ma capace di pugnalare il lettore. Sto scrivendo un mainstream, è vero, ma lo stile non è in primo piano. La mia prof di italiano al liceo diceva: “vale più un diamante avvolto in carta di giornale che una pietra in una scatola di velluto”. I miei diamanti sono i personaggi e la storia. Ora devo forgiare loro. All’involucro penserò dopo.

Il lancio della patata bollente.
Quali altre attività creative praticate? In che modo influenzano la vostra scrittura?
Se vi va, fate un meme!

E ora scusate, devo finire un fenicottero!

Commenti

  1. Io pratico da + di 10 anni lo scrap e lo stamping. Ho iniziato con mia sorella e lei è riuscita a farlo diventare una professione. In realtà ora faccio meno, quando ho cominciato non avevo un blog, non ero sposata, anzi manco fidanzata, però ho ancora molto materiale e strumentazione e se capita l'occasione di una festa per esempio fare un biglietto a mano, o un segnalibro da accompagnare a un libro be' ne sono felice. Più che altro è lo sbattimento di tirare fuori tutto, alcune cose come la polvere da embossing sporcano, rimettere via uh non sempre ne ho voglia. Ma quando lo faccio ne sono sempre contenta. Direi però che questa arte creativa non influenza in senso stretto la mia scrittura, ma avendo (avuto) uno zoccolo duro di lettrici creative molto brave tra le primissime del mio blog, grazie alla creatività ho creato anche una base per il lancio del mio primo romanzo e per dare vita al mio primo blog. Sandra
    ps. ehi qualche volta passa dal mio blog! :D

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    1. Lo stamping so cos'è, lo scrap no ma mi interessa.
      Me lo spiegheresti? :)
      Dal blog passo anche se non sempre commento. L'ultima volta ho scritto qualcosa su un racconto che parlava di due ragazze omosessuali. Ultimamente ho problemi a commentare con wordpress: i miei commenti si cancellano o finiscono nello Spam. Credo che mi iscrivero' così la smetto di essere bannata. :)

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    2. Lo scrap è l'arte di creare prevalentemente biglietti augurali ma anche altro, sagnalibri, album, a base carta a mano, sovrapponendo figure, ritagliandole ocn apposite macchinette tipo quelle dei buchi in ufficio ma a forme anche spettacolari, chiamate fustelle. Un bacione grazie allora. S.

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  2. Le attività creative che pratico io oltre alla scrittura sono la cucina, in cui mi piace sperimentare e inventare, e il ricomporre puzzle. Non so dire se queste attività influenzino la mia scrittura e in che modo, o se è la scrittura a influenzarle. Mi rendo conto però che sia la scrittura che la cucina e i puzzle sono influenzate dal mio carattere; e, pensandoci giusto un po', mi sono reso conto che saltano fuori tante similitudini tra le tre attività.

    E' un'idea interessante, comunque, quella di provare a tracciare un parallelo tra scrittura e altri hobby. Visto che non ho nulla di programmato per martedì prossimo, credo che proverò a raccogliere il meme e a scriverci un post. Vediamo che viene fuori :) .

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    1. Anche a me piace cucinare, ma non lo considero un hobby. è una cosa che faccio quando "ho la luna buona" o ci sono delle occasioni speciali. Di solito mi diverto molto.

      Sarò curiosa di leggere il tuo meme, se deciderai di farlo. Trovo che sia sempre interessante prendere consapevolezza di se stessi. :)

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    2. Io invece lo considero un hobby vero e proprio: io lo faccio tutti i giorni, e visto che mi diverto a sperimentare, lo vedo proprio come un'attività creativa, seppur di "opere" che poi spariscono in breve. Comunque ho già scritto il principio e credo che sia venuto bene: il post perciò si farà :D .

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  3. Mi piace disegnare, però non sono molto bravo. Comunque conservo accuratamente in una cartellina tutti i disegni (o meglio: i tratti di inchiostro su carta che tentano di essere disegni) che ho prodotto negli ultimi ...enta anni. Alcuni li ho persi, e ovviamente mi illudo sempre che quelli fossero i migliori, quanto meno migliori di quelli ancora conservati.
    Non saprei dire se questa attività influenzi in qualche modo la mia scrittura. Di sicuro mi ha ispirato il romanzo "Cronaca di natale" dove il protagonista è un appassionato di disegno che ha anche studiato la materia ma non è riuscito a farne la sua professione.

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    1. Non ci credo, che non sei bravo. Suvvia, non fare il modesto: in ..enta anni di disegno avrai pur imparato qualcosa, no? :)

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    2. Forse un giorno pubblicherò sul blog qualche disegno e li lascerò giudicare agli altri ;-)

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  4. La collaboratrice al mio blog ne ha uno proprio dedicato a questi color book, ti lascio il link (http://coloralice.wordpress.com) perché sembra molto interessante anche a me che non so disegnare la O col bicchiere (figuriamoci a colorarla :D ).
    Per la pianificazione della storia, invece, io mi trovo bene con una tecnica mista: i macro punti li ho pianificati (ma fino alla fine sono comunque in discussione), le righe per unirli invece pescano piene mani nell'improvvisazione.

    Attività creative extra-scrittura: ahm... le LEGO valgono?

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    1. Andrò a vedere il blog della tua collaboratrice, sono molto curiosa. Spero che lei abbia trovato il modo di fotografare i mandala senza impoverirli, perché le foto che ho messo non rendono bene l'idea.

      Per la pianificazione, direi che lavoriamo uguale. Anche io come ho scritto ho una scaletta degli snodi fondamentali. So dov'è A e so dov'è B, ma non so dove arrivarci, e va bene così.

      Forse eri ironico, ma c'è gente che con i lego fa delle costruzioni spettacolari! :-D

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    2. P.s. Refuso: non so come arrivarci...

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    3. Da bambino ricordo ore e ore a inventare le mie avventure giocando con le Lego, mi piaceva l'idea di giocare con qualcosa fatto con le mie mani, pur nei limiti imposti dai mattoncini... anzi, quei limiti erano una sfida da affrontare!
      Oggi ci gioco con le mie bimbe, anche se sono ancora piccole e usiamo i mattoncini più grossi... aspetto solo che crescano per poterci giocare... seriamente :D

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    4. Penso che ti divertirai più tu di loro! :-D

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    5. Loro si divertiranno per osmosi :D

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  5. Credo che per me il momento di relax mentale sia lo sport, corsa o cyclette. Un tempo praticavo agonismo, oggi corro e pedalo come mi pare, quando mi pare. In questi giorni ho qualche problema di allergia a casua di una fioritura eccezionale del nocciolo, quindi non mi sono fidata a correre (un attacco d'asma a metà percorso non è il massimo), ma è bastata una passeggiata per cambiare il mio stato mentale. Ho anche fotografato il primo fiore dell'anno per il blog e sono tornata a casa molto più serena (è un periodo pieno di grattacapi e la serenità un po' latita). Ho scritto sono una paginetta di un racconto, ma credo, in un quarto del tempo che ci avrei messo se mi fossi incaponita a scrivere prima di uscire.
    In compenso a disegnare sono un disastro e i mandala sono bellissimi, ma l'idea di farli mi mette ansia...
    Tenar

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    1. Io faccio meno sport di quanto vorrei, però siamo d'accordo sul punto che forzare la scrittura sia controproducente. Nell'ultimo mese ho passato meno tempo del solito sul romanzo, ma ho scritto molto di più forse perché erano i momenti giusti.

      Il segreto per non sclerare con i Mandala è scegliere delle forme curve e non spigolose. A me è venuta l'ansia con un mandala che aveva degli uncini e ho dovuto interromperlo a metà. Il mio master reiki mi ha spiegato che queste forme sono studiate per muovere determinate energie: il mandala spigoloso può aiutare una persona apatica, ma farne impazzire una ansiosa. Da allora faccio solo quelli rilassanti. :)

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    2. Mah... Mio marito ieri ha comprato un album perché è in un periodo di super lavoro (tra l'altro è rimasto incantato dalle foto dei tuoi mandala). È oggettivamente molto bello, ma continua a farmi venire più ansia che altro...

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    3. Quelli che ho colorato io sono un po' femminili, ma sul mio libro ci sono anche leoni, cowboy e affini. Sono contenta che tuo marito abbia gradito: si divertirà. :)

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  6. Anche io sono sportivo, ma quando ho delle competizioni mi concentro solo su quello e la scrittura passa del tutto in secondo piano. E infatti è quasi un mese che sono fermo :(

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    1. Sei fermo con lo scrivere o con lo sport?
      Quali sport pratichi? :)

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    2. No, è fermo il romanzo.
      Lo sport non lo dico, mi vergogno. E poi, quando giro per palazzetti, sono concentrato. Cioè scorbutico e intrattabile ;)

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    3. Fai il pattinatore?
      O il curling? :-D

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  7. Mi piace l'idea di associare un'attività alternativa alla scrittura. In parte l'ho fatto quando ho parlato del nuoto, facendone proprio un parallelo con il mio modo di scrivere, ma sto pensando di approfondire la cosa scrivendo un post in cui metterò in campo l'hobby numero due: la mia attività di creatività artigianale, che sì, parla di me almeno tanto quanto la scrittura.

    E poi confermo: finalmente sto vedendo un'altra Chiara scrittrice, come la volevo io (e ti ho fatto la testa tanta su questo!), più spontanea, meno legata agli schemi e sicuramente più ispirata.

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    1. Io volevo farlo con la meditazione, però non è un'attività, è più uno stato dell'essere. A questa analogia ho fatto riferimento in tanti post.

      Forse la chiara che scrive ora è quella vera. :-)

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  8. Non ho esattamente un'altra attività creativa. Però sono appassionato di fotogallery e su Faceboook mi sono iscritto a pagine che pubblicano foto naturalistiche o di scorci tipici di città, borghi, castelli e angoli sconosciuti. Ho iniziato quasi per gioco per controbilanciare i classici banner con frasi che gli amici postano a tutto spiano: alcuni banner scherzosi, altri polemici su tutto (e per questo fastidiosi: al quinto sgarro, l'amico viene "silenziato" dal sottoscritto). E ho scoperto che tante foto, oltre che bellissime, sono rilassanti e stimolano la mia creatività: spesso ci vedo posti in cui ambientare scene che ho in mente di scrivere. A volte è proprio dalle foto che nascono i miei percorsi di documentazione: dalla foto passo alla storia che ci sta dietro e a volte, magia!, trovo inaspettate "vicinanze" con le trame che sto costruendo.
    Questa pratica mi ha portato a costruire un blog trasversale dove associo, ai brani che leggo, le foto reali in cui sono ambientati...

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    1. Anche io scatto spesso foto per ricordarmi le ambientazioni, sebbene preferisca concentrarmi più sulle emozioni, che non sull'aspetto visivo dell'immagine. In generale la fotografia mi piace molto, e mi capita spesso di fare foto. Tuttavia non è un'attività così frequente da considerarla un hobby. :)

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  9. Cerco ogni giorno il tuo blog, per vedere cosa ci sia di nuovo. So già che dovrò sudare sul tuo post perché tu sei un tantino masochista. Perché ti bei e ti solazzi nel rendere noti tutti i tuoi spunti di sofferenza? Il modo di pensare ciò che si vole scrivere, il succedente modo di scrivere, le tue pause, le tue paure, i tuoi ripensamenti, le tue illusioni e le tue delusioni nonché le tue gioie nel costruire una pagina sono COSE TUE. Non devi metterle in piazza, perché sveli la parte più inaccessibile di te stessa. Non è buono. Sei donna, sei creativa, sei scrittrice, tre cose che ti danno a prescindere già un alone di mistero, e tu spiattelli tutto? Rompi l'incantesimo? Adesso mi odi, ma io voglio solo aiutarti. Sii te stessa e non prolissare. Lo so che non si può dire, me lo sono inventato io, ma l'aggettivo prolissa è riduttivo, mentre il verbo crea qualce cosa di nuovo e di nebuloso, come una nebbia artificiale creata a difesa d un obiettivo. Appunto.
    Mi piace il modo assolutamente genuino di reggere la penna, come i bastoncini cinesi.
    A proposito dei Mandala, come già ti ho scritto io nasco pittore e tale resto, anche se scrivo da una vita. I miei disegni -parliamo di grafite- sono il mio complemento naturale. Posso stare mesi senza prendere un pezzo di grafite tra le dita, ma poi quando lo tengo stretto il braccio parte automaticamente con l'identica destrezza, alla faccia di chi sostiene che i pittori dovrebbero quotidianamente esercitarsi. Regole e regolette del cavolozzo fritto di cui mi sono sempre infischiato.
    Prosegui nella stesura del tuo romanzo, capitolo dopo capitolo, parola dietro parola. Alla fine riposati una settimana poi riguarda tutto dal principio prendendo note su un blok a parte, e segnandoci la pagina e la riga cui si riferisce la nota, altrimenti non ci capisci più nulla.
    Buon lavoro Chiara.

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    1. Mi fa piacere che tu consulti il mio blog per vedere cosa ci sia di nuovo. Forse ti agevolo dicendoti che aggiorno di giovedì (salvo imprevisti) e tal volta di lunedì. Se l'aggiornamento manca, 99% slitta al venerdì.

      I tuoi consigli sono sicuramente dati in buona fede ma si basano su considerazioni che non tengono conto del mio modo di essere e delle mie esigenze. Questo mio blog è nato per ragioni che non c'entrano nulla con l'autopromozione e che hanno a che fare in senso stretto con la mia rinascita creativa dopo anni di silenzio. Lo scopo è quello di seguire il mio percorso tappa dopo tappa scrivendo ciò che mi viene in mente, senza censure. Ci sono i post più tecnici e quelli più personali; la mia unica regola è non mettere paletti a ciò che desidero comunicare perché la mia vita ha già subito e continua a subire molte censure.

      Ogni persona ha la propria storia e ha il proprio percorso, ma soprattutto ogni persona sa cosa è meglio per lui e per la propria evoluzione. Quindi mi spiace, ma penso che il tuo suggerimento sul contenuto del post in questo momento possa essere addirittura dannoso. Invece quello per la stesura del romanzo lo seguirò con piacere e so che sarà utile. :)

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    2. Te lo avevo detto io che mi avresti odiato per quello che ti stavo scrivendo sul tuo modo di presentarti. Ma io sono così: sincero fino alla sfrontatezza. Dico solo quello che penso senza ungere. Da come scrivi i tuoi post arguisco la tua qualità di scrittrice. A me basta quella. E tu sei giovane e vai aiutata anche se mi mandi afc e ripsondi incazzatuccia alquanto, ma essendo tu una neofita e per giunta a me assai simpatica ho deciso di darti una mano, io che neofita non sono e che conosco alcuni lati oscuri dall'editoria.
      Allora tu continua come credi, lo stesso farò io, OK?
      Buon fine settimana, Chiara.

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    3. Mettiamo le cose in chiaro: io non odio nessuno e non sono incazzata. Ciascuno è libero di dire ciò che pensa, ma allo stesso modo io sono libera di dissentire.
      Inizialmente sul blog scrivevo post tecnici, molto graditi, ma a mio avviso un po'aridi. Con il tempo ho sentito l'esigenza di aprirmi un po'di più e così ho fatto. Chissà: magari fra un mese le cose saranno cambiate nuovamente. Io non sto a lambiccarmi il cervello, semplicemente lascio che tutto avvenga nel modo più semplice e naturale possibile.
      Ti ringrazio per i complimenti. Io voglio solo scrivere senza condizionamenti, interiori o esteriori che siano. Ogni suggerimento che non si basa su una conoscenza della persona (e tu non hai ancora avuto la possibilità di capire chi sono) per quanto in buona fede rischia di essere falsato dalle circostanze.
      Buona domenica.

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  10. Una volta facevo musica, ma ho smesso ormai del tutto da cinque-sei anni. Inoltre, a quel tempo, la scrittura era molto in secondo piano rispetto alle sette note.
    Adesso, di solito, faccio precedere la scrittura da una seduta di meditazione, anche se è la scrittura stessa ormai, revisione inclusa, a essere diventata una forma di meditazione.

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    1. Anche io pratico meditazione però non la considero una performance, è più uno stato dell'essere. Ho anche il primo livello reiki, ma nemmeno quello riesco a considerarlo un vero e proprio hobby. :)

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  11. Ora che ci penso non ho un'attività in particolare che influenzi molto la mia scrittura.
    Amo l'arte, mi piace andare alle mostre, a teatro. Ora che ci penso quando torno a casa dopo un bel pomeriggio a guardar quadri, sculture, rappresentazioni e quant'altro mi sento molto più motivata e invogliata a scrivere. Forse è quella l'attività rilassante che influenza e arricchisce la mia scrittura!
    Grazie per avermici fatto pensare :D

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    1. Il colore muove energia quindi favorisce la creatività. :)

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  12. I tuoi mandala sono bellissimi! L'albero me lo appenderei in camera, per rendere l'idea di quanto mi piacciono. Anch'io disegno/coloro/dipingo qualche volta, e in questo periodo ho ripreso a farlo più spesso, sforzandomi di... non produrre niente di bello. Voglio fare quello che mi viene senza giudicarlo, senza dargli uno scopo. I mandala sono una bellissima esperienza, ancora di più se se ne apprezzano tutte le sfumature, anche spirituali. :)

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    1. Grazie del complimento! Come ti accennavo, non sono mai stata molto brava a disegnare. Nella seconda parte del libro però ci sono anche dei mandala da completare. Chissà magari un giorno proverò. :)

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  13. Sai che mi è proprio piaciuto questo post?
    Tempo fa ho letto un'articolo, ahimè non l'ho salvato, che parlava appunto del colorare i mandala e di come ciò potesse aiutare la scrittura, proprio perchè libera la mente, e apre le porte al pensiero laterale. Tu mi hai fornito una verifica sperimentale ;)
    Sul metodo, scaletta sì, scaletta no, ci sono varie scuole di pensiero, credo che ognuno debba trovare la sua strada. Stephen King, per citare uno che non sa scrivere (:D) non fa la scaletta, scrive di getto, anzi, ha detto che gli unici due libri in cui si era fatto la scalettta sono venuti male.

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    1. La mia strada si colloca in una via di mezzo, ma per capirlo ho dovuto provare e fallire. Credo che con la scrittura sia importante non vendere il proprio metodo come l'unico sulla piazza altrimenti gli aspiranti scrittori rischiano di essere scoraggiati.

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    2. Alcuni scrittori onesti dicono: io ho trovato questo metodo, con me funziona. Comunque bisogna provare e riprovare. È un po' come per il metodo di studio, nessuno te lo può insegnare perchè ognuno deve trovare il suo, ma alcuni suggerimenti possono aiutare.

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    3. Esatto! Anche io ho sempre fatto questo paragone. Eppure molti parlano come se avessero il verbo in tasca! :)

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  14. P.S. in effetti hai un'impugnatura piuttosto strana :D mi verrebbe da pensare ai calligrafi cinesi, ma in realtà impugnano in modo differente.
    Se ti può consolare io ho scoperto a 40 anni che avevo sempre impugnato la matita nel modo sbagliato per disegnare (l'impugnatura è diversa da quella per scrivere, ma nessuno a scuola te lo dice, eppure la spiegazione è così ovvia).

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    1. Io impugno la matita nello stesso modo sia per scrivere sia per disegnare quindi il problema non si pone. :)

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  15. L'impugnatura è interessante... Forse in una vita precedente eri un granchio! :D

    I disegni sono bellissimi, qui gli album da colorare per adulti stanno spopolando, i temi sono i più disparati, in effetti il mandala è una bellissima idea!

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    1. Anche qui in Italia sono molto diffusi, e secondo me è un bene considerando che il sistema fa di tutto per annientare la creatività dell'individuo costringendoci a una vita contro natura. :)

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    2. È vero! Anche se il sistema ci fa la cresta vendendo i pastelli abbinati all'album a prezzi esorbitanti...

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    3. Io non so quanto mia sorella abbia pagato per i pastelli che mi ha preso, una scatola da 12. Ho cercato di ampliare la gamma di colori, ma in cartoleria costavano un'ira di dio. Alla fine, dai cinesi ho comprato una scatola di 36 Faber Castell originali a poco più di 10 euro. Anche se alcuni sono doppioni, vanno benissimo. :-D

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  16. Ciao Chiara, colorare un mandala aiuta a concentrarsi e ti consiglio di farne uno di tuo pugno per ripulire al meglio la mente, non importa il disegno in se stesso quanto ciò che liberi dal tuo io. Pratico la meditazione, non sempre sono costante però ma il mandala aiuta parecchio a conciliarti con tutto. Buona scrittura, Ombretta.

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    1. Ciao Ombretta, benvenuta! :-)
      Nella seconda parte del libro ci sono dei mandala da disegnare: hanno solo la base, da riempire con le proprie forme. Ho provato a farne uno, ma lo considero imbarazzante. Credo comunque che continuerò.
      Anche io pratico meditazione e ho il primo livello reiki, ma ultimamente sento la necessità di dedicarmi a meditazioni pratiche, se così si possono definire. :)

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  17. Io oltre allo scrivere non pratico altre attività creative, però ogni tanto mi metto alla chitarra e suonare qualche minuto mi aiuta a rilassarmi, fin dai tempi dell'università. Quand'ero al liceo invece recitavo a teatro.
    Se poi mi posso permettere un consiglio per il romanzo: non lo ricominciare daccapo, perché a questo punto faresti prima a gettarlo via. Piuttosto sarebbe meglio cercare di capirne le criticità, magari con l'aiuto di qualcuno (una beta-reader insomma). Adesso non so tutti i trascorsi, ma è probabile che un problema sia stata l'eccesso di programmazione e strutturazione: per un primo lavoro (che soprattutto immagino non essere di genere) non era probabilmente necessario e ha ingabbiato in maniera rigida il fluire dell'automatismo creativo.

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    1. Sì, esatto, hai centrato il punto: credevo che una storia mainstream che copre un arco di tempo di 15 anni avesse bisogno di un certo tipo di progettazione. In realtà è proprio la sua natura a non renderla necessaria. Serve una buona documentazione relativa al contesto storico (processo che non si è ancora esaurito) ma la storia può tranquillamente essere scritta conoscendo solo gli eventi di svolta.

      L'idea di ricominciare daccapo non è mai stata considerata. Avevo optato per una revisione massiva dei primi capitoli, poi rimandata perché ho prima bisogno di focalizzare la trama nella sua interezza. è possibile che le prime 100 pagine richiederanno una riscrittura parziale, ma ci penserò al momento della revisione. Per ora vado avanti, anche grazie all'aiuto della mia beta-reader, che ha avuto modo di raccontare la nostra esperienza in un post! :-)

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  18. Mi piace tantissimo questa consapevolezza raggiunta grazie a un regalo, una febbre, un hobby scoperto per caso! E' bello vedere quando gli eventi si intrecciano in modo da farti capire qualcosa di te stessa e di come continuare un percorso o magari rimediare a un errore :)
    Scrittura e hobby... voglio rifletterci meglio su questo abbinamento, magari vediamo se viene fuori un post. Per ora, come Michele, mi verrebbe da dire la cucina. Ma chissà che non esca qualcos'altro :)

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    1. Hai ragione, e direi di più: chissà quanti talenti inespressi abbiamo, che non conosciamo. Ora vorrei imparare a disegnarle personalmente i mandala. Farò esercizio! :)
      Attendo il tuo post allora, se hai voglia di farlo. Mattia l'ha pubblicato ieri! :-D

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