giovedì 29 settembre 2016

Storia in sei parole ... rovesciata!


Dopo il successo ottenuto dalle prime due puntate della Storia in sei parole, quella a tema astrologico e quella dedicata al Jolly ho deciso di ospitare nuovamente la rubrica ideata da Michele Scarparo.

Lui la presenta così:

“Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.”

La tematica di oggi rovescia l’iniziativa del nostro amico. Michele, infatti, prende spunto da vocaboli stranieri intraducibili nella nostra lingua, ma anche sul dizionario italiano sono presenti tanti termini per i quali non esiste un corrispettivo in nessun altro idioma. Qualche mese fa ne ho trovati diversi, ed era mia intenzione radunarli in un post. Siccome, però, la procrastinazione è il male assoluto, oggi ne ho scelti tre, tutti per voi.

giovedì 15 settembre 2016

L'autunno - una stagione che somiglia a me e alla mia scrittura


L'autunno ha più oro in tasca rispetto a tutte le altre stagioni.
(Jim Bishop)

Le persone sono come le stagioni.
È comodo dire: “la mia stagione preferita è la primavera” … Grazie al cazzo!
Gli individui rose e fiori hanno sempre vita facile, basta che sorridano e facciano un paio di smancerie che subito guadagnano le simpatie del prossimo. Le anime autunnali, invece, piacciono solo a chi le sa comprendere. Attirano gli amanti delle sfide perché sono sole e pioggia insieme, perché nascondono la propria dolcezza dietro nubi grigie fatte di brutti ricordi, traumi non superati, rancori repressi. Sono introverse e timide; hanno paura. Ma chi sa cogliere ogni sfumatura della loro sensibilità può ascoltare le note che hanno dentro e cogliere il loro lato più poetico.

giovedì 8 settembre 2016

Il Jolly e la gassosa purpurea - la disinformazione


Ci sono due errori che si possono fare lungo la strada verso la verità:
non andare fino in fondo e non partire.
(Buddha)

(Se non vi ricordate chi è il Jolly e qual è il suo intento, leggete qui)

Per risvegliare i nani, facendo in modo che acquisiscano consapevolezza di sé e non permettano più al sistema socio-culturale di manipolare le loro menti, il Jolly deve scovare uno per uno tutti gli ingredienti presenti nella gassosa purpurea, la bevanda alienante che li plagia. 
Tra questi c’è sicuramente una droga pericolosissima mascherata da sostanza benefica: la disinformazione.


Quando i social sono diventati il baluardo della comunicazione di massa, nemmeno il Jolly si aspettava di essere sommerso da così tante notizie fuorvianti. Talvolta, soprattutto i primi tempi, è stato tradito dalla propria buona fede e le  ha condivise per errore. La cosa l’ha fatto sentire profondamente in imbarazzo. Per auto-tutelarsi, quindi, ha imparato a riconoscere gli elementi ricorrenti dell’informazione ingannevole e a smascherarli. Ora verifica sempre le fonti e sa riconoscere a colpo d’occhio un articolo inattendibile.  

I nani, al contrario, sono pesci intontiti che nuotano nel mare dei social, sempre pronti ad abboccare non appena qualcuno lancia loro un succulento vermicello infilzato all’amo. Su internet non cercano informazioni ma solo la conferma di ciò che già credono di sapere. Considerano i media paladini della giustizia e non si rendono conto di essere burattini nelle mani del quarto potere.

giovedì 1 settembre 2016

Terza stagione - i progetti per l'anno che verrà



Viaggiatore, non c'è sentiero: il sentiero si fa mentre cammini.
(Antonio Machado)

Eccomi, cari lettori. Spero di esservi mancata almeno un pochettino, durante questo mese di silenzio. Comunque non vi preoccupate: io torno sempre, come le verruche. E quest’anno torno particolarmente carica, perché mi trovo in un periodo decisivo per la mia crescita personale.
Negli ultimi anni, attraverso alcune situazioni decisamente snervanti, sono stata costretta a togliere tutti gli strati del mio inconscio e a comprendere cosa si celasse dietro la maschera che indossavo.  Ho compiuto un lungo viaggio dentro me stessa, grazie al quale ho scovato le abitudini di pensiero, i comportamenti auto-sabotanti e le convinzioni responsabili di avermi allontanata dalla mia vera natura. Ora, con una determinazione che poco si confà alla mia eterna etichetta di pappamolla, mi sto avvicinando alla svolta, soprattutto psicologica, che stavo cercando da tempo.
Questo cambiamento, inevitabilmente condizionerà anche la mia scrittura, perché il blog e il romanzo sono figli della mia creatività, spugne che assorbono ogni emozione. Se io divento più matura e consapevole, lo diventano anche loro. E se crollo, mi seguono nel baratro. Sapete cosa significa tutto ciò? Che questo potrebbe essere un anno decisivo anche per il futuro dei miei bambini elettronici.
Il futuro…
Che bella parola.
Per pianificare il futuro, però, bisogna comprendere il passato.