martedì 31 gennaio 2017

#imieiprimipensieri - tutto il resto è noia

Oggi: noia che sbatte come una persiana al vento.
(Leo Longanesi)
 
Scrittura di getto e senza revisione, 1° prova – Tempo previsto: 20 minuti.

Quando siamo bambini e adolescenti, la noia è associata alla necessità di riempire il proprio tempo con attività piacevoli. Da adulti la percezione cambia. Al centro di tutto, c’è sempre lo scorrere dei minuti. Ma il divertimento, ora, non è più legato alla necessità di adrenalina, ma è il bisogno di un dettaglio che interrompa la sensazione di aver incanalato il proprio percorso esistenziale lungo binari che non prevedono alcuna deviazione. Quando tutto è uguale si cerca spasmodicamente qualcosa che, come un lampo che spezza il bianco delle nuvole, renda vane e inutili tutte le routine. A volte, persino una rogna – come un Ape-Car che va a 30 all’ora in tangenziale – diventa foriera di novità. Perché, mentre sei in coda, pensi. Trovi una pausa dal normale. Ed è in questa pausa che si concretizza la creatività.

giovedì 26 gennaio 2017

I miei primi pensieri - invito ai blogger


Sorridi, respira e agisci con calma.
Thich Nhat Hanh

Circa un mese fa, nel post I primi pensieri dello scrittore, ho citato un brano, tratto dal saggio Scrivere Zen di Natalie Goldberg, che evidenziava l’immenso valore creativo delle nostre idee originarie.

Siccome dai commenti è emerso che molte persone hanno difficoltà ad abbandonare il controllo che la mente esercita sulla loro creatività, ho deciso di proporre un gioco che sarà utile a tutti, compresa la sottoscritta. Mi trovo infatti in una fase piuttosto delicata della mia gavetta letteraria: dopo aver integrato nel mio modo di scrivere le basi di una competenza narrativa sì migliorabile ma comunque discreta, sento la necessità di ritrovare la connessione con quella creatività gioiosa e un po’ anarchica che in passato ha dato vita ai miei testi più intensi. Ho bisogno di impazzire, e voglio farlo insieme a voi.

Prima, però, una piccola precisazione.

Il libro in questione non è un polpettone new-age, ma un manuale di scrittura a tutti gli effetti. Tratto dalle lezioni tenute dall’autrice negli anni ottanta, è diverso dagli altri perché ispirato ai principi della filosofia zen. Essi non vengono menzionati esplicitamente, ma fungono da filo conduttore.

Ne riassumo alcuni, a parole mie:

giovedì 19 gennaio 2017

La voce del Jolly #1 - Davide Laura, dalla strada alla Scala


Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime.
(Victor Hugo)
Da due anni, il musicista Davide Laura allieta i pomeriggi dei sanremaschi con il proprio violino: non c’è nessuno, per le strade del centro, che non conosca e non apprezzi la sua musica. Perché, quindi, non consentirgli di rappresentare la città al Festival? Questa è stata l’idea degli amministratori del gruppo Facebook “Sei di Sanremo se…”, che una decina di giorni fa hanno creato l’hashtag #vogliamodavidelaurasulpalcodell’ariston. Diversi lettori hanno scritto a Carlo Conti per metterlo al corrente dell’iniziativa. In poche ore, un’idea nata quasi come un gioco è diventata virale.
Davide, per diffondere la propria musica, non ha partecipato a un talent o venduto l’anima al demonio: ha semplicemente allestito una postazione in via Matteotti e si è messo a completa disposizione della gente. L’energia veicolata dalle sue note, poi, ha fatto il resto.  Se non ci credete, guardate con i vostri occhi. O meglio: ascoltate con le vostre orecchie. Troverete le sue performance qui e qui: come potrete osservare nel secondo dei due video, anche RaiNews si è interessata a lui…
Vi ho parlato a lungo del Jolly - figura metaforica che lo scrittore Jostein Gaarder ha scelto per spiegare il ruolo dell’artista nella società post-moderna - ma non ho mai avuto l’opportunità di ospitarne uno. Leggete le sue risposte con attenzione: vi faranno capire che essere anticonformisti non significa diventare degli emarginati sociali, ma affermare la propria libertà creativa senza filtri. E che il Jolly non è un supereroe, ma una persona consapevole della propria missione di vita e disposta a mettere l’ego in secondo piano per donare il proprio talento agli altri. Così ha fatto Davide: seppur inserito in contesti musicali importanti, non ha mai rinunciato al contatto con la gente e considera la strada allo stesso livello dei palchi più blasonati.
Spero che l’hashtag #1, vicino al titolo dell’intervista, possa essere di buon auspicio. Ora che il focus del blog sta arrivando a includere, oltre alla scrittura, altre forme artistiche, vorrei che questo post fosse il primo di una serie. Ma non andrò a cercare i miei Jolly: li troverò grazie alla loro arte, come è accaduto con il nostro cittadino onorario, che infinitamente ringrazio per la propria disponibilità.

giovedì 12 gennaio 2017

Quattro consigli di scrittura da Rob Brezsny


Niente si regala tanto generosamente quanto i propri consigli.
(Francois Delarochefoucauld)

Prima di addentrarmi nei meandri di questo articolo, occorre rispondere a una domanda: chi è Rob Brezsny?
Uno scrittore? Un filosofo? Un life-coach? Uno scienziato? Un guru?
No. O meglio: non solo. Rob Brezsny e uno dei più celebri astrologi facenti capo alla scuola psicologica-evolutiva. Le sue indagini, qui in Italia, sono tradotte e pubblicate dalla rivista: “Internazionale”.
Come ben sapete, io diffido dell’oroscopia sommaria proposta dai giornaletti e di tutti quegli pseudo-guru che millantano di predire il futuro. Brezsny non ha questa pretesa: lui, come tutti i colleghi che seguono il medesimo approccio, interpreta i possibili effetti emotivi dei transiti planetari e offre qualche suggerimento (spesso con toni ironici) per affrontarli senza impazzire. Secondo me è bravo. Dannatamente bravo. Così bravo che, commentando le sue analisi, più volte ho scritto: “oddio, mi sta seguendo di nuovo!”
Per il 2017, il buon Robert ha offerto alla Bilancia quattro consigli che intercettano i punti deboli su cui ho lavorato negli ultimi anni. Farne tesoro potrebbe accelerare un processo evolutivo già attivo da tempo e portare benefici sia alla mia scrittura sia alla mia esistenza. Ho deciso di condividerli con voi perché ritengo che il loro valore trascenda il segno zodiacale e la dicotomia credere/non credere: quando si tratta di psicologia o di arte, ogni spunto di riflessione diventa importante. Discuterne insieme, ancora di più.

venerdì 6 gennaio 2017

Tre parole per il 2017


A chi crede nei sogni, basta un gradino per raggiungere le stelle.
(Antonio Aschiarolo)

Da quando Appunti a Margine è nato, è mia consuetudine inaugurare l’anno virtuale con il post delle Tre parole. L’idea originale è di Chris Brogan, ma io ho conosciuto questo gioco grazie a Daniele Imperi, che dal 2010 lo propone sul suo blog. Quest’anno anche Silvia Algerino è stata della partita.

Se qualcuno di voi desidera unirsi al meme, è il benvenuto. Mi permetto però di darvi un consiglio: non limitatevi a scrivere un articoletto di cui vi dimenticherete subito dopo aver risposto ai commenti, altrimenti l’esercizio non servirà a nulla. Scrivete i vostri concetti chiave su un post-it da tenere sempre a portata di sguardo, e lavorate su questi obiettivi nei mesi che verranno, perché è così che si innescano i cambiamenti. Diversamente, tutti i buoi propositi finiranno nel cestino della carta straccia.

Per quel che mi riguarda, è tempo di bilanci: com’è andata con le parole del 2016? Difficile dirlo. Fiducia, leggerezza e amore non si comprano al supermercato. Se avessi scritto: “desidero perdere 10 kg” non avrei avuto alcun dubbio sul raggiungimento dello scopo. Comprendere se un concetto astratto è stato integrato nel proprio carattere, invece, richiede un profondo lavoro di auto-analisi. Sicuramente queste qualità vivono dentro di me in misura maggiore rispetto a un anno fa, ma la loro presenza non è ancora diventata una costante: tendo spesso a demoralizzarmi, a prendermi troppo sul serio e a sostituire la passione con un profondo senso di stanchezza. Mi concedo, dunque, ancora un po’ di tempo per concretizzarle. Noto invece con piacere che le parole del 2015 (Intuizione, Libertà e Costanza), anche se ho impiegato più tempo del previsto, sono state adeguatamente valorizzate. E lo saranno ancora di più, in futuro.

Ora, la mia nuova missione!