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Letture estive fra stelle, stalle e recensioni ingannevoli.

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I genitori ti insegnano ad amare, ridere e correre. Ma solo entrando in contatto con i libri ti accorgi di avere le ali. (Helen Hayes) Oggi ho voglia di parlare di libri, come se fossimo seduti tutti insieme al tavolo di un caffè letterario con in mano una tazza di cioccolata fumante. Dite che il mio proposito è un po’ fuori stagione? Okay, resettiamo: oggi ho voglia di parlare di libri, come se fossimo sdraiati tutti insieme sui lettini di una spiaggia con in mano un bicchiere di caffè shakerato. D’estate leggo in media un romanzo a settimana, alternando main-stream e letteratura di genere, cultura e svago. Vivere a Sanremo mi agevola: ogni weekend vado a rilassarmi al mare con il Kindle e guai a chi mi disturba. Dalle 11:00 alle 18:00 non ci sono per nessuno, nemmeno per mio marito che è lì con me. In vista delle ferie che inizieranno fra una settimana esatta, sto rimpolpando la mia lista dei desideri su Amazon, che attualmente conta 22 titoli. Come li ho scelti...

Buoni propositi di scrittura: le mie ultime parole famose.

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Non puoi chiamare Spiderman un eroe: la gente odia i ragni! (Un esperto di Psicologia delle masse a Stan Lee) Quando decidiamo di scrivere un romanzo o aprire un blog, ci nutriamo di entusiasmo e crediamo di poter buttare giù i muri a testate: sperimentiamo diversi metodi di lavoro per trovare quello più adatto a noi, siamo disposti a piccole e grandi rinunce per dare continuità al nostro operato, ci ripetiamo continuamente che è necessario ridurre l’info-dump, mostrare anziché raccontare, rispettare i confini della storia… In poche parole, ci riempiamo la testa di buoni propositi e imperativi categorici ai quali crediamo davvero, almeno finché non ci rendiamo conto che ogni tabella di marcia troppo rigida è una forzatura. Allora scalpitiamo per liberarci dalle nostre stesse imposizioni e mandiamo tutto al diavolo. Quante scuse ci raccontiamo, quando non riusciamo a fare ciò che ci siamo promessi? “Sono stanca, ho poco tempo, pensare troppo alle regole in fas...

Freedom writers - il valore della scrittura di getto

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Raccontare la tua storia ti rende libero. (dal film Freedom Writers ) Premetto che questo articolo non è una recensione: il film di cui vi parlerò mi è servito soltanto come spunto di riflessione. Ieri sera mi è infatti capitato di rivedere dopo molti anni Freedom Writers, con la bravissima Hilary Swank. Siccome non sono brava con i riassunti, di seguito la breve sinossi proposta da My Movies: Erin Gruwell è una giovane insegnante di lettere al suo primo incarico in un liceo. Siamo a Los Angeles nel 1992, poco dopo gli scontri razziali che avevano messo a ferro e fuoco la città. Erin si vede affidare una classe composta da latinoamericani, cambogiani, afroamericani e un unico bianco. Provengono tutti da realtà sociali in cui il degrado e la violenza costituiscono parte integrante della vita quotidiana. Le istituzioni li vedono come un peso morto da "parcheggiare" in attesa che tornino nella strada. "La Gruwell" (così prenderanno a chiamarla i ragazzi) ...

Calendario editoriale estivo.

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La pausa è il miglior rifugio dalle idee confuse. (Rachid Ouala) Carissimi lettori, come ho accennato qui , ho deciso di concedere a voi e a me una piccola pausa.   Mi sono infatti accorta che in questo periodo, anche se le visualizzazioni sono stabili, il numero dei commenti è diminuito. Credo che questa situazione sia fisiologica rispetto al periodo dell’anno in cui ci troviamo: molti lettori fissi sono in vacanza e altri preferiscono uscire a cercare un po’ di fresco che non trascorrere le giornate davanti a uno schermo. Pertanto, modificando il calendario editoriale, voi avrete più tempo per leggere e commentare il post e io per dedicarmi al romanzo: trascorro più tempo a parlarne qui che non a scriverlo! Salvo imprevisti o repentini cambi di rotta, ho deciso che l ’ aggiornamento del giovedì rimarrà fisso , mentre quello del lunedì dipenderà dalla creatività del momento e da esigenze contingenti . Potrei pubblicare eventuali guest-post , o articoletti le...

Obiettivi dei personaggi e conflitti: alcune riflessioni.

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Volere è poco: bisogna desiderare ardentemente per raggiungere lo scopo. (Ovidio) L ’estate sta diventando rovente come non capitava ormai da anni e io mi sento fagocitata da questa calura, incapace di gestire la mia stanchezza. Manca ancora un mese alle ferie: spero di non arrivarci strisciando come è successo l’anno scorso. Nel frattempo, coltivo il mio bisogno di leggerezza e la volontà muovermi al di fuori dalle routine abituali, comprese quelle piacevoli come il blog. Ebbene sì, lo ammetto: ho bisogno di una pausa! Sicuramente per buona parte del mese di agosto gli aggiornamenti saranno sospesi, ma sto valutando l’idea di staccare un po’ la spina anche a luglio, aggiornando solo al giovedì fino ai primi di settembre, oppure abolendo momentaneamente gli appuntamenti fissi o scrivendo post più brevi e frivoli.   Voi cosa ne pensate? Ci rifletterò e vi farò sapere qualcosa al riguardo, ma ora veniamo al dunque: ho deciso di condividere con voi alcune riflessi...

Guest-post (8) - Scrittura e imprenditoria: mondi paralleli

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Fai il lavoro che ami e non lavorerai nemmeno un giorno della vita. (Confucio) Circa una settimana fa, Mattia Loroni alias Mattia L., commentatore abituale del blog, mi ha proposto un articolo che ho trovato molto interessante, perché coerente con il mio atteggiamento nei confronti della vita. Ormai un po’ mi conoscete: sapete quanto siano importanti per me la conoscenza di se stessi e la capacità di scovare aspetti positivi anche nelle routine più noiose. Molti aspiranti scrittori hanno un rapporto ambiguo con il proprio lavoro ufficiale: da un lato, ne hanno bisogno per vivere; dall’altro, lo considerano un ostacolo alla propria realizzazione creativa, perché mangia tempo ed energie. Eppure ciascuno di noi può riuscire a trarre insegnamenti utili, da applicare anche in ambito letterario. Invito quindi i lettori di Appunti a Margine a riflettere sulla propria esperienza professionale e a evidenziare i benefici che la scrittura ha ricevuto da essa, sia per quel che riguarda...

Un anno di scrittura - la mia evoluzione.

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Il momento del cambiamento è l'unica poesia. (Adrienne Rich)   Il primo tentativo di scrittura, dopo cinque anni di silenzio, è stato fra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Si trattava di una storia scritta di getto, senza progettazione né studio, alla quale attribuisco l’unico merito di avermi sbloccato le corde vocali. Arrivata a pagina 50, già non mi piaceva più. Ho quindi tirato un profondo respiro e le ho detto addio. Ho portato con me un paio di personaggi interessanti e ho approfondito la loro conoscenza tramite schede più dettagliate. Poi, mi sono messa all’opera su una nuova trama, ho nutrito la mia idea e l’ho sviluppata in modo più preciso sebbene non fosse - come mi sono resa conto man mano che scrivevo - ancora definitiva. Questo esattamente un anno fa. Lo scorso inverno, siccome non ero soddisfatta della prima sezione, scaletta generale alla mano mi sono messa a saltare di palo in frasca occupandomi di scene e capitoli molto più avanti nell’economia d...

Parenti, amici e conoscenti: come vivono il fatto che io scriva.

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Se non puoi ricevere un complimento, fattene uno tu. (Mark Twain) Fin da uno dei primi post pubblicati su Appunti a Margine, ho ribadito l’importanza di vivere come se fossimo già scrittori affermati, per allineare le nostre convinzioni all’obiettivo che ci siamo prefissati.  Senza una giusta predisposizione mentale è impossibile raggiungere la propria meta, qualunque essa sia: non si può dimagrire con la dispensa piena di cibo spazzatura, né trovare degli amici rimanendo rintanati   in casa davanti alle televisione… Quindi, come potremmo completare la stesura di un romanzo se trattiamo la scrittura come un hobby a cui dedicarci quando non abbiamo nessuno con cui andare in discoteca? Per concludere la nostra opera prima dell’apocalisse, dobbiamo modificare i nostri ritmi, le nostre abitudini e il nostro stile di vita.  In poche parole, per diventare scrittori occorre pensare da scrittori . Le rinunce e i sacrifici che ho fatto per trovare il tem...

Show don't tell - Gli elementi che compongono la scena.

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Abbiamo tutti una storia da raccontare, una pagina da scrivere, un libro da ultimare. (Giorgio De Luca) Oggi voglio fare outing: il file excel che utilizzo per tenere sotto controllo la storia ha, fra le sue funzioni, anche quella di ovviare a un mio limite oggettivo, forse legato all'inesperienza: a volte tendo a farmi prendere la mano dall'ispirazione e a uscire dai confini della storia. Prima di progettare la trama nel dettaglio, ho scritto diverse pagine che probabilmente saranno eliminate. Mi sono state utili per creare un contatto con i personaggi e per rafforzare il mio stile, ma se voglio arrivare alla fine della stesura senza le ossa rotte devo avere una traccia da seguire, pena un bagno di sangue in fase di revisione. Certamente la pianificazione non mi rende immune da tagli e cambiamenti, né blocca le intuizioni momentanee che ogni tanto mi fanno cambiare rotta, ma mi consente di incanalare meglio la narrazione, comprendere la funzionalità di ogni ...

Invettiva contro le segnalazioni a scatola chiusa e l'auto-pubblicazione selvaggia.

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Occorrerebbe per la penna, come si usa per ogni micidiale strumento, il porto d'armi. (Gesualdo Bufalino) Ricordate l’episodio che ho raccontato nell’articolo “ Con lemani nei capelli – manuali e guest-post ”? Nel caso qualcuno se lo fosse perso, faccio un piccolo riassunto. La settimana prima di Pasqua, ho discusso animatamente con un tizio che voleva una segnalazione per la sua raccolta di racconti. Siccome il mio blog non ha questa finalità, gli ho offerto l’alternativa del guest-post e ci siamo accordati per un articolo sulle potenzialità del self-publishing. Quando ho ricevuto un trafiletto promozionale pieno di errori grammaticali, mi sono rifiutata di pubblicarlo. Dopo aver spiegato la mia posizione, mi è arrivata una versione un pochino più approfondita, ma nemmeno quella mi convinceva pienamente. Oltre a essere scritta con i piedi, veicolava il messaggio “basta che paghi e diventi uno scrittore”. Come può una persona che ha studiato tanto e si esercita quotidi...

Le responsabilità dello scrittore.

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Nel Buddhismo parliamo di karma, e molte persone non vogliono sentire nominare questo termine perché dicono di non credere nel karma. Se invece di karma lo chiamassimo semplicemente ‘causa ed effetto’, il suo significato diventerebbe molto semplice. Se io do un pugno a qualcuno, questo qualcuno, a sua volta, mi darà un pugno. Se parlo male di altre persone, questi a loro volta parleranno male di me. Tutto ciò che diciamo, pensiamo e facciamo ha delle conseguenze e questo significa che in realtà sappiamo che qualunque cosa facciamo produrrà degli effetti che noi stessi sperimenteremo. (Dalai Lama) Avevo in mente di scrivere questo post fin da quando ho pubblicato “ Il potere delle parole – La differenza fra dovere e volere ”, perché i vostri commenti mi hanno fatto tornare in mente il testo del Dalai Lama, letto molti anni fa, da cui ho tratto il brano di apertura. Tuttavia, è stato il recente articolo “ L’ambizione dello scrittore ” di Salvatore Anfuso (che ringrazio...

Il feticismo dello scrittore - non posso rinunciare a...

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La lontananza, che rimpicciolisce gli oggetti all'occhio, li ingrandisce al pensiero. (A Schopenhauer) Qualche giorno fa, Marina Guarneri ha pubblicato un post molto divertente, intitolato “ Lo scrittore feticista ”. Siccome ultimamente sono una gran cacciatrice di “meme”, ho deciso di doppiarlo. Il sociologo Paul Willis, con il concetto di “creatività simbolica”, indica l’insieme delle pratiche messe a punto dall’individuo per dare senso e significato alle proprie routine. Anche il semplice gesto di appendere un quadro alla parete può essere considerato creativo: si tratta infatti di uno stratagemma fantasioso per colorare l’ambiente e personalizzare la quotidianità. Pertanto, se di primo acchito l’attaccamento a oggetti materiali e a piccoli rituali scaramantici potrebbe apparire in conflitto con lo spirito libero dell’artista, il feticismo ci può aiutare a individualizzare la pratica della scrittura e a donare all’ispirazione una nuova concretezza. Gl...

La costruzione della trama - il mio famigerato file Excel

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Quando la vita è quella che è, il romanzo ha diritto di essere quello che vuole. (Daniel Pennac) È passato esattamente un anno da quando ho pubblicato il post “ Gestione della trama: un compromesso fra pianificazione e creatività ”, nel quale evidenziavo la mia esigenza di armonizzare l’organizzazione del lavoro e le intuizioni improvvise che sono alla base delle mie scene migliori. Credo che questa necessità sia strettamente legata al mio carattere: anche nella vita quotidiana sono molto fantasiosa, ma ho bisogno di paletti che mi aiutino a tenere i piedi per terra, altrimenti rischio di perdere il controllo. Pianificare i miei impegni mi aiuta a non brancolare nel buio, ma gli schemi troppi rigidi mi stressano. Tengo molto alla mia libertà di azione, all’improvvisazione e alla creatività simbolica che dà senso e valore a ciò che altrimenti sarebbe solo becera routine. Ormai considero questo fragile equilibrio uno dei punti fermi del mio metodo di scrittura e non cred...

21 curiosità sulla mia scrittura.

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Un libro deve essere come un'arma che possa rompere i mari ghiacciati dentro di noi.  (Franz Kafka) Oggi, cercando un argomento leggero per scaricare la tensione legata al rientro dalle ferie, mi è tornato in mente il post “ 25 cose sulla mia scrittura ” pubblicato più di un anno fa da Maria Teresa Steri,  che a sua volta fa riferimento a un meme di Daniele Imperi . Ricordo che quell’articolo mi era piaciuto moltissimo perché è sempre interessante prendere consapevolezza di aspetti più o meno noti del proprio modo di scrivere e condividerli con gli altri.  Tuttavia, ai tempi Appunti a Margine era solo un’idea del mio cervellino malato e, nonostante il proposito di riprendere l’argomento, ho finito per dimenticarmene. Fortunatamente, il banner “tre post a caso” su Anima di Carta mi ha rinfrescato la memoria! A Maria Teresa sono uscite 25 voci, a me ventuno . Non lo considero un caso, dal momento che questo numero è uno dei miei preferiti, nonché molto import...

Il tempo per scrivere - il conflitto fra "essere" e "fare"

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Che sia il migliore o il peggiore dei tempi, è l'unico tempo che abbiamo. (Art Buchwald) Oggi scelgo la semplicità. Non ho voglia di scrivere un post tecnico di quattro pagine word né di tenere la mente concentrata su argomenti che richiedono studio e documentazione. Sono in ferie per una settimana e voglio che il mio post rispecchi la sensazione di freschezza e di libertà che in questi giorni sta dominando la mia anima. Mi trovo a Sanremo – siamo partiti solo qualche giorno a cavallo del ponte – ma libera da routine e condizionamenti. Oggi sono stata svaccata in spiaggia tutto il pomeriggio con il Kindle e mi sono sentita in pace con l’universo intero. Certo, la parola “lunedì” è uno spauracchio che mi lampeggia nel cervello, ma cerco di tenerla lontana dalla mia sfera di azione per concentrarmi solo sul presente e sulla scrittura. Trovo sia meraviglioso potermi dedicare alla mia passione come e quando lo desidero, senza essere costretta a ritagliarle un buco in una...