Ripartenze pre-autunnali: il sentiero della consapevolezza



Ogni creazione è, all’origine, la lotta di una forma in potenza contro una forma imitata.
André Malraux (scrittore) - See more at: http://nuovoeutile.it/222-frammenti-sulla-creativita-a-cura-di-annamaria-testa/#sthash.SUhgrfSY.dpuf
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Ogni creazione è, all’origine, la lotta di una forma in potenza contro una forma imitata.
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Il guerriero della luce ha i suoi sogni. Sono i sogni a farlo procedere. Ma egli non commette mai l’errore di pensare che il cammino sia facile e la porta sia larga.

 Paulo Coelho

Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione.
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Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione.
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In queste vacanze ho scritto poco, non ho seguito i blog se non quelli “condivisi” su facebook  ma ho partorito moltissime idee. Nelle mie bozze ci sono dieci titoli provvisori per altrettanti post con cui vi delizierò, salvo ispirazioni improvvise, nelle prossime settimane. Oggi, però, sono ancora in un limbo mentale. Nonostante secchi di ghiaccio in testa e tuffi in laghi di montagna, ho deciso di rientrare nella blogosfera in punta di piedi, lasciando che le onde mi sfiorino appena. Un doppio carpiato, in questo momento, mi creerebbe parecchia confusione.

Diciannove giorni di ferie. Non male. Devo ammettere che mi sono serviti non solo a ricaricare le energie, ma anche a prendere consapevolezza di alcuni concetti fondamentali, che sicuramente gioveranno alla mia scrittura e, in senso lato, anche al mio futuro benessere psicofisico. 

Uno scrittore ha bisogno del giusto equilibrio fra caos e solitudine

Quando ho iniziato le ferie, non ero proprio un fiorellino. Ho avuto un anno abbastanza difficile, pieno di prove fondamentali e, nelle ultime settimane, per poco non mi serviva un deambulatore.

Nei primi giorni di vacanza sono stata praticamente in coma. Sdraiata sul divano (o sul lettino da spiaggia), con la stessa espressione di una mucca che osserva i treni passare ed un rifiuto quasi ossessivo per il mio computer e per tutti i documenti salvati in esso, romanzo compreso.

Lunedì undici agosto era il mio onomastico ed è stata la giornata della svolta. Sanremo, ormai da quasi un mese, era invasa invasa dalle zanzare tigre con i bermuda e le infradito. Girano su macchine targate Torino e Milano e, alla fine di luglio, iniziano a riprodursi fra di loro. Praticamente ci spodestano.

La mente non era ancora lontana dall’ufficio. Il corpo aveva bisogno di aria nuova. Volendo risparmiare per altre spese, non avevo prenotato da nessuna parte. Ma ho sempre avuto una discreta capacità di problem solving: nel giro di dieci minuti, ho riempito un trolley e sono partita per le Langhe insieme al mio compagno. Una bella casa, persa nel verde. Non ci vado quasi mai. Anzi: non ci andavo quasi mai. Ora credo ci tornerò un po’ più spesso.

Ricordo la prima sera, sul balcone. Guardavo le colline davanti a me e mi sembrava strano essere in un luogo così vuoto mentre la mia città triturava turisti. Mi sono sentita improvvisamente bene. Ho trascorso delle giornate meravigliose, alle prese con camminate chilometriche, cene pantagrueliche e calici di vino rosso. Ho anche scritto il mio romanzo, serenamente, ritrovando la verve che nelle ultime settimane avevo perso. Ho riso. Ho pianto. Ho guardato dentro me stessa. Ed ho capito.

Probabilmente, se abitassi lì tutto l’anno, la mia creatività finirebbe per atrofizzarsi. Ma ogni luogo contiene in sé spunti estremamente interessanti e ci regala quanto ci serve per creare contenuti di valore. La mente e il corpo assorbono l’ambiente circostante. Reagiscono ad esso. Si fondono con ciò che esiste. E improvvisamente rinascono.

I dodici anni trascorsi a Milano sono stati fondamentali per la mia scrittura. Il mio romanzo è ambientato lì. Quando vado a trovare i miei suoceri, rinforzo la mia ispirazione osservando la gente, le strade, la movida e tutto ciò che alimenta la società frenetica che intendo descrivere.

Sanremo è una città bellissima, ideale per viverci: né troppo grande, né troppo piccola. L’aria di mare regala fluidità alla scrittura. La riempie di vita.

Nella quiete di un paesino quasi sperduto, però, si può trovare la pace interiore necessaria per tirare le fila nei momenti di confusione, sciogliere il bandolo della matassa e mettere dei paletti, dei punti fermi.

Uno dei miei propositi è quello di viaggiare un po’ di più. Non sempre le finanze lo consentono, ma taglierò su altro. In fondo, dedicarsi a ciò che ci fa stare bene è un dovere verso noi stessi.

Il tempo non deve essere un’ossessione

Questo, a dire il vero, lo sapevo già, ma ho rafforzato la mia convinzione: la mania dell’orologio ammazza l’arte, le taglia la testa.

Se ripenso alle mie giornate prima delle ferie, mi accorgo di essere stata troppo stressata, morbosamente propensa a racimolare uno straccio di minuto da dedicare a me stessa ed alle mie ossessioni creative.

Lavorocenascritturasportspesa. Tutto incastrato, in un meccanismo perfetto. Devo dire che non è proprio il massimo, per un’appassionata di reiki e meditazioni, di pratiche che si ispirano alle filosofie orientali.

Di conseguenza, quando avevo un’oretta libera, mi sembrava una sorta di concessione divina. Desideravo farla fruttare al massimo. Mi sforzavo di essere produttiva, scivolavo nel mentale e, spesso, tiravo fuori contenuti senz’anima.

In questo autunno voglio divertirmi di più, scrivendo. E valorizzare, proprio come ho evidenziato qui,il lavoro sottile e profondo che continua ad arricchire le mie opere anche quando sono lontana dal pc.

Se la mente è in una condizione di pace, le idee scorrono fluide e spontanee.

Proprio per questo motivo, sto riflettendo se mantenere le due scadenze settimanali per la pubblicazione sul blog. Per il momento, direi di si:comunque aiutano me ad avere costanza e voi a sapere quando leggermi. Però vorrei essere meno fiscale. Mi sono trovata tante volte, a mezzanotte, ancora davanti allo schermo. In poche parole, non riposavo la vista dalle 8:00 di mattina. Non mi ha fatto bene per niente.

Non voglio che la mia scrittura sia capita, ma che sia accettata come un dato di fatto

È stato divertente parlare del mio romanzo con mia mamma e il mio patrigno. Prima di fare questo, ho mandato il link del blog ad una mia collega di lavoro. Se la separazione degli ambiti era un mio diktat, ora ritengo non sia più necessario.

Se non si ha fiducia in sé stessi non si arriva da nessuna parte. Come faccio ad ottenere dei risultati o, semplicemente, a concludere il romanzo, se sono così restia a raccontare chi sono per timore del giudizio?

Ormai è da sei mesi ho ripreso a scrivere. È giusto che il mondo lo sappia. Non voglio più che esista una scissione fra ciò che sono e ciò che mostro all’esterno. Una parte profonda della mia natura sta uscendo allo scoperto. Tutto ciò, mi fa sentire profondamente libera.

Il mio romanzo non è perfetto ma è mio, e voglio portarlo avanti

Lo confesso: ho avuto una crisi creativa causata da alcuni brani che proprio non mi piacevano. Poi ho tirato le fila, razionalizzato, semplificato, accolto alcuni consigli. Mi sono rimboccata le maniche e, nonostante alcuni ripensamenti, ho ripreso con sostanziale serenità.

Sono giunta alla convinzione che ogni idea, in sé, può essere buona: ciò che conta è la forma che decidiamo di darle, una volta sulla carta. Occorre nutrirla con i personaggi giusti, comprendere quali aspetti vogliono essere messi in evidenza e quali possono rimanere in secondo piano. Raramente ci sono due filetti al pepe verde sullo stesso piatto. Ma il bisteccone è nulla, senza un adeguato contorno.

In particolare, ho preso coscienza dei seguenti limiti:
1) C’erano troppi sub-plot 
2) La decisione di alternare due piani temporali scrivendo prima quello più recente è stata una cazzata abnorme e mi ha creato non pochi problemi. Errori da principianti. 
3) Il ruolo di un personaggio era poco chiaro e rubava spazio ai due protagonisti. Viceversa, un altro personaggio, fondamentale nella storia, rimaneva parzialmente in ombra.
È stato utilissimo, a tal proposito, fare un passo indietro e mettere momentaneamente in stand-by l’ordine cronologico scrivendo prima le scene “nel passato”, per raccapezzarmi meglio in seguito. Sono emersi nuovi dettagli sui personaggi che già conoscevo bene, ho eliminato figure che non servivano, situazioni che non avevano una reale funzionalità all’interno della narrazione. Ho scelto un plot principale e, al momento, mi sto concentrando su quello. Una casa, in fondo, si costruisce a partire dalle fondamenta.

La rimozione dello schifo ha dato nuova vita ai contenuti. Ciò che avevo scritto in precedenza era un po’ freddo, senz’anima. Dei personaggi non emergevano i dettagli che avrei voluto mettere in luce. Uno dei miei limiti era quello di tirare il freno a mano sulle scene emotivamente intense per proteggere me stessa da determinate emozioni. Credo di aver parzialmente aggirato questo rischio. Ho rotto gli argini e questo mi rende felice.
Voglio essere indulgente con me stessa e sentirmi fiera dei passi compiuti fino a questo punto. Dopo tutto, ho ripreso a scrivere dopo anni di black-out: ero arrugginita, ho molto da imparare e nessuno mi corre dietro. Posso metterci il tempo che voglio.

Proprio stamattina ho letto, su www.pennablu.it, un articolo che mi ha dato coraggio. Eccolo qui: ciò che conta non è la fiammata iniziale, ma la nostra capacità di tenere accesa la brace.  

Al momento ho messo in stand-by i concorsi e altre iniziative. Sono consapevole della loro importanza, ma non voglio essere dispersiva. Preferisco concentrarmi su un’unica opera, utilizzando questa pagina come una sorta di “diario di bordo” su cui annotare e condividere tutto ciò che quotidianamente imparo.

Anche sul fatto di usare il blog per raccontare la stesura del mio primo libro ho avuto delle perplessità: ci sono autori molto prolifici, fra i miei lettori. Mi sentivo da meno ad utilizzare, come riferimento, un unico romanzo. Però, mi sono detta, ho creato Appunti a Margine proprio con questo scopo. Chi mi segue conosce il mio percorso, sa che sto risorgendo dalle mie ceneri e mi apprezza comunque. Perché cambiare stile? Mi snaturerei. Preferisco essere umile, imparare da chi ne sa più di me, e continuare come ho sempre fatto.


Ora tocca a voi: raccontatemi un po’: in che modo le vacanze hanno giovato alla vostra scrittura? Quali sono i progetti per i mesi a venire?


Commenti

  1. Bentornata, anzi, bentornato al blog, dato che nonostante tutto non ci hai fatto sentire la tua assenza.
    Tu scrivi sempre contenuti di livello, non posti certo la foto della cena in pizzeria! Non sarebbe umano se tu potessi ogni giorno produrre qualcosa tanto intenso come questo e altri post. Hai pure il romanzo in ballo! Online si parla di creare una tabella di pubblicazione e attenervisi, ma è sempre qualcosa che riguarda un lavoro, chi col blog ci prende denaro e attira clienti. E scrive la solita lista dei 100 modi di...
    Quando i contenuti sono come i tuoi, l'attesa vale la pena. Quindi almeno per me va bene se i tempi sono più dilatati o meno regolari.
    Tanto seguo gli sviluppi della stesura e dell'artista a prescindere, con attenzione e passione!

    Le vacanze, che posso dirti... è stata di un giorno, nel quale finalmente non avevo nessuno intorno. L'ho speso a cercare di avere qualcuno intorno. Che strana la vita eh?

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    1. La foto della pizzeria la pubblico su facebook, in quanto tale account è nato, nel 2008, con una finalità ludica. Forse in futuro scinderò l'account da scrittrice da quello personale, ma per ora mantengo questo. è anche un modo per farmi conoscere meglio a livello personale.

      Ti ringrazio per i complimenti. La tabella di marcia, come anticipavo in precedenza, per il momento rimarrà, se non altro per fornire un'indicazione di massima. Qualora non dovessi farcela, per motivi di lavoro o affini, potrà sballare leggermente. Cercherò - se lo saprò con anticipo - di avvertire tempestivamente.

      Per quel che riguarda il romanzo, ne parleremo con calma appena possibile. :)

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  2. I tuoi mi sembrano ottimi propositi!
    Io, al contrario di te, sono rurale, impazzirei a vivere (non solo a scrivere) già in una città come Sanremo. Vivo in un paese di 3000 abitanti e in vacanza cerco posto più sperduti (però sogno un appartamento a Parigi...).
    Sul viaggiare, invece, ti do ragione su tutta la linea. Viaggiare fa bene al cuore, alla mente e alla scrittura. Forse non al portafoglio, ma ci sono tanti trucchi. I cari Ostelli della Gioventù, ad esempio, anche se non faccio più parte della gioventù, a volte ancora salvano in mio budget (ad esempio quando voglio stare in centro ad Edimburgo durante il festival). Metà delle mie storie, se non di più sono nate in viaggio, anche quelle ambientate dietro casa (Nella sezione "liberi nella rete", ad esempio puoi trovare "La donna col liuto", racconto ambientato a pochi passi da casa mia, ma figlio di un viaggio a Carcassonne).
    Per i resto prenditi i tuoi tempi e divertiti con la tua scrittura. Ognuno, come si diceva su Penna Blu, ha un suo metodo. Anch'io, ad esempio, riesco a seguire solo un progetto alla volta, cerco di essere rapida nella stesura, ma la fase di progettazione di un romanzo può durare anni!

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    1. Sanremo è una città incasinata solo in alcuni periodi dell’anno (d’estate, a Natale, quando c’è il Festival) per il resto è abbastanza tranquilla e molto, molto provinciale. Proprio stamattina mi indignavo su facebook perché alcuni miei concittadini condividono solo link dai siti di cronaca locale, come se il mondo fuori non esistesse. Credo di aver fatto bene a trasferirmi a Milano dopo il Liceo, rimanerci fino a trent’anni per poi tornare qui quando le mie esigenze erano cambiate. Penso di essere cresciuta bene, di aver fatto una vita sana, la stessa che vorrei far fare ai miei figli, quando ne avrò.
      Sfrutterò molto la casa in Piemonte, credo: per andarci, ho speso di benzina meno di quanto spendo in una settimana di lavoro (30 + 30 km al giorno consumano). Ho fatto tante cose a basso prezzo. Per le ferie natalizie, però, spero di poter investire la tredicesima in un viaggetto all’estero, seppur breve ed economico. La Francia, che è a 20 km da qui, non conta! :)

      P.S. Domenica stavo per nominarti nell’ice buket challenge. Ho rinunciato perché non ti conosco di persona e non sapevo come l’avresti presa.

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    2. Ti ringrazio di non averlo fatto, allora, se è quello che penso. Ho perso una persona che conoscevo per la Sla e preferisco iniziative meno mediatiche, al momento è ancora un nervo scoperto...

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    3. Mi spiace molto. Io non ho mai perso persone a causa della SLA, ma un'amica a causa di un male che ancora oggi non è stato identificato proprio per "carenza di risorse", ed è per questo che ho voluto farlo. Anche in passato mi è capitato di aiutare la ricerca, in diversi modi. Credo che ognuno reagisca a queste cose facendo ciò che si sente, coerentemente con il proprio carattere e le proprie esperienze. Qualunque gesto è utile, purchè nasca dal cuore.
      Personalmente ho scelto di aderire (e credimi ci ho riflettuto molto prima di accettare la sfida) perchè ritengo che un video sia più potente rispetto al semplice appello verbale. Inizialmente volevo nominarti, però ho preferito scegliere persone che conosco e che sapevo avrebbero aderito, anche solo versando qualcosina sul conto, invece che tirarsi la secchiata in testa. Ho anche vinto un personale tabù: odio comparire in video. L'importante, in fondo, è il risultato. :)

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  3. Non so se hai letto il post, ma io mi sono ritrovata a pensare (involontariamente) al teatro anche in vacanza. È impossibile andare in vacanza da una passione!

    Sono contenta che tu sia riuscita a fare dei passi avanti con il romanzo.
    Per le scadenze del blog, non preoccuparti troppo... I lettori capiscono, soprattutto se sono blogger a loro volta.
    Come ha detto Nuvole Prensili, ci vuole tempo per pubblicare contenuti di qualità. Io a volte mi chiedo perché non ho aperto un blog di soli pensieri personali: avrei potuto scrivere quello che mi passava per la testa e basta, invece devo informarmi maniacalmente. È già successo che io abbia scritto cavolate, perché non mi ero informata abbastanza, e non voglio che si ripeta. Pensa che per scrivere il post di domani ho impiegato più di una settimana!
    Però, alla fine, il blog mi dà molte soddisfazioni che mi ripagano dell'impegno. Finché sarà così, continuerò, e se un giorno dovesse diventare un peso e non un divertimento, allora smetterò...

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    1. Inizialmente avevo l'intenzione di aggiornare il blog durante le vacanze, seppur con scadenza random. Poi ho preferito trascorrere del tempo all'aria aperta e dedicarmi al mio romanzo le poche volte che mi trovavo a casa.

      Io non ho voluto creare un blog di pensieri personali perché sentivo il bisogno di staccarmi da me stessa. Inizialmente avevo una pagina simile: l'ho chiusa perché mi ero stufata di girare intorno al mio dialogo interiore senza raggiungere punti fermi. Preferisco parlare di quello che SO, e non di quello che faccio. Anche questo, in un certo senso, è un blog in cui esprimo il mio sentire... ma è un sentire non-autobiografica. Io stessa, da lettrice, non amo seguire "la vita della persone" sui blog: mi sembra una sorta di Gieffe virtuale. O uno scrive davvero da dio, oppure la cosa diventa alquanto noiosa.
      Per me il blog è un gran divertimento e mi piace la community che si è creata qui intorno.

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  4. Bentornata! Mi sembra che la tua sia stata una vacanza molto fruttuosa. Capire cosa ci fa bene e cosa no è fondamentale non solo per scrivere ma per vivere in generale. Detta così sembra una banalità, ma quante volte restiamo legati a certi comportamenti solo perché non ci riflettiamo su, oppure perché pensiamo che le cose debbano andare così per forza! Perciò ben venga la consapevolezza, senza cui non c'è vera scelta.
    Per quanto riguarda me, la mia vacanza in montagna è stata molto utile a capire che vacanze così non voglio farne più, punto. Non mi addentro nell'argomento, ma intendo rivedere il concetto stesso di vacanza. L'ho sempre dato troppo per scontato. Progetti, sì, per l'autunno. Belli! A novembre uscirà (salvo sfighe) il saggio su creatività e scrittura, mentre il mio agente sta per iniziare a proporre il mio YA. Questo farei meglio a dirlo quando il gatto ce l'ho nel sacco, onde evitare figuracce, ma tant'è. L'esperienza di avere un agente è così nuova per me, e interessante, che non vedo l'ora di scoprire a cosa porta. Anzi, appena avrò un po' di materiale ne parlerò in un post. E poi sto finendo il brainstorming della nuova storia (altro YA) usando Scrivener (esperimento!). Insomma, tante cose bollono in pentola. Sono contenta.

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    1. Congratulazioni! Mi fa piacere leggere che tu abbia tanti progetti, e credo faccia bene a parlarne perché da la giusta carica. Quando racconto dei miei esperimenti da scribacchina, trovo sempre grandi stimoli dal confronto con gli altri.
      Mi spiace che le tue vacanze non siano andate come speravi, ma avremo modo di parlarne in altra sede.
      Quanto all'idea di avere un agente non è male, anche io ci avevo pensato, ma ritengo l'argomento alquanto prematuro considerato lo stato del mio lavoro. In futuro si vedrà :)

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  5. Eccomi spuntare sul tuo blog! Al momento sono ancora in vacanza, anche se a casa mia, e già guardo con timore i foglietti del calendario che si staccano l'uno dopo l'altro: a lunedì si riprende con la sveglia, il viaggio in metropolitana e il marasma autunnale della produzione scolastica per la collezione 2015-2016.

    Come già sai, sono andata in Normandia: è stata una vacanza meravigliosa, per i posti e il tempo clemente che ci ha benedetti. Non mi aspettavo niente di particolare, a parte Mont Saint-Michel, e sono rimasta incantata. Per il resto mi ha fatto bene il distacco da tutto quello che è tecnologia pervasiva che, come una divinità, ti obbliga a venerarla pressoché di continuo (leggi: a connetterti h 24). La mente si è svuotata, e gli occhi si sono riempiti di cose belle visivamente, come Etretat, oppure importanti per la memoria di quello che siamo ora, e per la libertà di cui godiamo, come le spiagge dello sbarco.

    Per quanto riguarda Sanremo, la conosco benissimo avendo trascorso là alcune estati in una casa (non mia). A me piacciono molto i piccoli paesi dei dintorni, come Triora città delle streghe, o Cervo con la splendida cattedrale o Pigna con il suo quartiere medievale.

    Ho ricevuto or ora la seconda bozza del Libro I che uscirà a fine ottobre con la casa editrice, e che devo ricontrollare entro la metà di settembre. Domani finirò di riportare le correzioni al manoscritto del Libro II. Lo lascerò decantare un altro mesetto, poi darò un’altra bella ripulita. Ho scritto anche alcune parti di un nuovo romanzo ambientato in Francia a cavallo del 1300, ma senza preoccuparmi più di tanto. Re. scrittura, ho scritto anche la prefazione di una raccolta poetica per una carissima amica.

    Aggiungendo qualcosa alle tue riflessioni, penso che ognuno di noi sia un misto ricchissimo di tante cose, e che non si sia solamente quello che scriviamo, come non siamo solamente la professione che svolgiamo o il luogo in cui abitiamo. Per fortuna, siamo davvero compositi, misteriosi e cambiamo continuamente. :-)

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    Risposte
    1. Concordo con le tue riflessioni sulla natura umana. :)

      Parlando di vacanze, anche io sono stata in Normandia molti anni fa, avrò avuto 8 anni. Ho un bellissimo ricordo di Le Mont Saint Michel e lo ricordo bene. Su altre cose ho le idee un po' confuse. Erano 25 anni fa.

      Hai ragione: le zone intorno a Sanremo sono molto belle. Era dal 2007 che non rimanevo qui, per le ferie. Ma abbiamo girato molto e ci siamo divertiti. Siamo stati anche a Triora, presso un laghetto. L'immagine del mio profilo facebook è stata scattata lì!

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