Lo scopo del blog - inevitabili cambiamenti


Se non cambiasse mai nulla, non ci sarebbero le farfalle.
(anonimo)

Di recente ho apportato alcune impercettibili modifiche al back-stage di “Appunti a Margine”, ho riordinato i tag e corretto qualche refuso trovato nei vecchi articoli.  A breve, però, dovrò intervenire anche a livello sostanziale. Le regole per i guest-post cambieranno e la pagina “lo scopo del blog” richiederà una doverosa attualizzazione, coerentemente con la mia evoluzione personale e autoriale.
In che modo essa avverrà, ancora non lo so, perché continuo a cambiare idea.
Ho riletto il testo più volte per focalizzare la direzione che il blog ha preso nell’ultimo anno. Non solo lo stile è diventato più maturo e la vocazione meno autoreferenziale: seguendo il flusso creativo, il focus si è progressivamente spostato da argomenti di carattere tecnico ad altri, più filosofici. Tornare indietro, mi sembrerebbe una forzatura. Conclusione: occorre riscrivere la presentazione da capo.
Però le fondamenta che reggono la baracca sono sempre le stesse. La scrittura si mantiene al centro di tutto. I miei intenti spirituali e relazionali sono rimasti immutati. E io non ho perso il desiderio di comunicare la mia visione del mondo. Conclusione: sono sufficienti piccoli aggiustamenti.
Essendo un’eterna indecisa come buona parte delle bilancine, è da mesi che rimugino sulla questione. Per togliermi da quest’impasse, ho deciso di condividere i miei ragionamenti con voi.
Oggi analizzerò alcuni estratti del post, per comprendere, e farvi comprendere, quali mi rispecchino ancora. Dopo averlo fatto, spero di riuscire a prendere delle decisioni.

Lo scopo
“Appunti a Margine” è un blog nato con lo scopo di raccontare la scrittura dal punto di vista di chi sta muovendo i primi passi nel mondo della narrativa.

L’intento che avevo il 18 maggio 2014 è perfettamente riepilogato da questa frase, che non cambierà. Però potrà essere approfondita e completata sulla base delle mie mutate esigenze e della nuova percezione che ho di me stessa, sia come persona sia come autrice.
So che, per valutare uno scrittore, il lettore ha bisogno di prove tangibili. Se avessi deciso di scrivere racconti, probabilmente ne avreste in abbondanza. Avrei potuto sfornarne un centinaio, in questi due anni, ma per ragioni di tempo ho preferito dedicarmi al progetto in cui credo maggiormente: il mio romanzo.
Indipendentemente dal numero di opere (non) pubblicate, sono però consapevole di aver lavorato duramente e di essere migliorata sotto il profilo tecnico e stilistico. Potrei sembrare presuntuosa ma, sebbene ammetta di essere ancora alle prime armi, non mi sento più la pivellina di allora, ho quasi l’impressione che questo incipit mi sminuisca. La sua energia, secondo me, trasmette una profonda insicurezza. Forse sono emotivamente condizionata dal mio percorso esistenziale, dalla nuova forza che sento dentro di me, ma mi piacerebbe entrare in scena in modo un po’ più deciso.

I contenuti
Questo piccolo spazio virtuale, condividerò con altri aspiranti scrittori e con appassionati lettori tutto ciò che imparerò portando avanti il progetto del mio primo romanzo. […]

Questa frase è seguita da un breve paragrafo in cui esprimo la volontà di pormi con umiltà nei confronti dei lettori, senza fare la maestrina. Nonostante qualche caduta di stile, i buoni propositi permangono. A essere cambiata è, invece, la volontà di concentrarmi esclusivamente su argomenti tecnici. L’info-dump e il punto di vista sono facilmente reperibili dai motori di ricerca, ma dopo aver affrontato questi argomenti una, due e tre volte, il rischio di ripetersi è altissimo. Inoltre, sento la necessità di differenziarmi  rispetto agli altri blog che affrontano tematiche affini. Essere assolutamente originali è quasi impossibile, ma  ho sempre desiderato dare un tocco di unicità ai miei post. Finora nessun sito di scrittura ha mai parlato di astrologia, pochissimi del ruolo dello scrittore in società (il Jolly) o di tematiche collegate alle filosofie orientali. Mettere le mie conoscenze a disposizione dei lettori mi è sembrata una buona idea, è il successo dei post dimostra che non mi sono sbagliata. Quindi, intendo continuare su questa strada.

[…] I miei post saranno come quelle note che ogni scrittore appone sul margine del foglio, quando si trova in fase di rilettura o di revisione: forse non risolvono i blocchi più resistenti ma indicano la strada da percorrere.

Qualche mese fa, un amico blogger (mi pare Daniele Imperi, ma non ne sono sicura) mi disse che il nome del mio blog mette implicitamente un vincolo ai contenuti: rimandando alle tecniche di scrittura, di quello si dovrebbe parlare. Eppure io prendo appunti nelle circostanze più svariate. Quando revisiono, certo, ma anche quando mi viene una nuova idea. E non sempre ciò che scrivo sul margine del foglio è pertinente con ciò che ho letto, a volte si tratta di semplici riflessioni personali.
La scrittura è e rimarrà sempre il punto di riferimento dei miei post, ma se spazio in argomenti correlati non mi sembra di andare fuori tema.  Non più di tanto, almeno. Gli articoli tecnici parlano del modo in cui scrivo, ma non della persona che scrive, e di ciò che è scritto. Io vorrei che sul mio blog ci fosse tutto questo.

Usiamo questo spazio, dunque, per scambiare opinioni sulle più importanti tecniche narrative. Trovare nuovi spunti di riflessione. Condividere speranze. Commentare libri che ci hanno aperto il cuore. Unire le forze.

Sì, certo. Ma anche per:
- riflettere insieme sul mondo che ci circonda e prendere coscienza di ciò che accade intorno a noi: nessun essere umano è avulso dal proprio contesto, e spesso la realtà si rivela un’importante fonte di idee;
- entrare in contatto con la nostra vera vocazione narrativa;
- diventare consapevoli del messaggio che vogliamo dare agli altri;
- focalizzare l’energia che è alla base della creatività e riversarla nella scrittura senza il vizio del mentale;
- aprire la mente: gli argomenti impopolari talvolta servono a fornire nuove prospettive e a stimolare una curiosità naturale troppo spesso narcotizzata dai media. Secondo me il cervello di uno scrittore non si può fossilizzare, ma deve ricevere ed elaborare informazioni sempre nuove, altrimenti la creatività si addormenta.
Il mio messaggio
Tramite ciò che scriverò qui, intendo trasmettervi un messaggio importante: qualunque sia l’opera che decidiamo di produrre, non dobbiamo mai perdere la gioia. […]

Scrivi ciò che ti va, quando ti va: forse la chiave si trova proprio qui. Siccome il mio blog non è a scopo di lucro, trovo assurdo rimanere vincolata a tematiche che non mi rispecchiano e non mi divertono più. Se lo facessi, tradirei me stessa e quella libertà di espressione che ho sempre esaltato.

La community
Noi, che amiamo scrivere, spesso viviamo in una sorta di universo parallelo. È difficile parlare dei nostri progetti a chi non condivide tale passione. Nel migliore dei casi, siamo sommersi da domande di una banalità sconcertante. Nel peggiore, ci considerano pazzi visionari. Se la solitudine, a volte, è una condizione necessaria per rimanere concentrati, quando è troppa rischia di alienarci. Facciamoci compagnia, dunque. E parliamo di quanto sia bello perdersi nei meandri delle nostre storie.

Tutto ciò è confermato. La vocazione relazionale di “Appunti a Margine” è ancora accesa: non avrebbe senso pubblicare centinaia di articoli se non potessi confrontarmi con chi ormai da anni legge e commenta. Se desiderassi parlare da sola, andrei a vaneggiare sugli scogli e farei meno fatica.
In questo mondo virtuale ho trovato tante buone conoscenze e almeno due amicizie che penso dureranno nel tempo. Come ho scritto più volte anche su Facebook, vi considero più “colleghi” di alcune persone che vedo ogni giorno in ufficio. Con loro si parla del più e del meno. Si ride e si scherza. Si condividono aneddoti e rogne, ma non c’è alcuna passione a unirci. E non c’è nessuno con cui scambio messaggi vocali da un quarto d’ora su What’s App come faccio con Marina, quasi ogni giorno, o lunghe chiacchierate su Facebook. Forse l’amore per le parole è stato sufficiente a creare un terreno fertile su cui far germogliare rapporti umani positivi, con la consapevolezza che ci siamo scelti, come si sceglie il gruppo dei pari in adolescenza.
Posso dire, di voler bene ai miei follower. Sì, vi voglio bene!
Per concludere - un salto di qualità
Non siamo scrittori solo quando ci troviamo davanti al computer, ma lo siamo 24 ore su 24, ogni istante della nostra vita. Continuamente ci relazioniamo con noi stessi, con le nostre propensioni caratteriali e con l’spirazione che ci spinge a creare, ma anche con l’ambiente esterno: i lettori, gli altri scrittori, la società nel suo complesso. Per questo motivo, le parole che scrivevo due anni fa oggi non mi sembrano solo insicure, ma anche un po’ ingenue. Desideravo parlare soprattutto del mio romanzo, come se al di fuori non esistesse nient’altro. La neutralità degli argomenti tecnici mi consentiva di giustificare la mia presenza nella blogosfera e dimostrarvi di essere all’altezza dello scopo che mi ero prefissata, diventare una scrittrice.  Adesso, tutto questo è ormai consolidato, e io ho un gran bisogno di staccarmi da me stessa.
Lo spostamento del focus è l’inevitabile conseguenza della mia evoluzione scrittoria. Dopo tutto, non ho fatto altro che seguire il richiamo delle idee. Ed è grazie a loro che sono arrivata fino qui.

Il lancio della patata bollente
In questi mesi avete notato questo spostamento del focus? Cosa ne pensate?
Quali post vi piacciono di più?
I contenuti e lo spirito del vostro blog sono sempre gli stessi, o sono cambiati insieme a voi?

Commenti

  1. Credo sia normale che un "aspirante scrittore", man mano che prosegue sulla strada che ha intrapreso, maturi; allo stesso modo maturano gli argomenti che egli affronta e il modo in cui li affronta. Non mi sento di dire nulla sulla questione del focus, sul tuo messaggio ai tuoi follower: quella è una cosa che riguarda solo te, che solo tu puoi giudicare. I post per me più interessanti solo quelli che riguardano, dicendolo in modo rozzo, la psiche dello scrittore: ansia da prestazione, il ruolo del Jolly, ecc. Come per te, anche nel mio caso ci sono stati dei cambiamenti, delle evoluzioni che però sono avvenute naturalmente: senza salti in avanti, ma in un continuo mutamento.

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    1. Sì, anche nel mio caso sono avvenute gradualmente. Però sono state forse più difficili da focalizzare, perché io non pianifico le pubblicazioni. All'inizio di ogni settimana cerco, tra le idee registrate nelle bozze, quella che mi è più congeniale. Oppure inventò qualcosa di completamente nuovo. Muvendomi così, i cambiamenti possono essere focalizzati soltanto a ritroso. :)

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  2. Io ti leggo sempre volentieri, come ho già detto altre volte se non commento è perché i post sono lunghi e spesso vengo interrotta prima di poter terminare in pace oppure leggo dal telefono e poi mi scordo di ripassare a lasciare la mia impronta. Non avevo notato grandi differenze ma ora che ne parli ci farò caso.
    Il nome del blog non richiama alla mente le tecniche di scrittura, a mio parere. È un bel nome, mi fa venire in mente i tempi andati in cui si usava la penna rossa e i quaderni col margine largo.

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    1. I post si sono notevolmente accorciati rispetto al passato. Qualche settimana fa ne ho scritto uno di 800 parole, e solo per quelli astrologici ho superato le 1500. Fino a un anno fa invece quella era la norma.

      Dal telefono non riesci a commentare? Io lo faccio spesso. Anche adesso.

      Grazie comunque per la tua presenza. Presto faro' una bella sorpresa a voi followers storici. :-)

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    2. Dal telefono non riesco ad accedere a wordpress, mi è capitato più di una volta di scrivere un intero commento e non riuscire a postarlo quindi ho rinunciato in toto, anche se forse riuscirei a postare su blogger.
      Ci fai la sorpresa di Natale? :D

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    3. Io ho scaricato l'applicazione di blogger e accedo da lì. Magari con wordpress funziona diversamente, non saprei dire...

      Sto pensando a una nuova serie di post, in omaggio alle amicizie che sono nate. Se seguo la classifica, tu sei la terza. :-)

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    4. <3 <3 <3

      yeay! Sono sul podio, che emozione! :D

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  3. A me "Appunti a margine" non dà l'idea per forza di un blog di scrittura, anzi di riflessioni tue su qualsiasi argomento.
    Comunque sia, mi sembra normale che il blog rispecchi le esigenze dell'autore e quindi si modifichi nel tempo. Magari si definisce anche meglio lo scopo delle riflessioni, cosa ci aspettiamo dal confronto con i lettori, e quindi è giusto modificare la pagina di presentazione. In particolare le ultime righe che hai riportato dovrai rivederle alla luce dei tuoi nuovi interessi.
    A me il cambiamento del blog piace, ma forse te l'ho già detto :)

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    1. Sì. Forse la presentazione non è da stravolgere completamente, ma da sistemare un pochino. Oppure potrei addirittura mettere come presentazione QUESTO post. Ci rifletterò. :)

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  4. Concordo con Maria Teresa Steri.
    Penso anche che il blog cambia perche cambiamo noi ed è giusto così anche se a volte i cambiamenti sono talmente sottili e avvengono in maniera cosi spontanea che non ce ne accorgiamo nemmeno.
    Ciao

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    1. Esatto. Il blog rispecchia a tutti gli effetti il nostro essere. :-)

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  5. Ieri non ho potuto, ma stasera continuiamo la nostra bella conversazione. ;)
    Questo a proposito dei messaggi vocali! :D

    Per il resto, posso confermarti che noto l'evoluzione che ha avuto il tuo blog verso una forma matura che, secondo me, adesso ti rappresenta di più.
    Credo sia normale, all'inizio, centrare l'attenzione sull'interesse per cui scegliamo di gestire una pagina virtuale: tu stavi cominciando un percorso relativo a un progetto in cui hai sempre fortemente creduto, la stesura di un romanzo e volevi condividere, come hai detto tu, i primi passi acquisendo e trasmettendo idee, regole tecniche, tutto quanto potesse risultare utile allo scopo. Poi il progetto si è andato via via concretizzando, i confronti sono diventati di natura diversa, sei arrivata a una nuova consapevolezza. Ecco, io, per esempio, cambierei l'espressione "muovere i primi passi", perché ormai non sei più in questa fase.
    Il mio blog ha cominciato con un approccio timido, mi riaffacciavo dopo anni di silenzio dentro uno spazio che avevo già creato in occasione della pubblicazione del mio romanzo. Piano piano l'ho adattato alle mie esigenze ed è proprio il posto in cui in assoluto riesco a essere in tutto e per tutto me stessa. Più che un'evoluzione in senso stretto, ha avuto un incremento dettato dalla mia voglia di parlare in libertà di certi argomenti legati alle mie passioni e, come hai fatto bene a sottolineare tu, dall'incontro di belle persone che hanno reso tutto ancora più piacevole.

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    1. Forse i primi passi non li stavo muovendo nemmeno allora, perché scrivo da sempre e dieci anni fa ho pubblicato un paio di racconti, mai condivisi perché non mi ci rivedo più. Tuttavia, venivo fuori da cinque anni di silenzio, e mi sentivo ormai fuori dai giochi. Adesso invece penso di essere maturata, e vorrei pormi in modo più serio, più professionale diciamo. Quindi sì, quella formula cambierà.

      Dici bene tu: la nuova forma del blog mi rappresenta di più, perché all'inizio, insicura com'ero, cercavo dei modelli. Poi, con il tempo, ho iniziato a tirare fuori la mia individualità. Ed è questo che forse ci si aspetta da un "creativo". :-)

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  6. Purtroppo io nei mesi scorsi sono stato assente dal blogging in generale, e anche da te.
    Ma da quel poco che ho visto, non ho notato tradimenti del tuo blog, semmai una evoluzione costante mirata a mettere maggiore ordine nelle cose.
    Non so, ho avuto questa impressione.
    Il nome del tuo blog mi piace, si adatta a diverse interpretazioni (nel senso di argomenti macro e micro, ovviamente legati al mondo della lettura/scrittura).
    Anche io ho affrontato, di recente, questo interrogativo e penso che i contenuti siano gli stessi ma sono cresciuti e "riordinati" con me^^

    Moz-

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    1. Sì, hai ragione.
      Ho creato maggiore continuità tra i post dando il via a serie e rubriche. L'ordine arriva di conseguenza. :-)

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  7. Non sono follower di nessuno, manco di mia sorella. Per principio, non vorrei un giorno dimenticarmi di iscrivermi a qualche blog e questo poi si sentisse escluso, se seguo commento, magari non ogni post ma è chiaro che ci sono, come sono qui, sempre, ad apprezzare te e i tuoi contenuti. Ti vorrei con 2 post a settimana, non uno! Sandra ps. e qualche info in più tipo work in progress sul romanzo

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    1. Tendo a chiamare follower chi mi segue con costanza, a prescindere dall'effettiva registrazione. So che tu non ti iscrivi mai, infatti mi sono sempre domandata come tu faccia a essere così puntuale con i commenti. La registrazione dopo tutto serve anche per tenere sott'occhio gli aggiornamenti, almeno per quanto mi riguarda. :-)

      Un tempo pubblicavo due post a settimana ma questo, oltre a stancarmi molto, penalizzava il mio romanzo: che senso aveva parlarne qui se non riuscivo a scriverlo? :-) In futuro se le cose al lavoro cambieranno è possibile che riprenda ad aggiornare con maggiore frequenza. I post sul work in progress, invece, ci saranno. Seguendo il tuo suggerimento, ne scriverò sicuramente uno prima di Natale. :-)

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  8. Il mio blog è cambiato eccome. Sto cercando di renderlo più popolare, di farlo diventare il cuore della mia scrittura. È naturale: spesso parti senza un vero obiettivo, in barba a quanti dicono che occorre un calendario editoriale, una strategia... E cammin facendo, si aggiusta il tiro, si corregge, si tagliano certi argomenti e si investe su altri.
    Continua così ;)

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    1. A me il tuo blog piace molto. :-)
      Si può dire che hai fatto un percorso inverso al mio: da discorsi di carattere generale sei passato a parlare di te e della tua scrittura. In questo modo, ci si conosce un po' di più.

      P.S. Ho i tuoi racconti sul kindle, e presto li leggerò. :-)

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  9. Anch'io vorrei più post, pure adesso che fatico a leggere i blog. Sono più che d'accordo nello spostare il focus dalle tecniche a ciò che solo Chiara può dire. L'aspetto spirituale della scrittura, il postmoderno, il riflettere sull'oggi e sul passato prossimo sono argomenti tuoi, tuoi e di nessun altro, almeno per come li tratti, che rendono unico il tuo blog.
    (Ps: nel mio faccio da sempre come mi pare, mai scritto nulla di programmatico di proposito, la programmazione mi sa di programmazione scolastica e quindi di lavoro, il blog è libertà).

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    1. Per quel che riguarda il numero dei post, vale la risposta data a Sandra. Mi piace tanto ciò che hai detto sull'unicità dei miei contenuti, perché è coerente con il mio obiettivo di scrittura. :-)

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  10. La sensazione che quello che scrivevi due anni fa ora ti sembra ingenuo. Pensa che quando io vado a leggere i post dell'inizio del mio blog - quindi risalenti a quasi otto anni fa - mi chiedo se davvero sono stato così ingenuo e poco consapevole di me stesso. In effetti sono cresciuto tanto in questo periodo, sia come stile di scrittura che in generale, come testa pensante. Si può dire senza sbagliare che sono una persona diversa - e molto lontana - da quella che ha aperto il blog :) .

    In generale, credo sia normale cambiare, crescere e maturare. Magari lo si fa più quando si è molto giovani (avevo solo 21 anni quando ho aperto il blog), ma credo che anche a novant'anni ci possa essere margine per imparare. Niente di strano quindi se ormai la vecchia descrizione non ti rappresenta più.

    In ogni caso, come ho già detto a me il tuo blog piace anche ora che ti sei staccata un pochino dalla scrittura. Alcune cose un po' di più, altre un po' di meno, ma è normale per tutti i blog, quindi non ti devi preoccupare. Probabilmente continuerò a leggerlo anche se ti allontanerai ancora dal tema scrittura :) .

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    1. A prescindere dall'età, penso che qualunque persona all'inizio impara tantissimo, poi si stabilizza. è per questo che i cambiamenti più visibili sono nei primi anni, che si tratti di scrivere, cucinare o qualunque altra attività.

      Il mio caso è un po' particolare, perché questo è il mio terzo blog. Il primo l'ho aperto a ventiquattro anni (UNDICI anni fa... come sono vecchia!) e il secondo lo gestivo insieme ad altre persone. Gli argomenti erano diversi: uno era assolutamente personale e senza tema, sull'altro mi occupavo esclusivamente di attualità. Con Appunti a Margine, però, ho dovuto inventare un progetto da capo, dopo anni di silenzio. Pertanto è stato come ripartire da zero, il che rende ancora più inevitabili i cambiamenti.

      Che su un blog ci siano argomenti che piacciano di più e altri meno credo sia assolutamente normale. Capita anche a me, sia da te (per esempio quando parli di band che non conosco) sia sulle pagine altrui. Ciò però non cambia la percezione della qualità generale. :-)

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  11. Ti voglio bene anch'io. Più si vive un blog e più si comprende come si dovrebbe vivere. Ottimi appunti a margine.

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    1. :-)
      Mi dimentico sempre di mandarti una famosa email...

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  12. Sì, mi sa che sono stato io a dirti del nome del blog.
    Io ho aperto il mio blog per parlare di scrittura e ho continuato a farlo. Ho inserito via via altri temi, ma tutti legati alla scrittura e alla pubblicazione. Si è evoluto il blog, certo, ma non al punto da stravolgere il progetto iniziale.

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    1. Neanche il mio progetto è stato stravolto. :-)
      Non parlo soltanto di tecniche, ma la scrittura è l'argomento portante.
      Se tratto temi astrologici, lo faccio in relazione a quello.
      Idem quando mi occupo del Jolly: non è forse utile riflettere sul ruolo sociale delle parole, e sulla relazione tra uno scrittore e la società? Forse è questione di gusto personale, ma per me lo è. :-)
      In ogni caso, il blog continua a piacere, e forse l'importante è questo.

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  13. Vado un po' controcorrente ma vedo una sostanziale continuità nel tuo blog. Le tematiche restano legate alla scrittura in rapporto al quotidiano, lo stile è sostanzialmente immutato. Perché poi, alla fine, dietro un blog c'è una persona e la persona può evolvere ma non stravolgersi.

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    1. La scrittura, come ho detto anche prima, è sempre al centro. Cambiano le sfumature. Lo stile è cambiato forse non nelle sue basi, ma anche lì nei dettagli. Ci sono meno aggettivi, sono scomparse le "d" eufoniche, e così via...

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  14. come faccio a essere puntuale? Semplice sfrutto la side bar di Marina.
    Sandra

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    1. Per me sarebbe scomodo dovermi sempre affidare a un sito esterno. :)

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  15. Io nonostante non sia un lettore appassionato ti seguo comunque perché i tuoi argomenti sono sempre interessanti, anche se non commento praticamente mai ;)

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    1. Proprio mai no, dai: io ti ho visto più volte. :)

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  16. Non è un sito istituzionale, il "chi sei" e il "cosa vuoi comunicare" lo dicono i tuoi post, non una paginetta di presentazione.
    Se ti lasci catturare da un'etichetta (peggio ancora se decisa da te stessa) tutto ciò che fai per il tuo spazio virtuale ti verrà a noia. Ti piace scrivere? Scrivi. Ti piace leggere? Condividi i tuoi pensieri su ciò che leggi. Ma occhio, lo "scrivere per gli scrittori" diventa troppo spesso un sordo parlarsi addosso.

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    1. Questo è un altro cambiamento. All'inizio forse scrivevo per gli scrittori. Adesso no. Adesso, io scrivo per tutti.
      Concordo sul fatto che i paletti spesso creino confini troppo stessi. Forse la pagina di presentazione sarebbe da eliminare a piè pari, ma mi sentirei troppo nuda.

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  17. Ampliare i contenuti del blog è un'ottima idea, anzi, credo sia la condizione essenziale per conservare nel tempo la voglia di scriverci. Rendere l'evoluzione armoniosa, però, non è sempre facile. Forse già il domandarsi quale nuova impostazione dare al blog rischia di togliergli spontaneità. Non c'è bisogno di una linea coerente nei contenuti, perché chi ti legge cerca te. Non è così? :)

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    1. Mi sono espressa male: la coerenza serve, ma forse non ha il peso che crediamo. Questo intendevo.

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    2. Tranquilla, avevo capito cosa intendevi e sono d'accordo. Una dichiarazione di intenti può servire per orientarci ma non deve diventare una gabbia. E il cambiamento è benefico perché elimina i rami secchi e ci consente di evolvere. Penso sia fisiologico in qualunque situazione. :)

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  18. Non mi è chiarissimo il senso di questo post, non riesco proprio a capirlo. Non mi sembra affatto poco autoreferenziale, piuttosto mi lascia un po' l'impressione di una certa compiaciuta autocelebrazione. Cosa assolutamente futile, dato che è evidente che questo sia un blog di successo. Ovviamente la mia non è una critica alla persona (te), ma al post che mi sembra solo un parlare del contenitore e non dei contenuti.

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    1. Questo post forse è autoreferenziale, perché parla di me e del mio blog, ma in generale Appunti a Margine lo è molto meno rispetto al passato. Tu non mi segui dall'inizio: ai tempi, parlavo solo ed esclusivamente di me e del mio romanzo, poi ho iniziato a spostare il focus e mi sono interessata maggiormente alla società e a temi in grado di trascendere me stessa, come l'astrologia.

      Il senso del post è presto spiegato. Nonostante gli intenti poco chiari, di una cosa sono sempre stata certa, nella gestione del mio blog: non ho mai voluto gestire una pagina asettica e impersonale, come tante altre che si trovano in rete, e che ti fanno vedere colui che gestisce il tutto come un'entità virtuale, più che una persona. Questa pagina si è sempre preoccupata poco della SEO e di altre strategie commerciale, per puntare soprattutto sul contenuto ed essere specchio della mia evoluzione personale, come scrittrice e come essere umano. Siccome ci sono lettori che mi seguono fin dai primi passi, ho voluto analizzare la pagina di presentazione per vedere, insieme a loro e alle nuove leve dei follower, come il blog si sia evoluto nel corso del tempo. Questa scelta è dipesa dal fatto che, a mio avviso, un documento scritto parla molto di più delle semplici considerazioni personali: solo sfogliando diligentemente la pagina di presentazione, posso capire cosa sia ancora attuale e cosa no.

      Mi domando, inoltre, perché tu pensi che io abbia parlato del contenitore e non dei contenuti: non mi pare di aver analizzato la copertina, o la struttura delle pagine, ma sono rimasta focalizzata sui contenuti e gli argomenti dei miei post.

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    2. Sì, infatti non trovo che i tuoi post siano autoreferenziali, mi è sembrato esserlo questo. Dicendo di contenitore e contenuti, mi riferivo al fatto che hai parlato di scopo e intenti del blog. Se parli degli argomenti che tratti non stai trattando dei contenuti, bensì ragioni sul tipo di contenuti: insomma, un po' come la lista degli ingredienti su di una confezione, che non sono gli ingredienti stessi, bensì solo un elenco. Lo ammetto, un po' cavilloso. :)
      Forse più che altro penso non essermi piaciuti certi passaggi un po' troppo autocelebrativi, ecco, che hanno influenzato la mia recezione del post.

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    3. Mi dispiace che tu abbia avuto quest'impressione, perché ti assicuro che l'autocelebrazione non è proprio nelle mie corde. Al contrario, dicono tutti che tendo a sminuirmi. La maturazione, in generale, è un fatto positivo, ma mi sento ben lungi dall'essere "arrivata". :-)

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  19. Anche io ho cambiato molto perché ho dovuto cambiare avendo spaccato il disco fisso. Quando dopo un secolo me lo hanno riaggiustato ho fatto un casotto maledetto. Mi puoi trovare se mi cerchi e spero che lo farai. Ciao.

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