Guest-post e criteri di scelta - chi merita di essere pubblicato.



Facile è essere buoni. Difficile è essere giusti.
(Victor Hugo)

Secondo il mio grossolano calendario editoriale, oggi avrei dovuto presentarvi un nuovo punto di vista sull’evoluzione psicologica del personaggi, da me maturato durante la stesura del romanzo. Mi incuriosiva il risultato dell’unione fra le tecniche narrative a noi note e la legge del karma, ma dovrò aspettare la vigilia di Natale, perché c’è una questione più spinosa da affrontare.
Per lunedì è in programma la seconda parte del guest-post di Gaspare Burgio “Essere scrittori o cercare di diventarlo”. Alcuni lettori non l’hanno gradito, mi sento in dovere di spiegare le ragioni per cui ho deciso di pubblicarlo nonostante i toni aggressivi e l’atteggiamento (per sua stessa ammissione) un po’ borioso dell’autore. Non voglio giocarmi la fiducia ottenuta in questo anno e mezzo di blogging per un banale scivolone: prima di decidere come procedere, voglio confrontarmi con voi e con Gaspare.

Appena ho ricevuto l’articolo incriminato, mi sono premurata di verificare che rispettasse i requisiti elencati nella pagina guest-post. Analizziamole singolarmente e vediamo:
1) Argomento affine con le tematiche del blog: più di così si muore.
2) Articolo originale e inedito: sì, mi sembra ovvio.
3) L’autore deve essere frequentatore abituale del blog o persona a me nota: idem. Gaspare è stato uno dei primi lettori che ho avuto, quand’ero ancora un’illustre sconosciuta, e mi ha sempre manifestato la propria stima. Sarà per questo che non mi sono sentita inclusa in quel “tu”?
4) L’articolo deve rispettare determinati parametri di lunghezza e qualità. Il primo punto è stato mancato: il post era lungo 3300 parole, quindi ho deciso di suddividerlo in due parti. La qualità invece è indiscutibile; lo stile impeccabile a prescindere dai contenuti.
5) Niente marketing o link a siti terzi: solo il link al blog dell’autore.
6) Presentazione dell’autore, immagine e titolo. Gaspare era già stato mio ospite, quindi ho dovuto solo attualizzare l’autobiografia pubblicata lo scorso anno. La foto e il titolo sono arrivati insieme al post, e mi andavano bene.
7) Disponibilità a rispondere ai commenti dei lettori: con qualche sollecito, ma sì.
8) L'articolo deve pervenire almeno il giorno antecedente la data di pubblicazione prevista. Qui il problema non si pone: quando ho ricevuto l’articolo non c’erano ancora né accordi né scadenze.

Considerato quanto sopra, per quale motivo non avrei dovuto pubblicare questo articolo?  Perché era auto-referenziale? Perché era aggressivo? Sinceramente non ho trovato alcuna motivazione valida.

Nel post c’era un’espressione offensiva (già rimossa) e c’erano dei toni troppo auto-celebrativi, ma ne condividevo l’idea di base: l’essere scrittori è una propensione caratteriale naturale; il riconoscimento sociale avviene in un secondo momento e può essere arbitrario. Pur dissociandomi da una presunzione di superiorità così palesemente manifestata, l’ho interpretata fra le righe e non vi ho visto malafede. A scanso di equivoci, fin dalla mia intro ho messo le mani avanti sulla reale paternità di tali concetti. Mi dispiace che alcuni di voi li abbiano associati a me, perché ormai mi conoscete, sapete che le mie parole sono sincere e che non farei del male a una mosca. Amo il mondo, amo la gente, il mio parlare e il mio scrivere saranno sempre di cuore.

La settimana scorsa ho pubblicato un articolo intitolato Libertà di espressione – limiti etici, nel quale esprimevo il mio essere combattuta fra la sacralità del diritto di parola e la repulsione per alcuni comportamenti denigratori e offensivi perpetrati da alcuni miei conoscenti.

Dopo aver analizzato la situazione anche tramite alcuni esempi, avevo scritto questa frase:

Non credo che una censura esterna (da parte dello stato, per esempio) possa funzionare, perché penalizzerebbe anche chi ha qualcosa di intelligente da dire. L’unico filtro alla libertà di espressione deve essere posto dall’individuo stesso. Attenzione: non sto parlando di una forzatura politically correct, bensì di etica e di valori individuali. È la nostra coscienza che ci spinge a evitare parole che potrebbero fare del male a qualcuno. In questo modo, il silenzio non è più un obbligo o una costrizione, ma una decisione serena e dignitosissima presa in nome dell’amore per il prossimo. Esercitare la propria libertà non significa poter dire tutto ciò che si vuole; significa invece usare il cuore per relazionarsi con il mondo.

Questo trafiletto spiega la mia idea di comunicazione, nonché il motivo per cui il post di Gaspare è stato messo on-line. Non spetta a me censurare contenuti prodotti da altri, a meno che non si superi il limite della decenza (e non è questo il caso). È l’autore che deve auto-regolarsi; se non lo fa, è suo compito assumersi la responsabilità delle proprie parole, proprio come ha fatto Gaspare: fin dall’inizio ha definito il proprio articolo “franco e aggressivo”, tutt’altro che politically-correct.

Nella mia “carriera” di blogger, ho rifiutato soltanto due guest-post:
-un articolo completamente sgrammaticato;
-un post che veicolava il messaggio “anche gli analfabeti possono essere scrittori grazie al self-publishing”.
In quest’ultimo caso, però, forse sono stata un po’ incoerente. L’articolo era scritto bene e rispettava tutti i requisiti richiesti: avrei dovuto pubblicarlo con annesso un disclaimer, lasciando all’autrice l’onere di difendersi dai sacrosanti attacchi che avrebbe ricevuto.

Se qualcuno mi dice “stai zitta” o “devi fare così”, comincio a urlare. Sono imperativi che detesto. Sto attraversando da qualche anno una fase della vita in cui la tematica della libertà è molto cara, persino l’interrogativo base del mio romanzo ha a che fare con questo argomento.  Sarà perché qualcuno ha messo la mia sotto le scarpe? Sinceramente non lo so. So solo che mi sento in catene, e donando agli altri la possibilità di esprimersi mi sento in pace con me stessa. “Non fare agli altri ciò che non sia fatto a te” è un principio decantato da tutte le religioni, a mio avviso alla base del vivere civile. Non potrei mai assumere gli stessi comportamenti che mi fanno incazzare. Non potrei mai impedire a qualcuno di esprimersi.

Come accennavo prima, secondo il mio intento iniziale lunedì dovrebbe andare online la seconda parte dell’articolo. Gaspare parlerà della propria esperienza con il self-publishing. Per coerenza con il mio ideale di libertà dovrei pubblicarlo così com’è. E vorrei farlo, perché il brano mi piace molto. Tuttavia, credo che un blogger offra un servizio ai lettori. Non vorrei mai che leggiate qualcosa in contrasto con la vostra sensibilità. Dunque lo domando a voi: cosa faccio? Gradite questo post, oppure no? Ai lettori l’ardua sentenza. Io deciderò in base alla vostra richiesta. Anche voi avete libertà di espressione. Solo una cosa, però: o pubblicherò la versione integrale così come l’ho ricevuta (nessun insulto, ho già controllato) oppure non pubblicherò nulla. Le vie di mezzo non mi sono mai piaciute.

Non credo che aver pubblicato contenuti poco graditi sia una colpa, ma sono sempre stata una persona umile. Pertanto, se qualcuno si ritiene offeso da questa scelta editoriale, mi scuso.  Mi auguro soltanto che l’accaduto non abbia ripercussioni sul futuro del blog, perché ho sempre fatto in modo di pubblicare contenuti di qualità. Sono talebana, ma buona.

Per concludere, mi piacerebbe avere una vostra opinione sulla mia riflessione: come avreste agito al mio posto? Quali sono i criteri con cui scegliete i guest-post?

Commenti

  1. Personalmente ho trovato il post di Gaspare un po' eccessivo per i modi. Libertà di espressione, per come la spiego ai miei alunni, è dire mi piace/non piace, sono d'accordo/in disaccordo perché... Dare giudizi trancianti e non motivati è quanto meno inelegante. Sarò franca. Tra le righe c'erano dei riferimenti a Daniele (oltre che di precisi a Mozzi) che mi hanno spiazzato. Come adesso ho commentato tra i primi e ho pensato che fosse concordato, che ci fosse stata una comunicazione tra voi (ad esempio a volte Moz è eccessivo, ma lo fa con ironia bonaria). Invece dai commenti mi è parso che così non fosse. Nel caso ci sono rimasta male per lui, perché è stato citato tra le righe, ma non apertamente (una cosa un po' vigliacchina) e perché al suo commento, sicuramente aggressivo (ma lo sarebbe stato anche il mio, fosse stato a me un riferimento di quel tipo) non c'è stata una risposta puntuale di Gaspare. Ecco, personalmente quel passaggio, alla luce del fatto che non era ironico, non l'ho gradito.
    Sui contenuti relativi alla scrittura la cosa è diversa. Erano ben esposti, in una prosa piacevole e scorrevole. Poi io no, non penso che chiunque si possa autodefinire scrittore, così come non si può autodefinire idraulico, meccanico, musicista (se mai appassionato di musica) o ballerino (se mai appassionato di danza), perché considero quello dello scrittore un mestiere e un mestiere inizi a praticarlo quando qualcuno ti chiede di farlo, non quando tu di tua sponte offri in vendita il frutto della tua passione. Cosa assolutamente bella e da farsi, che nulla ha a che vedere con la qualità dell'opera. Questa però è una mia opinione, valida come quella di Gaspare e sono sempre felice di leggere chi la pensa diversamente.
    Scusate se mi dilungo, ora riassumo.
    Gaspare scrive molto bene, ha una visione del mondo diversa dalla mia, ma interessante. Gradirei la seconda parte del blog se priva di attacchi personali, sopratutto se tra le righe. La critica aperta è "io non sono d'accordo con X perché...", non "X è un cretino". La seconda è nel migliore dei casi un'offesa, nel peggiore diffamazione.
    Infine, Chiara, il tuo nome è associato al blog e quindi a tutto ciò che vi si pubblica. Credo che tu sia responsabile anche dei commenti (non c'era anche tutta una diatriba legale su questo), figuriamoci dei guest post. La sensibilità di ciascuno è personale. Ognuno ha una sua soglia di tolleranza. Nel mondo del web, dove non c'è il contatto visivo che smorza e trasmette, se il caso, ironia, il rischio di passare anche involontariamente la soglia è alto. Io in passato ho offeso inavvertitamente dei parenti che si sono sentiti tirati in causa da un post. Non ne avevo intenzione, ma mi rendo conto che potevano in effetti non aver colto l'ironia. Mi sono resa conto che una persona ci può stare male e che, davvero, per un post non ne vale la pena.

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    1. Anche io sono contraria all'insulto e lo sai. Ne sottovalutavo la portata, finché non mi sono trovata ad aver a che fare con una persona per cui definire gli altri con etichette offensive è la norma. Sentirla blaterare tutto il santo giorno mi ha fatto capire quanta negatività si muova. Grazie a lei, ho imparato a prestare maggiore attenzione alle mie parole, che per quanto a volte un po' dure non hanno mai raggiunto certi livelli, nemmeno nei momenti più neri...

      Per quel che riguarda invece l'essere o sentirsi scrittori, invece, credo si debba distinguere la propensione naturale dal riconoscimento sociale. Io non sono una scrittrice, per quel che riguarda l'aspetto n.2: non ho mai pubblicato nulla, nessuno mi conosce. Potrei essere una blogger? Probabilmente sì. Ma se scindo l'aspetto caratteriale da quello professionale, mi sento scrittrice al 100%, e mi vedo nella descrizione che ha dato Gaspare di una persona china sul computer, che parla con la gente, si relaziona autenticamente, senza giudizio, e filtra la realtà con la sua parola. Questo è essere scrittori "dentro": quando si pubblica, lo si diventa anche agli occhi degli altri. Per cui alla domanda "sei una scrittrice"? Mi viene da rispondere "ni"... lo sono per indole; non lo sono (non ancora) ufficialmente. Ma la mia è solo un'opinione personale. Forse non abbiamo bisogno di etichette.

      Degli attacchi personali abbiamo già parlato in privato. La questione è chiarita, per fortuna. Credevo fosse sufficiente dissociarmi da un certo pensiero per proteggermi: non è stato così, sarò più accorta le prossime volte. Una persona una volta mi disse che non esistono fallimenti ma solo feedback, e io ci credo.

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  2. Sono stata un po' fuori dal web in questi giorni e ho letto solo ora il guest con tutti i commenti e poi questo tuo post. In primo luogo come principio generale secondo me tu sei libera di pubblicare quello che vuoi, se sei d'accordo con quello che viene detto. O anche se non sei d'accordo, ma in questo caso è giusto specificarlo. Quello che penso invece dell'articolo in sé è che il pensiero di fondo sia giusto, inteso nel senso che non siamo scrittori perché ce lo dice la società o un editore. E' vero però che i toni erano un po' troppo sopra le righe e ritengo anche un po' fuori luogo l'accenno a persone che giustamente possano ritenersi offese da questi attacchi personali. L'impressione che mi ha lasciato (a caldo) è che dire di non cercare approvazione e poi cercarla con questo post così apertamente autoreferenziale sia parecchio contraddittorio. Non credi?

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    1. Ciao Teresa, io non ho visto il post di Gaspare come una ricerca di approvazione, forse perché, avendo letto tutto l'articolo, ho una panoramica completa di ciò che dirà dopo, e di cosa andrà ad analizzare. Forse ho sbagliato a spezzare il post, perché il lettore ha visto solo il lato negativo, quando la direzione era quella di affermare che un aspirante scrittore avesse il diritto di autopubblicarsi. :)

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  3. Con i guest post mi regolo in questo modo: l'articolo deve essere attinente all'argomento del blog, non autocelebrativo e rispettoso di chi legge. In sostanza, mi deve sembrare interessante e gradevole, anche se esprime idee opposte alle mie. Questa non la considero censura; ognuno può dire ciò che vuole in un blog personale, non sul mio blog, che è sì casa mia, ma con degli ospiti dentro. Detto questo, conoscendo Gaspare mi disturba poco il suo modo di porsi(insulti a parte), e apprezzo il suo stile. Avrei pubblicato questo post, se me lo avesse proposto? Forse no, perché i suoi sono toni troppo aspri per creare un'atmosfera di accoglienza; ma capisco che tu possa vedere la cosa diversamente. :)

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    1. Pubblicherei sicuramente la seconda parte dell'articolo, comunque. Almeno si completa il discorso.

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    2. Gaspare è bravissimo: questo è il motivo fondamentale per cui ho deciso di pubblicare il suo post, a prescindere dalle dietrologie. Ero in buona fede, forse perché conoscendolo e avendo avuto a che fare con lui più volte ho saputo leggere fra le righe.
      Anche io credo sia opportuno pubblicare la seconda parte. :)

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  4. Ammetto che il post di Gaspare mi ha spiazzata e anche infastidita per i toni che ha usato. Inoltre non credo che un autore sia in grado di dire con assoluta obiettività se i suoi testi sono buoni o meno.
    Riguardo alla tua decisione di pubblicare l'articolo, sono favorevole alla libertà di parola e ognuno è libero di dire/scrivere ciò che preferisce nei modi che ritiene più consoni. Nonostante questo, pensando al mio blog, voglio che sia uno spazio privo di polemiche, in cui un pensiero critico deve essere costruttivo e aperto a una discussione. Non avrei ospitato l'articolo di Gaspare perché non segue la mia linea editoriale.
    Per fare un'analogia condotta all'estremo, è come se il mio blog avesse come argomento centrale la pace nel mondo e io pubblicassi un articolo che giustifica l'utilizzo di armi nucleari in una qualsiasi nazione, dicendo "ehi, io non condivido questo articolo scritto da pinco pallino, lo pubblico soltanto".
    Insomma, ammetterai che l'effetto è un po' spiazzante...
    Questo non significa che smetterò di seguire il tuo blog o che mi è in qualche modo "scaduto", anzi, continuerò a seguirti perché mi piace ciò che dici e, soprattutto, come lo dici. Se poi hai una politica di scelta per i guest post differente dalla mia, questo non mi deve riguardare. Questo blog è casa tua e puoi fare come preferisci. Penso che la scelta di pubblicare o meno la seconda parte sia solo tua.

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    1. Ciao omonima!

      Credo che esista una differenza fondamentale fra "opinione" e "valore".
      Io posso pubblicare senza problemi il post di qualcuno che la pensa diversamente da me, come in parte quello di Gaspare, ma non potrei mai pubblicare un post che va contro la mia morale.

      In effetti, il guest-post che ho bocciato, rientrava in questa categoria: veicolando il messaggio per cui basta pagare per essere scrittore, offende uno dei capisaldi della mia attività di scrittrice, ovvero la volontà di offrire al lettore un prodotto di qualità. Fra gli auto-pubblicati c'è gente semi-analfabeta che si appoggia proprio al principio di cui sopra, e io non voglio certo promuovere questo principio...
      Ecco: scrivendo questo, ho rivisto in parte il "pentimento" mostrato nell'articolo: sono contenta di non averlo messo on-line.

      Un'idea, invece è qualcosa di diverso da un valore.
      A me non piace la fantascienza, ma perché non potrei pubblicare il post di un autore che la definisce "il top della letteratura"?
      Nei commenti poi se ne può discutere.
      Questo crea dialettica e confronto.
      Se la pensassimo tutti uguale, sai che noia! :)

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  5. Il mio pensiero riguardo il post in sé l'ho già espresso, quindi non ci torno sopra.
    Quanto a "è giusto averlo pubblicato?": io direi che sei libera di pubblicare chi e cosa vuoi, unica cosa fare attenzione ai contenuti. L'insulto palese a una persona può tradursi in diffamazione in un attimo e sarebbe stato meglio ti fossi protetta da subito censurandolo, perchè in quanto proprietaria dello spazio sei responsabile di ciò che vi viene scritto. Non che io sia a favore della censura, ma personalmente io rischio del mio, non faccio rischiare altri, per giunta a casa loro.
    Ma la vera domanda è: perchè usare il tuo blog per esprimere la sua opinione giusta/sbagliata che sia) e passare dei concetti? Non poteva usare il suo? E' il bisogno, forse, di poter avere un megafono?

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    1. Non ho discusso con Gaspare dei motivi per cui abbia deciso di mandare il post a me invece di metterlo sul proprio blog, però posso immaginarlo perché anche io ne ho scritto diversi. Un guest-post serve a farsi conoscere da lettori diversi rispetto alla solita nicchia. Secondo me, non c'è niente di male. :)

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    2. No, certo. Io stesso ne ho scritti più di 70.

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  6. Io sono uno di quelli a cui il guest-post precedente non è piaciuto molto, lo ammetto (non l'ho commentato proprio per questo, visto che cerco sempre di evitare la polemica). Per questo, io probabilmente al tuo posto non l'avrei pubblicato. Anche io sono molto sensibile ai temi della censura e della libertà d'espressione; credo però che il blog non sia una testata giornalistica (che pure decide cosa pubblicare e cosa no) ma l'espressione del suo gestore, che può, anzi deve, decidere cosa è opportuno pubblicare e cosa no. Per questo, non mi sarei affatto sentito un censuratore nel rifiutare un guest post: semplicemente compio una scelta per me stesso, e del resto l'autore del guest post può pubblicarlo da qualche altra parte. E' per questo che io personalmente non lo avrei fatto, ma se tu al contrario te la senti, allora dovresti farlo :) . E' pur sempre una tua libertà d'espressione.

    Per quanto mi riguarda, in ogni caso, se la seconda parte del guest post sarà dello stesso tono della prima, probabilmente continuerà a non piacermi. Non per questo però mi cambierà qualcosa: continuerò a seguire il blog come sempre. Ci sono già stati post che ho apprezzato meno in passato (anche se non ti dirò mai quali :P), ma la cosa non mi ha mai dato fastidio e continuerà a non farlo. Da una parte è una questione di tolleranza, ma il motivo principale è più pratico di di quanto sembri: se seguissi e commentassi solo i blog di cui approvo ogni singolo post, seguirei e commenterei solo i miei, il che sarebbe se non altro controproduttivo. Quindi, come ho già detto, se ti senti di postare il post secondo me lo dovresti fare, in barba a chi lo potrebbe o non lo potrebbe apprezzare. Se poi qualcuno smette di seguirti solo per un post... meglio perderlo che trovarlo! Insomma, meglio pochi ma buoni che tanti ma suscettibili, e che non tollerano un pensiero diverso dal loro :) .

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    1. Per me puoi anche dirmi quali, qui o in privato, io non mi offendo. So che a volte ho opinioni impopolari, specialmente quando parlo delle mie convinzioni filosofiche. Non tutti apprezzano i principi della filosofia orientale, per quanto siano benefici, per esempio. Io preferisco una critica rispetto a un "sono d'accordo" non sincero.
      Anzi, visto che siamo in fase di coming-out, ti dico che a suo tempo non mi era piaciuta una tua recensione su un libro che ho letto anch'io. Era scritta bene ma non ero d'accordo con quello che dicevi. ;)

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    2. No, in realtà non sono i post filosofici. Ci sono semplicemente cose su cui non credo saremo mai d'accordo, ma non è un problema: cerco di essere il più tollerante possibile ^_^ .
      Per la recensione, non c'è nessun problema: le "recensioni" sono tra i miei post più soggettivi, ci sta che le mie idee personali non siano condivisibili. Nessun problema, quindi! Se vuoi puoi dirmi anche che libro era, tanto nemmeno io mi offendo :D .

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  7. A me il post di Gaspare è piaciuto molto, come si evince anche dal mio telegrafico commento. Non entro mai nelle polemiche, e se mi capita di entrarci (come mi è capitato) è per pura distrazione.
    Posso comunque dirti che per quel che riguarda i guest post sono molto poco flessibile, per questo tendo a non pubblicarne. Ne ho rifiutati ben tre in tempi recenti solo perché il loro spirito, se non l'argomento, non era al 100% in linea con quello che anima il mio blog.

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    1. Se non ricordo male, anche tu sei bilancia: siamo per natura diplomatici e accomodanti. Però odiamo le ingiustizie, quindi finiamo nelle polemiche senza neanche accorgercene. Almeno, per me è così, non so tu... ;)

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    2. Io in genere quando noto che nei commenti a un post si innesca una polemica prendo e me ne esco. Talvolta è capitato che io abbia scritto un commento di troppo e ne sia rimasto per alcuni minuti invischiato.
      Non credo comunque si possa parlare di vere e proprie ingiustizie nel caso dei blog. Al massimo c'è qualcuno che predica bene e razzola male.

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    3. Non mi riferivo solo al blog, ma a un atteggiamento generale nei confronti della vita.

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  8. Era il primo post che ho letto visitando un blog dedicato a scrittori esordienti; il tuo è anche uno dei primi blog per scrittori esordienti e blogger che ho visitato. A me l'articolo è sembrato sì polemico, autocelebrativo e un po' sopra le righe, però è interessante... a dire il vero l'ho letto più volentieri di altri scritti politically correct... ma forse il mio è un giudizio da candida neofita... forse io le frecciatine tra le righe non le vedo perchè non le posso vedere... se un blog diventa il pretesto per una serie di insinuazioni che solo tra blogger e scrittori di vecchia data sono comprensibili, e per il resto del pubblico è come esser tagliati fuori forse certi articoli non andrebbero pubblicati. Ma se il contenuto è interessante e magari scalda un po' gli animi in modo creativo val la pena di pubblicarlo, a mio parere...

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    1. Come ho avuto modo di chiarire privatamente con le parti interessate, io non avevo colto il riferimento a una persona precisa. Sono un po' babba, forse, ma si sa che il "tu" generico è una tecnica narrativa precisa. Quindi non si tratta di un accordo fra blogger di vecchia data, ma di una mia presunta ingenuità. :)

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    2. P.s. solo adesso mi sono accorta (d al suo commento sotto) che non sei Sandra... quindi benvenuta! :)

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    3. P.s. solo adesso mi sono accorta (d al suo commento sotto) che non sei Sandra... quindi benvenuta! :)

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  9. Anche io non ho trovato di mio gradimento il post, e ho accuratamente evitato di intervenire. Per dire la verità ho già visto altri interventi di Gaspare, in giro, e neppure quelli erano di mio gradimento. Perché la forma è sostanza, volenti o nolenti, e io posso leggere comunque un post che non condivido (come quello), ma non lo voglio leggere se presentato in quel modo. Ad essere sincero, l'ho letto proprio solo perché era qui. Altrimenti l'avrei ignorato, come ho sempre fatto: la vita è troppo corta per fare certa polemica.
    Poi è chiaro che tu non sei lui (e per fortuna, dico io), ma che tu ne abbia un riflesso, avendolo pubblicato, era inevitabile. La seconda parte non la leggerò: ho cose che mi stanno più a cuore. I tuoi post, invece, li leggerò. Come sempre :)

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    1. No, decisamente non sono lui: vorrei farmi crescere la barba per assomigliargli un po' di più, ma meglio evitare! :-D

      Grazie Michele, è bello averti fra i miei lettori. :)

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  10. Non ero contrario ad un cambio del pezzo, ci eravamo accordati sin da subito per questa eventualità, evidentemente a Chiara ha colpito abbastanza e sull'onda dell'entusiasmo lo ha pubblicato in purezza.
    Soprattutto perché questa introduzione "forte" modellava bene il comparto tecnico successivo, quindi in una lettura complessiva determinati lemmi prendevano il senso che avevano (o ci si distraeva dal notarli XD).
    E' anche per questo che Chiara ha una presa di posizione ben più accomodante della vostra: ha una visione completa del contenuto.

    Ad esempio lei sa benissimo che io non posso parlare di Imperi "fra le righe", perché c'è in seguito un paragrafo anche simpatico che lo nomina direttamente.

    Comunque dire che G.M. è quello che è rispecchia al 100% il mio pensiero, l'ho enunciato più volte in molte sedi e con attribuzioni peggiori. Può venire cancellato perché ovviamente l'intento è definire una persona e non recar danno a un'altra, cioè Chiara. E' ovvio che è del tutto lecito cancellare questa cosa, se si ravvede un rischio. Il pezzo non perde nulla e si può trovare altra espressione equivalente (ma non meno aspra).
    La libertà di espressione non viene lesa.
    Mi prendo la parte più considerevole di questa ingenuità, quella meno gentile in assoluto, lascio a Chiara ovviamente la parte bella di una passione per l'asserzione, ma se devo mettere in discussione una posizione intellettuale non esiste altro modo che svitarne i cardini. Ed è un lavoro sporco di parolacce e dita puntate.

    Agli altri lascio i raccontini di Alien sui loro blog. Sono molto... carini.

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    1. Grazie Gas.

      Non ho niente da aggiungere a questo tuo intervento, perché ne abbiamo già parlato privatamente. Leggerò di nuovo la seconda parte del post, e se noterò "qualcosa di strano" ne parleremo in serenità. :)

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    2. Però nel post hai parlato fra le righe :)
      Riguardo a ciò che pensi di GM, è lecito, finché resta come tua opinione o lo scrivi nel tuo blog. Ma in casa altrui non puoi insultare gli altri, altrimenti manchi di rispetto a chi ti ospita. Oltre al fatto che potrebbe anche arrivare una denuncia.
      Inoltre, per mettere in discussione una posizione intellettuale non servono le parolacce, serve il dialogo. Altrimenti trasformi il tuo blog e quello degli altri in un campo di battaglia.
      Per quanto mi riguarda io ho chiuso da anni con le guerre da tastiera.

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    3. Ah, dimenticavo: ognuno scrive ciò che vuole, Gaspare. Se tu vuoi fare letteratura impegnata, sei libero di farlo. Per me è già fin troppo impegnativa l'esistenza, quindi quando leggo e scrivo voglio altro, voglio uscire dall'esistenza.
      I raccontini di Alien - anche se non so a chi ti riferisca, sebbene sia io che Salvatore abbiamo scritto dei raccontini con alieni - sono letteratura di consumo, di intrattenimento, che non ha nulla da invidiare a quella impegnata.

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  11. Non ho commentato la prima parte del post di Gaspare perché volevo prima leggerlo tutto. Il che già risponde alla tua domanda "cosa faccio?" Secondo me è giusto pubblicare la seconda parte.

    Sul mio blog non ho mai avuto guest post e di solito quando li vedo sugli altri blog non li leggo affatto, quindi non mi esprimo sulle altre domande che poni. Non so dirti perché non sono una grande fan dei guest post, forse perché vengo qui quando ho voglia di sentire la tua voce, vado da Grazia per Grazia e da Tenar per Tenar.. So cosa aspettarmi da Daniele, da Salvatore, da Michele... è più la persona che il contenuto a invogliarmi.
    Questo dilemma che poni non è di facile soluzione, non so come risolverlo, in genere se c'è della polemica me ne vado a gambe levate, ho letto il guest post di Gaspare solo perché ho un'ammirazione sfegatata per la sua scrittura e la sua persona.

    Non credo, comunque, che nessuno ti reputi responsabile per quel che Gaspare pensa, cara Claire.

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    1. Io invece leggo sempre i guest-post se sono di persone che conosco: come dici tu, so cosa aspettarmi, c'è anche una cerca curiosità. Per quelli di sconosciuti invece sono più titubante, dipende dall'argomento.
      Pubblicarli, invece, è un modo per dare spazio a più voci, e aiuta a gestire le scadenze. Quando avevo i due aggiornamenti fissi, a volte erano una manna dal cielo.

      Non sono responsabile di ciò che Gaspare pensa, ma forse di ciò che scrive qui sì. :)

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  12. A me l'articolo è piaciuto e aspetto la seconda parte, sono molto curiosa di leggerlo. Il tono aggressivo non l'ho percepito particolarmente forse perché non mi sono sentita toccata (sono self anch'io nel bene e nel male) e per certi versi condivido alcuni suoi punti di vista. Poi riguardo al tuo discorso sulla libertà di espressione la penso come te, per citare il titolo del mio primo romanzo la libertà ha un prezzo altissimo, ma è un prezzo che sono disposta a pagare.

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    1. La libertà è tutto. Ce la vogliono rubare, ma noi siamo più forti. :)

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  13. Sto entrando in punta di piedi per curiosità. Premetto che non ho letto i commenti non per snobbarli ma per non lasciarmi confondere, dato che sono già confuso. Non capisco il perché del tuo blog. Pubbichi tuoi scritti? Oppure controlli l'effetto che producono sui tuoi lettori? Puoi darmi delucidazioni? Grazie.
    C'è in rete gente che scrive anche bene, ma che quando presenta i suoi libri li autoproclama "piccolo capolavoro" oppure "gioiello della narrativa" e si autodefinisce uno dei più grandi scrittori contemporanei, magari incompreso ovvero non pubblicato dalla Grande Editoria.
    Io ho pubblicato due romanzi e un volume di poesie, mai nella Grande Editoria. Penso che questa superbia mi manchi, e questo è molto strano perché tutti quelli che mi conoscono dicono di me che sono superbo. In senso lato certamente, ma nello specifico assolutamente no. Un vecchio detto di mio nonno era "chi si loda si sbroda". Convengo col mio antenato. Ma certamente sbaglio e questo è dovuto ad un eccesso di pudore nel rivelare quel che sento dentro.
    Come pure nella mia attività artistica: nessuno mi ha mai sentito dire "questo quadro è un piccolo capolavoro". Sono gli altri, i galleristi e critici a dirlo, io mai. E forse sbaglio anche lì, ma è il rovescio della medesima medaglia.
    Mi scuso dello spazio che mi sono preso forse arbitariamente. Ma dato che io le cose le sento a pelle mi associo ai tuoi sostenitoti.

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    1. Ciao Vincenzo, per prima cosa benvenuto! :)
      Il perché del mio blog é spiegato nella pagina "lo scopo del blog", che trovi in alto. Anche se è da aggiornare credo aiuti a inquadrare la mia scrittura sul web (perché quella narrativa è tutta un'altra cosa): AAM è nato come diario di bordo per la stesura del mio primo romanzo, dopo tanti anni di silenzio. In passato avevo pubblicato un paio di racconti. Quando ho ripreso sentivo il bisogno di confronto e di condivisione, così eccomi qui. Pubblico articoli che riguardano la scrittura in senso lato, ma tutti pertinenti piccole considerazioni e scoperte fatte in questo periodo di rinascita creativa. Non mi sono mai considerata una scrittrice. Non ho mai pensato di essere un'autrice di capolavori. Sono una persona, però, che si mette in gioco.
      Mi sta venendo il dubbio che nella seconda parte del tuo commento non ti riferissi a me, ma a Gaspare Burgio, il mio ospite autore del post incriminato. :)

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Ho capito. Grazie. Andrò a leggere e mi sarà più chiaro. Comunque il mio blog è nato, e lo dichiaro nel primo post, dietro invito del mio editore di mettermi in luce nel web parlando del mio primo romanzo "Martedì dopo l'autunno".
      Non alludevo assolutamente a te, ma nemmeno a Gaspare Burgio, che conosco relativamente poco. Ma non dirò a chi alludessi. Si dice il peccato, mai il peccatore.

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  14. Ho assistito, ma non ho partecipato. Non mi vedevo chiamata in causa dalle parole di Gaspare, dunque ho letto con distacco con tutti i filtri che di solito attivo quando sento puzza di polemica e non sono intervenuta. Io non conosco bene il tuo ospite, però di lui, ogni tanto, leggo e apprezzo qualcosa (ultimamente l'ho pure nominato per #adottaunblog, figurati!); capisco le ragioni di chi si è sentito tirato in ballo, l'articolo mi è sembrato una bella provocazione (ma io ho sorriso, perché, se ho capito il tipo di persona, dev'essergli venuto tutto molto spontaneo).
    Al di là, dunque, di ogni cosa scritta e detta, io non ti ho associato al pensiero di Gaspare, non mi preoccupa il suo pensiero e sono molto curiosa di leggere la II parte del suo articolo.

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    1. Esatto: anche tu hai colto la natura della provocazione. Avendo familiarità con gli scritti del personaggio riesco a capire dove sia la buona e la malafede. Io ho pubblicato il post, ma ho lasciato gestire le polemiche a lui, intervenendo solo quando strettamente necessario.

      Sicuramente la seconda parte del post lunedì ci sarà. :-)

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  15. Ciao Chiara, avevo letto anche la prima parte, ma non ho commentato semplicemente perché non avevo niente da dire: mi sembrava che l'autore avesse detto più che a sufficienza.

    Nel mio blog non ho la formula dei guest-post, perché sarebbe qualcosa in più da gestire con estrema cura, ma scrivo volentieri guest-post per altri blogger se lo desiderano. Quello che è certo è che il padrone di casa in genere condivide con me non solamente il contenuto, ma anche lo stile con cui scrivo. A me il tono ha irritato appena un po', ma di certo non mi ha scandalizzato.

    Premesso questo, io non lo avrei pubblicato da me perché non è in linea con il mio blog. Un post - o un guest- post - dovrebbe rispondere a uno di questi miei criteri, discutibilissimi come qualsiasi cosa esista sulla faccia nella terra, senza escludere la blogosfera:
    a) divertirmi in maniera garbata, come fa Sandra;
    b) essere utile, come ad esempio un post su come si fa un epub (Maria Teresa);
    c) insegnarmi qualcosa di nuovo, o approfondire un tema (i post di Tenar, o anche i tuoi sulle filosofie orientali o sulla sociologia);
    d) farmi riflettere con concetti che mi conducono... ad altri concetti (vari blogger lo fanno, e non sto a menzionarli tutti perché sono molti).

    Ad esempio, perdonami se sbaglio, Gaspare non è l'autore di un guest-post molto interessante sull'omosessualità in letteratura? Quello sì che mi era piaciuto e attendevo con grande interesse la seconda parte, ma non mi pare sia mai arrivata.

    Vorrei comunque leggere anche la seconda parte di questo per chiudere il cerchio.

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    1. Non sbagli: il post sull'omosessualita' in letteratura era stato scritto proprio da Gaspare. Poi era sparito dalla blogosfera e dal web per motivi personali, e solo di recente é tornato. Abbiamo perso i contatti per quasi un anno. Magari in futuro chissà, si potrà riparlare dell'argomento.
      Mi fa piacere comunque che tu gradisca i miei post. Di sociologia non scrivo da un po': sarà il caso di riprendere, non pensi? :) baci

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  16. Sono tra quelli che non hanno gradito e hanno espresso il disappunto. Ma quanti non hanno apprezzato e hanno preferito il silenzio? Questo non si sa e quindi cara Chiara non hai il vero polso della situazione. Leggendo le risposte di Gaspare ho capito che non ci si può intendere e avrei fatto meglio a non commentare fin dall’inizio, amen. Mi sembra che si giri intorno ai punti cruciali senza voler capire. Ma quell’offesa che tu hai lasciato nel post per 3 giorni, la reputo grave. Noto è il caso della blogger condannata dal tribunale per un commento, neppure per un guest post, e credo che le parole di Gaspare potevano essere degne di una querela. Grazie a Cristina M. per le parole sul mio blog qui sopra, mi hanno fatto molto piacere. Sandra

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    1. Quel "cara Chiara" mi sembra molto sarcastico. Penso tu sia l'unica fra le persone che hanno commentato ad avermi accusato di essere in malafede, ma pazienza. Si vede che dopo tanto tempo ancora non hai imparato a conoscermi, perché tutti gli altri lettori hanno capito che da parte mia c'è stata solo ingenuità. Critichi i toni di Gaspare, ma tu in questo commento non sei stata molto più gentile, e la cosa mi spiace.
      C'è una cosa che mi lascia perplessa in tutta questa situazione: nessuno pare aver gradito, ma tutti vogliono leggere il seguito.
      Secondo te perché?
      P.s. Credevo che l'anonimo sopra fossi tu...

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    2. Ciao Chiara, sono l'anonima che hai scambiato per Sandra, ma da ora in poi mi firmerò Stefania, visto che sto prendendo finalmente confidenza col mezzo informatico... Grazie del benvenuto in casa tua, vedo che sono arrivata proprio in un momento delicato! Scusa se ti ho fatto fare un po' di confusione... Comunque, visto che sono qui, ti dirò che ho letto altri post di G. Burgio, anche sul suo blog, e devo dire che è interessante ma va preso a piccole dosi!! Almeno nei post, perchè invece le antologie continuo a difenderle sempre più. Spero che con la pubblicazione della seconda parte di questo dibattutissimo post si faccia più chiarezza e si plachino gli animi.

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    3. Spero di sì! :)
      E spero che tu possa apprezzare anche gli altri post che pubblicherò qui!
      Benvenuta di nuovo, e a rileggerci!

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